Genere
Action RPG
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
64,00 Euro
Data di uscita
13/3/2004

Final Fantasy Crystal Chronicles

Final Fantasy Crystal Chronicles Aggiungi alla collezione

Datasheet

Genere
Action RPG
Distributore Italiano
Take2 / Halifax
Data di uscita
13/3/2004
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
4
Prezzo
64,00 Euro

Lati Positivi

  • Ottimo sistema di combattimento
  • Modalità multiplayer appagante
  • Realizzazione tecnica di rilievo
  • Accompagnamento sonoro di alto livello
  • Controlli semplici e intuitivi

Lati Negativi

  • Trama trascurata
  • Azione di gioco ripetitiva
  • Non è facile esaudire i requisiti per il multiplayer

Hardware

Per giocare a Final Fantasy Crystal Chronicles sono necessari una confezione originale del gioco e un GameCube PAL dotato di joypad e di una Memory Card. Il gioco non presenta il selettore per i 60 Hz, tuttavia l'ottimizzazione di Final Fantasy Crystal Chronicles è di buona fattura. Nel caso si voglia tentare la strada del multiplayer è indispensabile un Game Boy Advance (munito di relativo cavo link) per ogni membro del party.

Multiplayer

Final Fantasy Crystal Chronicles è stato creato espressamente per sfruttare al massimo le potenzialità del multiplayer. Sino a un massimo di quattro giocatori, infatti, possono entrare a fare parte dell'avventura: ricordate però che, nel caso si decida di proseguire in assenza di un membro, questi non vedrà progredire il suo personaggio con il resto del gruppo.

Link

Recensione

Final Fantasy Crystal Chronicles

E chi ci sperava più? Deve essere stato pressappoco questo il commento di molti giocatori di vecchia data alla vista di una confezione recante, nello spazio di pochi centimetri e ben affiancati, il marchio Nintendo e quello di Final Fantasy. Dopo i primi entusiasmi è però necessario capire se tutto questo rappresenti un glorioso ritorno al passato o, più semplicemente, un nuovo inizio.

di Andrea Focacci, pubblicato il

In ogni caso, per quanto non rispecchi una scelta di game design del tutto brillante, il particolare può comunque essere perdonato sull'altare della cementificazione dello spirito di gruppo: starà ai compagni proteggere l'amico momentaneamente inerme anche se, a dire il vero, la cosa potrebbe costituire un discreto intralcio nelle situazioni più concitate.

FORZA, COORDINAZIONE E STRATEGIA

Dove Final Fantasy Crystal Chronicles mostra tutta la sua differenza con il passato è nel cuore stesso del Gioco di Ruolo, ovvero il sistema di combattimento. Se la tradizione vuole la creatura di Square Enix concentrata sulle battaglie a turni – con grande dispendio di sequenze filmate e l'accumulo di punti esperienza – il titolo GameCube segue il filone Hack'n Slash tanto caro a giochi come Baldur's Gate: Dark Alliance o la serie di Gauntlet: i nostri personaggi sono protetti dal miasma grazie a una sorta di coppa contenente il cristallo purificatore; questo calice ha un raggio d'azione limitato entro il quale i nostri debbono rimanere. Grande importanza strategica è quindi rivestita dal compagno detentore del calice – che oltre a combattere con gli altri membri del party dovrà altresì cercare di non allontanarsi troppo dal cuore dell'azione – mentre, nella modalità single player, questo compito viene assolto da un Moguri che, occasionalmente, proverà a darvi man forte con un paio di incantesimi elementari.

Per il resto, i dungeon seguono un percorso piuttosto lineare, con i primi nemici a costituire un intralcio necessario per giungere al prezioso albero, immancabilmente protetto dal boss di turno: come già detto, vista la mancanza di punti esperienza, la ricompensa per ogni combattimento è rappresentata da vari oggetti e artefatti che gli avversari morenti lasciano cadere sul terreno alcuni dei quali, una volta raccolti, vanno a potenziare direttamente le abilità del personaggio. E' un meccanismo che a volte va a intaccare lo spirito di squadra dato che, in alcuni casi, per sbaglio o per volontà subdola, un giocatore che non ha praticamente mosso un dito potrebbe finire per impadronirsi degli oggetti sul terreno. E' anche vero che questa tentazione è in parte attenuata dal sistema remunerativo di fine livello: il gioco propone infatti sullo schermo del Game Boy Advance vari obiettivi bonus, diversi per ogni giocatore, che se portati a termine con successo possono condurre a nuovi artefatti in grado di migliorare il personaggio del proprietario.

