1.     Mi trovi su: Homepage #1807215
    da quello che ho sentito al tg finalmente welby ha trovato pace. in rete non riesco ancora a trovare niente di preciso, sembra che i giornalisti siano in sciopero.
    questo il poco che ho trovato 

    http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,1067236,00.html


    personalmente credo che se una persona non ha più voglia di lottare per restare attaccato ad una vita che non sente più sua, ritengo che abbia tutto il diritto di dire basta.
    ovviamente per casi gravi quando sei costretto a dipendere da una macchina per vivere, costretto a restare tutto il tuo tempo su un letto di ospedale a vedere chi ti sta vicino soffrire come un cane perchè non può fare nulla per alleviare le sofferenze.
    se toccasse a me vorrei poter decidere di non essere un peso per gli altri, e di non fare una vita che non è più vita.
    arrendersi nel mio vocabolario non esiste ma quando il verdetto è "senza speranza" lasciare che la natura faccia il suo corso non è una resa è accettare la realtà delle cose, daltronde se non avessero inventato le macchine persone con patologie di quella gravità non vivrebbero comunque.

    comunque spero che ovunque sia ora piergiorgio welby possa di nuovo correre, camminare o semplicemente trovare la pace e la serenità e spero anche che la sua storia a qualcuno quaggiù abbia insegnato qualcosa  
  2. I love Chiara  
        Mi trovi su: Homepage #1807216
    Si deve distinguere fra il fatto di vivere perchè si è fisicamente sani o il vivere solo ed esclusivamente grazie al supporto esterno.

    Nel primo caso anche se non si ha più voglia di vivere, non ci deve essere nessun tipo di aiuto esterno per farlo morire.
    Nel secondo caso, si deve solo smettere di "aiutarlo" forzatamente a vivere. Dovrebbe essere un suo diritto poter decidere se affidarsi alla medicina o se lasciare che gli eventi facciano il loro naturale corso.

    Fin qui per me è facile, sia eticamente che praticamente.

    Diverso è se lui è un vegetale incosciente. Staccare o no la spina è una scelta difficile. Conta di più l' etica di un medico, che deve salvare una vita, o quella di un parente che dopo anni di speranze non ce la fa più a sperare?! Qui non saprei che scegliere.
  3. sovrappensiero  
        Mi trovi su: Homepage #1807217
    Era la suavolontà quella di morire. Le sue condizioni, a mio parere, non possono quasi nemmeno essere definite di "vita". Che vita è, insomma, stare attaccati ad una macchina che poi era quella stessa a vivere per lui, in realtà?
    Era un vegetale, cosciete. Il chè ovviamente è molto peggio! E poi era sua volontà smettere di 'vivere' in questo modo e secondo me, la sua scelt andava rispettata, visto che aveva dei motivi validi per farla.. e poi si era detto che non fosse nemmeno depresso o cose simili (quindi affeto da qualche malattia che gli impedisse un corretto modo di intendere e volere), ha fatto semplicemente la sua VERA scelta, quella più giusta x lui.
    Io sin dall'inizio della storia, ho espresso il mio parere favorevole nello staccargli la spina, in quanto davvero, la sua non è più definibile VITA. Era un'esistenza, vuota e priva di tutto.. Tanto valeva accontentarlo. E finalmente qualcuno ha davvero capito le esigenze di quell'uomo.
    Mi auguro che Welby abbia finalmente trovato la sua pace.

    *
    Follow the Leader
  4.     Mi trovi su: Homepage #1807218
    iaiabox:
    da quello che ho sentito al tg finalmente welby ha trovato pace. in rete non riesco ancora a trovare niente di preciso, sembra che i giornalisti siano in sciopero.
    questo il poco che ho trovato 

    http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,1067236,00.html


    personalmente credo che se una persona non ha più voglia di lottare per restare attaccato ad una vita che non sente più sua, ritengo che abbia tutto il diritto di dire basta.
    ovviamente per casi gravi quando sei costretto a dipendere da una macchina per vivere, costretto a restare tutto il tuo tempo su un letto di ospedale a vedere chi ti sta vicino soffrire come un cane perchè non può fare nulla per alleviare le sofferenze.
    se toccasse a me vorrei poter decidere di non essere un peso per gli altri, e di non fare una vita che non è più vita.
    arrendersi nel mio vocabolario non esiste ma quando il verdetto è "senza speranza" lasciare che la natura faccia il suo corso non è una resa è accettare la realtà delle cose, daltronde se non avessero inventato le macchine persone con patologie di quella gravità non vivrebbero comunque.

