1.     Mi trovi su: Homepage Homepage #3400879
    E' possibile che nel 2000 non esistano ancora in Italia software house in grado di sviluppare capolavori videoludici? L'eccezione che conferma la regola è la Milestone che ha saputo farsi valere sin dai tempi del primo Screamer. Ora con la saga di Superbike ha confermato ampiamente le sue potenzialità (SBK 2001 è un capolavoro di grafica, giocabilità e realismo).Ma per il resto non si vede molto all'orizzonte eppure i talenti ci sono.Putroppo manca la mentalità,il coraggio e la preparazione di base.Il nostro sistema scolastico-universitario è superato, basandosi su un eccessivo nozionismo teorico che spesso offusca piuttosto che renderci flessibili.Poi la durata degli studi è eccessiva,costringendoci ad entrare tardi nel mondo del lavoro con tutte le conseguenze del caso.Voi cosa ne pensate?
    Belfis-webmaster di www.videogiocare.com : il sito per chi ama videogiocare
  2. The Bot
    The Bot  
        Mi trovi su: Homepage #3400880
    Che di italiani capaci ce ne sono, eccome. Ma vanno a lavorare negli USA o in UK, visto che guadagnano infinitamente di più ed in un mercato ben definito.
    Chi resta in Italia fonda la Milestone ;)
    Direi di tenere d'occhio anche i ragazzi di Trecision, ma a mio modo di vedere a penalizzare gli sviluppatori italiani è l'atmosfera provinciale dell' IT in questo delizioso paese. Una situazione che rende il tutto molto più vivibile, ma tremendamente penalizzante per chi ha grandi idee :(
  3.     Mi trovi su: Homepage #3400881
    Ubi Studios Italia ha sviluppato un po' di roba intrigante su GameBoy Color, tra cui Jungle Book e Rayman, due tra i più bei giochi che abbia visto per il portatile Nintendo... e non è assolutamente poco. Direi che su GBC sono diventati ben presto un punto di riferimento mondiale. E ora non si fermano al solo GBC ma... più notizie sul nostro speciale presto su Nextgame.it :)
  4. Account abbandonato. Fade to black.  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #3400882
    Il punto in Italia a perere mio è che molti conoscitori di informatica e di programmazione di base non vogliono rischiare in imprese che poi si sà quando iniziano e non si sà quando si potranno finire... purtroppo fino ad oggi, escluse le softhouse citate, molti iniziano un progetto, arrivano al demo che presentano baldanzosi al mondo e quando si tratta di concludere non si arriva mai da nessuna parte...

