Genere
Strategico
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
39,90 Euro
Data di uscita
24/7/2004

Fire Emblem

Fire Emblem Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Nintendo
Genere
Strategico
Distributore Italiano
Take2 / Halifax
Data di uscita
24/7/2004
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
4
Prezzo
39,90 Euro

Lati Positivi

  • Gameplay complesso e maturo
  • Bei personaggi
  • Lungo e coinvolgente
  • Innovativo e originale

Lati Negativi

  • Più facile rispetto agli episodi precedenti

Hardware

Per giocare a Fire Emblem serviranno, oltre alla cartuccia originale del gioco, un GameBoy Advance (modello normale o SP) o alternativamente un GameCube dotato di GameBoy Player e degli accessori del caso (pad, Memory Card). La modalità multigiocatore richiede che ogni partecipante possieda un proprio GameBoy Advance equipaggiato con la cartuccia del gioco, oltre a un opportuno numero di Link Cable compatibili con il GameBoy Advance.

Multiplayer

Fire Emblem offre una modalità multigiocatore chiamata Arena. In pratica si tratta di una sfida diretta di combattimento tra squadre di cinque unità: fino a quattro giocatori possono comporre dei gruppi scegliendo i personaggi del gioco così come appaiono in un salvataggio selezionato precedentemente, e poi sfidare in scontri diretti (non su di una mappa) gli altri giocatori o la CPU.

Link

Recensione

Fire Emblem

Da anni accusano Nintendo di sviluppare giochi "bambineschi", pieni di personaggi rotondi e pacioccosi, e la nostra se ne sta lì, a subire, spingendo su prodotti "adulti" di sviluppatori esterni, quando dall'era del NES ha in casa una serie matura e impegnativa come Fire Emblem chiusa nel cassetto... Ma che aspettava a tirarla fuori!?!?!

di Alberto Torgano, pubblicato il

Il combattimento non è però l'unico tipo di azione possibile: in Fire Emblem i personaggi possono anche usare e scambiare gli oggetti (si possono portare solo cinque strumenti per personaggio, armi comprese), proteggere altre unità (in questo caso l'unità "protetta" viene inglobata in quella "protettrice"), visitare e parlare. In particolare queste ultime due azioni introducono una serie di nuove variabili: sulle mappe di Fire Emblem compaiono spesso abitazioni o negozi, da visitare opzionalmente per ricevere tesori, personaggi, informazioni o per acquistare armi e armature (non ci sono negozi "off-game"). "Parlare" è invece un comando, di solito opzionale, che permette di "convertire" unità nemiche "sospette" (di solito facilmente distinguibili dalle comparse) e trasformarle in propri seguaci. La possibilità di portare tra i propri ranghi delle truppe avversarie è molto ben inserita nello storyline, si possono infatti convertire solo personaggi che hanno una storia, magari legata a uno degli eroi che già fanno parte del proprio esercito (a volte bisogna proprio usare uno specifico personaggio per convertirne un altro).
Passando alla classi, va detto che da questo punto di vista Fire Emblem ha davvero molto da insegnare. Le tipologie di personaggi sono numerosissime e discretamente differenziate: non mancano classi "uniche" e ogni eroe può (una volta nella propria carriera) accedere a una classe avanzata tipica della sua specializzazione. L'unica particolarità rispetto agli altri giochi della categoria, è che in Fire Emblem i personaggi non possono cambiare classe a piacimento; un fantino non può diventare né mago, né pirata, né arciere, e così via. Questa scelta accentua ancora di più la caratterizzazione dei singoli protagonisti e aumenta in modo esponenziale la componente strategica, che rimane legata indissolubilmente alla composizione del proprio esercito e alle perdite subite durante le battaglie precedenti. Durante il gioco l'impossibilità di cambiare classe non si sente assolutamente come un peso, e rientra a pieno titolo nel pacchetto delle scelte "mature" operate dagli sviluppatori.
Dal punto di vista del gameplay va infine riportato che le armi e gli oggetti (molto numerosi) a volte sono anch'essi unici e, soprattutto, deperibili. Ogni arma, incantesimo o strumento si può utilizzare un limitato numero di volte prima di sparire per sempre dall'inventario, e se un personaggio si ritrova senza spada in combattimento, l'unico modo di continuare a fargli infliggere danni è passargli un'arma per mano di un altro personaggio più preparato.
In pratica la presenza di azioni non combattive come lo scambio o la "visita", oltre che di eroi e classi dai poteri unici (per esempio i ladri sono gli unici in grado di aprire porte e forzieri senza chiavi), rende indispensabile portare in campo anche personaggi non specializzati nel combattimento, magari dotati di grandi capacità di movimento (e quindi adatti a fare da "spola"), o di poteri curativi / tattici. Da tutti questi punti di vista Fire Emblem appare come una ventata d'aria fresca per il pubblico occidentale, nonché come un importantissimo punto di riferimento per titoli futuri, tanto che proprio non capiamo come mai questa serie sia giunta così tardi sul suolo europeo e americano.

