1.     Mi trovi su: Homepage #3988450
    Armi chimiche allo stadio

    Normativa per gli “aggressivi chimici”: sono nella terza fascia delle armi da guerra.
    La giurisprudenza annovera in questa fascia tutte le sostanze gassose, liquide, o
    solide che diffuse nell’aria o sul terreno, producono negli esseri viventi lesioni
    anatomico- funzionali di natura tali da compromettere, in via definitiva o solo anche
    temporanea, dell’organismo umano. In relazione agli effetti, queste sostanze si
    distinguono in asfissianti, tossiche, vescicatorie, nervine, irritanti come i
    lacrimogeni.

    Quindi si può dire che l’uso della miscela CS è una vera e propria arma da guerra,
    eppure vengono usati tranquillamente e in abbondanza come fossero semplici
    petardi, un pò esagerato per uno “sfollagente”.
    Lo abbiamo visto a Genova per il G8, certo, evento molto diverso da una semplice
    partita di campionato ,ma i gas usati lì sono uguali, cambia solo la quantità.
    Tantissima gente anche persone che non sono state coinvolte direttamente negli
    scontri con le “forze dell’ordine” hanno avuto problemi respiratori, dissenteria e
    attacchi d’asma anche dopo settimane dalla fine delle manifestazioni. L’ aspetto
    più inquietante è che questi effetti fastidiosi, ma sempre pur minori, si sono
    verificati anche sui poliziotti che li lanciavano oltre che sui manifestanti, e sono
    consistiti in varie allergie epidermiche su tutto il corpo.
    Il perché? Dopo varie ricerche su internet si è trovata in parte la risposta: queste
    miscele possono modificare geneticamente i cromosomi del sangue. Abbiamo
    un’altra prova della pericolosità di questi Gas, il CS micronizzato e mescolato con
    un antiagglomerante o trattato con idrorepellenti a base di silicone (formule note
    come CS1 e CS2) può rimanere attivo per giorni e settimane, se polverizzato sul
    suolo. Ciononostante, è considerato dai produttori e dalle forze di polizia come
    un'arma non letale. A Québec, dove di CS si fece un uso smodato per reprimere le
    manifestazioni contro il Trattato dell'Area di libero commercio delle Americhe
    [aprile 2001], l'ufficio di pubblica igiene avvisò i residenti di indossare guanti di
    gomma e lenti protettive nel trattare i residui, ed anche di gettar via cibo
    contaminato, rimpiazzare i filtri dell'aria condizionata, e lavare l'esterno delle
    abitazioni, ma a Genova nessuno si è preoccupato di avvertire i cittadini di questi
    pericoli.
    Bisogna prendere precauzioni, chiunque si trovi al contatto con questi gas non si
    deve toccare il viso, deve utilizzare subito acqua fredda e per lavare le parti
    contaminate può essere utile un fazzoletto bagnato con acqua e succo di limone
    da appoggiare sul naso e sulla bocca per facilitare la respirazione.
    Diffondere queste notizie in tutti gli ambienti servirà sicuramente per ottenere
    maggiori informazioni e se necessario chiedere la messa al bando di questi gas.
    Con la salute delle persone non si scherza!!
  2.     Mi trovi su: Homepage #3988451
    Il gas "Cs" è una sostanza chimica messa al bando dalla
    convenzione di Ginevra che invece viene ammesso per
    risolvere problemi di ordine pubblico. L’Unione europea, lo
    scorso anno, ha messo a punto un lungo documento nel quale
    sottolinea l’inopportunità di usare questo gas proprio perché
    può provocare degli effetti collaterali anche irreversibili.
  3.     Mi trovi su: Homepage #3988452
    Lettera di un senatore (Martone Francesco) inviata il 05-02-2002 al ministero
    dell'interno dopo i fatti di genova.