    comunque spero che ovunque sia ora piergiorgio welby possa di nuovo correre, camminare o semplicemente trovare la pace e la serenità e spero anche che la sua storia a qualcuno quaggiù abbia insegnato qualcosa  
    RIP

    mi dispiace, comunque, anche se lo voleva. :'(
    "Tutti desiderano possedere la conoscenza ma relativamente pochi sono disposti a pagarne il prezzo" Giovenale
    PSN: sortylife
  5. The Bot
    The Bot  
        Mi trovi su: Homepage #1807219
    iaiabox:
    da quello che ho sentito al tg finalmente welby ha trovato pace. in rete non riesco ancora a trovare niente di preciso, sembra che i giornalisti siano in sciopero.
    questo il poco che ho trovato 

    http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,1067236,00.html


    personalmente credo che se una persona non ha più voglia di lottare per restare attaccato ad una vita che non sente più sua, ritengo che abbia tutto il diritto di dire basta.
    ovviamente per casi gravi quando sei costretto a dipendere da una macchina per vivere, costretto a restare tutto il tuo tempo su un letto di ospedale a vedere chi ti sta vicino soffrire come un cane perchè non può fare nulla per alleviare le sofferenze.
    se toccasse a me vorrei poter decidere di non essere un peso per gli altri, e di non fare una vita che non è più vita.
    arrendersi nel mio vocabolario non esiste ma quando il verdetto è "senza speranza" lasciare che la natura faccia il suo corso non è una resa è accettare la realtà delle cose, daltronde se non avessero inventato le macchine persone con patologie di quella gravità non vivrebbero comunque.

    comunque spero che ovunque sia ora piergiorgio welby possa di nuovo correre, camminare o semplicemente trovare la pace e la serenità e spero anche che la sua storia a qualcuno quaggiù abbia insegnato qualcosa  
    Sono d'accordo... mi preme dire però che uno ha il diritto di porre termine alle proprie sofferenze quando una malattia è irreversibile... in linea di massima lo eviterei per le persone depresse la cui malattia, anche se può durare una vita, è potenzialmente reversibile o comunque si puo' tenere sotto controllo con una terapia e degli specifici medicamenti...
  6.     Mi trovi su: Homepage #1807220
    Piccolo:
    Si deve distinguere fra il fatto di vivere perchè si è fisicamente sani o il vivere solo ed esclusivamente grazie al supporto esterno.

    Nel primo caso anche se non si ha più voglia di vivere, non ci deve essere nessun tipo di aiuto esterno per farlo morire.
    Nel secondo caso, si deve solo smettere di "aiutarlo" forzatamente a vivere. Dovrebbe essere un suo diritto poter decidere se affidarsi alla medicina o se lasciare che gli eventi facciano il loro naturale corso.

    Fin qui per me è facile, sia eticamente che praticamente.

    Diverso è se lui è un vegetale incosciente. Staccare o no la spina è una scelta difficile. Conta di più l' etica di un medico, che deve salvare una vita, o quella di un parente che dopo anni di speranze non ce la fa più a sperare?! Qui non saprei che scegliere.

    Ma anche nel primo caso, perchè mai dovrebbe essere un medico a staccare la spina, se la sua etica impone di salvare vite e non di uccidere? Che sia un familiare a prendersi la responsabilità.
    \"Even if I go to hell, I will live till the end of
    the world, and if the world does not came to an end,
    I will destroy it with my own hands!\"
  7. Il miglior Halo resta ancora Reach. Halo 4 segue la politica del gambero  
        Mi trovi su: Homepage #1807222
    Piccolo:
    Si deve distinguere fra il fatto di vivere perchè si è fisicamente sani o il vivere solo ed esclusivamente grazie al supporto esterno.

