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    I rossoneri han subito solo 3 gol nel filotto delle 8 vittorie consecutive. La seconda miglior difesa del campionato: 15 gare senza incassare reti

    MILANO, 21 marzo 2005 – Nell’attesa di sapere se Adriano avrà la possibilità di testarla, in almeno uno degli incontri europei, la difesa del Milan ha chiuso la saracinesca. Sarà il colpo di tacco di Stam in area, a liberare, sarà che Montella, Cassano e Totti sono diventati uomini poco pericolosi, di fronte ai difensori rossoneri, ma la partita di Roma pare aver consacrato un reparto quanto mai affidabile. E dire che non c’era Nesta.

    Ma non è solo un’impressione del momento: per dimostrare che la retroguardia è reparto chiave per la formazione di Ancelotti, ci sono i numeri: in campionato il Milan ha incassato 17 reti. Meglio, ha fatto solo la Juventus, che ha impostato la “rifondazione” capelliana proprio sulla solidità davanti a Buffon. Ma c’è di più: nel filotto di 8 vittorie consecutive (record anche per Carlo Ancelotti da quando è in panchina) Dida ha dovuto raccogliere la palla in fondo al sacco sol 3 volte. Nelle 29 uscite di questo campionato, 15 volte il portierone è uscito imbattuto: anche qui, solo Buffon lo batte, con 16. Tutte le altre, come in classifica, sono staccate.

    Ma non è solo merito degli estremi difensori, anche se Buffon e Dida sono sicuramente i migliori al mondo, con Cech del Chelsea. Nel Milan è il meccanismo che funziona e si può permettere un terzino destro come Cafu, più propenso a spingere che a coprire. L’ingresso di Stam, recuperato dall’infortunio, ha aggiunto sicurezza e alternative, oltre alla possibilità di schierare su una sola linea Nesta, l’olandese e Maldini, probabilmente tre dei migliori interpreti del ruolo. A dimostrare che non è solo Dida a fare i miracoli, viene in soccorso un altro dato: il Milan è la squadra che ha subito meno corner: 87 (contro oltre 200 battuti). La Juve è battuta e sta a 100, le altre lontanissime. Come dire, con i rossoneri non ci si avvicina nemmeno alla linea di fondo.

    Lo strapotere difensivo, evidenziato anche dagli ottavi di Champions (Milan unica squadra, col Psv, a non subire gol negli ottavi fra andata e ritorno), sopperisce in alcune fasi anche a una vena in attacco non sempre ottima. Colpa di uno Shevchenko costretto ai box, di un Inzaghi plurinfortunato, di un Kakà che quest’anno viaggia sotto ai livelli eccelsi della sua prima stagione italiana. Per ora, però, basta qualche zuccata di Crespo. Un gol a partita spesso basta, poi ci pensa la difesa a chiudere la saracinesca.
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  Milan, saracinesca abbassata

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