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    Sinisa Mihajlovic accusa compagni e ambiente: "Fossimo stati convinti come Mancini non saremmo così staccati. Adriano non è un robot".

    MILANO, 3 febbraio 2005 – Da oggi si è arresa anche la Snai, che di solito prevede anche l’impossibile. Non è più possibile scommettere sull’Inter Campione d’Italia. I bookmaker di casa nostra accettano puntate solo su Milan e Juve. Certo, chi ha scommesso in passato sui nerazzurri può ancora sognare, ma la rincorsa impossibile è finita domenica sera nel derby, come ha ammesso lo stesso Mancini.
    A tornare su quello che è stato, ed intavolare un primo processo sommario, ci pensa Sinisa Mihajlovic, luogotenente di Mancini e indiziato di titolarità per la gara di ritorno col Porto di Champions, sempre più fondamentale: “Anche quando eravamo alla Lazio a un certo punto sembrava impossibile tornare in corsa, ma sapevamo che se ognuno di noi dava il massimo e ci credevamo potevamo arrivare al traguardo. Ce l’abbiamo fatta. Qui trovare questa coesione è stato più difficile, l’ambiente non credeva a quello che diceva Mancini. Se avessimo creduto nello scudetto ora non ci troveremmo con questo distacco abissale dai primi”. Un’accusa a compagni e non solo: “Non ci sono nomi, ma ognuno deve prendersi le sue responsabilità”.
    Sferrato l’attacco, Mihajlovic ritorna nei panni più consueti, quelli di difensore. Stavolta non c’è una porta da proteggere, ma il gioiellino di casa, quell’Adriano che sta vivendo un momento sportivamente difficile: “Adriano non è un robot. Anche se noi lo vediamo grande e grosso, non dobbiamo mai dimenticarci che ha solo 23 anni. È un ragazzo d'oro, molto sensibile, non è facile per lui gestire tutto quello che gli è capitato negli ultimi mesi. E poi non dobbiamo dimenticare che non ha fatto le vacanze, che ha giocato la Coppa America. Un calo di forma è naturale, deve affrontarlo con ancora più carattere per recuperare la forma migliore”.
    L’esperienza di Sinisa viene in soccorso del brasiliano. Il serbo lo ha preso sotto la sua ala protettrice, facendo anche il gioco del tecnico Mancini: “Tutti i giocatori del mondo sono andati in panchina, solo Maradona aveva il posto assicurato anche quando non stava bene. Non mi preoccupo di Adriano, gliel'ho detto anche nei giorni scorsi. Tu sei giovane, io non ero forte come te, alla tua età sono stato tante volte fuori e ho sempre avuto la forza di riprendermi. È normale che uno resti fuori quando non è al massimo, ma poi bisogna tornare con più forza di prima”. L’Inter lo aspetta impaziente, e prova a guardare avanti. Cercando di dimenticare in fretta una frase strana del capitano Javier Zanetti: “Sono convinto che ci manca poco per essere una grande squadra”. Per vincere la Champions bisogna essere grandi subito. E crederci.





    :asd: :asd: :asd: Gli unici a crederci erano Mancini e Mihajlovic...
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    Originally posted by tin tin
    Ma Pez da dove scrivi in questi giorni, San Remo???:D :D


    ma non lo sai...stasera doveva fare il duo con paolo meneguzzi :D



    Cordinamento I.N.S.I (Io Non Sono Interista)

    -Simo_Juve-Tony Manero-Giovanni1982-Knaz-Kaiserniky-Massituo-SCA-TTANTE-Joey (gemell.

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