    Al Ministro dell'interno. Premesso che:
    durante il G8 di Genova la polizia italiana ha sparato contro i
    manifestanti migliaia di candelotti lacrimogeni, prodotti in Italia
    dalla Simad s.p.a. con sede a Carsoli, composti da
    "ortoclorobenzalmalonitrile" e recanti la scritta, "cartuccia 40 mm a
    caricamento lacrimogeno al CS, STA - 1 - 98"; il gas che scaturisce
    dalla cartuccia si diffonde sotto forma di nebbia o fumo di
    particelle sospese, la cui efficacia deriva dalla proprietà
    irritante, molto forte, per la pelle e le mucose nonché dalla
    capacità, anche se impiegato in dosi minime, di causare congiuntivite
    istantanea con blefarospasmo, irritazione e dolore, sintomi
    accentuati in presenza di condizioni di tempo caldo o umido; il CS
    micronizzato e mescolato con un anti-agglomerante o trattato con
    idrorepellenti a base di silicone può rimanere attivo per giorni e
    settimane, se polverizzato su suolo; la concentrazione letale di CS
    per il sistema polmonare del 50 per cento di una popolazione adulta è
    stata stimata essere dai 25mila ai 150mila mg per metro cubo; se
    lanciata all'esterno una granata CS genera una nube di 6-9 metri di
    diametro, al centro della quale si può produrre una concentrazione di
    2000-5000 mg per metro cubo; considerato che:
    il "Times" di Londra riporta in un servizio che alcuni laboratori
    negli USA stanno lavorando ad armi non letali a base di bombe che
    rilasciano odori nauseabondi, proprio per evitare le
    controindicazioni legate al CS ed altri lacromogeni; nell'aprile del
    2001, a Quèbec la polizia locale fece uso di gas CS per reprimere una
    manifestazione contro il Trattato dell'Area di libero commercio delle
    Americhe ed in seguito all'uso dei gas CS l'ufficio di pubblica
    igiene avvisò i residenti di indossare guanti di gomma e lenti
    protettive nel trattare i residui, nonché di gettare via il cibo
    contaminato e sostituire i filtri dell'aria condizionata; alcuni dei
    manifestanti di Quèbec, dopo alcune settimane, riferivano di
    difficoltà respiratorie con sintomi simili all'influenza, mentre le
    donne denunciavano casi di mestruazione prematura; altri casi con
    denuncie di sintomatologia analoga a quella precedentemente
    illustrata si sono verificati nella Corea del Sud, dove la
    commissione medica coreana, dopo aver constatato gli effetti
    devastanti dell'uso di gas lacrimogeni, definiva tale pratica
    "disumana e non accettabile dal punto di vista medico" e comparabile
    "ad una operazione di guerra chimica contro popolazioni civili"
    chiedendone quindi la totale messa al bando; secondo uno studio
    pubblicato nel 1989 dal "Journal of the American Medical
    Association", il CS assorbito verrebbe metabolizzato nei tessuti
    periferici sotto forma di cianuro, nota sostanza cancerogena, può
    arrecare danni al sistema respiratorio dei bambini e casi di danno
    cromosomico, può essere "molto, molto tossico" se usato nelle dosi
    sbagliate, e la " possibilità di conseguenze mediche di lungo termine
    quali formazioni di tumori, effetti sull'apparato riproduttivo e
    malattie polmonari è particolarmente preoccupante, considerando
    l'esposizione alla quale vengono sottoposti dimostranti e non
    dimostranti in caso di operazioni di ordine pubblico"; il Parlamento
    europeo (European Parliament Directorate General for Research
    Directorate A The Stoa - Scientific and Technological Options
    Assessment - Programme) commissionò uno studio specifico sull'uso di
    gas lacrimogeni, nel luglio 2000, che informava sull'esistenza di una
    pubblicistica sterminata sul CS, composta di oltre 115 articoli;
    sempre secondo i dati dello STOA, il CS può causare, ad alti livelli
    di esposizione, polmonite ed edema polmonare fatale, disfunzioni
    respiratorie, gravi gastroenteriti ed ulcere perforanti; l'Italia ha
    ratificato nel 1925 il protocollo di Ginevra contro l'uso di sostanze
