Genere
Strategico
Lingua
Inglese
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
30/6/2005

Fire Emblem: The Sacred Stones

Fire Emblem: The Sacred Stones Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Nintendo
Genere
Strategico
Data di uscita
30/6/2005
Lingua
Inglese
Giocatori
1

Lati Positivi

  • Sistema di gioco perfetto
  • Character design magnifico
  • Avvincenti battaglie extra

Lati Negativi

  • Nessuna clamorosa innovazione
  • Nessun reale miglioramento tecnico
  • Può diventare troppo facile

Hardware

Per giocare occorre una confezione originale del gioco, un GameBoy Advance (normale o SP) oppure un Nintendo DS o ancora un GameCube munito di Game Boy Player.

Multiplayer

Il gioco è sostanzialmente per giocatore singolo, ma si può sfruttare il cavo link per scontrarsi con un amico in semplici battaglie tra unità.
Recensione

Fire Emblem: The Sacred Stones

Intelligent Systems è ormai una garanzia per chi ama gli strategici. Signore e signori, stiamo per presentarvi l'ultimo capitolo della serie Fire Emblem, un gioco che ripropone la formula classica della saga regalandoci qualche tocco di innovazione qua e là. La domanda è: si può migliorare un capolavoro? Sì, e la dimostrazione risiede in Fire Emblem: The Sacred Stones. Vediamo come.

di Marco Nicolò Perinelli, pubblicato il

I due si dirigono verso il regno confinante di Frelia, dove sperano di trovare alleati per la guerra senza motivo che si sta prospettando. Che cosa ha spinto l'imperatore di Grado - solitamente saggio e posato - a questo attacco improvviso e devastante, in cui, come presto si scoprirà, Renais perde la libertà e il padre di Eirika ed Ephraim la vita? Cosa sta succedendo davvero a Magvel, e perché l'imperatore si è circondato di loschi figuri che sembrano usciti direttamente da una puntata di Ken il Guerriero? E perché costoro sembrano fare di tutto per tentare di arrivare alle pietre sacre di ciascuna delle libere nazioni ancora esistenti, nel tentativo di distruggerle? Questo è solo l'inizio di un'avventura lunga e complessa, che vi vedrà conoscere nuovi alleati e nemici irriducibili e crudeli, mentre la guerra va avanti, colpo su colpo, battaglia dopo battaglia, in un crescendo esaltante e pieno di incredibili colpi di scena. E mentre Eirika cerca di ritrovare suo fratello, tagliato fuori dall'imponente fronte nemico, con pochi ma valorosi alleati al suo fianco, le vicende vi porteranno a incontrare l'ex-mercenario Garcia e suo figlio Ross, il giovane cavaliere Franz, il vescovo guaritore e fruitore di magia bianca Moulder, lo spavaldo mirmidone Joshua (ferita aperta per chi scrive: cadde in battaglia per uno stupido errore... e fu storia), i principi di Frelia Tana e Innes e tantissimi altri personaggi che non potranno non restarvi nel cuore, ciascuno con i suoi modi, la sua personalità, le sue debolezze e i suoi punti di forza. Starà a voi creare il gruppo definitivo, sfruttando al meglio le loro caratteristiche o magari decidendo di portarli al massimo dei livelli tutti quanti, sfruttando tutte le potenzialità del gioco, come le utilissime “torri di allenamento”, due in tutto, introdotte come novità nel gioco e fatte apposta per questo motivo.

DEFENDERS OF THE FAITH

Il gameplay di The Sacred Stones, a dirla tutta, non si discosta di molto da quello del suo predecessore, arrivato nel 2003, primo capitolo della serie a essere riuscito a oltrepassare i confini del Giappone. I ragazzi di Intelligent Systems, e per questo non smetteremo di lodarli, hanno infatti capito una cosa fondamentale, anzi due. Che se un sistema funziona alla perfezione, va mantenuto integro. E che ad aggiungere troppi elementi e complicare il gameplay, si finisce per appesantire dinamiche di gioco collaudate, attenuando l'impatto dell'esperienza ludica. Non temete: come anticipato, nessuno di questi crimini è stato commesso nel creare The Sacred Stones.

