1.     Mi trovi su: Homepage #3563082
    Salve a tutti,
    visto che in tanti forum (e soprattutto nei media) ci si concentra solo sulla scuola, volevo focalizzare l'attenzione sulla spaventosa crisi che sta vivendo la nostra Università, che sta rischiando seriamente il collasso.
    Copio e incollo questo, preso dal forum della nostra Università (degli studi di Cagliari):

    ---------------------------
    Ora, il problema di fondo che si sta delineando è la scarsa
    partecipazione al problema delle sorti dell'Università. Partiamo prima
    da un punto però: qualsiasi cosa si deciderà di fare, qualsiasi azione
    si deciderà di prendere, non sarà qualcosa di gradevole e non si può
    pensare che non ci siano effetti collaterali. Lottando per qualcosa c'è
    spesso il rischio di sacrificare qualcos'altro. Perdonandomi il
    parallelo forse un po' estremizzato, negli scioperi delle miniere sarde
    dal 1840 in poi perdere una giornata di lavoro significava non dare da
    mangiare alla propria famiglia, spesso numerosissima.

    L'esempio è per spiegare un semplice concetto prima di buttarci in
    qualsiasi tipo di discussione: per "riscattare" quello che noi crediamo
    sia un nostro diritto dobbiamo combattere ed essere convinti, pronti a
    qualsiasi metodo (nel limite del civile e del legale) per fare
    rispettare quello che noi crediamo un diritto. Significa forse
    ritardare sessioni di esami, saltare lezioni per partecipare ad
    assemblee, con conseguente spesa in termini di denaro e, forse ancora
    più importante, di tempo... però è questione di responsabilità. Come si
    può pensare di lamentarsi senza partecipazione? Senza avere il coraggio
    di mettere qualcosa sul piatto e lottare? E' qualcosa di molto grande
    che investe non solo noi, ma anche il futuro prossimo venturo: se non
    ci muoviamo noi, beh, rischiamo di essere governati in futuro da
    persone ancora più incapaci e interessate solo al proprio utile che,
    guarda caso, verranno fuori dalle università che invece quelli
    probabilmente meritevoli ma con una disponibilità economica non
    sufficiente non avranno potuto frequentare. Un circolo vizioso dal
    quale sarà sempre più difficile uscire.



    Detto questo, e perdonatemi se sono stato prolisso, bisogna davvero
    capire cosa succeda a causa di questa riforma e come bisogna reagire.

    Cito da Csunica.ilcannocchiale.it:

    "Elementi Critici della Legge 133:
  2. Taglio dei finanziamenti pubblici all'Università (FFO).
  3. Riduzione del turn-over del personale.
  4. Privatizzazione dell'Università attraverso l'istituzione delle Fondazioni.
  5. Sospensione delle Scuole di Specializzazione (SSIS) per la formazione degli insegnanti.Le conseguenze di questo scellerato riordino saranno:
    • Riduzione dei servizi agli studenti.
    • Riduzione delle infrastrutture (aule, laboratori, biblioteche).
    • Abbassamento generale della qualità della didattica.
    • Riduzione delle attività di ricerca.
    • Non si potranno formare nuovi ricercatori: le scuole di dottorato spariranno in assenza di attività di ricerca.
    • Sparizione delle Università Pubbliche come sedi dello sviluppo delle nuove Conoscenze.
    • Globale
      peggioramento della qualità delle nostre Università ed ulteriore
      perdità di competitività rispetto alle Università straniere.
     La
    legge 133 introduce la possibilità per le Università pubbliche di
    trasformarsi in Fondazioni in grado di raccogliere finanziamenti
    privati. Questo significa che:
    • La natura pubblica delle Università verrà annullata.
    • Gli
      Atenei si divideranno in Fondazioni di classe A e di classe B in
      funzione della capacità economica della regione di appartenenza.
    • Il sistema del Diritto allo Studio verrà cancellato e non sarà più assicurata la possibilità di studi universitari ai meritevoli anche se in condizioni disagiate (Art. 34 della Costituzione).
    • Sparirà
      la differenza rispetto alle Università private, ad esempio per le tasse
      universitarie: alla Bocconi ammontano attualmente da 4300 a 9650
      €/anno."
     In soldoni, l'insieme delle riforme è ingegnoso:
    comporta che l'università venga sviata verso un sentiero prettamente