    soffocanti o gas e nel 1969 ottanta paesi hanno votato per la messa
    al bando di gas lacrimogeni in operazioni di guerra; esisterebbe una
    scappatoia legale che consentirebbe l'uso di tali sostanze dannose,
    poiché la Convenzione sulle armi chimiche non proibisce l'uso di gas
    tossici in operazioni pacifiche, si chiede di sapere:
    quale Organo istituzionale abbia autorizzato l'uso del gas CS a
    Genova, se lo stesso fosse a conoscenza degli effetti di tale gas e
    se siano stati utilizzati in quella o in altre circostanze diversi
    tipi di sostanze tossiche o nocive; se non si ritenga opportuno
    vietare immediatamente l'uso di gas tossici e gas CS durante
    dimostrazioni di piazza; se, prima del loro impiego, siano stati
    effettuati test analitici sulla pericolosità dei suddetti gas per la
    salute dei cittadini e a tutela degli operatori dell'ordine pubblico,
    nel rispetto del principio di precauzione; per quali motivi e per
    responsabilità di quale Autorità i cittadini residenti ed i
    manifestanti presenti a Genova non siano stati informati delle
    accortezze igienico-sanitarie necessarie per scongiurare eventuali
    danni fisici conseguenti al contatto con i gas; da quanti anni sia in
    uso il gas CS da parte delle forze dell'ordine e se le stesse siano
    state messe a conoscenza dei danni biologici che tali sostanze
    possono procurare.
  4.     Mi trovi su: Homepage #3988454
    "Mi auguro che nella risposta all'interpellanza il sottosegretario abbia avuto dal ministro della salute anche le informazioni utili per quanto di sua competenza perché il tema che poniamo in questa interpellanza urgente è assai delicato, dato che interessa la salute di tutti i cittadini, in particolare di quelli che, in situazioni di manifestazione delle loro idee, possono trovarsi in rapporto con l'azione delle forze di polizia, azione che prevede anche l'uso di un gas particolare, il Cs, sul quale, appunto, abbiamo articolato una serie di domande spinti da una forte preoccupazione.
    Questo gas è stato ritenuto utilizzabile dalle forze di polizia attraverso il decreto del Presidente della Repubblica n. 359 del 1991, un regolamento che stabilisce i criteri per la determinazione dell'armamento in dotazione all'amministrazione della pubblica sicurezza e al personale della Polizia di Stato che espleta funzioni di polizia.
    Il comma 2 dell'articolo 12 del suddetto decreto del Presidente della Repubblica reca che gli artifici sfollagente si distinguono in artifici per lancio a mano e artifici per lancio con idoneo dispositivo o con arma lunga. Entrambi sono costituiti da un involucro contenente una miscela di Cs, orto-clorobenzaldeide-malonitrile (OBCM), o agenti similari ad effetto neutralizzante reversibile.
    Ormai, vi sono elementi dai quali è possibile desumere che si tratta di un gas molto pericoloso nella sua utilizzazione. Valga, ad esempio, uno studio - commissionato dal Parlamento europeo, nel luglio 2000 - sull'uso di gas lacrimogeni, che informava circa l'esistenza di una pubblicistica sterminata su tale composto, rinvenuta in circa 115 articoli. Tale ricerca concludeva nel senso che il Cs può causare, ad alti livelli di esposizione, polmoniti ed edema polmonare fatale, disfunzioni respiratorie, gravi gastroenteriti ed ulcere perforanti.
    Non solo in Europa, ma anche negli altri paesi, è stato riscontrato e bandito, addirittura, l'utilizzo di questo gas. Cito, ad esempio, la Corea del Sud, dove l'utilizzo di questo gas è stato definito disumano, non accettabile dal punto di vista medico e comparabile ad un'operazione di guerra chimica contro popolazioni civili, concludendo per la richiesta di messa al bando. La stessa cosa avvenne nel 2001 in Québec dove, all'esito dell'utilizzo del gas, nei giorni successivi, fu disposto di gettare via il cibo contaminato e di sostituire i filtri dell'aria condizionata. E, nel trattare i residui, si richiese di indossare guanti di gomma e lenti protettive".
