1. Wal Owner  
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    Pienamente condivisibile è l'articolo di N'Gai Croal pubblicato sul numero dello scorso gennaio di GamePro (edizione italiana di Edge, diretta dall'inossidabile Metalmark). Lo spunto nasce da un editoriale del New York Times intitolato "The play's the Thing" (traducibile alla buona con "Il Gioco è Tutto"). L'analisi di Croal è tanto lucida quanto singolare, data la sua elementarità: la ricerca dell'arte nel medium videogioco si ravvisa nell'azione. Stringata, fin troppo ovvia, ...
  2. No more illusions. Let's play.  
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    Fotone ha scritto:
    Pienamente condivisibile è l'articolo di N'Gai Croal pubblicato sul numero dello scorso gennaio di GamePro... 
    Se potesse essere liquidata cosi la questione sarebbe fin troppo facile.
    La mistificazione di fondo risiede tutta (e sempre) nell'interrogativo se i Videogiochi siano Arte o meno, quando una obiettiva prospettiva d'analisi dovrebbe essere "Se anche il videogioco é Arte, perché lo é? In quali elementi specifici del videogioco é possibile rintracciare l'arte inconfutabilmente?".
    Non si tratta solo dell'azione come se la sbriga Croal, bensì nella inter-media-azione.
    Il videogioco ingurgita, digerisce ed espelle altri medium, aggiungendo di proprio la partecipazione attiva grazie ad una intermedialità sensoriale affatto trascurabile fra le varie concezioni di "azione" o "gameplay" o come le si vogliano chiamare.
    C'è poco da capire, Croal. Se ascolto un brano mentre guardo un filmato, ciò che sto assimilando sensorialmente non é più solo un brano, tanto meno solo un filmato: é qualcosa di diverso. Punto. 
    Quindi questo "qualcosa di diverso" io non lo posso analizzare con gli strumenti critici rimessi solo e soltanto all'analisi di un particolare medium, musica, teatro, cinema o pittura che sia.
    Senza nulla voler togliere all'ascolto out-game delle OST ad esempio, nel momento in cui viene analizzato artisticamente (quindi globalmente) un videogioco non si dovrebbe giudicare la colonna sonora senza contare le immagini alle quali si sposa ed é armonizzata. L'effetto di senso del/nel videogiocatore alle prese con un videogioco pretende una analisi intermediale appunto, poiché gli specifici artistici di più medium nel videogioco ne creano uno nuovo, dotato di significati di senso autonomi.
    Secondo te perché si parla molto più di Rez quale esperienza dalla forte connotazione "artistica" e non di Fifa08 ad esempio?
    Presto detto: Rez esplicita e amplifica maggiormente l'unicum specifico del videogioco e del videogiocare, immagini e suoni in sinergica azione che producono nel gamer sinestesie ed effetti di senso come altri medium, endogeneticamente, non potranno mai fare.
    Ma nel più e nel meno, ogni videogioco fa lo stesso, poiché tutti i videogiochi nel proprio DNA presentano la stessa medesima artistica e avanguardistica realtà: interazione e intermedialità.

    L' "Arte" sta tutta lì!!!!!

