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    Il tecnico riconosce le difficolta' del Milan
    (ANSA) - ROMA, 13 MAR - Carlo Ancelotti riconosce le difficolta' del Milan e i meriti degli avversari: 'La Sampdoria non meritava di perdere'. 'Abbiamo avuto parecchi problemi, dall'inizio alla fine. Per noi era una partita delicata, abbiamo vinto per merito del carattere' ha detto il tecnico rossonero. Ancelotti ha poi spiegato la scelta di giocare con una sola punta: 'Con una squadra cosi' e' importante avere il controllo della palla, per cui e' meglio avere un centrocampista in piu''
    DALL'ULTIMA VOLTA IL CALCIO E' CAMBIATO , MA ESSER ULTRAS E' ANCORA REATO.

    Memento Audere Semper
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    MILANO, 13 marzo 2005 - Il Milan infila la nona vittoria consecutiva, coppe comprese, settima in campionato, battendo la Sampdoria 1-0 a San Siro. Decisivo un colpo di testa di Kakà al 20' della ripresa. Ma guai a parlare di fortuna a Carlo Ancelotti. Se vittoria è stata, tra l'altro contro un'ottima Samp, questa è arrivata con le maniche della camicia tirate su, con un lavoro di gruppo, senza i pezzi forti della difesa Nesta e Maldini, fuori causa per infortuni alla fine del primo tempo.
    Tutto secondo copione tra milanesi e genovesi. Pretattica azzerata, perché Ancelotti e Novellino si affrontano con le formazioni ampiamente anticipate nella vigilia. L'ormai consueto schema ad albero natalizio rossonero contro il granitico 4-4-2 della Sampdoria. La variante del Milan è in difesa, con Stam e Nesta al centro e Maldini a sinistra. Partita di grande attenzione tattica, anche se sono i padroni di casa a incidere di più con il possesso palla, senza però costruire occasioni spettacolari.
    I blucerchati giocano con estrema attenzione, senza una punta fissa davanti, applicando sui rossoneri un sistematico raddoppio che sembra funzionare. Il Milan spinge molto sulle fasce, con lo scopo di evitare il mucchio davanti ad Antonioli, ma le marcature non permettono a Crespo e Kakà di preoccupare più di tanto Antonioli, impegnato solo da Seedorf e salvato dalla traversa su un destro di Rui Costa deviato. Partita dalla difficile interpretazione, perché condizionata dagli infortuni, come si diceva. Andiamo per gradi.
    Al 20' Rossini si blocca dopo avere mancato una buona occasione. Gli subentra il milanista a metà Kutuzov, e con il bielorusso la Samp si vivacizza, incide meglio. Al 35' alza bandira bianca anche capitan Maldini, problemi muscolari; Ancelotti, che non ha convocato Kaladze e Pancaro, lo sostituisce con Serginho. Attacca il Milan, ma non è mica facile passare di lì: il rigore tattico della Samp non regala molte soddisfazioni ai rossoneri.
    Poi, al 44', anche Nesta è costretto alla resa dopo un'entrata in scivolata; botta dura a una caviglia. Costacurta è l'unica alternativa. Insomma, per il Milan una ripresa da giocare con molta attenzione. Tra l'altro contro una Sampdoria che non concede nulla, grazia a sincronismi perfetti. Da Zenoni, uomo di sacrificio, a Volpi, interditore infallibile e sempre pronto a ripartire per lanciare l'ottimo Kutuzov e Flachi. Particolarmente efficace l'immenso Falcone in difesa dove tutte le luci funzionano a meraviglia. Partita da manovali quella dei rossoneri che, nonostante tutto, con il materiale a disposizione tengono bene.
    Manovre accerchianti e di studio, per cercare il colpo vincente. Che arriva, mentre si riscalda Filippo Inzaghi. Questione di magie: assist al millimetro di Pirlo dalla destra per Kakà che di testa infila nell'angolo più lontano di Antonioli. Si arrabbia così la Samp che colpisce un palo con Kutuzov e schiaccia il Milan, abile però nell'uscire dalla tana e ripartire. Ancelotti giustamente non si fida e dà corpo al centrocampo; così toglie il bravo Rui Costa per Ambrosini, ritrovandosi in mano un inedito 4-4-1-1. Novellino replica da scacchista, con Doni al posto di Diana.
    Il possesso palla e un'arcigna difesa, vedi Stam che si immola su Flachi con Dida battuto, permette al Milan di portare a termine l'ennesima impresa condotta dai suoi portatori di palla, rallentando il ritmo, ma allungando in classifica. Ora ad Ancelotti non resta che attendere in poltrona: c'è Chievo-Juventus.
    DALL'ULTIMA VOLTA IL CALCIO E' CAMBIATO , MA ESSER ULTRAS E' ANCORA REATO.

    Memento Audere Semper

  Ancelotti:Samp non merita sconfitta

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