1. The Bot
    The Bot  
        Mi trovi su: Homepage #3796722
    E' un vecchio film-culto con Angelina Jolie... L'ho visto per caso proprio oggi in dvd... Una giovane Angelina con capelli quasi rasati a zero e una doppiatrice italiana da urlo (nel vero senso della parola... ha una voce da bambina di 4 anni e mezzo... 014 014 014 ); comunque il film è divertente... L'avete visto?



    HACKERS
    CAST TECNICO ARTISTICO

    Regia: Iain Softley
    Sceneggiatura: Rafael Moreu
    Fotografia: Andrzej Sekula
    Musica: Simon Boswell
    Scenografia: John Beard
    Montaggio: Cristopher Blunden e Martin Walsh
    Prodotto da: Michael Peyser e Ralph Winter
    (USA, 1996)
    Durata:100'
    Distribuzione cinematografica: UIP
    Distribuzione cinematografica: WARNER HOME VIDEO

    PERSONAGGI E INTERPRETI

    Dade-Zero Cool: Johnny Lee Miller
    Kate-Acid Burn: Angelina Jolie
    Joey: Jesse Bradford
    Cereal Killer: Matthew Lillard
    Nikon: Laurence Mason
    Phreak: Renoly Santiago
    The Plague: Fisher Stevens
    Lauren Murphy: Alberta Watson
    Razor: Darren Lee
    Blade: Peter Y.Kim
    Curtis: Ethan Browne
    Margo: Lorraine Bracco



    La parola "hackers" sta ad indicare qualcosa tra la spia, il pirata e il sabotatore informatico. Nella nuova era dei computer e, soprattutto, di Internet, gli hackers sono dei moderni esploratori, conoscono le vie giuste per navigare e, all'occorrenza, sanno scoprirne o inventarne di nuove per avere libero accesso alle informazioni più riservate.
    Inutile sottolineare l'attualità del tema, basta sfogliare un quotidiano per leggere numerose notizie riguardanti giovani (spesso giovanissimi) geni dell'informatica capaci di tenere in scacco grandi multinazionali con l'ausilio di un semplice personal computer e di un modem. Il film di Iain Softley si apre proprio in questo modo: un processo a carico del dodicenne Dade Murphy (in "arte" Zero Cool), reo di aver fatto impazzire 1507 computer di Wall Street con un virus di sua invenzione. Trascorsi circa dieci anni, durante i quali al povero Dade è stato completamente interdetto l'accesso ad ogni rete e l'utilizzo del computer, il nostro "eroe" ha cambiato città e, con il nuovo soprannome di "Crash Override", continua allegramente a navigare in maniera più o meno legale sulla rete. I suoi amici lo portano a conoscenza di uno strano garbage file, prelevato da un pivellino aspirante hacker, che ha dato luogo a perquisizioni e persecuzioni in tutto l'ambiente dei pirati informatici. Il file appartiene a The Plague, un hacker disonesto che cerca di sabotare la stessa azienda industriale per la quale lavora. Naturalmente da tutto ciò guadagnerà parecchio denaro ma, contemporaneamente, causerà un vero disastro finanziario e ecologico: ha infatti in mente di far rovesciare numerose chiatte petrolifere sprovviste di personale a bordo e comandate a distanza da un computer. I ragazzi cercheranno di fermarlo in ogni modo, fino a giungere ad un epico scontro finale sulla rete nel quale avranno come supporto l'intera comunità mondiale degli hackers, accorsi in loro aiuto dopo un semplice annuncio su Internet.
    Il britannico Softley, che aveva già brillantemente esplorato la sotto-cultura del rock anni '60 con il riuscito "Backbeat", si dedica in questo film alla rappresentazione di una nuova sotto-cultura, quella dei computer e del mondo virtuale della Rete. Diciamo, innanzitutto, che lo fa con dedizione e perizia, restituendo un ritratto assolutamente fedele degli anarchici cow-boys della tastiera, senza cadere (quasi) mai in fastidiose approssimazioni tecnologiche. Malgrado il sottile strato di gioviale umorismo, il film delinea chiaramente la sua vera natura di opera politica, in cui i ragazzini appassionati di computer si elevano a vero e proprio movimento ideologico che combatte per la libertà di accesso all'informazione.
    Il settore informatico è infatti in continua evoluzione, e gli enormi cambiamenti che di giorno in giorno vi avvengono rendono particolarmente difficile definire in maniera concreta ciò che è legale da ciò che non lo è. Il tutto, naturalmente, con enorme imbarazzo da parte delle autorità, spesso troppo rigide e conservatrici nel giudicare un mondo a loro totalmente estraneo. Sul versante opposto, il principale difetto del film è senza dubbio quello di un eccessivo "giovanilismo", oltre ad alcune arretratezze tecnologiche che portano, ad esempio, i protagonisti ad esprimere meraviglia davanti ad un comunissimo modem a 28.800 bps (praticamente lo standard moderno per ogni computer). Visivamente il film entusiasma, pur non facendo mai uso di abbaglianti e costosissimi effetti speciali. La semplice sequenza, più volte ripetuta, in cui alle strade urbane si sostituiscono, in una sorta di morphing ottico, le autostrade dell'informazione, rende perfettamente l'idea del viaggio virtuale in Internet senza dover ricorrere alle esagerazioni così comuni ad altre simili opere (primo fra tutti "Il Tagliaerbe"). La sceneggiatura di Rafael Moreu è lineare e senza sbavature ma, purtroppo, l'autore ha ritenuto che il tema trattato fosse abbastanza originale per sostenere un intero film e ciò a scapito, ovviamente, della brillantezza dell'intreccio. Il cast è composto interamente da giovanissimi interpreti, molti dei quali alla loro prima prova cinematografica, con l'eccezione di Lorraine Bracco, un po' sacrificata nella parte secondaria di Margo, la stolida compagna di The Plague. Si nota, fra tanti volti nuovi, quello sensualmente inquietante di Angelina Jolie nel ruolo di Acid Burn, la ragazza che ogni appassionato di computer ha sempre desiderato incontrare. Infine una piccola curiosità: guardando con attenzione le versatili apparecchiature dei giovani hackers, ci si accorge che usano tutti degli Apple per le loro postazioni casalinghe, preferendo invece dei Pentium in "overclocking" per agire a distanza con i portatili.

  Avete visto "Hackers"? (1995)

Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!

         

Online

Ci sono 0 ospiti e 0 utenti online su questa pagina