    Tag XboxLive/PSN : BraunLuiss
    Codice Amico Wii: 5297 3925 4385 4346.
    Mario Kart Wii: 0688-5430-3475
  3. sulla Home  
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    braunluis ha scritto:
    Se potesse essere liquidata cosi la questione sarebbe fin troppo facile.
    La mistificazione di fondo risiede tutta (e sempre) nell'interrogativo se i Videogiochi siano Arte o meno, quando una obiettiva prospettiva d'analisi dovrebbe essere "Se anche il videogioco é Arte, perché lo é? In quali elementi specifici del videogioco é possibile rintracciare l'arte inconfutabilmente?".
    Non si tratta solo dell'azione come se la sbriga Croal, bensì nella inter-media-azione.
    Il videogioco ingurgita, digerisce ed espelle altri medium, aggiungendo di proprio la partecipazione attiva grazie ad una intermedialità sensoriale affatto trascurabile fra le varie concezioni di "azione" o "gameplay" o come le si vogliano chiamare.
    C'è poco da capire, Croal. Se ascolto un brano mentre guardo un filmato, ciò che sto assimilando sensorialmente non é più solo un brano, tanto meno solo un filmato: é qualcosa di diverso. Punto.
    Quindi questo "qualcosa di diverso" io non lo posso analizzare con gli strumenti critici rimessi solo e soltanto all'analisi di un particolare medium, musica, teatro, cinema o pittura che sia.
    Senza nulla voler togliere all'ascolto out-game delle OST ad esempio, nel momento in cui viene analizzato artisticamente (quindi globalmente) un videogioco non si dovrebbe giudicare la colonna sonora senza contare le immagini alle quali si sposa ed é armonizzata. L'effetto di senso del/nel videogiocatore alle prese con un videogioco pretende una analisi intermediale appunto, poiché gli specifici artistici di più medium nel videogioco ne creano uno nuovo, dotato di significati di senso autonomi.
    Secondo te perché si parla molto più di Rez quale esperienza dalla forte connotazione "artistica" e non di Fifa08 ad esempio?
    Presto detto: Rez esplicita e amplifica maggiormente l'unicum specifico del videogioco e del videogiocare, immagini e suoni in sinergica azione che producono nel gamer sinestesie ed effetti di senso come altri medium, endogeneticamente, non potranno mai fare.
    Ma nel più e nel meno, ogni videogioco fa lo stesso, poiché tutti i videogiochi nel proprio DNA presentano la stessa medesima artistica e avanguardistica realtà: interazione e intermedialità.

    L' "Arte" sta tutta lì!!!!!
     
    Quindi annusare un fiore è una forma d'arte.
    /!\L'uccello del malaugurio di NextGame/!\

    http://next.videogame.it/forum/viewtopic.php?id=1411917#1413227
  4. No more illusions. Let's play.  
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    Loue ha scritto:
    Quindi annusare un fiore è una forma d'arte.
       
    Non sei tu che hai la capacità di poter "annusare" a rendere "artistico" il fiore, di per sé.
    E' la qualità naturale (in tutti i sensi) che ha il fiore in sé (profumo, colore, forma) a renderlo "artistico" quando viene processato dai tuoi sensi.

    Come dire che

    Non sei tu che hai la capacità di poter "interagire" con un videogioco a rendere "artistico" il videogioco, di per sé.
    E' la natura artificiale intrinseca  (in tutti i sensi) che ha il videogioco in sé (musica, plasmabilità narrativa, immagini in movimento, ecc) a rederlo "artistico" quando viene processato dai tuoi sensi.

    Insomma, quando un gioco é bello mi da godimento per il gioco in sé, poiché lo sto giocando e non perché ho mani, corpo e occhi buoni che toccano, guardano e ascoltano per interagirci.

    Cioé, anche questi sono importanti alla fine... insomma, ci siam capiti!!

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  5. Videospiel macht frei  
        Mi trovi su: Homepage #3519407
    Mah...
    Io ritengo che, per quanto proprio in questi anni il videogioco in tutte le sue forme sembra si stia definendo con un po' di precisione, siamo ancora ben lontani dal poter dire che cosa sia. In virtù della giovane età dell'oggetto e della sua natura multiforme.
    L'interazione è requisito fondamentale? Può essere. E un videogioco che offre poca interazione che cos'è? Un cattivo videogioco? O non è un videogioco? C'è chi considera Metal Gear Solid 2 tra i massimi capolavori della storia del...videogioco. Vi si interagisce di rado e controvoglia? Dunque che cos'è? E' un brutto vidogioco ma un bellissimo...? Che cosa?
    Mi sembra un po' riduttiva la definizione di cui si parla qui.
    Tra Half-Life e Haunting Ground, mi tengo Haunting Ground senza pensarci un secondo / Chi pensa di sapere tutto, o anche solo qualcosa, su Silent Hill clicchi qui / Io li boicotto, voi fate un po' come volete / NEXT EVIL Guida per i nuovi utenti / Zeru dignità / Xbox Live: MyauTheReal Playstation Network: MyauTheReal
  6. Il miglior Halo resta ancora Reach. Halo 4 segue la politica del gambero  
        Mi trovi su: Homepage #3519438
    Eh eh eh, il pezzo su Master Chief l'avevo scritto prima io su questo forum!