    economico. Il termine "privatizzazione della cultura" non è solo una
    semplice frase ad effetto: arriveremo nella condizione in cui per poter
    accedere all'università varrà quello che i sovrani medievali chiamavano
    "investitura divina". Cioè dipende da chi è tuo padre e da quanto
    guadagna.

    Si creerà quindi, volente o nolente, una casta universitaria, sia in
    termini di professori (vedi sopra Turnover) sia in termini di alunni.
    Casta alla quale, tra i tanti che leggono questo forum, non credo tantissimi potrebbero accedervi.

    Come già saggiamente accennato da altri sopra, poi, la trasformazione
    delle università in fondazioni e la cessazione del finanziamento
    pubblico porteranno oltrettutto ad una simpaticissima conseguenza: il
    decadimento delle facoltà umanistiche (e in generale di quelle più
    "teoriche"), già da ora poco protette. Mettendoci nei panni di
    un'azienda, avreste più interesse a "coltivare" ingegneri (presi solo
    ad esempio, non me ne vogliano) o esperti di lettere moderne? A voi la
    risposta.

    Va da sé che l'offerta formativa crollerà, escludendo così una fetta di
    neo-diplomati dalla possibilità di fare carriera universitaria in
    Italia, eventualità superata talvolta con l'iscrizione in facoltà
    estere.

    In spiccioli: fuga di cervelli. La classe effettivamente debole, quella
    dei ricercatori, andrà sempre più lontana dall'Italia e noi
    continueremo a farci prendere per il naso dai soliti "furbi" che
    avranno cambiato le cose a loro vantaggio, assicurandosi ovviamente di
    fermare qualsiasi tipo di ricambio nelle posizioni alte, escludendo,
    manco a dirlo, qualsiasi metodo meritocratico.

    Per questo credo sia davvero tempo di incazzarci, prima che sia troppo
    tardi. La svolta potrebbe essere tremendamente difficile da cambiare
    (siamo al sesto mese di governo su trenta che andranno affrontati)
    quindi è il momento di muoversi. Ci vogliono prendere quello che è
    NOSTRO di diritto: il diritto alla cultura e allo studio. Se mi passate
    la frase spero non troppo demagogica, stiamo facendo giganteschi passi
    indietro nel passato. L'università siamo noi, come noi siamo lo stato,
    e sono tutti enti al NOSTRO servizio. Nostro significa tutti, non dei
    pochi che possano permettersi di pagare rette stratosferiche.



    E' quindi il momento di informarci e informare gli altri. Soprattutto è
    il momento di incazzarci e rivendicare quello che, a mio parere, è un
    nostro sacrosanto diritto.



    Non voglio ancora entrare nel merito dell'efficacia o meno degli
    scioperi ma fondamentalmente qualcosa si può già fare: creiamo
    manifesti/volantini e appendiamoli/distribuiamoli ovunque, meeting su
    msn/skype/chat (usiamo la tecnologia!), spargiamo la voce, parliamo con
    i professori per chiedere i loro pareri, riuniamoci. Creiamo una vera e
    propria comunità, perché forse è questo che manca: uniti, proteggiamoci
    a vicenda e gridiamo insieme contro l'ingiustizia. E' la nostra
    responsabilità e ne va del nostro presente e del futuro non solo nostro
    ma anche di chi verrà dopo di noi. Soprattutto, se non si fa niente ora
    nessuno potrà lamentarsi in futuro.
    -------------------------------

