1.     Mi trovi su: Homepage #3541121
    Uscito ieri e subito si impone come uno dei più bei dischi di questa band svedese che non ha mai sbagliato un colpo nella sua proficua discografia (siamo a 5 album in 6 anni di attività). Parliamo di prog-metal e gli Andromeda in questo sono riusciti a collocarsi in breve tempo tra gli esponenti più significativi del genere, grazie ad un massiccio tam-tam su web che ha moltiplicato a vista d'occhio i suoi fan anno dopo anno. Certo che in quest'epoca dove tutti ascoltano ma pochi comprano e la credibilità degli artisti che si misura in oro meriterebbero più successo in termini commerciale... inizierebbero a fare qualche data in più... ad ogni modo hanno da poco cambiato etichetta discografica e questa nuova Nightmare records sembra che abbia investito una buona somma per la loro promozione. Speriamo in bene perchè The Immunity Zone è assolutamente imperdibile per chiunque ami il prog metal in tutte le sue sottoforme, da quello melodico e potente dei Dream Theater a quello più diretto e vertiginoso dei Fates Warning, da quello introspettivo e sognante dei Porcupine Tree al sinfonico e veloce dei Symphony X: l'album è sostanzialmente una sintesi dei loro lavori precedenti, partendo da Extension of the Wish fino all'ultimo Chimera, e così abbiamo sonorità molto cupe e decadenti (care a II=I) con brani che si alternano tra quelli strutturati in modo articolato e discontinuo e quelli più ariosi e dalla struttura più lineare. Dopo un un inizio non proprio convincente, con una Recognizing Fate potente nei suoni ma che di fatto non va a parare da nessuna parte, l'album sembra partire davvero solo al secondo brano, Slaves Of The Plethora Season, orecchiabilissimo e molto acceso. I successivi tre sono scritti con una forma tutto sommato canonica ma sono estremamente ricchi di finezze ritmiche e sonore disseminate qua e là: Ghost On Retinas presenta una grandissima prova di Fremberg alla voce, con un'interpretazione particolarmente sentita, intrecci lirici bellissimi ed un ritornello che non esce più dalla testa, l'arrangiamento di Lejon alla batteria è favoloso (specialmente il controtempo sul secondo prechorus); Censoring Truth va lodata per i riff in 5/4 dall'effetto disorientante ed ipnotico e ha un ponte semplicemente micidiale; Worst Enemy vanta di nuovo un ritornello indimenticabile anche grazie al meraviglioso giro di chitarra e bisogna dire che Reinholdz ha fatto veramente un ottimo lavoro su tutto il disco. Basti ascoltare Another Step, dove esibisce il primo assolo in un brano scritto appositamente come evidente tributo ai Megadeth, in cui chitarra e tastiera sono assolute protagoniste e rimandano in pieno all'epoca d'oro del thrash metal. Ma il capolavoro arriva solo con gli ultimi due brani, due suite che da sole valgono l'acquisto dell'album: Shadow of a lucent moon parte con un arpeggio evocativo e dopo una prima parte lenta ed addolcita esplode in una cantata energica che lascia poi spazio ad una sezione strumentale articolata e ad un assolo di chitarra impressionantemente riuscito. La traccia è infarcita di suoni caleidoscopici che il grandissimo Hedin impiega con grande maestria e gusto, contrariamente al resto del disco in cui appare sempre molto spettrale. I suoni diventano sempre più "cosmici" perchè l'ultimo brano, Veil Of Illumination, tratta di un tema mistico e universale, e così ecco tornare gli Andromeda di Extension Of The Wish, con quelle mirabolanti scale di tastiera e quelle melodie complesse ed intense nei suoi 10 minuti di durata. Prendete quel brano e rendetelo ancora più estremo, otterrete Veil Of Illumination: 17 minuti, motivi di tastiera che sembrano arrivare da galassie lontane, una struttura centrale di una complessità e di una pazzia stupefacenti (ma roba che a confronto Dark Eternal Eternal Night sembra un becero liscio!) con ogni strumento che alternativamente in ogni battuta scappa in solista e torna in sincronia con tutti gli altri in quella dopo, insomma una vera goduria per gli amanti del prog estremo, che culmina in un crescendo per poi lasciare spazio ad un lungo, lento e profondissimo assolo di Reinholdz che ancora una volta realizza qualcosa di indimenticabile. Non ci sono parole per descrivere questo brano, va sentito e basta, tanti lo considerano già un istant cult nel suo genere e non posso che concordare. In definitiva questo è un album che ogni appassionato di prog metal deve sentire senza riserve nè esitazioni: ancora una volta i vikinghi hanno dato prova della loro potenza confermandosi come tra i migliori in assoluto. Grandissimi  

    [Modificato da Kappei Jin il 18/09/2008 23:01]

    Rock in Progress. !PeacePeacePeace!
  2. Spaesato  
        Mi trovi su: Homepage #3541128
    Sono molto curioso. Apprezzo molto Extension e Chimera, anche se c'è da dire che non sono mai uscito pazzo per II=I...)
    Sentirò!
    Vash, Mila, Ilaria.
    " I Blink 182(W!!!) sono passione, torrida, cieca, ma soprattutto sorda, passione." [Kabuto]
    Io non tremo, è solo un po' di me che se ne va...
  3. NextGameOver  
        Mi trovi su: Homepage #3547478
    Kappei Jin ha scritto:
    Anche secondo me II=I è il loro meno riuscito... bello, ma il loro meno bello. Ora sentiti questo, ci metterai una decina di ascolti ti avviso... ma abbi fede è splendido
      IMHO pezzi come "Two is One" e "Castaway" valgono l'intero CD
  4. NextGameOver  
        Mi trovi su: Homepage #3550544
    Kappei Jin ha scritto:
    Perchè, Parasite, Encyclopedia, Mirages, II=I ?? Stupende... Piuttosto dimmi che ne pensi poi del nuovo disco!
    Per ora ho sentito pe prime 4... la prima non mi piace proprio (almeno l'inizio), la seconda nulla di che, altrettanto la terza... la quarta sembra cacciare qualcosa ma nulla di memorabile... ora sto ascoltando la quinta.

    Per il resto ti faccio sapere più tardi
  5. NextGameOver  
        Mi trovi su: Homepage #3551545
    mithril ha scritto:
    Sì ma che copertina orribile! Di rara bruttezza! Se la gioca con Tale of Itheria!
    A me ricordi i pittori espressionisti, quindi non è per nulla brutta


    Stesso discorso non vale per il disco... delusione totale.

    La prima ha un inizio orrendo, nel finale si salva.
    La seconda è una canzone power.
    La tre sembra far qualcosa di bello ma alla fine non è nulla di che.
    La quarta... bah... così...
    La quinta, stessa cosa della quarta, le sento senza anima ste canzoni... bah...
    La sesta... mi son scocciato, le sento tutte uguali ste canzoni...
    L'ultima è molto bella a livello tecnico ma a livello emozionale è pari allo 0.

    Tutto queste dopo 3 ascolti.

    Continuerò ad ascoltarlo sperando che ne esca qualcosa di buono... subito dopo mi sono risentito II=I ... un capolavoro a confronto

  Andromeda - The Immunity Zone

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