    Comunque, arte.. uff che bolas, tutti a fare a gara per ricevere il "diplomino" che conceda tale connotazione.

    Arte lo sono TUTTI i giochi, ovviamente parlo dell'arte non dell'ARTE. In quanto opera dell'uomo, in quanto astrazione, in quanto risultato di una riflessione e di fantasia, i videogames sono arte, come lo sono tutti i film, fumetti e via dicendo.
    Poi c'è l'ARTE, quella grossa, quella "michelangelesca" e lì, così come per pittura, scultura, letteratura... in mezzo ad una massa di opere comunque buone, solo poche riescono ad elevarsi, vuoi per il "marketing" di secoli, vuoi per un loro effettivo valore emozionale intrinseco, vuoi perchè effettivamente chi le ha fatte era più bravo di tutti gli altri.

    Sono appena finite le olimpiadi, di medaglia d'oro sul podio ce n'è solo una, ma questo non vuol dire che l'argento, il bronzo e gli altri partecipanti siano feccia o non atleti!

    Il videogame è si interattività alla base di tutto, ma è interattività con un fine, quello di interessare, divertire, emozionare (e quindi pienamente artistico). Poi se interagisce poco ma comunque comunica e piace parecchio, non vuol dire che sia meno "videogame" di altri, anzi.
  7. Il miglior Halo resta ancora Reach. Halo 4 segue la politica del gambero  
        Mi trovi su: Homepage #3519446
    Myau ha scritto:
    Mah...
    Io ritengo che, per quanto proprio in questi anni il videogioco in tutte le sue forme sembra si stia definendo con un po' di precisione, siamo ancora ben lontani dal poter dire che cosa sia. In virtù della giovane età dell'oggetto e della sua natura multiforme.
    L'interazione è requisito fondamentale? Può essere. E un videogioco che offre poca interazione che cos'è? Un cattivo videogioco? O non è un videogioco? C'è chi considera Metal Gear Solid 2 tra i massimi capolavori della storia del...videogioco. Vi si interagisce di rado e controvoglia? Dunque che cos'è? E' un brutto vidogioco ma un bellissimo...? Che cosa?
    Mi sembra un po' riduttiva la definizione di cui si parla qui.
     
    Beh ma quello è un uso che si fa del videogioco. Di fatto tutti quei filmati e dialoghi potresti montarli in un dvd e sparateli come un mega filmone unico. Il punto è proprio questo. MGS (o chi per lui) può essere bello pur essendo poco "videogame". La componente narrativa di quel tipo è una contaminazione, il game in realtà nasce come un software che varia al variare delle scelte fatte dal giocatore (al variare dei pulsanti premuti alla fin fine). La componente narrativa ottima ovviamente è sempre ben accetta, ma il game dietro dovrebbe esserci e dovrebbe essere solido. Il divertimento dovrebbe scaturire proprio dal piacere di premere quei pulsanti, in quel modo, in quel momento, in modo tale da generare un effetto piacevole. Un po' quello che per alcuni capita in un racing, per altri in un picchiaduro o in uno strategico. E' la manipolazione. Più è ben fatta e meglio è. Ho parlato di ben fatta però, perchè non si misura col centimetro. Un picchiaduro con 2000 mosse non è meglio di uno con 200 solo per il numero, anzi potrebbe pure esser peggio, perchè poi quell'interattività deve essere accessibile, deve essere sufficientemente ampia da poter dare un buon controllo e buone opzioni di scelta, ma anche sufficientemente sintetica per non diventare troppo pesante, troppo preponderante.

