Genere
Gioco di Ruolo
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
69,99 Euro
Data di uscita
29/5/2002

Final Fantasy X

Final Fantasy X Aggiungi alla collezione

Datasheet

Genere
Gioco di Ruolo
Distributore Italiano
Sony Computer Entertainment Italia
Data di uscita
29/5/2002
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
69,99 Euro

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Speciale

Final Fantasy X

Una nuova religione pronta a diffondersi a macchia d'olio, è Final Fantasy X, il messia dei Giochi di Ruolo in arrivo sull'ammiraglia di casa Sony. Stuoli di adepti inchinati di fronte al Maestro, numeri in grado di piegare la più accesa e strenua difesa da parte di chicchessia e una nuova promessa, nuovi personaggi, nuove terre, nuovi intrecci. Aprite le menti, dimenticatevi del conto in banca, Tidus, Yuna e Lulu sono qui. E non se ne andranno troppo presto.

di Mattia Ravanelli, pubblicato il

Che la storia sia ciclica lo sanno anche i sassi, la teoria del buon Vico è spesso e volentieri applicabile al mondo dei videogiochi, forse uno degli ambiti moderni che meno si presta a un'interpretazione simile. E difatti, di fronte a quanto avvenuto nel primo anno di vita della PlayStation e della PlayStation 2, viene naturale chiedersi quanti siano i punti di contatto. Pochi. Ma uno, forse, rischia (si fa per dire) di riportare tutto al punto di partenza e rendere le due macchine delle gemelline divise solo da un anacronistico muro di circa 5 anni. Stiamo parlando di Final Fantasy. Ci credereste?
Tre episodi dopo, quattro anni più tardi, svariate milionate di copie vendute più in là, Squaresoft e Sakaguchi sono più che mai in vetta all'olimpo dei grandi. Nonostante qualche colpo a vuoto e alcuni buchi nell'acqua di troppo (The Bouncer, Driving Emotion Type S, giusto per citare i più recenti), la casa del quadrato non ha mai goduto di tanta nobiltà e luce dei riflettori. Lanciatasi anche nel mondo della celluloide con il controverso Final Fantasy: The Spirit Within, la madre dei GdR moderni per console ha dalla sua un intero poker di assi da calare. La mano è stata giocata poche settimane or sono nella terra del Sol Levante. Ed è stato successo immediato, quasi violento e assolutamente febbricitante. Preparate le scialuppe, perché questa volta si va sull'acqua, signori.

SUMMER ON A SOLITARY BEACH

Maestra di confezioni e del modo di presentare I propri titoli, Squaresoft, da quando può contare sulla versatilità e sulla capienza dei supporti ottici, cura in particolar modo le sequenze introduttive della serie di Final Fantasy. Final Fantasy X non fa eccezione, offrendo qualcosa di sicuramente meno spettacoloso e pirotecnico rispetto al recente passato, ma non meno coinvolgente, efficace e in grado di far innamorare fin da subito il giocatore.
Un gruppo di personaggi si ritrova attorno a un fuoco, in quella che inizialmente potrebbe sembrare una spiaggia, ma che presto si rivela come unicamente una landa desolata. Quello che poi scopriremo essere Tidus, il protagonista dell'intera vicenda, si muove, si alza, appoggia con delicatezza, malinconia ma anche con ritrovata tranquillità (o è solo la fase ultima di uno stato di disperazione incolmabile?), la propria mano sulla spalla di Yuna. E continua il suo cammino, su di una roccia leggermente rialzata. Da lì comincia il racconto, il lungo, lunghissimo sembrerebbe, flashback che è poi il gioco vero e proprio.
Un mondo distrutto o in fase di distruzione dall'elemento portante che gli è proprio, l'acqua. Storie separate, unite dalla necessità di far chiarezza sugli avvenimenti angosciosi, questo è difatti ciò che porta i principali attori di Final Fantasy X a unirsi e a viaggiare, combattere e quant'altro. Ovviamente tutto rimane avvolto da una nebbia impossibile da diradare senza una buona conoscenza del giapponese. Tutto è rimandato al prossimo Natale, con l'arrivo (si spera!) della versione statunitense del gioco Square.