    Il problema di fondo è che troppi pochi studenti sanno che cosa sta succedendo, in molti atenei la protesta sta partendo su larga scala (vedi pisa e firenze), ma questo non basta, perchè dobbiamo essere TUTTI uniti se vogliamo davvero che sia salvato il nostro diritto allo studio, che ormai sta seriamente vacillando.
    A voi :)

    [Modificato da Tyr-Nemesis il 10/10/2008 17:37]

    STARS! STARS!
  6.     Mi trovi su: Homepage #3563386
    Universitario di Pisa in protesta presente.
    Avrei voluto aprire io un topic del genere ma in questi giorni sono stato impegnato..che dire? la situazione non è grave, è gravissima! Qua a Pisa, e in particolare nella mia facoltà (Ingegneria) le proteste sono già cominciate da un pò ,con un obiettivo: focalizzare l'attenzione  dei media sulla vicenda, che fino ad ora è stata tristemente ignorata. Aggiungere altro a quanto già riportato da Tyr è inutile, ma vorrei sottolineare che la protesta deve continuare ed essere sempre più forte, in quanto questa è una TRAGEDIA che tocca TUTTI..lo studio universitario deve essere un diritto di tutti, e non solo dei più ricchi, e per questo dobbiamo mobilitarci tutti assieme per cercare di fermare l'approvazione di questa legge!!
    Le prossime date di manifestazione sono
    21/10 Firenze
    03/11 Roma

    Se volete tenervi informati sulla protesta a livello locale a Pisa potete consultare i link
    http://no133pisa.blogspot.com 
    Sollecito vivamente chiunque abbia notizie di proteste e manifestazioni in qualsiasi città a postare..Le 3500 persone riunite in piazza dei cavalieri a Pisa sono solo l'inizio!
    /!\ L'Eletto atque l'artro Pisano di Nextgame/!\
    Le Foto della mia ragazza al mare
  7. 痺れるだろう?  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #3563445
    io non è che non sono d'accordo, ma quando si adottano dei toni troppo drammatici divento un po'... demotivato.
    /!\quello che vive in Cina di Nextgame/!\
    ogni tanto fate una capatina nel mio blog! (sempre che la Cina sblocchi Blogspot... (sic))
    你令一切平凡的事变得新奇 令琐事变成美好的回忆...
  8.     Mi trovi su: Homepage #4850963
    Mi permetto di riportare in auge il topic per cercare di sensibilizzare tutti voi ai disastri che la legge 133/08 farà sul mondo della ricerca e dell'università italiana. I tagli stabiliti dalla legge bloccano il ricambio generazionale del personale strutturato dell università (ordinari, associati e ricercatori confermati) con risultati gravissimi sulla qualità della ricerca, che viene fatta principalmente da dottorandi e assegnisti costretti ad emigrare per avere un futuro, e sulla qualità dell'insegnamento (meno professori e più vecchi).

    La protesta degli studenti e di noi ricercatori non è assolutamente campata in aria e fatta "tanto per fare un po' di casino" (niente è più lontano dalla mentalità di noi "topi da laboratorio"). Persino Nature (!!) ha dedicato un articolo alla legge 133/08.

    http://www.nature.com/nature/journal/v455/n7215/full/455835b.html#top



    Inutile dire che la redazione di nature ha inviato delle domande a Berlusconi, Gelmini e Brunetta per dare loro, giustamente, la
    possibilità di controbattere e argomentare e questi si sono ovviamente
    rifutati di rispondere.

    Questa legge è indifendibile anche per chi l'ha ideata e fatta approvare.

    Allego il testo di una lettera che una mia collega ha inviato a stama e parlamentari:

    Tutti noi siamo
    stati bambini e da bambini tutti noi siamo stati ricercatori. Ora da
    adulti, con lo stesso entusiasmo dei bambini, noi ricercatori abbiamo
    deciso nella nostra vita di continuare a ricercare. Come bambini siamo
    anche ingenui, la nostra ingenuità e il nostro entusiasmo viene
    distrutto da chi nella logica del profitto non comprende il nostro
    operato. Albert Einstein osserva che le menti eccelse hanno subito
    sempre violente opposizioni da parte di menti mediocri.