IL GIOCO PERFETTO?

Anche se inizialmente può indisporre il giocatore proprio a causa della sua originalità, o perchè, data la grande mole di azioni e di possibilità, ci vuole almeno una manciata di ore per cogliere la completezza del gameplay, Fire Emblem si afferma come uno strategico che sfiora la perfezione. Le ottime dinamiche di gioco che riescono a coinvolgere in modo non banale fino alla fine, la storia classica ma portante e matura, la grandissima continuità di gameplay e storyline, oltre all'ottimo reparto tecnico (dalla grafica dettagliata alla splendida colonna sonora) e alla longevità degna di nota, sono le ragioni che ci spingono a consigliare Fire Emblem a tutti gli amanti di strategici e di Giochi di Ruolo, oltre che a una buona fetta di pubblico non ancora conoscitore del genere. Tuttavia, prima di chiudere, va aperta una doverosa parentesi su quello che è l'unico vero difetto del gioco, che verrà particolarmente notato dai conoscitori della saga. Fire Emblem è un gioco più facile dei suoi predecessori e nel complesso con un livello di difficoltà piuttosto particolare.
Le unità controllate dal giocatore sono infatti spesso più forti di quelle avversarie, a ragion veduta considerando che si combatte praticamente sempre in pesante inferiorità numerica e, a patto di accettare di subire qualche perdita di tanto in tanto, si può tranquillamente superare metà gioco senza incontrare seri ostacoli alla propria avanzata. Solo le ultime missioni e qualche quest opzionale offrono un livello di difficoltà decisamente più alto e richiedono per forza di essere giocate più volte. D'altronde va detto che la meccanica della "morte definitiva" e i salvataggi che non permettono di rifare in continuazione solo una parte di missione, sono da soli due enormi macigni capaci di compromettere in un attimo ore di pianificazione, e proseguendo nel gioco anche le armi che si consumano e l'impossibilità di cambiare classe (magari per coprire una carenza delle proprie truppe) rendono difficile la vita del giocatore. In poche parole, considerando che questo è il primo episodio di Fire Emblem a giungere in Italia, è forse un bene che sia più semplice rispetto ai suoi predecessori (per citare un titolo noto, il gioco rimane comunque più complesso di Final Fantasy Tactics Advance), tuttavia gli appassionati della serie, già esperti della struttura di gioco, potrebbero trovare nel livello di difficoltà ribassato un difetto da tenere in considerazione.
In conclusione, e seppur con i limiti del caso, ce la sentiamo di incoronare Fire Emblem come il miglior titolo della sua categoria su GameBoy Advance, e ci auguriamo fortemente che i prossimi episodi della serie giungano subito anche in territorio europeo.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Fire Emblem è LO strategico per GameBoy Advance; è un titolo che riesce a innovare e in parte a rivoluzionare molti dei leit motiv del genere, applicando un gameplay che in apparenza ricorda quello di Advance Wars (in cui non conta la forza delle singole unità), ma che poi si dimostra più complesso grazie all'inserimento di un enorme numero di nuove variabili di cui tener contro. Fire Emblem è tanto diverso da Final Fantasy Tactics Advance quanto da Advance Wars, ma riesce a unire i punti di forza dei due approcci, aggiungendovi anche del proprio, in un mix originale e riuscitissimo. I punti di forza del gioco sono indubbiamente la maturità di alcune scelte, il focus sull'unicità degli eroi e l'inserimento di azioni importanti slegate dal mero combattimento, ma in fondo è il gioco in sé, nelle sue molte sfaccettature, a conquistare senza riserve l'amante del genere. Il titolo Intelligent Systems è consigliato a tutti quelli che giudicano la ludoteca GameBoy Advance troppo "politically correct", a chi crede che le saghe Nintendo siano tutte incentrate su personaggi buffi e carini, agli appassionati di strategici e anche ai giocatori occasionali, se ben disposti verso questo tipo di gameplay. E' naturalmente doveroso precisare che buona parte della "carica innovativa" di Fire Emblem deriva in realtà dagli episodi precedenti, tuttavia non bisogna dimenticare che per un italiano questo è il primo vero approccio con la saga, e di primi approcci così ne abbiamo visti ben pochi.