    [Modificato da Dypa77 il 19/12/2000 20:23]
    "A te t'ha rovinato il team corse" (C) 2004 AlGaloppo
  5. Account abbandonato. Fade to black.  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #3400883
    Secondo me la verità sta nel mezzo, cioè in parte perchè investitori lungimiranti intravedono possibilità di profitti in certi progetti ma se questi ultimi si fermano ai demo senza avere delle basi alle spalle (storyboard ecc.) allora fuggono. Poi anche perchè all' estero l'Italia informaticamente parlando è considerata da terzo mondo (vedi la new economy che, appena sbarcata nel Belpaese, ha attirato fior di investitori che, al momento, hanno buttato via i soldi dicendo che la cultura di Internet non è ancora radicata da noi) e quindi, tranne l'EA che ha saggiamente preso il meglio sulla piazza (Milestone/Ex Graffiti), gli altri non vengono neppure presi in considerazione.
    "A te t'ha rovinato il team corse" (C) 2004 AlGaloppo
  6.     Mi trovi su: Homepage Homepage #3400884
    Sicuramente qualcosa si sta muovendo, ma quello che volevo mettere in evidenza è che la scuola italiana manca di contenuti.Alle soglie del 2000 non è possibile che esistano ancora scuole (partendo dalle medie) prive di un laboratorio informatico e che i ragazzi siano costretti a seguire corsi privati o ad imparare da soli. Pensate che io frequento ingegneria a Napoli, una delle facoltà con maggiori tradizioni in Italia, e ho dovuto da solo impararmi un programma come AutoCad necessario per svolgere determinati progetti.Insomma c'è bisogno di aria nuova, di un nuova politica rivolta al rinnovamento della scuola altrimenti resteremo un popolo di poeti e filosofi.
    Belfis-webmaster di www.videogiocare.com : il sito per chi ama videogiocare
  7.     Mi trovi su: Homepage #3400885
    Belfis ha scritto:
    E' possibile che nel 2000 non esistano ancora in Italia software house in grado di sviluppare capolavori videoludici? L'eccezione che conferma la regola è la Milestone che ha saputo farsi valere sin dai tempi del primo Screamer. Ora con la saga di Superbike ha confermato ampiamente le sue potenzialità (SBK 2001 è un capolavoro di grafica, giocabilità e realismo).Ma per il resto non si vede molto all'orizzonte eppure i talenti ci sono.Putroppo manca la mentalità,il coraggio e la preparazione di base.Il nostro sistema scolastico-universitario è superato, basandosi su un eccessivo nozionismo teorico che spesso offusca piuttosto che renderci flessibili.Poi la durata degli studi è eccessiva,costringendoci ad entrare tardi nel mondo del lavoro con tutte le conseguenze del caso.Voi cosa ne pensate?
    Concordo...E' possibile che l'italia deve accontentarsi dell'ultimo posto in OGNI settore??
    Facciamoci valere!
  8. A riposo  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #3400886
    Zave ha scritto:
    Ubi Studios Italia ha sviluppato un po' di roba intrigante su GameBoy Color, tra cui Jungle Book e Rayman, due tra i più bei giochi che abbia visto per il portatile Nintendo... e non è assolutamente poco. Direi che su GBC sono diventati ben presto un punto di riferimento mondiale. E ora non si fermano al solo GBC ma... più notizie sul nostro speciale presto su Nextgame.it :)
    Aggiungerei a questi i romani di N-Side e i savonesissimi WaywardXS, di cui sentirete parlare presto su questi schermi.
    http://www.facebook.com/VITSole
  9.     Mi trovi su: Homepage #3400887
    <--Sole---> ha scritto:
    Zave ha scritto:
    Ubi Studios Italia ha sviluppato un po' di roba intrigante su GameBoy Color, tra cui Jungle Book e Rayman, due tra i più bei giochi che abbia visto per il portatile Nintendo... e non è assolutamente poco. Direi che su GBC sono diventati ben presto un punto di riferimento mondiale. E ora non si fermano al solo GBC ma... più notizie sul nostro speciale presto su Nextgame.it :)
    Aggiungerei a questi i romani di N-Side e i savonesissimi WaywardXS, di cui sentirete parlare presto su questi schermi.
    Aggiungerei gli Insidia, un gruppo di ragazzi fiorentini promettenti che stavano realizzando un rpg ambientato nel medioevo italiano. Purtroppo non li sento da molti mesi, e avendo avuto per parecchio rapporti con loro curando la versione italiana del loro sito vi posso garantire che sono ragazzi che valgono veramente. La scena italiana non è poi cosi messa male, c'è un sottobosco fiorente che prima o poi si farà conoscere al grande pubblico. Almeno lo spero :)
  10. A riposo  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #3400889
    Salvo ha scritto:
    <--Sole---> ha scritto:
    Zave ha scritto:
    Ubi Studios Italia ha sviluppato un po' di roba intrigante su GameBoy Color, tra cui Jungle Book e Rayman, due tra i più bei giochi che abbia visto per il portatile Nintendo... e non è assolutamente poco. Direi che su GBC sono diventati ben presto un punto di riferimento mondiale. E ora non si fermano al solo GBC ma... più notizie sul nostro speciale presto su Nextgame.it :)
    Aggiungerei a questi i romani di N-Side e i savonesissimi WaywardXS, di cui sentirete parlare presto su questi schermi.
    Aggiungerei gli Insidia, un gruppo di ragazzi fiorentini promettenti che stavano realizzando un rpg ambientato nel medioevo italiano. Purtroppo non li sento da molti mesi, e avendo avuto per parecchio rapporti con loro curando la versione italiana del loro sito vi posso garantire che sono ragazzi che valgono veramente. La scena italiana non è poi cosi messa male, c'è un sottobosco fiorente che prima o poi si farà conoscere al grande pubblico. Almeno lo spero :)
    Però va anche detto che il messaggio originale può anche essere visto sotto un'altra ottica: perché, pur essendoci buoni gruppi di sviluppo in Italia ancora rappresentiamo il fanalino di coda dell'industria? Gli odiati francesi sono praticamente diventati i padroni del mondo videoludico, con potenze come infogrames. Noialtri siamo sempre a spulciare team di sviluppo promettenti, ma non vediamo mai risultati eclatanti sul nostro mercato a livello di publisher. E' forse che in Italia nessuno crede nel business e quindi nessuno "danaroso" ha interesse a investire? Milestone è dovuta andare all'estero, WaywardXS, come vedremo, pure. Trecision si muove a 360 gradi su tutto il fronte mondiale, stringendo accordi ragionando per macroaree.
    Oppure sarà magari vero che in questo ambiente gli italiani cominciano mille cose senza finirne una, come spesso sento dire all'estero dei nostri sviluppatori?
    http://www.facebook.com/VITSole
  11. A riposo  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #3400891
    Dypa77 ha scritto:
    Il punto in Italia a perere mio è che molti conoscitori di informatica e di programmazione di base non vogliono rischiare in imprese che poi si sà quando iniziano e non si sà quando si potranno finire... purtroppo fino ad oggi, escluse le softhouse citate, molti iniziano un progetto, arrivano al demo che presentano baldanzosi al mondo e quando si tratta di concludere non si arriva mai da nessuna parte...