    Abbiamo deciso di stare dalla parte dell'innovazione, dell'istruzione,
    dell'arte, della creatività, per cercare in tutti i modi di dare sempre
    più valore a noi stessi e al nostro Paese. Molti non sanno che la
    stragrande maggioranza di persone che lavorano all'università è formata
    da ricercatori, personale precario che però con forte passione,
    sacrificio, determinazione e consapevolezza porta avanti l'intero
    ateneo. Questi tagli colpiscono proprio noi, non i professori che
    invece fanno parte dell'organico permanente dell'università. Colpiscono
    i giovani, coloro che dovrebbero costruire il futuro, ed
    inevitabilmente facendoli fermare, vedendo i loro sogni svanire e le
    speranze di molti anni di lavoro e studio morire in un attimo. Da tempo
    si sente dire "Diamo spazio ai giovani": ma quale spazio se con questa
    legge non si danno prospettive, non c'è futuro per la nostra
    università, per la nostra carriera e per la crescita dell'Italia.


    Si è colpito alla base tutto ciò che regge un'intera nazione: la
    conoscenza. Una verità che permette all'uomo di evolversi, di scoprire,
    di arricchirsi, di istruirsi, di diventare uomo consapevole di esistere
    perché il pensiero non si ferma, è il mondo delle idee che si attua nei
    nostri laboratori e nelle nostre aule. Tutto questo viene messo a
    tacere, é la mente creativa di un Paese che viene messa in silenzio.
    Cosi i bambini più audaci, coloro che sfidano i limiti imposti per
    vivere i loro sogni migrano in altri siti dove vengono accolti e
    favoriti da sistemi più intelligenti che in loro vedono il profitto di
    domani. Non siete forse voi, che per arrivare dove siete avete
    studiato, avete frequentato queste aule, combattuto per il diritto
    all'istruzione, per poter imparare e poi insegnare? Non lasciateci
    senza scelta. In questo paese democratico, perché non abbiamo
    l'opportunità di decidere?E' triste e retrogrado. Per favore,
    ascoltateci. Solo in questo modo si può fare qualcosa di costruttivo e
    veramente d'aiuto in questo momento, dove tutto è allo sbando. Non
    siamo qui a fare politica, siamo qui uniti più che mai, minoranze e
    maggioranze a chiedere fiducia, a chiedere di stilare la legge usando
    un criterio logico, non indiscriminato, pensato, organizzato,
    intelligente e onesto verso chi da anni lavora in ambito universitario.



    Se fermate noi, fermate il futuro nel nostro Paese. Certamente non si
    avrà un riscontro immediato visibile, ma in questo modo la cultura non
    evolverà, tornerà indietro e l'Italia, sempre più sommersa da mille
    problemi economici, non sarà più competitiva, non si potranno formare
    le persone per poter governare l'Italia, non sarà più considerata,
    stimata, eguagliata e presa ad esempio. Verremo inesorabilmente
    superati e dimenticati.

    Non torniamo indietro, andiamo avanti uniti e forti con la
    consapevolezza del futuro nel cuore e nell'università. Prendete
    coscienza di quanto è esteso il danno che state provocando. Rendiamoci
    conto! E' il sapere che ha portato l'uomo fin qui. Senza di esso siamo
    tutti perduti e lo saranno anche i figli di coloro che adesso decidono
    per noi.
    aka Sprawl
    WARNING! The screamapillar is sexually attracted to fire!
  9.     Mi trovi su: Homepage #4851018
    Jeff Buckley ha scritto:
    Mi permetto di riportare in auge il topic per cercare di sensibilizzare tutti voi ai disastri che la legge 133/08 farà sul mondo della ricerca e dell'università italiana. I tagli stabiliti dalla legge bloccano il ricambio generazionale del personale strutturato dell università (ordinari, associati e ricercatori confermati) con risultati gravissimi sulla qualità della ricerca, che viene fatta principalmente da dottorandi e assegnisti costretti ad emigrare per avere un futuro, e sulla qualità dell'insegnamento (meno professori e più vecchi). 

