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    Il brasiliano da l'addio dopo 13 anni in giallorosso. Il sindaco Veltroni lo premia con una targa. "Mi mancherete, con voi ho passato momenti bellissimi".

    La Roma ha ritirato la maglia numero 6. Aldair alla fine della serata l'ha consegnata a Sensi e adesso chi vorrà vederla potrà farlo solo a Trigoria perchè dopo Aldair nessuno la indosserà più(la maglia N.6 verrà esposta a Trigoria...e lì.. rimarrà PER SEMPRE). Per il brasiliano che ha passato 13 anni con la Roma è stata l'ultima serata in giallorosso, trascorsa tra amici vecchi e nuovi della Roma e del Brasile, sotto lo sguardo attento e malinconico di circa 40 mila spettatori.

    La festa all'Olimpico era tutta per Aldair, anche se all'inizio non sono mancate manifestazioni polemiche da parte dei tifosi per l'annata deludente degli uomini di Capello. Ma dopo la contestazione, il protagonista della serata è diventato Aldair e gli amici, giocatori ed ex, che hanno risposto alla chiamata di 'Pluto' e si sono sfidati sul prato dell'Olimpico in una sorta di Italia-Brasile. Alla fine la gara si chiude sul 3 a 3, ma il risultato è solo un dettaglio.

    Le emozioni corrono sul filo dei cori per Aldair al gol segnato su rigore dopo un 'consulto' con il portiere avversario, Marco Aurelio, e i compagni di Roma e Brasile che lo portano in trionfo, degli applausi a Totti per l'ennesima punizione messa a segno con cui ha aperto le marcature giallorosse e per il 3 a 3 segnato da Di Francesco.

    La festa si è aperta con Aldair che ha ritirato due targhe: una dai tifosi della Sud e una da quelli dell'U.T.R. Poi, immancabile, una targa ricordo consegnatagli dalle mani di Sensi. Poi la partita, che comincia con i fischi dei tifosi ai giocatori di oggi e a Capello e gli applausi a Zeman (entrambi stasera sulla panchina della Roma). Mazzone ha declinato l'nvito per influenza. Striscioni per Aldair: "Facile è stato amarti, difficile sarà stare senza di te", "Roma ti acclama, la curva ti onora".

    Finisce la partita che è stata una passerella per campioni come Conti, Leonardo, Romario, autore di una doppietta, Giannini, Zago, Nesta, Dunga e tanti altri), e per Aldair arriva il momento dei saluti veri. Si spengono le luci, un faro illumina solo lui che fa il giro di campo. Arriva alla fine in lacrime e raggiunge il centrocampo abbracciato dai figli nati e cresciuti a Roma: Giulia e Stefano. In Sud scrivono: "13 anni di onore, grazie Pluto". Due parole di Totti per descrivere Aldair: "Due parole non bastano, è troppo grande. Lui è un pezzo di Roma, ricordiamolo così". Alda saluta ancora e va via dalle scalette che per 13 anni ha calcato in giallorosso.



    Da Romana ma soprattuto da romanista dico che se qualche tifoso giallorosso non è stato allo stadio ieri lunedì 2 giugno si è perso un grandissimo spettacolo, è un momento da non dimeticare, io ci stavo e vi assicuro che l'affetto che ha dimostrato l'olimpico nei confronti di questo grande campione è stato "unico" ma sono sicura che per chi non è venuto Aldair l'ha salutato nel suo cuore, perchè Pluto non si domenticherà MAI!!
  2. The Bot
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    Il testo della lettera di Totti ad Aldair

    Ciao Pluto, giocheremo l'ultima partita insieme e ancora non
    riesco a pensare che sia la tua partita di addio al calcio
    perchè nessuno come te sembra essere un tutt'uno con quel
    tappeto verde. Mancherá un pezzo di Roma lá dietro con te a
    difendere la nostra rete. Non voglio, però, cadere nel
    sentimentale e ti scrivo per ringraziarti, prima che come
    calciatore e come professionista, soprattutto come uomo. Ci
    mancherá la tua riservatezza, il tuo modo di parlare essenziale,
    ma efficace, poche parole, ma che rimangono nel tempo. Caro
    Pluto, mancherai a tutti noi e soprattutto a me; tredici anni
    insieme, condividendo gioie, dolori, scherzi ed emozioni che non
    si possono descrivere. Mi hai visto crescere e maturare come
    giocatore e spero anche come uomo. Mi lasci il testimone, come
    hai detto pochi giorni fa, ma solo virtualmente, perchè credo
    che nella Roma il posto per te ci sará sempre. Grazie di tutto.
    Francesco Totti

