1.     Mi trovi su: Homepage #1844729
    In videocassetta , comunque un gran film! Ah , una domanda rivolta ai possessori del film in questione nella versione DVD: in cosa consiste la versione "completa" che , in giro , si dice ci sia esclusivamente in DVD? "...Sono il dotto biliare di Jack , mi becco un cancro e ammazzo Jack..."
  2.     Mi trovi su: Homepage #1844730
    nanetto:
    In videocassetta , comunque un gran film! Ah , una domanda rivolta ai possessori del film in questione nella versione DVD: in cosa consiste la versione "completa" che , in giro , si dice ci sia esclusivamente in DVD? "...Sono il dotto biliare di Jack , mi becco un cancro e ammazzo Jack..."

    io ho la versione su dvd. Non è censurata per nulla, forse con completa si intende questo? o forse per gli extra?
    Comunque un capolavoro del cinema.

    bYe
    Due Minuti D'Odio per Bin Laden
  3.     Mi trovi su: Homepage #1844733
    nanetto:
    In videocassetta , comunque un gran film! Ah , una domanda rivolta ai possessori del film in questione nella versione DVD: in cosa consiste la versione "completa" che , in giro , si dice ci sia esclusivamente in DVD? "...Sono il dotto biliare di Jack , mi becco un cancro e ammazzo Jack..."

    Veramente fantastico,lo adoro!
  4. Bandito  
        Mi trovi su: Homepage #1844736
    Gran film.
    Una volta però ebbi un'allucinante conversazione con una fan di Brad Pitt:

    Io: -"Qual'è il tuo film preferito?"
    La Tipa: -"Fight Club. Lo conosci?"
    -"Si l'ho visto, bel film"
    -"A me piace tantissimo. Solo che non capisco come mai Brad Pitt ad un certo punto scompare.."
    -"Argh.."

    E' seguita poi mezz'ora cercando di farle capire il senso del film, ma non c'è stato verso..


    [Modificato da MaxxLegend il 7/1/2004 19:15]
  5.     Mi trovi su: Homepage Homepage #1844737
    Fantastica atmosfera, grandi interpretazioni, disturbante quanto basta. Mi dispiace per l'incoerenza di fondo, ma forse non l'ho compreso appieno.