    Cos'è un gioco? Una cosa fantastica che fai funzionare usando un dispositivo di immisione di comandi. Alla fine è una realtà alternativa, un mondo parallelo. Puoi essere un eroe che salva il mondo, puoi schiacciare funghetti, puoi sparare lucine colorate a tempo di musica, puoi far tutto insomma, ma, in linea di massima, di "fare" si tratta. Il "guardare" e basta dovrebbe appartenere più ad altri mezzi, per quanto bello possa essere.
  8.     Mi trovi su: Homepage #3520582
    braunluis ha scritto:

    Non si tratta solo dell'azione come se la sbriga Croal, bensì nella inter-media-azione.


     Guarda bene, hai "flippato" la domanda, ma sei arrivato alla stessa conclusione di Croal.Chiamala inter-media-azione, chiamala interattività (compare alla 12esima riga) o chiamala anche Samantha, cambia una (S)ega.
    Lo dice Croal, lo ribadisco io e tu stesso, nonostante il manifesto al sapore di "think different", ci segui a ruota o ci tiri la volata (fai tu): "la funzione primaria di un gioco à la Halo 3 non è quella di narrare la storia di Master Chief, quanto piuttosto simulare un’esperienza totale, complessa e multiforme, di cui gli elementi narrativi non siano altro che una singola caratteristica". Quindi inter-media-azione, interattività o, ancora, Samantha.
    Ma se nessuna delle tre diciture calza, allora di che stiamo parlando?

    Il punto è che per Croal il semplice termine "azione" spiega il tuo papiro tutto.
    Basta una parola (e questa qui pesa davvero tanto): AZIONE abbraccia, comporta e supporta concetti e prefissi quali REAZIONE, INTER- , PARTECIP- , DOUBLE FEEDBACK (uomo macchina), ECC... Non serve un trattato soporifero per ribadirlo, è sufficiente un solo vocabolo, di quelli semplici, senza slash e/o trattini.
    Ecco perchè Croal risulta tanto arguto quanto disarmante: perchè castra la logorrea dei semiotici e purifica la diuresi ludica, con l'innocenza di un bambino rasta.

    Comunque ha ragione Nintendo, di base.







    sembro Kant, ma sono per lo più Fotone!
    http://bunkerevolution.blogspot.com (il bunker fotonico)
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  9.     Mi trovi su: Homepage #3520715
    Atlas ha scritto:
     in linea di massima, di "fare" si tratta. Il "guardare" e basta dovrebbe appartenere più ad altri mezzi, per quanto bello possa essere.
      Esattamente! No, ma davvero, avete mai aperto un dizionario alla voce "arte"?
    Insieme delle regole e conoscenze tecniche necessarie per compiere una determinata attività, in questo caso un videogioco (o giochini, per dirla à la Teokrazia Vs. Scamu).
    Forse il punto risiede in un errore di valutazione a monte del termine arte.L'arte "di un quadro" è già nella tela (chi guarda, al limite, può parlare di "sensibilità al cospetto").
    L'arte di un videogioco è già nel codice e, per buona parte, continua col joypad.
    Cioè la cazzo di AZIONE!


    La mistificazione è tutta lì?
    Pò esse, ma a volte dei distinguo sarebbero quanto meno doverosi. 

    Poi, che una donna qualsiasi è capace di compiere lo stesso quella determinata attività (e anche riuscendo a mettere in crisi i maestri delle command list), pur ignorando il complesso di regole e conoscenze tecniche che ne è alla base (penso a un qualsiasi picchiaduro giocato premendo i tasti random, cioè alla cazzo di cane), beh, questo è argomento per un prossimo editoriale, ma di sicuro esula dalla definizione di arte in quanto interazione.
    @ Loue: no, annusare un fiore è da femminucce. Annusare MGS4 è arte!!!



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  10.     Mi trovi su: Homepage #3520716
    Jeff ha scritto:
    Più che il Guernica di Miyamoto Super mario Galaxy è il suo "Other World"
      Massì, anche tu dici bene!
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  11. Videospiel macht frei  
        Mi trovi su: Homepage #3520754
    Alla fin fine si dice che "il gioco è bello perchè è interattivo". Geniale.


