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    Thailandia, Sri Lanka, Indonesia: si teme uno tsunami, decine di migliaia in fuga
    di red

    Il centro per il controllo degli tsunami della Hawaii ha lanciato l’allarme: c’è il rischio di una nuova gigantesca onda anomala nel raggio di mille chilometri dall’epicentro di una scossa di magnitudo 8,2 della scala Richter (ma secondo gli esperti giapponesi la magnitudo è stata superiore, 8,5) registrata verso le 18,15 di lunedì al largo dell’isola di Sumatra.

    Secondo un esperto statunitense, l’eventuale onda dello tsunami potrebbe spostarsi a sud, verso le isole Mauritius.

    L’epicentro della scossa è stato localizzato a circa 200 chilometri a nord ovest di Sibolga, sulla costa di Sumatra, la più grande delle isole indonesiane. Un terremoto di magnitudo 7 si verificò nella stessa posizione nel 1907 che provocò uno tsunami di piccole dimensioni che uccise quattrocento persone sull’isola.

    Secondo il centro sismologico, la scossa è quasi certamente connessa a quella di magnitudo 9 che il 26 dicembre provocò lo tsunami che colpì le zone costiere dell’Oceano Indiano, dall’Indonesia a Ceylon, dall’India alle Maldive provocando oltre 200 mila vittime.

    Il centro della Hawaii ha avvertito le autorità dell’area di provvedere all’evacuazione delle zone costiere. «Il pericolo si potrà considerare passato se nessuna onda anomala viene osservata nelle vicinanze dell’epicentro entro tre ore dalla scossa» ha precisato un portavoce del servizio geologico statunitense.

    In quasi tutti i paesi colpiti le autorità hanno già ordinato l’evacuazione delle zone a rischio. Per la Thailandia l’allarme riguarda le provincie rivierasche del Mare delle Andamane. «Le persone lungo la costa occidentale devono fare molta attenzione», ha dichiarato Samith Dhammasaroj, alto funzionario governativo incaricato della vigilanza sul rischio maremoti «Allontanatevi subito e portatevi sui luoghi elevati», ha raccomandato Samith via radio, rivolgendosi alla popolazione delle regioni costiere; «C'è una forte probabilità di un altro maremoto».

    Anche il governatore delle isole indiane di Andaman e Nicobar ha lanciato l’allarme tsunami ma non ha ancora ordinato l’evacuazione della popolazione, mentre nello Sri Lanka la televisione pubblica ha lanciato un appello alla popolazione di evacuare le regioni costiere.
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    Uomini della Protezione civile hanno diffuso l'allarme nell'isola
    Sri Lanka, volontari italiani al sicuro
    La maggioranza del personale si trova a Trincomalee mentre gli altri hanno base nella capitale Colombo

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    ROMA - Si trovano tutti in zone sicure i volontari italiani che sono in Sri Lanka per portare avanti i progetti di ricostruzione dopo lo tsunami del 26 dicembre scorso e, in diversi casi, sono stati proprio gli uomini della Protezione Civile italiana ad avvisare le autorità locali del nuovo terremoto a largo di Sumatra e di una possibile nuova onda di maremoto.
    La maggioranza del personale italiano, 29 persone tra medici, vigili del fuoco e dipendenti del Dipartimento, si trova a Trincomalee, nel nord est dell'isola. Appena avuta la notizia del terremoto, con un pulmino hanno lasciato la zona costiera e si sono diretti verso l'interno, avvertendo le autorità e la popolazione di quanto era accaduto.
    Nella capitale Colombo ci sono un'altra ventina di persone, tra personale del Dipartimento e piloti dei Canadair, mentre a Unawatuna, una delle zone più colpite dal maremoto di tre mesi fa, nel sud del paese, c'è un solo membro della Protezione Civile. Anche il personale delle ong che lavorano nel paese a stretto contatto con il Dipartimento, è stato immediatamente avvertito della scossa.
    28 marzo 2005
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    Italiani in fuga a Phuket


    Anche a Phuket è scattato subito l'allarme tsunami: la gente, inclusa la relativamente ampia comunità italiana che vive in quella zona, sta scappando verso le colline. La zona è stata duramente colpita in dicembre e qui sono tornati per Pasqua molti turisti italiani. Olindo Barletta, presidente comunità Italia-Pukhet, raggiunto telefonicamente ha detto di essere alla guida di un'auto e diretto come tante altre persone in zone considerate meno rischiose di quelle vicine al mare. «C'è tanta confusione - è riuscito a dire Barletta in modo comprensibilmente concitato - è allarme generale. Le strade sono piene di gente, la polizia sta dirigendo il traffico. È l'una di notte, ma sembra pieno giorno».
    «Circa 3.000-4.000 turisti e residenti locali sono stati portati via dalle spiagge di Patong e Kamala, e portati su località a maggiore altitudine. Abbiamo raccomandato a tutti di portarsi dietro gli oggetti di valore, e di recarsi sulle alture», ha detto il vice-governatore di Phuket, Wichai Buapradit, intervistato telefonicamente.

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