    RESPECT
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  6.     Mi trovi su: Homepage #1844738
    No, fermi tutti.
    Se si deve parlare bene di Fight Club allora voglio farlo *veramente* bene. :D Voglio scrivere un'analisi, che sarà per forza lunga, data la mole di contenuti presenti nell'opera.
    Perchè il miglior film di Fincher (ed in generale uno dei più belli delle ultime annate) va al di là del semplice concetto illustrativo: al di là di cosa vediamo, conta cosa l'autore cerca di trasmetterci, di dirci con tanta rabbia e allarmismo. E viene fuori una tesi così socialmente spiazzante, vera, attuale e cruda che non può essere ignorata, anzi dev'essere presa ed esaminata sul serio, prima di potervi trarre consensi o dissensi. Il regista sceglie una via efficace, la migliore, quella cioè dell'autoironia e della baracconata, dove i personaggi rasentano la follia e le situazioni sono spinte da vere sfide alla verosimiglianza e all'applicabilità nella vita reale. E questo divide il pubblico tra chi ritiene il film un gioiello da preservare come spaccato sociale del momento che stiamo vivendo e chi invece lo giudica come una grande pantomima feroce, inutile e quantomeno grottesca.
    La riflessione a cui ci invita Fincher è disarmante quanto apparemente qualunquista: stiamo vivendo davvero nel modo giusto? La grande domanda si dimensiona in una tesi che propone nel più barbaro dei modi il concetto del ritorno alle cose essenziali e addirittura animali del nostro modus vivendi. Ovvero, abbiamo sbagliato ad evolverci, o perlomeno ad evolverci per il modo in cui è stato fatto, e così la maggior parte delle cose che abbiamo o che facciamo sono superflue. Non ci servono. Un giovane yuppie (di cui non ci serve sapere il nome, dato che fa numero nella società) vive una crisi esistenziale, e da quello che sembra essere un normale caso di insonnia arriva a conoscere e a distinguere l'enorme divario che separa l'essere umano dalla condizione umana vera e propria. La differenza tra l'uomo di oggi e l'uomo in sè stesso. Nelle prime sequenze ci sono già innumerevoli entrate al labirinto filosofico che ci aspetta. Spicca su tutti l'arrembaggio del consumismo sfrenato, in costante accelerazione incontrollata; una volta si leggeva pornografia, oggi arredo-mania, ed è il male peggiore: qualsiasi cosa sia attraente dev'essere nostra, importa poco quanto costi e niente quanto in realtà ci serva. Si aprono spiragli sul fenomeno del consumismo dettato da prodotti di insicura fattura e prezzi esagerati, da mode ingiustificate, ma specialmente dall'aberrante opera di deformazione degli orari che l'uomo ha provocato in quest'ultimo ventennio, e così persino un gesto pacifico e sacrosanto come il pasto viene dilaniato dalla trottola del ritmo di vita intrapreso: non si sa quando/in quanto tempo si mangia, e, realtà ancor più agghiacciante, i cibi sono sempre più alterati da trattamenti chimici o fisici. E gli standard intanto continuano ad alzarsi. Oggi, essere significa avere ed apparire, sempre di più: un'auto, una casa ben arredata, l'ultimo modello di telefonino, un vestito firmato per le grandi occasioni. Ma ci serve veramente tutto questo? E' il grande dilemma di Tyler Durden, l'alter ego che il nostro yuppie si crea quando la sua crisi degenera e prende il sopravvento. Prima di ciò, noi abbiamo fatto la conoscenza insieme a lui di uomini dilaniati dal dolore, che sembrano agonizzare in un universo distantissimo dove all'ultimo modello della Golf si dà ben poca importanza. E di una donna bellissima ridotta ad uno straccio per via della sua autocommiserazione.
    Marla, interpretata da una bravissima Helena Boham-Carter, è una scintilla secondo me fondamentale nell'esplosione di Tyler Durden.
    E' la condizione minima sopportabile di una donna che, come lui, prima era qualcuno di affascinante ed arrembante; è, se mi passate il termine, la "femmina" che scatena tutto quel lato animale di Durden senza il quale egli non potrebbe aver modo di essere. L'insieme di tutti questi eventi concatenati porta ad un dialogo essenziale per capire quello che ci aspetta, dialogo che si consuma nella taverna di Lou, futuro ring segreto del Fight Club.
    Facciamo lavori che non ci piacciono per comprarci cose che non ci servono.
    Le cose che possiedi, alla fine ti possiedono.
    E da questo momento è la nemesi, che tocca davvero la degenerazione.
    Durden è la nemesi dello yuppie e nello stesso tempo della società da cui viene e che sta inghiottendo il paese. In sè stesso, lui, da solo, al naturale, è bellissimo, capace, un vero uomo allo stato brado, e può avere un nome (che suona sofisticato e duro, come vuole la fantasia) per via del suo carattere distinto. A smacco del consumismo, fuma :) ma non fa solo quello: "frequenta" ristoranti d'alto borgo e cinema dalle grandi sale e dai grandi posti, così può agire a modo suo direttamente nella tana del leone. E poi rivende alle arroganti e taccagne miliardarie i loro culi ciccioni sottoforma di sapone, il metro di misura della civiltà. Ricicla il naturale anzichè buttar via, e si fa lo stesso un mare di soldi. Che però investe nel Fight Club. Il Fight Club, il posto dove tutti se le danno facendo a botte con il loro senso di inferiorità verso la società... il garzone contro il cameriere, il meccanico contro il fattorino, l'impiegato contro l'autista, chiunque abbia un qualcuno o un qualcosa che lo possa psicologiamente invalidare nella propria posizione sociale senza farlo sentire a suo modo dimensionato si getta nella mischia dei sotterranei della taverna dove sono tutti lì per menarle. Ma specialmente per prenderle, autopunirsi per la loro condizione allo scopo di resistervi e migliorare. E sentirsi qualcuno. Dopo il Fight Club, le cose di tutti i giorni si abbassavano di tono. Diventa tutto più facile. E Durden piano piano diventa un piccolo nuovo messia, che si crea il suo esercito personale e lancia la sua sfida alla società con lo scopo di tornare allo stato brado, dove contano le cose essenziali, la condizione animale dell'uomo. Si schiera dal lato doloroso dell'essere umano, ed elegge questo dolore come portatore della forza dei suoi seguaci. Con una lucidità che ha del morboso, degna del miglior capo-setta, professa intepretazioni religiose atroci, teorizzandole sulla condizione di inferiorità che perseguita questi uomini per farla loro interiorizzare e tramutare in rabbia. Siete la canticchiante danzante merda del mondo, è solito recitare al megafono mentre i suoi sono al lavoro. E in un crescendo di delirio, diventa una vera minaccia terroristica: contamina i cibi "a modo suo", annulla l'utilizzo di molti prodotti "di consumo", danneggia barbaramente opere pubbliche d'arte moderna, e alla fine riesce in un impresa che ha praticamente del paranormale.