LA VESTE GRAFICA

Prima grossa e immediata innovazione rispetto ai capitoli precedenti della serie è ovviamente la presenza di una veste grafica in 3D per la quasi totalità delle situazioni. Una simili introduzione ha portato non solo a rinnovamenti e cambi nell'aspetto tecnico del gioco, ma anche nella struttura stessa su cui si basano le vicende di Yuna e compagni. Per ora, però, rimaniamo ancorati al discorso puramente tecnologico.
I personaggi si presentano immediatamente nel migliore dei modi, ovvero caratterizzati da una mole di poligoni davvero imponente. In particolar modo appaiono ottimamente definiti i volti, con movimenti degli occhi, delle labbra e tratti somatici tali da riuscire a rendere più che discretamente le sensazioni dei personaggi stessi nel momento in cui parlano. Molto ben fatti anche i costumi e il livello di dettaglio delle bardature, dei vestiti, di tutti i vari suffissi e cotillon di cui godono i personaggi concepiti e "vestiti" da Mr. Testuya Nomura.
Gli ambienti godono invece di una sorte altalenante, nella stragrande maggioranza dei casi (o perlomeno di quanto le nostre dodici ore di gioco, circa, ci hanno fatto vedere) ci si ritrova di fronte a dei piccoli quadri tridimensionali, dotati di una scelta dei colori stupefacente e rivestiti da texture d'indubbia qualità. Molto ben fatti (ma questo era largamente prevedibile) anche gli ambienti in 2D, che in alcuni punti ben si conciliano con quelli completamente 3D. Qualche dubbio viene invece sollevato da alcuni nemici dotati di texture blande e da strutture poligonali ampiamente migliorabili, per terminare con qualche problema di anti aliasing (mancante intendiamo) che non ci saremmo aspettati da Squaresoft. Ma è come fare le pulci a un gigante, va bene così.
Niente da ridire, anzi, sui filmati in computer grafica e, soprattutto, sulla loro "unione" e fusione nel gioco vero e proprio. I tecnici di Square hanno semplicemente concepito e realizzato in maniera sopraffina ogni introduzione di un filmato, tanto che è addirittura difficile rendersi immediatamente conto di quando ci si ritrova di fronte a un filmato, piuttosto che al gioco vero e proprio. In tal modo può capitare di assistere a una delle tantissime scene realizzate con il motore grafico del gioco (le cut-scene di questo tipo hanno preso il posto dei tantissimi FMV dei capitoli precedenti) e di colpo ritrovarsi in una tempesta digitale realizzata dalla stessa casa che sta portando sugli schermi un gioiellino quale Final Fantasy: The Spirit Within.
Più di mille parole può valere un esempio pratico: durante una delle prime fasi di gioco, Tidus e compagnia si ritrovano sulla loro nave, intenti in un viaggio da un punto a un altro della mappa di gioco. Nel bel mezzo del loro spostamento vengono attaccati da una mostro marino piuttosto inquietante (nonché abnorme), di cui si può vedere unicamente una sorta di enorme pinna fuoriuscire dalle acque. Dopo averlo attaccato, dopo circa ogni due turni di gioco, una scena in computer grafica illustra il movimento del mostrone sotto il pelo dell'acqua, da una parte all'altra dell'enorme imbarcazione. Il tutto è reso con una "coerenza" grafica e una classe tale da far divenire il tutto altamente spettacolare.
Ultime righe per quel che riguarda l'enorme spreco (si fa per dire) di effetti visivi di varia natura: deformazioni, illuminazioni e tutto quanto possa rendere incantesimi, combattimenti e magie varie e assortite una vera gioia per gli occhi. In Final Fantasy X c'è probabilmente la più alta concentrazione di "potevamo stupirvi con effetti speciali... ed effettivamente lo abbiamo fatto" dell'intero parco giochi PS2 (ok, Gran Turismo 3: A-Spec a parte).