    [Modificato da Dypa77 il 19/12/2000 20:23]
    Si, ma questo perché secondo te? Se i demo sono interessanti dovrebbero (sottolineo il condizionale) trovare un publisher. E' forse un certo razzismo a livello di publishing internazionale verso gli italiani? E' colpa degli italiani che fanno spesso una demo e poi si fermano? E' colpa degli investitori che non credono ancora in questo mercato nonostante le masse di denaro che genera?
    http://www.facebook.com/VITSole
  12. Fondatore  
        Mi trovi su: Homepage #3400892
    Belfis ha scritto:
    Sicuramente qualcosa si sta muovendo, ma quello che volevo mettere in evidenza è che la scuola italiana manca di contenuti.Alle soglie del 2000 non è possibile che esistano ancora scuole (partendo dalle medie) prive di un laboratorio informatico e che i ragazzi siano costretti a seguire corsi privati o ad imparare da soli. Pensate che io frequento ingegneria a Napoli, una delle facoltà con maggiori tradizioni in Italia, e ho dovuto da solo impararmi un programma come AutoCad necessario per svolgere determinati progetti.Insomma c'è bisogno di aria nuova, di un nuova politica rivolta al rinnovamento della scuola altrimenti resteremo un popolo di poeti e filosofi.
    Quel che dici è vero, considera cmq che fare videogiochi non è solo questione d'informatica. Matematica, fisica, geometria, algebra, tutte materie ben insegnate nelle nostre università, son oindispensabili nella creazione di un gioco moderno. Per non parlare dei game designer, molti di essi sono di estrazione classica (i filosofi e i poeti che citi...).

    Ciao
    Mat
    "Oro e fiamme"
  13.     Mi trovi su: Homepage Homepage #3400893
    Matteo Camisasca ha scritto:
    Quel che dici è vero, considera cmq che fare videogiochi non è solo questione d'informatica. Matematica, fisica, geometria, algebra, tutte materie ben insegnate nelle nostre università, son oindispensabili nella creazione di un gioco moderno. Per non parlare dei game designer, molti di essi sono di estrazione classica (i filosofi e i poeti che citi...).

    Ciao
    Mat
    Giusto, infatti ritengo la forma mentis fornita dalla nostra scuola una delle migliori in Europa e nel mondo, quello di cui mi lamento è una lentezza nell'adeguamento dei contenuti, ormai necessario. Bisogna snellire i programmi e diminuire la durata dei corsi di studio affinchè un giovane laureato sia in grado di avere più chance a disposizione, mentre allo stato attuale delle cose il famigerato posto fisso statale sembra essere l'unica soluzione e l'unica ambizione (parlo soprattutto per i ragazzi del sud come me). Cambiamo mentalità altrimenti ci saranno moltissimi TALENTI SPRECATI.
    Belfis-webmaster di www.videogiocare.com : il sito per chi ama videogiocare

  Ma l'Italia dov'è?

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