    Tecnicamente il film va lodato dal punto di fista formale per un lavoro innanzitutto di montaggio: l'escalation di concetti che formano la vicenda è rappresentata con grande parsimonia e attenzione, ed i minuti sembrano calcolati con precisione chiurgica.
    Ottimi poi gli innumerevoli "trucchi" escogitati da Fincher: quando Norton passeggia per casa sua, tutto è prezzato come in un catalogo Ikea; prima dell'arrivo di Durden, suoi fotogrammi compaiono 3 volte nello scorrere della pellicola, a denotare il parto imminente del nostro protagonista; Durden ricompare, stavolta molto più "reale", sulle scale mobili, prossimo all'entrata in scena; ci sono le bruciature di sigaretta più marcate; c'è la bellissima sequenza del rito della mano, dove mentre Norton agonizza i suoi pensieri si rifanno a immagini riviste addietro nel film - e chiaramente la regina di tutto ciò è ancora Marla - in un bellissimo caleidoscopio mentale; c'è il grande duello visivo di ruoli ingaggiato tra lo yuppie e Durden, diretto con grande maestria; c'è la sorpresina finale prima dei titoli di coda tagliata e incollata su pellicola tutta per noi :) E poi, fotografia da brivido, con colori mai accesi (tranne che pella prima parte, a casa di Norton) e sempre più mirati al marcio e al tenebroso in perfetta sintonia con la vicenda. Ottima l'idea di Pitt nudo e selvaggio che combatte (attira un bel pò di donne - pubblico in più non fa mai male :D) e ottime le musiche dei chemical brothers. Dialoghi da Oscar. Non si dirà mai abbastanza su Fight Club secondo me, al di là della sua importanza sociale è un film atto a generare una concatenazione di pensieri pressochè infinita, e per questa rara qualità è quantomeno da considerare tra i film più distinti di questi ultimi anni.


    [Modificato da Kappei Jin il 8/1/2004 0:36]
    Rock in Progress. !PeacePeacePeace!
  7.     Mi trovi su: Homepage Homepage #1844740
    Ultimamente ho rivisto il film dopo qualche anno, e mi è piaciuto al solito ma mi ha pure incuriosito in alcuni aspetti.
    Incoerenza: Anso dice e pure io ho pensato, e in fondo trovo che il film sia un piccolo capolavoro di incoerenza, tanto che ho il sospetto che sia una scelta stilistica.

    Insomma, Tyler Durden è un paladino dell'anticonsumismo, un icona di chi sfancula l'apparenza, Jems Dean x 1000 versione fine millennio. Ma Tyler Durden è il desiderio di Jack: un desiderio contraddittorio, di per sè incoerente, visto che predica quei concetti e poi si incarna in un ganzo allucinante, fisico perfetto e vestiti supercool, attitudine da suppastar o in una parola, Brad Pitt. E' questa una delle cose più interessanti del film: di fatto Jack è schizofrenico, ma male. Non uno che da una parte è alienato e dall'altro vede il giusto, è alienato tout court e chi si salvi si può, nessuna delle due parti ha davvero senso. In quest'ottica è un film che rappresenta l'idea della deriva della generazione figlia degli '80 come nessun film ha fatto, sopratutto perchè poco coerente, contraddittorio, punk. Non predica grosse vie d'uscita, se non la visione di Tyler che di fatto è l'anarchia totale e il ritorno alla natura, ma che resta un sogno più che altro.

    Fight Club è un film estetizzante che aborra l'estetismo, un film cool che prende per il culo il concetto di cool, un film di una major che istiga alla distruzione delle multinazionali. Non mi interessa se Fincher leggendo Palanchuck avesse in mente questo o sarcazzi, ma come film è dannatamente interessante. Ed è altrettanto curioso che i due film più di successo nella immediata fine del millennio scorso (questo e The Matrix) siano praticamente apologie di terrorismo e facciano ben poco per nasconderlo. Segno premonitore dei tempi? Inquietante comunque.
    ~~~porcelina, she waits for me there
    with seashell hissing lullabyes
    and whispers fathomed deep inside my own~~~~
  8.     Mi trovi su: Homepage #1844741
    Anche a me e' piaciuto molto, lo visto qualche mese fa per intero su reta quatro, stupendo senza ombra di dubbio.Una scena su di esagerato.Il film per me e' un inno alla schizzofrenia paradossa
    oltre ogni limtie, decisamente sureale, ma convincente nel modo piu' assoluto, esagerato e originale, un vero pugno nello stomaco ai i moralismi gratuiti.Che dire bello, davvero colossale.:D
    "You my friend
    I will defend And if we change, well I Love you anyway"
    (NO EXCUSES) Alice in chains.
  9. Loacker - Raiden NEXTGAME  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #1844742
    Vorrei ringraziare Piccolo, ZionSiva e Kappei Jin, che mi fanno ricordare quanto di buono ho fatto iscrivendomi a questo Forum.

    Aggiungete una seconda dimensione alla visione del film.

    Analisi stupende.

    Thx.
    I Am Lightning... The rain transformed...
    "...So this is what the dream feels like? This is the victory we longed for."
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  Oggi ho visto Fight Club...

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