    “Non critichiamo i quadri perchè non ci raccontano bene quanto dei fumetti, o una danza perchè non narra storie come il teatro, o la fotografia perchè non è come la televisione. Giudichiamo, piuttosto, ogni medium per i suoi meriti”.


    E pensare che l'utente medio del JRPG attuale vuole innanzi tutto "una buona storia"...
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  12. Il miglior Halo resta ancora Reach. Halo 4 segue la politica del gambero  
        Mi trovi su: Homepage #3520829
    Myau ha scritto:
    Alla fin fine si dice che "il gioco è bello perchè è interattivo". Geniale.




    E pensare che l'utente medio del JRPG attuale vuole innanzi tutto "una buona storia"...
     
    No, mi sa che non hai colto bene il discorso.

    Il videogioco implica l'interattività. Non esiste videogame se non puoi manipolarlo, almeno un minimo. Anche nel solitario di Windows sei TU che giochi. La bellezza o meno poi dipende da chi lo ha fatto. Ci sono software interattivissimi che fanno effetto lassativo, ed altri dove il pad si "riposa" di più che son comunque più belli.
    Questo perchè il videogame può essere usato in vari modi, per simulare, per agire, per narrare una storia.
    Quante volte si legge, riguardo rpg o jrpg, "bella la storia ma i combattimenti sono un palla, ripetitivi, noiosi ecc..."? Discretamente spesso. Ergo, la buona storia da sola non basta, altrimenti faresti prima a vederti una belle serie animata, magari Lodoss per restare in tema rpg. Se TU programmatore invece di fare una serie animata mi fai un videogioco, cavolo mi devi dare la possibilità di GIOCARE e bene se possibile. LA storia sarà importante, sicuramente più importante che in un picchiaduro o racing, ma non basta manco per niente.
  13. Videospiel macht frei  
        Mi trovi su: Homepage #3520845
    Atlas ha scritto:
    No, mi sa che non hai colto bene il discorso.

    Il videogioco implica l'interattività. Non esiste videogame se non puoi manipolarlo, almeno un minimo. Anche nel solitario di Windows sei TU che giochi. La bellezza o meno poi dipende da chi lo ha fatto. Ci sono software interattivissimi che fanno effetto lassativo, ed altri dove il pad si "riposa" di più che son comunque più belli.
    Questo perchè il videogame può essere usato in vari modi, per simulare, per agire, per narrare una storia.
    Quante volte si legge, riguardo rpg o jrpg, "bella la storia ma i combattimenti sono un palla, ripetitivi, noiosi ecc..."? Discretamente spesso. Ergo, la buona storia da sola non basta, altrimenti faresti prima a vederti una belle serie animata, magari Lodoss per restare in tema rpg. Se TU programmatore invece di fare una serie animata mi fai un videogioco, cavolo mi devi dare la possibilità di GIOCARE e bene se possibile. LA storia sarà importante, sicuramente più importante che in un picchiaduro o racing, ma non basta manco per niente.
     Mi risulta che FFX sia uno dei JRPG più venduti e di successo del secolo. E quello sostanzialmente "non è un gioco", seppur possieda delle parti vagamente interattive. Rimane un dato di fatto che una certa utenza pretenda da un certo genere di gioco soprattutto una bella storia (bella per loro). La storia ha poco a che vedere con l'"azione" di cui si parla qui. Chi ha apprezzato FFX lo ha fatto per la sua grafica, per la sua musica, per la sua trama. Se fossero stati elementi privi di "arte" non sarebbero stati così apprezzabili. Ma FFX è un caso limite. Io per primo non lo considero un vero e proprio videogioco (sicuramente non è un JRPG), ma ci sono molti altri casi di giochi bellissimi in cui l'"arte" si esplica in aspetti che con l'azione hanno poco a che vedere.
    Insomma, dire che l'"arte del videogioco sta tutta nella sua (inter)azione" è riduttivo e ti taglia fuori da infiniti sviluppi futuri.
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  [Editoriale Next Level] L'arte dei/nei videogame?

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