    ...
     Bah, io mi sono laureato al Poli di Milano 12 anni fa e tutto questo "ricambio generazionale" del corpo docente non l'ho mai visto, neanche prima dei tagli che hanno fatto le 12 Finanziariare che sono seguite.

    Piuttosto ho sempre visto nell'Università italiana un corpo docente classista (possiamo dire una casta?) praticamente intoccabile.

    E il Poli di Milano tutto sommato rispetto a schifezze che succedono in altre Università è ancora poca cosa ...

    Per dire, quando mi sono laureato (visto che ero bravino) mi hanno proposto il dottorato, ma la fantomatica ricerca voleva dire "scaldare" un posto a 1.400.000 di lire in attesa che qualche professore andasse in pensione.
    Tristissimo ... e per questo non ho pensato due volte per rifiutare l'offerta che mi è stata fatta.

    [Modificato da jurgen18 il 24/10/2008 15:53]

    "bianco che abbraccia il nero"
  10.     Mi trovi su: Homepage #4851020
    penso ci sia poco da aggiungere. Sono anni che tutti i governi continuano a tagliare i fondi all'universita'. Gia' siamo a valori infimi di spesa, meno di qualsiasi altro paese europeo. La legge 133 è la mazzata finale in questo senso, e se approvata metterà di fatto in ginocchio molti atenei costringendoli a privatizzarsi per sopravvivere. Anche il blocco delle assunzioni non aiutera' di certo. Di fondo, c'e' il  pensiero che la scuola e la ricerca siano inutili. Invece sono la base per costruire il futuro in un qualsiasi paese civile.
  11.     Mi trovi su: Homepage #4851044
    jurgen18 ha scritto:
    Bah, io mi sono laureato al Poli di Milano 12 anni fa e tutto questo "ricambio generazionale" del corpo docente non l'ho mai visto, neanche prima dei tagli che hanno fatto le 12 Finanziariare che sono seguite.

    Piuttosto ho sempre visto nell'Università italiana un corpo docente classista (possiamo dire una casta?) praticamente intoccabile.

    E il Poli di Milano tutto sommato rispetto a schifezze che succedono in altre Università è ancora poca cosa ...

    Per dire, quando mi sono laureato (visto che ero bravino) mi hanno proposto il dottorato, ma la fantomatica ricerca voleva dire "scaldare" un posto a 1.400.000 di lire in attesa che qualche professore andasse in pensione.
    Tristissimo ... e per questo non ho pensato due volte per rifiutare l'offerta che mi è stata fatta.
       
    Io sono al primo anno di dottorato proprio al Poli ti posso dire che, pur se sottopagato (800e al mese :-| ), non sto "scaldando" un posto, ma sto lavorando duramente. Io personalmente non ho intenzione di rimanere in università, ma sto facendo il dottorato perchè mi piace ed è necessario per poter entrare nei gruppi R&D delle aziende in cui la ricerca si fa sul serio (ovviamente non in Italia 8-( ).

    Per quanto riguarda il ricambio generazionale sono perfettamente d'accordo con te. Già adesso è quasi nullo, immagina quando, dall'anno prossimo, saraà 1/5 di quello attuale.
    aka Sprawl
    WARNING! The screamapillar is sexually attracted to fire!
  12.     Mi trovi su: Homepage #4851071
    Jeff Buckley ha scritto:
    Io sono al primo anno di dottorato proprio al Poli ti posso dire che, pur se sottopagato (800e al mese :-| ), non sto "scaldando" un posto, ma sto lavorando duramente. Io personalmente non ho intenzione di rimanere in università, ma sto facendo il dottorato perchè mi piace ed è necessario per poter entrare nei gruppi R&D delle aziende in cui la ricerca si fa sul serio (ovviamente non in Italia 8-( ).