UN TASTO PER GHERMIRLI

Vista l'impostazione di gioco, si è optato per un sistema di controllo piuttosto facile ed intuitivo che – oltre a un paio di tasti per la navigazione nel menu – concentra tutta la sua attenzione sul tasto centrale A (come da filosofia Nintendo).

Premendo ripetutamente il pulsante, infatti, il personaggio si esibirà in una serie di attacchi concatenati che diverranno via via più complessi a seconda dei progressi del personaggio. La pressione prolungata del tasto, invece, produrrà una sorta di mirino sul terreno che, spostato sul nemico scelto, produrrà un attacco speciale molto più potente: è la stessa filosofia che accompagna l'utilizzo delle magie ma che, per contro, blocca il personaggio sul posto con il rischio di renderlo più vulnerabile agli attacchi nemici.
Parlando di magie, è interessante il sistema di gestione delle stesse, che permette di fondere fra loro uno o più incantesimi per produrre attacchi ancora più efficaci: la dimostrazione massima di questa teoria avviene proprio durante il gioco multiplayer, combinando con oculatezza gli attacchi dei vari membri del gruppo. Attenzione però, perché il tempismo nell'esecuzione diventa un fattore fondamentale per il successo dell'operazione.

ACQUA E SALE

Pur non essendo una produzione diretta Square Enix, Final Fantasy Crystal Chronicles conferma di possedere alcune delle caratteristiche fondamentali allo stile della storica software house giapponese. La colonna sonora, per esempio, è di grande caratura con pezzi orchestrati magistralmente e integrati con alcuni accompagnamenti vocali davvero dolci ed evocativi: non è un caso che tutte le musiche del gioco siano già state trasposte su un CD Audio dedicato che, in alcuni centri commerciali italiani, è possibile rintracciare in offerta abbinato alla copia originale del titolo.

Sul lato visivo, il titolo creato da The Game Designer's Studio è un piccolo gioiello di tecnica applicata all'hardware del Gamecube: effetti di luce straordinari, come sempre incantevole l'effetto dell'acqua, ottimo dettaglio poligonale (a fronte di qualche texture a volte un po' dubbiosa) soprattutto all'interno delle cittadine e piuttosto simpatico il fur shading che accompagna i Moguri. Il tutto inquadrato all'interno di un'atmosfera pseudo-medioevale che rende Final Fantasy Crystal Chronicles uno dei prodotti visivamente più convincenti ad aver raggiunto la console Nintendo negli ultimi mesi. Al nostro lungo commento tutte le considerazioni conclusive.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Non è un caso che la nostra recensione si sia focalizzata principalmente sull'aspetto multiplayer fornito dal gioco: Final Fantasy Crystal Chronicles è davvero divertente se vissuto insieme ad altri amici, e fruito in questo modo è in grado di mostrare tutta la sua forza tecnica, il fattore strategico richiesto dalla cooperazione della squadra e la grande originalità con cui il Game Boy Advance è stato utilizzato e piegato ai fini dell'avventura. Un vigoroso inno rivolto a quella connettività di cui Nintendo si è sempre fatta portatrice in questa nuova generazione e che raggiunge la sua massima espressione proprio con il gioco in esame. Non una prova esente da difetti – il gioco deve comunque fare i conti con i pro e contro classici del genere Hack'n Slash – ma che riesce comunque a fornire un meccanismo di gioco più complesso e articolato (per quanto, forse, leggermente più lento) dei soliti Baldur's Gate: Dark Alliance e cloni vari. Discorso diverso, invece, se non si dispone di amici interessati all'avventura. Vissuto in solitudine, Final Fantasy Crystal Chronicles mostra tutti i limiti di un titolo espressamente dedicato per il gruppo: le meccaniche di gioco e il sistema di combattimento continuano a fare il loro dovere, tuttavia la totale assenza di punti esperienza, la stessa trascuratezza della trama e lo svolgimento ripetitivo degli scontri possono minare sensibilmente l'interesse generato dal gioco, correndo il rischio di annoiare il giocatore sin troppo presto o, quanto meno, di non coinvolgerlo eccessivamente. Come già detto, siamo ben distanti dall'anima dei classici Final Fantasy. A chiosa del commento, si potrebbe obiettare che la spesa necessaria per adeguarsi alle richieste del multiplayer, nel caso non si possieda già tutti i requisiti necessari, possa non essere delle più abbordabili (un Game Boy Advance per ogni giocatore più il relativo cavo di collegamento) ma è un sacrificio necessario per tuffarsi totalmente e con piena soddisfazione nella filosofia Nintendo: sarebbe assurdo affossare un ottimo titolo solo perché non si può avere ciò che si vorrebbe avere.