1. The Bot
    The Bot  
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    Si ..comunque fa sempre piacere rileggerle ..magari si trova qualcosetta di nuovo.

    leggo tra i vari passaggi ..

    ..il team di Core Design ha posto la massima attenzione per raggiungere quegli standard qualitativi in grado di fare competere AoD con il più recente software per PS2: il modello di Lara decuplica il numero di poligoni di cui è composto passando da 500 a 5000, molti dei quali utili per arrotondare certe fastidiose spigolosità; le animazioni sono ora molto più fluide ed ammontano a 300; è stato abbandonato il sistema di spostamento "a griglia" per una nuova soluzione in grado di rendere il controllo più intuitivo ed appagante; complesse routine di intelligenza artificiale regolano il comportamento dei nemici garantendo verosimiglianza nelle reazioni ed una maggiore intensità delle fasi stealth; effetti ambientali di ogni genere e, dulcis in fundo, un accompagnamento musicale eseguito dalla London Symphony Orchestra .
    Se si considera che il gioco non difetterà di nuove armi, nuovi gadget e, soprattutto nuovi vestitini, si può ben vedere che, almeno sulla carta, non manca proprio nulla.


    Tra innovazione e tradizione

    Al termine di The Last Revelation il giocatore, con groppo alla gola ed occhi umidi, salutava Lara assistendo inerme alla messa in scena di un finale che indicava come certa la di lei dipartita (2); in Cronichlesa invece viene offerta la possibilità di condividere i ricordi della scomparsa con chi l'ha meglio conosciuta, una vera e propria rielaborazione del lutto.
    Era tutto falso !!!
    AoD sarà infatti ambientato alcuni mesi dopo il presunto decesso e, pare ovvio, Lara Croft è viva e vegeta. Scampata alla morte non si sa come - ma verosimilmente questa lacuna verrà colmata da un gioco studiato ad hoc - ora la nostra eroina, accusata dell'omicidio del suo mentore, Wener Von Croy, è impegnata ad affrontare i problemi che la riabilitazione del proprio nome via via le impone. E non si tratta di noiose scaramucce processuali, ma piuttosto delle peripezie necessarie a sciogliere il bandolo della matassa in prima persona, con salti e pistole.
    Rivoluzionare senza snaturare per non tradire le aspettative del proprio pubblico, veniamo quindi al dunque: TR:AoD si presenta organizzato in tre sezioni distinte, ognuna delle quali caratterizzata da sostanziali differenze nell'approccio al gioco.
    Inizialmente Lara, braccata e disarmata, dovrà fare affidamento sulle proprie abilità per non essere catturata. Si tratta di una fase dai forti connotati stealth arricchita nel gameplay da aspetti tipici dei giochi di ruolo. Il ritmo verrà rallentato dall'inframmezzarsi di dialoghi nei quali le scelte del giocatore avranno ripercussioni sullo sviluppo narrativo e le abilità della protagonista si accresceranno in accordo con il tipo di approccio adottato. Il nuovo contesto, caratterizzato da tinte più cupe e contraddistinto da un impegno più marcato per ciò che concerne la narrazione, pare lo strumento individuato dai game designer per poter approfondire il carattere di Lara: nuove situazioni non significano quindi solo nuove abilità, ma anche l'occasione per mettere in luce quegli aspetti della personalità della protagonista che vagando in lungo e in largo per enormi sepolcri abbandonati sono rimasti comprensibilmente in secondo piano.
    La seconda fase, quella centrale, ripropone, con tutte le migliorie del caso, la classica struttura à la Tomb Raider. Come a dire: il cuore del gioco è ancora il medesimo. Sulle evoluzioni della trama e sulle locazioni Core Design ha mantenuto il silenzio più assoluto, anche se, ne siamo certi, non mancheranno complotti, colpi di scena ed esoterismo. Meglio così, ché il gusto di scoprire poco a poco a volte è impareggiabile.
    Nella parte conclusiva di AoD infine Lara passa il testimone a Kurtis, giovane scavezzacollo la cui irruenza lo porta a prediligere l'azione al dialogo; armato di due lame circolari il nuovo personaggio lascia pochi dubbi sulla sua predisposizione allo scontro fisico. Ritmi più serrati insomma ed una dose supplementare di azione: sono i giochi pirotecnici che chiudono le danze. Adrian Smith, cofondatore di Core Design, pare certo di essere riuscito a trovare la terza via, quella che permette di innovare senza snaturare: "Nonostante tutti questi cambiamenti AoD è ancora Tomb Raider. Abbiamo solo ripreso i meccanismi principali e abbiamo aggiunto nuovi elementi: ambienti interattivi, conversazione tra i personaggi, e l'introduzione di un nuovo personaggio con cui poter giocare."
  2. The Bot
    The Bot  
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    Certo è curioso che multiplayer.it si occupi di Angel of darkness.... Che abbiano inserito una modalità Multy e vogliono farci una sorpresa quelli della Core???
    Saperiamo una cosa a squadre come day of defeat.

    Secondo me la versione Pc sarà quella che farà i fuochi d'artificio (ci pensate se avessero usato lo stesso motere grafico di Splinter Cell eek! )

    <small>[ 23.04.2003, 00:16: Message edited by: rogan_black ]</small>

  anteprima di TRAOD su multiplayer.it!

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