1. The Bot
    The Bot  
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    Come sapete i colori hanno dei significati specifici..

    Pensare con il cappello Blu
    Il cappello blu rappresenta il controllo, definisce con chiarezza l’obiettivo finale del progetto e gli eventuali obiettivi parziali in cui può essere scomposto, controlla che siano costantemente tenuti presenti senza infruttuose divagazioni. Organizza il processo creativo, stabilendo una sequenza logica per l’utilizzo degli altri cappelli, appiana gli inevitabili contrasti, evidenzia le incongruenze, traccia un quadro d’insieme dei risultati, riassume le conclusioni per aiutare a definire la strategia d’attuazione.
    Interviene quindi a più riprese nel progetto: in partenza, ogniqualvolta si senta la necessità di raccogliere le idee per la valutazione delle priorità o l’individuazione dei vincoli, e nella decisione finale.
    Potrebbe essere il tipico ruolo di project -leader di un gruppo di lavoro, o di filo conduttore nei progetti individuali.

    Pensare con il cappello Bianco
    La valutazione di un qualsiasi progetto, dal più semplice al più complesso, non può prescindere dal disporre di dati oggettivi.
    Il cappello bianco riguarda questi punti cardine: fatti, cifre, dati presentati come tali, senza alcun commento, alcuna interpretazione o tentativo d’utilizzo a sostegno di una particolare argomentazione. Va anche utilizzato per valutare quale tipo di informazione sia necessaria.
    Chi indossa il cappello bianco deve essere imparziale e obiettivo nel dare e chiedere informazioni.
    Tradotto in termini di packaging: il prodotto da confezionare in tutti i suoi aspetti, la sua compatibilità (già certificata o ancora da valutare) con i materiali che si stanno considerando, i costi, la possibilità d’impiego di una linea di confezionamento esistente, qualora non sia previsto l’inserimento di nuove confezionatrici, gli aspetti produttivi (impiego di manodopera, tempi e metodi), i vincoli logistici e distributivi, le esigenze commerciali. Il tutto visto in termini puri, numeri e fatti da chiunque verificabili.

    Pensare con il cappello Rosso
    Anche lo stato emotivo con cui è affrontata la progettazione non è da trascurare. Sotto il cappello rosso stanno sentimenti, emozioni e ogni altra componente irrazionale del pensiero, sia nelle accezioni positive (apprezzamenti estetici, predilezioni) sia in quelle negative (antipatie, paure, sospetti).
    L’irrazionalità include sensazioni, presentimenti, intuizioni, e le sfumature che non possono e non devono essere giustificate in modo logico, ma che devono comunque rientrare come elementi espliciti e dichiarati nella composizione della mappa ed intervenire nella scelta del percorso. Se - come spesso accade - rimanessero latenti, influenzerebbero comunque le decisioni, magari attraverso un eccessivo uso dei cappelli nero o giallo, rendendole poco condivisibili perché meno obiettive.

    Pensare con il cappello Giallo
    Il pensiero con il cappello giallo è razionale, costruttivo, sempre e comunque propositivo e positivo a riguardo del nuovo progetto. Il pensiero positivo è per alcuni innaturale e richiede un grosso sforzo.
    Sotto il cappello giallo devono essere espressi i benefici derivanti dalla realizzazione del progetto, la sua fattibilità, e in caso di ostacoli, le proposte per il superamento delle difficoltà operative. Tali proposte non saranno necessariamente originali o nuove (per queste esiste il cappello verde): possono anche essere soluzioni già sperimentate nella propria azienda o in uso presso concorrenti e fornitori, purché apportino dei miglioramenti operativi e contribuiscano a raggiungere i risultati voluti. Possono rientrare a pieno titolo in questa categoria anche le nuove opportunità che, una volta individuate, vanno attentamente valutate.

    Pensare con il cappello Nero
    Il pensiero con il cappello nero è l’esatto contrario del pensiero con il cappello giallo. Sempre logico e veridico, evidenzia i motivi per cui il progetto è destinato a fallire, indica in maniera obiettiva i punti deboli, analizzando negativamente i dati (espressi con il cappello bianco) e dimostrando come essi siano falsi (se lo sono) lacunosi o non pertinenti, ed evidenziando nello stesso tempo i rischi e i problemi che potrebbero manifestarsi durante la realizzazione. Come per tutti gli altri cappelli, ad eccezione del cappello rosso, ogni affermazione deve essere adeguatamente spiegata e ragionata e questo vale tanto più per il cappello nero.
    Ricordiamo solo alcune delle considerazioni negative in cui spesso ci s’imbatte nei gruppi di progetto: “non funzionerà!”; “è un aggravio di costi di operativi e non offrirà alcun vantaggio!”; “non ne vale la pena!”; infine, per citare l’arcinota Legge di Murphy sulla progettazione, “se una cosa può andare storta, lo farà!”, ovviamente seguite da buone ragioni.
    È importantissimo riconoscere e tenere sempre ben presente il potenziale aspetto negativo, ammetterlo, e pianificare per tempo le azioni correttive.

    Pensare con il cappello Verde
    Il cappello verde rappresenta il pensiero creativo, nelle sue accezioni più profonde. È la ricerca delle alternative per eccellenza, spinge chi lo indossa a sforzarsi di superare le soluzioni note, anche se ovvie e soddisfacenti, per cercare idee nuove.
    Obiettivo del pensiero con il cappello verde è il cambiamento dettato molto spesso dal fatto che ogni altro tentativo è risultato inutile o dall’assoluta necessità di trovare un sistema più semplice ed efficace per risolvere un problema. Potrebbe essere assimilato a un attività di R&D e ha sempre in sé una forte componente di miglioramento. Tutte le idee nate all’insegna del cappello verde devono poi essere riconsiderate sotto i cappelli giallo e nero.
    Così come tutti i problemi rilevati sotto il cappello nero dovrebbero essere rivisti con il cappello verde.

    In quale colore vi ritrovate di più?

  Sei cappelli per pensare!

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