    Nel primo caso anche se non si ha più voglia di vivere, non ci deve essere nessun tipo di aiuto esterno per farlo morire.
    Nel secondo caso, si deve solo smettere di "aiutarlo" forzatamente a vivere. Dovrebbe essere un suo diritto poter decidere se affidarsi alla medicina o se lasciare che gli eventi facciano il loro naturale corso.

    Fin qui per me è facile, sia eticamente che praticamente.

    Diverso è se lui è un vegetale incosciente. Staccare o no la spina è una scelta difficile. Conta di più l' etica di un medico, che deve salvare una vita, o quella di un parente che dopo anni di speranze non ce la fa più a sperare?! Qui non saprei che scegliere.

    Eh, bella questione!

    Per come la vedo io, una persona autosufficiente ha la capacità pratica, fisica di porre fine alla sua vita per qualsiasi motivo ed in ogni momento. Non discuto se sia giusto o sbagliato, riguarda i casi singoli, rimane il fatto però che lo può fare perchè ne è in grado, indipendentemente dal fatto che il suicidio sia reato o meno. Nel caso di persone NON autosufficienti per mille motivi diversi, trovo che non sia giusto oltre ai problemi che già hanno, non consentirgli di fare ciò che tutti gli altri possono, ovvero porre fine alla propria vita.
    In linea teorica sarei quindi daccordo sia col testamento biologico che con l'eutanasia vera e propria. Il problema è COME garantire una reale e libera scelta ed evitare casi di sciacallaggio da parte di parenti e/o conviventi che per non dover più seguire la persona o per motivi ereditari o economici in genere, pongano fine alla sua vita senza un vero, sicuro, accertabile ed esplicito consenso da parte del malato.
    Risolta la questione IMHO ognuno dovrebbe essere messo in condizione di decidere se e quando porre fine alle proprie sofferenze.
  8. I love Chiara  
        Mi trovi su: Homepage #1807223
    Evil-ID:
    Ma anche nel primo caso, perchè mai dovrebbe essere un medico a staccare la spina, se la sua etica impone di salvare vite e non di uccidere? Che sia un familiare a prendersi la responsabilità.

    Perchè l' azione "attiva" non consiste tanto nello staccarla, quanto nell' attaccarla. In più hai il nulla osta del diretto interessato.
    Perchè quando firmi per uscire da un ospedale la loro etica gli permette di lasciarti andare, anche se sei conciato male?!
  9. Bandito  
        Mi trovi su: Homepage #1807224
    Evil-ID:
    Ma anche nel primo caso, perchè mai dovrebbe essere un medico a staccare la spina, se la sua etica impone di salvare vite e non di uccidere? Che sia un familiare a prendersi la responsabilità.


    Cosaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa?!?!!?!?!?!?!?!?!?!?
    No no no!!!!Non è cosi!!!La sua etica gli impone così....?!? :-|
    Il dovere deontologico di ogni dottore è fare la volonta del suo paziente ok?!?!?!!?!?!?!?!?
    Welby aveva chiesto da tempo che gli fosse staccato il respiratore che lo teneva in vita (sempre che di vita si possa parlare),il dottore non ha fatto altro che questo!X eutanasia(o dolce morte) si intende l'induzione della morte di un soggetto col consenso di quest'ultimo (e come tale è ritenuta nel nostro codice penale all'art.579 omicidio del consensiente);credo che ciò che ha fatto il dottore sia in linea col 2° comma dell'art.32 del codice penale,non trovi?
    Quindi per cortesia,prima di dire cavolate,documentatevi!! :-\

    Ps.:Welby riposa in pace!

