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    Nell'ultima espulsione del capitano giallorosso si vede la frustrazione per una squadra non all'altezza della lotta al vertice. Quale futuro per Francesco?

    ROMA, 21 marzo 2005 – Prendete il calcio di Totti al milanista Ambrosini: in quell’immagine, in quel frammento rimandato fino alla noia dalla televisione, c’è tutta la frustrazione di un campione che vede crollare intorno a sé il resto della squadra. Francesco Totti si sente troppo solo, questa è la verità: non bastavano una difesa colabrodo, un centrocampo troppo spesso non all’altezza. Ora anche i suoi colleghi di reparto, quelli che con lui compongono il tridente delle meraviglie, gli sembrano sbiaditi, appannati, perennemente in ritardo: Totti corre, contrasta, crea, verticalizza, va al tiro… Montella, che fine ha fatto? E Cassano, perché il barese sbaglia pure gli appoggi più semplici? Insomma, per usare un’espressione popolare, ora come ora Totti predica nel deserto. E quando i risultati non arrivano, il vertice della classifica diventa un miraggio e pure un semplice piazzamento Uefa si trasforma in un obiettivo irraggiungibile, anche a Totti, che pure nel tempo ha imparato a controllare l’istinto, saltano i nervi. Provateci voi, con il suo talento, a giocare in una squadra che ormai lotta per non retrocedere. Non c’è Bruno Conti che tenga, evidentemente, quando non riesci a cavare un ragno dal buco.

    C’è una preoccupazione in questo scenario. Probabile che la tristezza in cui sta naufragando la Roma, lo costringa a riflettere sul suo futuro. Di recente, nel programma tv di Fazio su Raitre, Totti ha detto: “Ora come ora rimango alla Roma al 100%”. Ma cosa succederà quest’estate? Il rischio è che i record personali raggiunti nella stagione in corso (il primato di gol con la maglia giallorossa, innanzitutto) non saranno sufficientemente pesanti sul piatto della bilancia. Totti ama la Roma ma vuole vincere. Difficile che la Roma del futuro sia in grado di assecondarlo. Dunque, dovrà convincersi: legarsi a vita alla Roma (indipendentemente dai programmi) o andare a raccogliere gloria altrove. Le squadre non gli mancano: Real Madrid e Milan farebbero carte false per assicurarselo. Il suo contratto scade il 30 giugno 2006: non c’è più molto tempo. Nemmeno per lui che a settembre compirà 29 anni.
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  Ire, dolori e dubbi di Totti

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