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    JJ è una splendida notizia, ma non credo che le forze che han liberato gli ostaggi fossero della coalizione... ci vogliono gruppi parecchio organizzati e non servono 2 settimane di addestramento per una cosa del genere. saranno stati i SAS o altri omini che stanno sopra il muro! ;)

    Adesso che non c'è più il problema ostaggi, vediamo se li stempiano di mazzate però! :muhehe:


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    Io sono.
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    BAGDAD - Salvatore Stefio, Maurizio Agliana e Umberto Cupertino, i tre ostaggi italiani prigionieri dei guerriglieri in Iraq, sono stati liberati insieme all'ostaggio polacco Jerzy Kos.
    «Per la liberazione degli ostaggi in Iraq non ci sono state trattative ed è stata un'azione senza spargimento di sangue», ha sottolineato il ministro degli Esteri Franco Frattini che ha precisato: «Le forze della coalizione sono intervenute, i particolari non si possono e non si debbono rivelare».
    Il rientro in Italia di Stefio, Agliana e Cupertino è previsto per mezzogiorno di domani mattina.

    L'OPERAZIONE - Gli ostaggi italiani erano tutti tenuti prigionieri nello stesso posto a Ramadi (come ha confermato all'agenzia polacca Pap il portavoce della società edile Jedynka, per la quale lavora Jerzy Kos), 110 km a ovest di Bagdad, e alcuni dei loro sequestratori sono stati arrestati. A riferirlo è stato il generale Ricardo Sanchez, comandante delle forze Usa in Iraq, nel corso di una conferenza stampa a Bagdad. Gli ostaggi liberati da «un'operazione congiunta» delle forze della coalizione sono sotto controllo della stessa coalizione, «in ottime mani» ha aggiunto Sanchez. Il generale Usa ha confermato quanto già affermato da Frattini: nessuna trattativa ha preceduto la liberazione dei tre ostaggi italiani, l'operazione che è stata condotta «senza scambio di fuoco». Sanchez non ha voluto dare informazioni sui rapitori.

    LA PRIGIONE - Il covo dove erano tenuti prigionieri i tre ostaggi italiani è stato identificato lunedì sera, e martedì alle 11,30 è scattata l'operazione che ha condotto alla loro liberazione. Lo ha detto Silvio Berlusconi in un'intervista a "Studio Aperto". «La situazione - ha riferito Berlusconi - è sembrata diverse volte sul punto di sbloccarsi, ma interveniva sempre qualcosa che ci faceva pensare anche a un disegno politico e a una fonte italiana in questa situazione. Alla fine - ha proseguito il premier - abbiamo capito che era la volta buona. È stato individuato il covo, e questo è avvenuto esattamente ieri sera; è stato messo sotto controllo dai soldati della coalizione in modo da determinare quanti erano
    i carcerieri. Questa mattina alle 11,30 - ha quindi aggiunto Berlusconi - visto che i carcerieri non erano numerosi e che quindi si ipotizzava un'azione senza spargimento di sangue, è stato dato
    il via. L'azione si è conclusa alle 13 e ha portato alla liberazione degli ostaggi, fortunatamente senza spargimenti di sangue».

    NON INFORMATI DELLA MORTE DI QUATTROCCHI - Stefio, Agliana e Cupertino, secondo quanto ha confermato il vice premier Gianfranco Fini, sono stati tenuti all'oscuro, durante il periodo della loro prigionia, dell'uccisione di Fabrizio Quattrocchi da parte dei sequestratori. «I tre ostaggi liberati sono custoditi dall'Autorità della coalizione e non vengono separati dal cittadino polacco per garantire, anche sotto il profilo psicologico, il loro rientro nella normalità», ha aggiunto Fini che ha anche spiegato che domani mattina Stefio, Agliana e Cupertino saranno trasferiti a Kuwait City, e da lì riportati a Roma a bordo di un aereo dell'Aeronautica italiana.

    L'INTELLIGENCE - Per il ministro della Difesa, Antonio Martino, il Sismi ha dato un «fondamentale contributo per il positivo esito dell'intera vicenda» degli ostaggi «e dell'azione conclusiva, che è stata una operazione congiunta, concordata con le forze delle coalizione».
    La liberazione degli ostaggi italiani e del prigioniero polacco sarebbe - secondo quanto riferito da ambienti diplomatici americani - un successo dell’intelligence di Varsavia. L’operazione, eseguita poi dalle forze della coalizione, sarebbe stata condotta principalmente dai servizi segreti polacchi, sulle tracce del loro concittadino, anch’egli ostaggio dello stesso gruppo che deteneva Agliana, Cupertino e Stefio. Da giorni, comunque, anche i servizi italiani seguivano le medesime piste, in collaborazione con quelli polacchi e statunitensi. Il generale Mieczyslaw Bieniek, comandante delle forze multinazionali a guida polacca, ha potuto così annunciare per primo che i quattro prigionieri erano stati liberati.

    BLOCCATE INDAGINI MAGISTRATURA - Il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, ha svelato che il governo aveva deciso di bloccare qualsiasi indagine della magistratura italiana sul rapimento dei tre italiani in Iraq e sull'uccisione di Quattrocchi. «I fascicoli aperti dalle procure di Roma, Brescia e Genova rischiavano di essere interpretati dai rapitori come atti ostili. Tutto si è svolto - ricostruisce Castelli - in stretta consultazione con il presidente Berlusconi e con il sottosegretario Letta». In base agli articoli 313 del codice penale e 727 del codice di procedura penale, il Guardasigilli era pronto a emanare un decreto per bloccare le richieste di rogatoria all'estero con la motivazione che ciò avrebbe compromesso l'interesse nazionale dello Stato. Aveva tempo fino al 17 giugno per firmare.

    «GIOIA ASSOLUTA» - «Siamo in uno stato di gioia assoluta, mio zio trema per la felicita». Con queste poche parole, con la voce quasi rotta dal pianto, Giuseppe Stefio, nipote di Angelo Stefio - papà di Salvatore, uno dei tre ostaggi italiani liberati in Iraq - commenta la notizia tanto attesa della liberazione di Salvatore. «In casa non si capisce più nulla, c'è gioia e confusione - racconta Giuseppe - mezz'ora fa abbiamo avuto la conferma ufficiale dalla Farnesina, ma non potevamo dire nulla. Sappiamo solo che arriveranno inn Italia con un aereo a Ciampino, nient'altro».

    www.corriere.it
    "Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario e quelle che non lo capiscono"

  ostaggi italiani liberi!!

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