    [Modificato da Lawrence85 - 21/12/2006 20:54]
    /!\ Il Troll mannaro di Nextgame auuuuuu /!\
    Forza Roma, Forza Lupi questa e' l'ora de mostra quante valemo Forza Lupi, Forza Roma quande entrate in campo er core ce se n'foca noi c'avemo er core grosso mezzo giallo e mezzo rosso er tifoso romanista
  10.     Mi trovi su: Homepage Homepage #1807225
    Umanamente parlando io sarei daccordo per l'eutanasia e prima di tutto voglio ricordare il coraggio di un uomo come Welby...
    Per quanto riguarda la legge è molto chiaro non è legale staccare la spina perciò chi l ha fatto passerà i guai di sicuro...
    Welby ha lottato per tutti quelli che sono nelle sue condizioni,perche credo che se voleva morire la spina l avrebbe fatta staccare senza nessun clamore...Infatti una volta che è riuscito a far parlare e a far discutere della cosa nelle sedi opportune,la spina anche se il parere era contrario è stata staccata...
    Pace a te Welby
    Sbalordito il diavolo rimase quando comprese quanto osceno fosse il bene
    La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stato far credere al mondo che lui... non esiste
    Il Mio Lato Oscuro
  11.     Mi trovi su: Homepage #1807226
    Piccolo:
    Perchè l' azione "attiva" non consiste tanto nello staccarla, quanto nell' attaccarla. In più hai il nulla osta del diretto interessato.
    Perchè quando firmi per uscire da un ospedale la loro etica gli permette di lasciarti andare, anche se sei conciato male?!

    Staccare il respiratore consiste nell'attaccare una spina? :-O

    Ad ogni modo non vedo perchè il medico dovrebbe fare il boia. Se qualcuno vuole morire, che lo assistano i familiari, che siano loro ad assumersi la responsabilità. La legge và rivista per necessità, ma è giusto che un medico voglia lavarsene le mani. Non è il suo lavoro, anzi, è l'opposto.
    \"Even if I go to hell, I will live till the end of
    the world, and if the world does not came to an end,
    I will destroy it with my own hands!\"
  12. Bandito  
        Mi trovi su: Homepage #1807227
    Non posso esprimere il mio giudizio su questo accadimento: non siete pronti.
    Ma sono dispiaciuto per la sua dipartita. ;)
    Semmai ti venisse in mente di essere libero, fatti un piacere, datti un cazzotto.
    Motorhead Ace of spade
    Alza la coda e dammi un sorso di latte scozzese!
    Now playng Oblivion per ps3.
  13. sommersa  
        Mi trovi su: Homepage #1807228
    Pace all'anima sua.
    IO non voglio entrare nel merito della sua scelta, se sia giusta,s e sia sbagliata, se io lo farie. Non mi interessa.

    Quello che dico è che occorrerebbe rivedere la legge sull'accanimento terapeutico. Perchè ritengo che tenere una persona in vita, tra l'altro tra dolori e tormenti che non era possibile alleviare, sensa speranza di remissione o miglioramento alcuno, ma in semplice attesa di un peggioramento inevitabile delle condizioni cliniche, solo perchè una certa "etica" o una certa "morale" lo impongono, sia quanto di più irrispettoso vi sia per la dignità di un individuo.

    Poi una legge c'è e quella ci teniamo. Purtroppo. Con rabbia ce la teniamo. E con sdegno ce la teniamo. MA ce la teniamo.

    Tuttavia nulla e qui sono intransigente NULLA mi può impedire di dire, di fronte a chi si erge a "protettore" della vita umana, e che tutto fa questa vita, tranne che rispettarla... CHE SCHIFO.

    E buon Natale a tutti.
    Non ti ho tradito. Dico sul serio. Ero... rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C'era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C'è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio! [cit.]
  14.     Mi trovi su: Homepage #1807229
    ragazzi io la vedo semplice.

    molta gente DEVE essere aiutata a morire se manifesta CHIARAMENTE la volontà che non deve essere in alcun modo condizionata da altri.

    tutto questo è solo ipocrisia perche uno come Welby non puo suicidarsi perche non ne ha la forza fisica per colpa della sua malattia, ma lo farebbe.
    quindi in pratica tenerlo in vita contro la sua volontà è come prendere a schiaffi uno che non si puo difendere.

    e mi fa tristezza che a decidere se prolubgare l'agonia di un pover'uomo che soffre da anni debba essere gente in giacca e cravatta che discute in maniera filosofica mentre naviga nell'oro, e lui li inerme a implorare di avere un po di pietà se non dalla sua malattia almeno dai suoi simili (che invece filosofeggiano e si comportano da invasati cristiani ipocriti).

    [Modificato da Uriziel - 21/12/2006 15:23]
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  diritto di vivere e di morire

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