    Per quanto riguarda il ricambio generazionale sono perfettamente d'accordo con te. Già adesso è quasi nullo, immagina quando, dall'anno prossimo, saraà 1/5 di quello attuale.
    In bocca al lupo Jeff ... per curiosità, in che campo fai ricerca?
    Il mio ultimo fratellino adesso è in Svezia per preparare un dottorato di 4 anni (lui si laurea in Statistica, applicata al campo medico)

    Comunque vorrei dare una piccola speranza per chi vuole fare ricerca in Italia.
    Fare ricerca in Italia è difficile, ma possibile.
    Il marito di mia cugina (fisico nucleare, genio vero, ha lavorato al CERN con Rubia, in Giappone, a Boston) è uno dei direttori del progetto Cnao ( www.cnao.it )

    L'ultima volta che l'ho visto (prima dell'estate) era fiducioso che dall'anno prossimo poteva partire la prima parte attiva del progetto.
    Non so se anche loro verranno colpiti da questi tagli, magari hanno qualche santo in Paradiso che li protegge.
    A buon intenditor ...
    "bianco che abbraccia il nero"
  13.     Mi trovi su: Homepage #4851300
    jurgen18 ha scritto:
    In bocca al lupo Jeff ... per curiosità, in che campo fai ricerca?
    Il mio ultimo fratellino adesso è in Svezia per preparare un dottorato di 4 anni (lui si laurea in Statistica, applicata al campo medico)

    Comunque vorrei dare una piccola speranza per chi vuole fare ricerca in Italia.
    Fare ricerca in Italia è difficile, ma possibile.
    Il marito di mia cugina (fisico nucleare, genio vero, ha lavorato al CERN con Rubia, in Giappone, a Boston) è uno dei direttori del progetto Cnao ( www.cnao.it )

    L'ultima volta che l'ho visto (prima dell'estate) era fiducioso che dall'anno prossimo poteva partire la prima parte attiva del progetto.
    Non so se anche loro verranno colpiti da questi tagli, magari hanno qualche santo in Paradiso che li protegge.
    A buon intenditor ...
          fotonica...mi diverto a rallentare e fermare la luce :))

    no, hanno un privato che li finanzia...anche molti dei nostri fondi di ricerca provengono da progetti dell'unione europea e aziende, ma qua si sta parlando di tagli ai fondi che servirebbero per pagare lo stipendio al futuro personale strutturato delle università pubbliche :)

    EDIT: crepi il lupo!

    [Modificato da Jeff Buckley il 24/10/2008 20:05]

    aka Sprawl
    WARNING! The screamapillar is sexually attracted to fire!
  14.     Mi trovi su: Homepage #4853076
    Jeff Buckley ha scritto:
    fotonica...mi diverto a rallentare e fermare la luce :))

    no, hanno un privato che li finanzia...anche molti dei nostri fondi di ricerca provengono da progetti dell'unione europea e aziende, ma qua si sta parlando di tagli ai fondi che servirebbero per pagare lo stipendio al futuro personale strutturato delle università pubbliche :)

    EDIT: crepi il lupo!
      Se ti interessa colpire tumori con adroni ... se vuoi posso girare il tuo CV a chi di dovere.
    ;)
    "bianco che abbraccia il nero"
  15.     Mi trovi su: Homepage #4853185
    jurgen18 ha scritto:
    Se ti interessa colpire tumori con adroni ... se vuoi posso girare il tuo CV a chi di dovere.
    ;)
      è un po' fuori dall mie competenze e per almeno 2 anni ancora sarò impegnato...però ti ringrazio e non è detto che non mi farò vivo in futuro ;)
    aka Sprawl
    WARNING! The screamapillar is sexually attracted to fire!

  La fine dell'università?

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