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    Da corederoma.it


    E’ già un po’ di tempo che nel nostro paese è invalsa l’abitudine di discutere sull’onestà e la correttezza dei giudici in base non a dati oggettivi, bensì sul fatto che sia più o meno conveniente ai fini del proprio tornaconto.
    Il giudice, e più in generale la giustizia, diventano patrigni gli uni e matrigna l'altra, quando danno torto.
    Viceversa subiscono veri e propri processi di beatificazione quando danno ragione.
    Tutto ciò, ancorchè umanamente comprensibile, risulta devastante sul piano della civile convivenza.
    Il processo per frode sportiva che vede alla sbarra la juve, sebbene lungi dall’aver promulgato alcuna sentenza definitiva, ha già però fatto gridare alla persecuzione la parte bianconera che si è ben guardata dal contestare le accuse nel merito, appellandosi al fatto che i farmaci somministrati ai giocatori non facessero parte della lista dei proibiti.
    E’ curioso notare come molti commentatori si siano immediatamente allineati a questa tesi senza minimamente sfiorare la sostanza vera del problema e cioè che furono somministrati farmaci a persone sane senza che esse fossero affetta da alcuna patologia. E’ lecito domandarsi perché o ci dobbiamo limitare a verificare se la data di scadenza sui flaconi delle medicine era corretta?
    Senza fare affrettati salti logici ci preme solo sottolineare che molti di questi personaggi si sono guardati bene dall’invocare il medesimo trattamento per Francesco Totti che si era macchiato si di atteggiamento antisportivo, ma la prova della cui colpevolezza era stata acquisita in maniera fraudolenta attraverso una ripresa non autorizzata.
    E’ curioso quindi retoricamente notare come i giudizi del giornalismo sportivo viaggino su doppio binario e a doppia velocità.
    Curioso come è curiosa questa questione dei diritti televisivi anticipati per il digitale terrestre dove risultano assolutamente sproporzionate le cifre rilasciate per singolo contatto per una piattaforma di cui si ignora a tutt’oggi la copertura e si stima con grande magnanimità l’utenza in un milione di pezzi installati entro il 2004.
    Non è curioso invece come i beneficiari siano gli stessi tre autori dello scippo di SKY, ma avrebbe potuto essere altrimenti?
    La vicenda fornisce però un contributo lampante e applicativo su che cosa si intenda quando si parla di conflitto di interessi.
    Ci piacerebbe che la dirigenza della AS Roma si mettesse alla testa di un movimento di squadre in grado di costituire una nuova lega e un campionato alternativo.
    Noi ci divertiremmo lo stesso e la triade nordista, che in questo modo spinge lo sport nel vicolo cieco in cui si confronteranno carri armati e fucili a turaccioli, sarebbe costretta a cercare altrove avversari per le sue strapagate partite.
    E se ci siamo permessi di dare un suggerimento alla Roma vorremmo darne uno anche ai principali curatori di Dizionari della Lingua Italiana.
    Se volgessero il loro studi verso il mondo del calcio, siamo sicuri, troverebbero oggi significazioni molto più estensive per il termine “Camorra”.
    Provare per credere.
    Ad maiora.
    La Speranza ha due figli, lo sdegno e il coraggio. Il primo serve a raccontare le ingiustizie del mondo e il secondo a cambiarle...

  Due pesi e due misure

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