Si tratta sempre di un gioco di strategia a turni con i suoi ben integrati elementi di Gioco di Ruolo, con personaggi che sarete disposti a salvare anche a costo di ripetere da capo una missione durata magari delle ore intere, con una storia che si porta avanti mediante lunghi dialoghi tra i personaggi, tra una battaglia tattica e l'altra. Storia complessa, intricata, e piena di momenti anche crudi, a dimostrare che quella di Fire Emblem non è certo e non è mai stata una serie “da bambini”, sebbene ai momenti di violenza e disperazione si alternino anche scene più leggere e a tratti divertenti.
La storia, come ben sanno coloro che già hanno provato la gratificante esperienza del primo Fire Emblem giunto dalle nostre parti, non è affatto interattiva, e segue il suo cammino, così come deve andare, dilungandosi molto nelle parole che i personaggi si scambiano, mentre al giocatore non resta che essere spettatore esterno di questa complessa narrazione, che tuttavia non mancherà di coinvolgervi e appassionarvi. Certo, se siete di quelli che vogliono soltanto giocatore e si disinteressano totalmente della trama, è probabile che i lunghissimi dialoghi di The Sacred Stones non facciano per voi, e che li troviate addirittura snervanti. Tuttavia, anche così, non potrete non essere catturati dalla bellezza e dalla perfezione delle mappe di gioco.
Come si diceva, i cambiamenti rispetto al predecessore faticano a mostrarsi, specie al principio del gioco. La grafica è rimasta sostanzialmente uguale, le sonorità sono molto simili quando non identiche e nulla nel gameplay sembra promettere diversamente. Si tratterà sempre di muovere a turno la vostra decina (a volte più, a volte meno) di amati personaggi su mappe differenti, a seconda della regione o della città che state visitando nella storia, dunque in esterni con differenti terreni (pianure, foreste, montagne, deserti, ecc.) o all'interno di palazzi e castelli sotto assedio, con diversi obiettivi che ben conoscono i fan della serie, dal semplice distruggere ogni nemico presente sulla scena al resistere all'assalto avversario per un dato numero di turni, al conquistare un trono. Una volta che vi sarà data la possibilità di attaccare un nemico, se sceglierete di farlo partirà un'animazione esterna alla mappa, che vi mostrerà in tempo reale gli esiti dello scontro, in base alle caratteristiche e all'equipaggiamento dei due che si fronteggiano. E chi per primo finisce i punti ferita scompare dalla battaglia per non tornarvi più. Cosa che, nel caso si tratti di un vostro personaggio, significa non vederlo più comparire nei dialoghi successivi, e magari scoprire con immenso cordoglio che era un personaggio chiave della storia. Niente inserti di azione di alcun tipo. Solo strategia. E solo a turni. Quanto è bello scrivere parole come queste...

CALL TO ARMS

Anche il fatto che il gioco non sia stato assolutamente pensato solo per gli esperti che già hanno affrontato il precedente capitolo del 2003 (o altri capitoli della serie) la dice lunga sul modo di vedere degli sviluppatori e sulla loro lungimiranza. Infatti The Sacred Stones si rivolge chiaramente anche ai principianti, garantendo una modalità di gioco facile, con tanto di tutorial descrittivi e aiuti all'inizio di ogni mappa, per permettere anche a chi si accosta per la prima volta alla serie di entrarvi senza traumi. Uno sforzo ammirevole, che consentirà a chi non ama o non conosce bene i giochi di strategia di appassionarsi per una volta al genere e godersi un intreccio di prima categoria. I più esperti e gli amanti della serie e del genere, invece, potranno godersi il gioco senza tutorial e con una maggiore dose di sfida settando la difficoltà sui gradi superiori, “normal” e “hard”. Inutile dire che il livello “easy” è da evitare a tutti i costi se si è giocato al primo Fire Emblem: si finirebbe il nuovo gioco senza alcuno sforzo e il divertimento sarebbe grandemente compromesso.
Il senso di familiarità per chi già ha conosciuto la serie è comunque garantito, al di là della storia nuova e dei personaggi del tutto sconosciuti che si incontreranno. Le classi principali sono sempre quelle, le armi pure (sempre col sistema “morra cinese”: la spada è efficace contro l'ascia, l'ascia contro la lancia, la lancia contro la spada)... si può dire che la meccanica di gioco non cambia di una virgola, tutto considerato. Chissà, magari chi attendeva il nuovo capitolo della serie si aspettava delle novità più accentuate. Questo ne fa forse qualcosa di meno di un capolavoro capace di tenervi per ore e ore incollati allo schermo del vostro GBA? No, assolutamente no. E poi le novità ci sono. Basta saperle aspettare con un minimo di pazienza.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Fire Emblem: The Sacred Stones è degno della sua serie e dei suoi sviluppatori, e non si tratta di un complimento di poco conto. Resta fedele alla tradizione e non altera la formula vincente della saga che ha forgiato a fuoco i GdR tattici nipponici, ma non per questo non inserisce nuovi elementi. Il gameplay è immenso nella sua immediatezza, la trama esaltante, il valore artistico elevatissimo. The Sacred Stones è più aperto del predecessore e, con le sue "side quest", assicura maggiore longevità, ma questo plus lo si sconta in quanto a bilanciamento della difficoltà, poiché è possibile diventare fin troppo potenti, svilendo il fattore sfida, perfetto nel precedente capitolo. Queste però sono inezie, scalfiture sugli stivali di un colosso della strategia che si erge come monumento e che segna la via per giochi futuri. E se questo è solo un altro titolo sulla stessa console, possiamo a stento immaginare quali vette potranno raggiungere i futuri capitoli.