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    La Fiesole Uncensored - Goal.com
    15/02/2005 11.35.00
    Fiorentina – Parma vista dalla curva Ferrovia è uno spettacolo assolutamente imperdibile e hard-core che cercheremo di raccontarvi con garbo.
    Appena arrivati io e il mio amico Arturo ci muniamo della famosa banconota verde da 100 euro, allegro facsimile di grandezza A3, da esibire, come ci spiega un ragazzo coll’altoparlante, prima dell’ingresso in campo delle squadre. La bella giornata di sole, nemmeno tanto fredda, con una leggera brezza che viene da Livorno, fa pensare al commento di Galliani che giustificava i tanti posticipi serali: “Non c’è nessuna escursione termica tra le tre del pomeriggio e le otto di sera...”. Già, Galliani. Il nemico e l’oggetto dei primi cori, dei primi sberleffi. La polemica è già innescata dallo striscione che campeggia sotto il parterre della Fiesole: “Forza ragazzi soli contro tutto e tutti.” Si sarà anche drammatizzato, in settimana, (Zoff e Della Valle hanno impiegato le residue energie della settimana a smorzare i toni accesi del sabato precedente a Genova), ma Firenze si è schierata apertamente, ha fatto quadrato attorno alla società e lancia la sua controffensiva al Palazzo, reo, soprattutto, di non garantire alle piccole squadre (o scomode squadre) lo stesso trattamento riservato ad altre. Una settimana di Cattivi Pensieri, insomma.

    Aspettiamo impazienti l’inizio della gara, le formazioni sono quelle, Zoff schiera la solita squadra d’emergenza, ma stavolta con Maggio in difesa al posto di Delli Carri e con la coppia Miccoli-Riganò là davanti. Nakata ormai è salutato con mugugni e fischi, Donadel è il sostituto obbligato di Maresca. Il Parma schiera Morfeo e Bettarini, due ex fischiatissimi. “Alzate e’ sòrdi mentre quegni artri alzan gli striscioni, se si fa bene viene ‘no spettaholo!”: così si srotola sia in Fiesole che in Ferrovia un lunghissimo striscione che recita: “QUESTI SONO I CAMPIONI / CHE DECIDONO I CAMPIONATI”. Immediatamente tutto lo stadio si colora di verde per via delle banconote messe bene in vista e iniziano ad affiorare come bolle di sapone un’infinità di striscioni ben leggibili, in rosso e nero: Bergamo, Pairetto, Trefoloni, Ayroldi, Bergonzi, Rizzoli, Dondarini, Farina... ci sono quasi tutti ma si notano le assenze di Collina, Rosetti e Paparesta, il diretto interessato, ritenuti evidentemente immuni da colpe nei confronti dei viola. E l’arbitraggio sarà più che sufficiente, infatti, misericordiosamente non influenzato dall’enorme pressione del Franchi, gremito come un uovo e completamente verde, cosa mai vista prima.

    Pronti via e Gilardino impegna Lupatelli: primo miracolo e primi cori; dopo l’inno storico e la coreografia iniziano i fischi assordanti a Morfeo e Bettarini (reo di aver dato di ‘ripescati’ ai tifosi viola e un po’ intimidito all’ingresso in campo), cui vengono riservati, dopo Galliani, gli insulti più pesanti, con riferimenti espliciti ai genitori (anche di Galliani e Morfeo) e alla ex moglie Simona Ventura, oggetto di ironici cori a sfondo sessuale che occasionalmente coinvolgevano anche Gilardino... “Attento Bettarini, Morfeo è un’altra S.Ventura” campeggiava un ‘nostalgico’ striscione in Ferrovia, mentre la Fiesole omaggiava il Pompa, capo storico della curva recentemente scomparso.

    Il primo tempo è combattuto è sofferto, ma dopo l’intervallo accade qualcosa d’imprevisto. Il Palazzo (leggi Adriano Galliani) riceve improvvisamente lo smacco più grande, quello che gli rivolgono ironicamente i fiorentini con un gigantesco ‘paiolo’ rosa, di 10 metri per 10, con l’orifizio rotondo molto grande e bene evidenziato. Sotto troneggia irridente un magistrale: “GALLIANI NON SBADIGLIARE”. Ovviamente oscurato da Sky e da tutti i telegiornali per i toni da vernacoliere, credo si possa considerare (ed è record) la più grossa presa per i fondelli della storia del tifo organizzato. E tutto quel fondoschiena serve sicuramente a sbloccare il risultato, con Chiellini che azzecca un gol assurdo che lascia incredulo, per mezzo secondo, tutto lo stadio.

    Da allora il Franchi diventa un’arena, il tifo si fa ancora più incandescente, il Parma è fischiato ad ogni pié sospinto e i pochi sostenitori giallo-blu, con le loro belle bandiere, non si vedono né si sentono quasi. Miccoli è il fattore che genera maggiore entusiasmo. Gioca da dio, corre come un matto, scatta su tutti i palloni e crea un pericolo dopo l’altro. Il neo-acquisto Pazzini ha sui piedi la palla giusta ma la spreca, Chiellini lotta come non faceva da tempo sulla sua fascia, Bettarini viene salutato da un nuovo coro: “Facci la schedina, o Bettarini, facci la schedina”. All’81’ la gara si decide, con Miccoli che si accascia per crampi, esce dal campo e rientra tra le ovazioni del pubblico, poi imposta e chiude segnando il triangolo con Pazzini ed esulta simulando un altro infortunio di fronte alla folla in delirio, solo allora esce definitivamente tra gli applausi concedendosi una meritatissima standing ovation di un minuto e mezzo. Gilardino, sempre pericoloso, segna di testa e rimette in bilico la sfida. Allora il Franchi soffre con la squadra cacciando via gli ultimi palloni, quelli della paura di non farcela, di schiantare sulla linea del traguardo. Ma il fischio finale è una liberazione.

    Firenze ha vinto. Ha risposto con l’ironia, la satira sferzante e spietata che accende tanto i toni delle nostre domeniche di ordinaria follia pallonara. Firenze non può essere imbavagliata o sottomessa ai poteri forti, soprattutto non ha voglia di subire altri torti, non si riconosce in una squadra dimessa e perdente, appoggia in pieno la società giovane, ambiziosa e un po’ naif che la rappresenta. Si è fatta rispettare, per una volta, con le cattive, prendendosi la sua rivincita proprio nella sfida-salvezza che vale la prima vittoria in campionato del 2005, la prima vittoria di Zoff, la prima vittoria dopo un digiuno di 7 partite (con 6 sconfitte) e una domenica da ricordare, finalmente una domenica di sole, e per un giorno dimentica arbitri, posticipi, polemiche, ma non Galliani. Alla prossima.

  Galliani Non Sbadigliare

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