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    Rummenigge parla dello scandalo degli arbitri in Germania. E sospetta che anche gli errori di Byron Moreno non fossero semplici infortuni.

    MONACO DI BAVIERA (Ger), 18 febbraio 2005 - Buongiorno signor Rummenigge, lei ha ancora fiducia negli arbitri tedeschi?
    "Assolutamente sì, rimango convinto che la piazza sia pulita".

    — I fatti però dicono che da quasi un mese in Germania si è aperto uno scandalo che sembra non avere fine.
    "E’ una situazione grave, ma non così come viene raccontato. Quello che è stato accertato finora è che una persona ha manipolato alcune partite di seconda e terza divisione e ha provato a influenzarne altre in via indiretta. Tutto ciò che riguarda la Bundesliga e altri fischietti resta vago. Si cerca continuamente di coinvolgere il campionato più importante, senza però avere dati certi. Con ciò non significa che qui è tutto tranquillo, al contrario. Un direttore di gara corrotto mette in pericolo la credibilità di un sistema, però fortunatamente in questo momento la bufera resta ai margini della nostra serie A".

    — Anche quando scoppiò il caos, molti pensavano a casi isolati risolvibili in poco tempo. Lei si aspettava degli sviluppi così profondi?
    "Io sono stato tra i primi a venire a conoscenza della storia e tutto mi è stato chiaro fin dall’inizio. Era un venerdì, incominciava il ritorno e noi del Bayern inauguravamo la giornata con un anticipo serale. Mi hanno riferito la vicenda e subito ho pensato che una bomba atomica stava per cadere sul nostro calcio".

    — Con una perdita di immagine e commenti duri a livello mondiale.
    "Nessuno può criticare liberamente: nemmeno la Fifa. Ricordate Corea del Sud-Italia?"

    — Impossibile dimenticare, da italiani.
    "L’arbitro Moreno fece degli errori così gravi che non potevano passare come infortuni. Mi sembra che dopo quell’esibizione non abbia più diretto gare internazionali".

    — Non crede all’innocenza negli sbagli di Moreno?
    "Non credo alla casualità in quelle scelte. C’era qualcosa di poco chiaro tanto è vero che quel signore è stato poi fermato del tutto".

    — Gli arbitri tedeschi fino a un mese fa avevano una vita comoda: poche moviole, minime polemiche. Adesso ogni fischio viene giudicato con altri metodi, pieni di sospetti. Vi state italianizzando?
    "Conosco la vostra situazione nel giudizio degli arbitri e credo che vi stiamo superando. In qualche occasione adesso succedono cose peggiori che da voi".

    — La gente che va allo stadio ha motivi di dubitare.
    "Nell’ultimo week-end non è successo niente di clamoroso. E’ chiaro che non è facile governare una partita in questo momento. Gli arbitri sono visti come criminali. Ci vuole più rispetto ad alto livello e vanno giudicate le persone, non il movimento intero. Fosse coinvolto uno come Markus Merk oppure gli altri della fascia di Bundesliga, allora potremmo parlare di disastro totale".

    — Lei ha proposto un codice d’onore come rimedio a queste tentazioni. In cosa consiste?
    "Si tratta di una specie di regolamento che dovrebbe arrivare da Fifa e Uefa e che avrebbe lo scopo di calmare la situazione affinché la fiducia ritorni. Tutti dovrebbero essere coinvolti: dirigenti, giocatori, allenatori e arbitri. Un rispetto reciproco e una fedeltà alle regole che riporti serenità nell’ambiente. Iniziando con il divieto di scommettere per tutti gli addetti ai lavori".

    — Una norma che si può aggirare delegando le puntate ad amici o parenti.
    "Finché c’è di mezzo l’uomo, nessuno può garantire il rispetto assoluto delle leggi".

    — Anche sull’ultima giornata della serie A del 2000-01 ci sono state puntate anomale e ingenti, in Baviera.
    "Il campionato italiano è particolare, dopo un torneo duro all’ultima giornata ci sono sempre risultati che non rispecchiano i valori. Chi ha più bisogno moltiplica le forze, è naturale".

    — Nel 2004 si sono verificati tentativi di truccare le partite o di corrompere chi le dirigeva in Portogallo, Belgio, Italia e Repubblica Ceca. Adesso è invischiata la Germania: Europa unita nella corruzione?
    "Anche noi abbiamo creduto che si trattasse di uno sport pulito. Un ragazzo di 25 anni, giovanissimo per arbitrare, ha sporcato e danneggiato moltissime altre persone. Adesso però è finito in prigione".

    — La giustizia ordinaria ha dato una spinta fondamentale a quella sportiva. La federcalcio è sembrata molto in difficoltà.
    "I nostri dirigenti hanno reagito secondo le possibilità. Credo che anche la federcalcio italiana e spagnola, per esempio, non avrebbero potuto fare di più. La giustizia ordinaria ha più poteri, è giusto che li eserciti in questa maniera".

    — Qual è il danno per la Germania che sta organizzando un Mondiale?
    "Il torneo partirà a giugno 2006. Nessuno si ricorderà più di questa storia".
    — Lei è un ex calciatore di fama mondiale ed è un dirigente di alto livello, come amministratore delegato del Bayern. Ma da semplice appassionato di calcio, come si sente in mezzo a questa vicenda?
    "Non posso dire che mi sento tradito. E’ successo e basta, fa parte delle debolezze umane. Però la delusione, quella sì, la provo".

  "Ricordate Sud Corea-Italia?"

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