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    Il brasiliano rinnova la sfida alla Juve: "Perché vinceremo? Rosa e ambiente. Ma attenti al Livorno". E dice: "Troppe telecamere possono far male al calcio".

    MILANO, 21 gennaio 2005 - Scatta il girone di ritorno e prosegue l'inseguimento del Milan alla Juve. Il perché possa riuscire lo spiega il brasiliano Kakà. "Noi abbiamo qualcosa in più, qualcosa di speciale rispetto a loro: i giocatori che possono entrare e l'ambiente. Sono solo alcuni dei nostri segreti". Gli altri il fuoriclasse rossonero non li svela. Preferisce concentrarsi sulla partita di domenica. "All'andata contro il Livorno non fu una partita facile, perdemmo due punti, quelli che ci separano dai bianconeri: sappiamo che incontreremo una squadra dura, che vuole vincere, ma anche noi vogliamo farlo".
    Si dice soddisfatto, Kakà, del girone di andata appena terminato: "Siamo vicini ai capoclassifica, e questo ti dà uno stimolo speciale per fare bene. Sul piano personale c'è stata una fase in cui ho dovuto imparare tante cose, fase importante per la mia vita e la mia carriera. Adesso riesco a giocare con più continuità rispetto a un anno fa. Devo essere importante per la squadra, cerco di muovermi per aprire spazi ad altri giocatori. Ho imparato tanto". Grazie anche ad Ancelotti. "In questa fase lui è stato importantissimo. Sto cercando di migliorare, di guadagnare esperienza, e gli assist di quest'anno sono belli come i gol fatti l'anno scorso".
    E il girone di ritorno come finirà? "Speriamo che la rosa più ampia del Milan sia decisiva. In questo momento la Juve è un pò calata, dobbiamo cercare di approfittarne. Il ritorno di Trezeguet è importante, lui è l'uomo in più per aiutare la sua squadra". Ma anche i rossoneri hanno le loro stelle. "Maldini è unico - dice Kakà -, difficilmente qualcuno potrà ripetere quello che ha fatto". E in questo periodo si stanno mettendo in luce anche Dhorasoo e Crespo: "Vikash non lo conoscevo, me ne aveva parlato bene Juninho e ha dimostrato di essere molto bravo; sapevo quello che aveva fatto Hernan in Italia e sono contentissimo che sia tornato ad alti livelli". Senza dimenticare Sheva ("è veramente forte") e Inzaghi: "Pippo ci manca tanto, come quelli che stanno fuori: non è bello vederli tristi".
    Chiusura con una considerazione in vista della gara di Livorno ("In Brasile non si mischia il calcio con la politica, qui sì") e un'altra - regolamentare - sulla novità del digitale terrestre: "Quando sono in campo penso solo alla partita ma può darsi che troppe telecamere possano fare male al calcio".

  Il brasiliano Kakà

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