  5.     Mi trovi su: Homepage #3988455
    RICERCA DI LUCA

    Molto probabilmente il prodotto contenuto in tali lacrimogeni è il
    gas “Cs”, che dopo essere stato usato nel mondo in Perù, Bolivia,
    Palestina, Irlanda del Nord ed Ecuador, qualche anno fa è arrivato
    anche in Italia e avrebbe effetti dannosi e permanenti sulla salute,
    insomma un arma chimica usata contro noi ultras (ed anche durante
    alcune manifestazioni) ma rischiosa per tutti, forze dell’ordine
    comprese. Ma non è tutto perchè analizzando ancora di più il
    problema abbiamo scoperto altre cose: oltre al paradosso di un gas
    - temuto se nelle mani di terroristi ma usato contro cittadini inermi -
    siamo venuti a conoscenza che, in passato, sono state depositate
    denunce da parte di persone che hanno riportato danni ai polmoni,
    alla pelle, e c’è anche un tumore alle vie urinarie.
    Tutti noi abbiamo ancora in mente il fiato corto, i polmoni e il cuore
    che sembravano arrivare in gola, le lacrime che bruciavano attorno
    agli occhi, quella voglia di vomitare e il ventre
    sconquassato...infatti il gas ha degli effetti genotossici, in altre
    parole è cancerogeno!!! Un organismo scientifico del parlamento
    Europeo, lo Stoa, qualche anno fa ha dedicato al “CS” un lungo
    studio valutando la pericolosità del suo utilizzo
    per la gestione dell’ordine pubblico e segnalandone l’alta tossicità
    se utilizzato in luoghi stretti, chiusi e privi di vie di fuga. Il gas,
    infatti se respirato in queste condizioni ambientali provocherebbe
    ustioni, gastroenteriti, dermatiti e asma. Insomma qui c’è
    veramente da chiedersi come possa essere legale l’uso di questo
    gas, che sparato in grosse quantità potrebbe provocare pericolosi
    problemi a noi e a tutte quelle persone che lo respirano o che lo
    hanno respirato, donne e bambini compresi!! Il gas è letale, in
    apparenza, per via del Dpr 359 del ‘91 che però, all articolo 12,
    stabilisce anche che le sostanze utilizzate abbiano “effetti
    reversibili”. In ambito internazionale il “Cs” è messo al bando,
    come arma da guerra, dalla Convenzione di Ginevra del ‘25, ma
    ammesso per le operazioni di ordine pubblico. Tuttavia, una nuova
    Convenzione (Parigi ‘93, ratificata dall’Italia nel ‘95 ed entrata in
    vigore deu anni dopo) proibisce uso, produzione e stoccaggio di
    armi chimiche tra cui uno dei metaboliti del ”Cs”: l’acido cianidrico,
    più noto come cianuro. Nessuno sa ancora che cosa ci sia
    esattamente in un candelotto lacrimogeno per via del segreto
    militare e neppure che cosa produca a lungo termine sugli esseri
    umani, una cosa è certa: da un pò di tempo le forze dell’ordine
    hanno cambiato modo di eseguire le cariche dopo aver sparato
    questi lacrimogeni...anche loro quindi non li vogliono respirare e
    così prima di caricare aspettano che questi si siano dissolti in parte
    nell’aria (chissà come mai???). I nostri dubbi riguardo l’utilizzo e la
    legalità di questi lacrimogeni aumentano sempre di più!!!”
