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    "Veramente notevole", per dirla alla Darth Vader.
    Ok, è Spielberg, ci mancava solo che il film fosse brutto, ma in fondo errori di percorso ne sono stati commessi anche da questo regista ormai storico (Il mondo perduto o Salvate il soldato Ryan) e una certa ansia per il flop poteva anche starci.
    Per contro, non aspettatevi le ispirazioni o le grandi scene dei suoi più grandi classici: The Terminal è semplicemente un film che, nel suo raccontare una storia molto semplice, ha le idee chiarissime, limpide. La cura di Spielberg è quella di sempre, di conseguenza la pellicola ne guadagna immediatamente in termini di coinvolgimento e scorrevolezza. E poi, il 70% del film è Tom Hanks. L'attore, si sa, è in grado di tenere su qualsiasi tipo di film unicamente con le sue doti, ed il regista non poteva sfruttare meglio tale peculiarità: The Terminal si basa praticamente solo sulla figura del protagonista, il tuttofare ungherese Victor. Bloccato all'aeroporto di New York per tempestivi imprevisti politici, egli si ritrova ad essere un cittadino di mondo improvvisamente senza nazionalità. Deve perciò vivere nell'unico territorio che possa ospitarlo, ovvero l'aereoporto. Presto avrà modo di intereagire e di famigliarizzare appieno con tutto lo staff aereoportuale, aiutando un pò tutti a modo suo e finendo con infatuarsi della bella hostess interpretata dalla Zeta-Jones.
    Il motivo del suo viaggio è poi un mistero che piano piano viene svelato fino al compimento della vicenda, e la cosa forse più incredibile di The Terminal, forte dell'inarrivabile talento di Hanks, è proprio il dischiudersi caratteriale di Victor, per il quale non si può fare a meno di provare una grande stima ed un grande affetto.
    Volendo proprio parlarne male, c'è da confrontare questo bel lavoro e riconoscere che siamo ben lontani da certi sogni che il maestro di hollywood in passato ci regalò.. forse, più di tutte, la scena che si avvicina alla visionarietà antica del regista è quella del lavapavimenti che si scaglia impavido e ruggente contro un aereo di linea, deciso a compiere un determinato gesto che poi.. vedrete. Il rimando al tema più caro di Spielberg, ovvero quella della dimensione umana, rapportata più e più volte nel corso dei suoi lavori (l'astronave di Incontri Ravvicinati, gli aereoplani di Sugarland express, arrivando fino ai dinosauri di Jurassic park) è immediato e fortissimo, al che uno spettatore più fedele a questi aspetti può tirare il suo bel sospiro di sollievo.
    The terminal è una buona visione garantita: potrebbe deludere la pochezza della vicenda, ma sono 7 euro ben spesi in ogni caso.

    [Modificato da Kappei Jin il 9/9/2004 16:33]
    Rock in Progress. !PeacePeacePeace!

  The Terminal

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