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    I gialloblu continuano a sorprendere in coppa Uefa. Dopo il pareggio per 1-1 a Vienna contro l'Austria nell'andata dei quarti, la semifinale è più vicina

    VIENNA (Austria), 8 aprile 2005 - La signora guardalinee Nelly stavolta non fa danni come l’anno scorso in Turchia, i Carmignani boys nemmeno mentre l’Austria Vienna, invece, si fa del male regalando un tempo intero agli avversari.
    Risultato: il Parma esce da un infuocato Prater con un bell’1-1 che regala più di qualche speranza per una semifinale Uefa a dir poco impensabile a inizio stagione. Gedeone Carmignani resta imbattuto in questo stadio che lo vide protagonista sia da giocatore che da allenatore e se lo merita, per come riesce a gestire in Europa una banda che, spesso, denuncia tutta la sua ingenuità, ma che sempre riesce a guadagnarsi la pagnotta. E’ un paradosso, ma a conti fatti funziona meglio il Parma 2 in Uefa del Parma 1 in campionato e viene da pensare se non sarebbe meglio mischiare le carte anche in patria. Dove, certo, ci sono tutt’altri avversari. Il tecnico può essere contento: un risultato ottimo col minimo sforzo, non ha dovuto spendere nemmeno Gilardino (anche se Gibbs è stato davvero inutile)e ha fatto fare soltanto una trentina di minuti a Bresciano e Morfeo. Qui, in questa gara double face, gli emiliani nel primo round controllano la modestia dei viennesi e poi colpiscono con l’unico tiro in porta. E nel secondo round subiscono inevitabilmente il ritorno rabbioso e un po’ confuso dei rivali, ma non affondano, grazie anche ai consueti aggiustamenti in corsa del saggio "Gede".
    Certo, l’Austria Vienna nei primi dieci minuti di gara sembra davvero poca cosa e non si capisce come abbia fatto ad arrivare fin qui, eliminando anche gli spagnoli del Saragozza. Non mette pressione, non trova varchi, non ce la fa proprio a dialogare e, nonostante l’eccezionale spinta di 40 mila spettatori, nemmeno tira fuori grinta e corsa. L’unico che si erge da questo «prater» di modestia è Mila, guarda caso quello non doveva giocare perché è il sostituto dell’influenzato Sionko.
    Sulla sinistra, il peperino polacco riesce spesso a scendere sul fondo e creare situazioni quasi pericolose. Bravura sua, ma anche difficoltà di Pisanu a tramutarsi in quarto difensore e di Cannavaro nel fermarlo, preso sempre in velocità. Ci pensa Kronsteiner, che non deve essere un genio, a risolvere il problema spostandolo presto sulla destra, dove trova un Camara non eccezionale, ma più propenso ad arretrare di Pisanu.
    E il Parma? Si può dire che sta a guardare il mediocre spettacolo, anzi contribuisce perché non ne approfitta con possibili ripartenze ma si limita a controllare l’andamento lento. Con il centrocampo a cinque sfrutta l’uomo in più solo nell’interdizione e non nella costruzione, e i frequenti lanci non trovano mai Gibbs, questo sconosciuto. Il solito Simplicio prova a cucire il gioco e trova collaborazione in un Pisanu pimpante, finalmente libero dall’impaccio Mila. Però, di azioni gol, manco l’ombra.
    Buon per gli emiliani, appunto, che i viennesi sono in giornata nera e a Rusfheldt e Vastic sembra sia calato improvvisamente il peso dei loro anni. Il secondo si nota soltanto quando reclama un rigore inesistente, per un contrasto con Bovo in area (grazie signora Nelly per non averlo segnalato all’arbitro Poulat), il primo non si fa notare per nulla.
    Così, al minuto 34, alla prima azione decente il Parma va in meta. Vignaroli, fin lì parecchio impreciso, crossa al centro, Afolabi anticipa in qualche modo l’impacciato Gibbs ma la palla arriva a Pisanu che tira secco: la palla deviata da Dospel beffa Safar. L’Austria Vienna, prima di andare a rinfrescarsi le idee nello spogliatoio, ha come sola reazione una telefonata di Papac, ricevuta da Bucci.
    Nella ripresa invece è tutt’altra musica, qualcuno deve aver urlato. In 5 minuti prima Kiesenebner mette in mezzo un rasoterra insidioso, dove Bucci «cicca» clamorosamente e Vastic non ci arriva. Poi il difensore Papac ci prova dal limite ma stavolta Bucci si fa perdonare.
    L’Austria Vienna sembra un’altra squadra e Gedeone cerca di correre ai ripari cambiando Pisanu e Dessena con Bresciano e Morfeo, nel chiaro tentativo di tenere il più possibile palla e cercare il colpaccio con una giocata di fino. Kronsteiner invece inserisce la terza punta, Dosumnu, e due minuti dopo la sua squadra pareggia. Vachousek si beve Bolaño e sulla linea di fondo fa partire un traversone che attraversa tutta l’area senza che nessuno l’agguanti. Dall’altra parte Mila ha il tempo di stoppare e prendere la mira. A quel punto Carmignani passa alla difesa a 4 con Cardone al posto di Vignaroli.
    Il Parma prende ancora qualche rischio ma balla meno al valzer dei viennesi, che si devono accontentare del pari. E tra sette giorni, al Tardini tocca a Carmignani mettere su la musica.
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    cavolo se non si prendeva quel gol eravamo ancora + avvantaggiati...:(

    forza parma!!

    certo ke se passa Cska (o quel ke le') mosca - parma la vedo dura...



    Cordinamento I.N.S.I (Io Non Sono Interista)

    -Simo_Juve-Tony Manero-Giovanni1982-Knaz-Kaiserniky-Massituo-SCA-TTANTE-Joey (gemell.

  Il Parma a metà dell'opera

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