    ROMA, 2 giugno 2003 - Totti non tenta neanche di nasconderlo il disagio che prova leggendo e sentendosi riferire tutte quelle storielle che lo prendono in giro. Le barzellette, i finti aneddoti inventati e sparati (sempre in forma anonima) su Internet e via sms per prendersi gioco di lui, delle sue origini borgatare, del suo modo di essere e di parlare. Scherzi e barzellette a volte bonari, molto più spesso caustici, quando non addirittura un po' crudeli. Molti di quegli aneddoti che di preferenza bersagliano la sua presunta scarsa propensione alla lettura, lo descrivono alle prese con domande di cultura generale, mentre si misura con prove di esame o con la stesura di una lettera.

    E allora forse è anche una implicita risposta a tutti i burloni suoi censori, quella che il capitano romanista ha voluto dare sul suo sito personale (www.francescototti.com). Solo che questa volta non è una barzelletta. E' un bel gesto, di affetto, di stima, di amicizia vera. Una lettera d'addio a un compagno con cui ha condiviso 13 anni di Roma, un abbraccio scritto a Aldair che lunedì sera all'Olimpico gioca la partita dell'addio, l'ultima con la maglia giallorossa, l'unica che ha indossato in Italia.

    Quando Pluto arrivò nella capitale dal Benfica Totti aveva 14 anni. In prima squadra, davanti al brasiliano, ha cominciato a giocare un paio di stagioni dopo, prodigio di precocità, nel 1992-93. Dai 16 ai 27 anni, sempre con lui. Per questo prima che di partite, di vittorie e di delusioni, nella lettera aperta al suo amico, Totti ha scritto cose come "ti scrivo per ringraziarti, prima che come calciatore e come professionista, soprattutto come uomo. Ci mancherá la tua riservatezza, il tuo modo di parlare essenziale, ma efficace, poche parole, ma che rimangono nel tempo. Caro Pluto, mancherai a tutti noi e soprattutto a me; tredici anni insieme, condividendo gioie, dolori, scherzi ed emozioni che non si possono descrivere. Mi hai visto crescere e maturare come giocatore e spero anche come uomo".

    Una lettera bella, non richiesta e dunque sincera. Che Totti ha voluto rendere pubblica. In omaggio ad un amico. E ALLA FACCIA DI TUTTI QUELLI CHE SI PRENDONO GIOCO DI LUI!
  3. The Bot
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        Mi trovi su: Homepage #3768788
    Totti è l'unico capitano perchè è un campione!! non ce ne possono essere 2! e poi Sehk io non parlerei, Maldini per i milanisti sarà pure un capitano ma guarda che branco de pecore che se porta dietro (partendo da inzaghi e redondo)
    Totti non si toccaaaaaaaaaaaaaaa el bimbo de oro è sacrooooo
  4. The Bot
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    bertuccia24:
    Totti è l'unico capitano perchè è un campione!! non ce ne possono essere 2! e poi Sehk io non parlerei, Maldini per i milanisti sarà pure un capitano ma guarda che branco de pecore che se porta dietro (partendo da inzaghi e redondo)
    Totti non si toccaaaaaaaaaaaaaaa el bimbo de oro è sacrooooo
    Lo stesso branco di pecore che si è mangiato i lupi? ghghgh 008 :D 008 :D
  5. The Bot
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    I milanisti solo una cosa hanno, hanno fortuna! I lupi mai verranno mangiati infatti come vedi siamo ancora quì ieri all'olimpico tutti ci stavano (eccetto qualcuno vero murgg?? eheh wink )
    tutti a sostenere la nostra squadra! la migliore! la Romaaa la magggicaaaaaaaa!!! E poi nel calcio si perde come si vince, avete vinto voi la volta passata, in futuro vinceranno i lupi e le pecorelle scapperanno.

  Aldair saluta: "Roma, non ti dimentichero"

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