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    MOSCA - Sono 250 le persone morte nella vicenda della presa di ostaggi a Beslan, nel Caucaso russo. Lo ha annunciato la cellula di crisi, citata dall'agenzia Interfax. Un rappresentante ha dichiarato che il bilancio dei morti ''potrebbe ancora aggravarsi mano a mano che verranno sgombrate le macerie dalla scuola''. E ha aggiunto che tra i morti ''ci sono bambini, loro congiunti, insegnanti, e anche membri delle forze dell'ordine che hanno preso parte all'operazione di liberazione degli ostaggi''.

    GINNASIO BESLAN ANCORA PIENO DI ESPLOSIVI
    Il ginnasio di Belsan e' ancora pieno di cariche esplosive stamattina, il che impedisce alle squadre di soccorso di recuperare i corpi delle persone morte nel tragico epilogo della presa di ostaggi nella piccola repubblica russa del Caucaso. Lo ha detto l'agenzia russa Itar-Tass. La cellula di crisi stamattina ha comunicato che i morti sono sono 250 e che questo bilancio potrebbe aggravarsi. I media russi hanno detto che numerosi cadaveri o resti umani ancora dentro la scuola non sono stati calcolati e che la loro identificazione potrebbe essere molto difficile

    PUTIN, USO DELLA FORZA NON PIANIFICATO
    L'impiego della forza non era stato pianificato per mettere fine alla presa di ostaggi nella scuola di Beslan. Lo ha dichiarato oggi il presidente russo Vladimir Putin, citato dall'agenzia Itar-Tass.

    I tre sequestratori, che si erano asseragliati nel sotterraneo della scuola di Beslan, sono stati catturati vivi. Lo ha detto il portavoce dell'Ossezia alla televisione russa.

    L'operazione russa contro il sequestro alla scuola di Beslan, in Ossezia del nord, si e' conclusa. Lo ha riferito l'inviato della televisione russa NTV che cita il generale Viktor Sobolev, comandante della 58/a armata russa che ha partecipato alle operazioni.

    Sono 556, di cui 332 bambini, i ricoverati per ferite o shock negli ospedali di Beslan. Lo riferisce il comando del Fsb, i Servizi segreti federali, dell'Ossezia.

    I morti fino ad ora identificati sono 79, ha dichiarato il direttore dei servizi Valeri Andreiev.

    Il sequestro di 53 ore di oltre mille bambini e adulti in una scuola di Beslan, nell'Ossezia settentrionale, registra finora piu' di 150 morti, ma il governo di Mosca sostiene che il blitz contro i separatisti ceceni non era voluto o previsto.

    E in tarda serata, tre sequestratori, non si sa se donne o uomini, erano ancora asseragliati nel sotterraneo della scuola, combattendo contro la polizia russa, mentre un numero imprecisato di ostaggi, inclusi bambini resta nelle mani dei terroristi.

    Secondo i servizi di sicurezza russi (Fsb) non era prevista alcuna azione di forza, ''noi intendevamo portare avanti i negoziati per cercare di ottenere la liberazione degli ostaggi'', ha detto Valeri Andreiev, capo del dipartimento osseto dell'Fsb.

    Andreiev ha ricostruito, dal suo punto di vista, le fasi che hanno preceduto la battaglia: quando quattro medici della protezione civile sono entrati nella scuola per recuperare, come concordato, i cadaveri degli ostaggi uccisi ''sono avvenute due potenti esplosioni e, subito dopo, alcuni ostaggi, adulti e bambini, hanno cominciato a uscire di corsa, mentre i banditi aprivano il fuoco all'impazzata sui fuggitivi''.

    Andreiev ha sottolineato che solo a quel punto ''per salvarela vita degli ostaggi e' stato aperto in risposta il fuococontro i terroristi''.

    Nel panico e nella confusione, fra spari e colpi di mitragliatrici, bambini nudi, piangenti, feriti, sono riusciti a mettersi in salvo nel primo pomeriggio locale, mentre elicotteri sorvolavano la zona.

    Testimoni oculari hanno riferito di aver visto tra i cento e i duecento cadaveri nella palestra della scuola, dove da oltre due giorni gli oltre 1.200 ostaggi, il 70 per cento bambini, secondo le ultime stime, erano stati trattenuti in un caldo asfissiante, senza acqua e cibo.

    I feriti sono oltre 400. I morti, secondo un consigliere del presidente Vladimir Putin, ''ben oltre 150 ''.

    Fra questi anche venti terroristi, di cui dieci provenienti da ''Paesi arabi''. Non si sa quante donne - le 'vedove nere' della Cecenia - alcune delle quali, riconoscibili nei loro lunghi abiti neri, sono state viste inseguire i bambini che scappavano fuori dalla scuola. Secondo fonti dei servizi di sicurezza russi (Fsb) l'assalto a Beslan e' stato organizzato da Shamil Basaiev, principale comandante militare della guerriglia islamico-separatista cecena e realizzato da un gruppo guidato da Magomed Ievloiev: un militante islamista di etnia inguscia detto Magas e legato ai ribelli ceceni. A finanziare l'operazione sarebbe stato invece l'arabo Abu Omar as-Seiyf, considerato un ideologo del wahabismo e un ''rappresentante di al Qaida'' in Cecenia. L'Fsb ritiene che anche le donne kamikaze cecene siano addestrate da ''istruttori di al Qaida''.

    Nel mondo le prime reazioni sono di solidarieta' a Mosca e comprensione per l'ineluttabilita' delle sue scelte.
    La Speranza ha due figli, lo sdegno e il coraggio. Il primo serve a raccontare le ingiustizie del mondo e il secondo a cambiarle...

  Strage in Ossezia

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