  6.     Mi trovi su: Homepage #3988456
    CALCIO
    USO DI GAS NOCIVI DURANTE IL DERBY

    Un filo, purtroppo non solo sportivo, collega i campi di calcio di
    quasi tutta Italia fino all'ultimo derby romano: I famigerati
    lacrimogeni al Cs sparati dalle forze dell'ordine. Un uso eccessivo
    fatto senza precauzioni, senza avvertire nessuno (nemmeno gli
    stessi poliziotti) delle possibili conseguenze. Da tempo difatti
    anche i rappresentanti del sindacato delle forze dell'ordine hanno
    ammesso che il Cs non andrebbe usato considerate le
    conseguenze sanitarie denunciate da operatori di polizia nell'
    immediatezza o nelle ore successive all'uso dei lacrimogeni.
    Testimoni, non solo ultras ma genitori e gente tranquilla,
    raccontano, intervenendo a radio romane dopo la partita
    Lazio-Roma del 21 marzo, quei terribili momenti avendo ancora in
    mente il fiato corto, i polmoni e cuore che sembravano arrivare in
    gola, le lacrime che bruciavano e quella voglia di vomitare. Sono i
    cosiddetti effetti primari di quel gas con effetti genotossici. Sul
    caso è intevenuto con una interrogazione parlamentare il senatore
    dei verdi Francesco Martone, che da anni si batte contro l'uso di
    questi gas denunciandone l' utilizzo già dai fatti del G8 di Genova.
    Il parlamentare ricorda che pochi giorni dopo l'11 settembre con l'
    attacco alle torri gemelle, il ministero della Salute italiano emana
    una circolare "ad alta priorità" per segnalare il pericolo concreto
    che i terroristi di Al Qaeda utilizzino armi chimiche "come ad
    esempio il Cs" esposti al quale, secondo il dicastero Sirchia, si
    rischia l'edema polmonare ossia il soffocamento. Ma il Cs è lo
    stesso gas lacrimogeno sparato a Roma, dalle forze di polizia.
  7.     Mi trovi su: Homepage #3988457
    Il libro "L'Amor mio non muore", pubblicato per la prima volta nel 1971, dedica un intero capitolo ai gas lacrimogeni utilizzati dalle forze dell'ordine e descrive in dettaglio le tipologie di gas esistenti, i loro effetti e le modalità di difesa da parte di chi li subisce.

    Lo stato gassoso
    Artifici nebbiosi, fumogeni, lacrimogeni - Secondo il manuale delle guardie di pubblica sicurezza gli artifici nebbiogeni, fumogeni e lacrimogeni" sono uno dei "mezzi di coazione" a disposizione dei poliziotti.

    Questi artifici sono consegnati agli agenti di P.S. insieme al tromboncino mod. 61, nel caso il reparto fosse dotato ancora del vecchio moschetto modello 91, o del tromboncino speciale per il fucile automatico leggero FAL-BM 59 calibro 7,62, modello unificato di recente adottato dalla gendarmeria capitalista dei Paesi della NATO.

    Per la repressione del proletariato le forze dell’ordine usano soltanto (almeno per ora) gli artifici lacrimogeni. Questi sono fabbricati in diversi tipi. Gli agenti di pubblica sicurezza hanno in dotazione il "Candelotto Lacrimogeno NL" mentre i carabinieri hanno l’"Artificio Unificato Modello 60 Lacrimogeno".

    Candelotto lacrimogeno NL - (per lancio a mano o con fucile). Questo artificio è di forma ogivale con rivestimento in plastica, contiene nitrocellulosa e CN. Quando si deve usare a mano si svita dal fondo il tappo di protezione e si tira la cordicella d’accensione, altrimenti si avvita ad un "codolo" con alette. Il codolo si investe sul tromboncino applicato alla volata del moschetto. La cartuccia di lancio
    è una cartuccia calibro 6,5 di moschetto TS. L’accensione con miccia di ritardo avviene al momento
    dello sparo. Il ritardo è di qualche secondo. Questo artifizio è normalmente tirato con il moschetto inclinato a 45 gradi. Grazie alla sua forma aereodinamica viaggia alla velocità di circa 70 metri al econdo. Compie la sua traiettoria in genere a parabola ed ha una gittata di circa 250 metri. Fidando
    del fatto che l’artifizio in questione è in plastica spesse volte lo si è visto tirare ad altezza uomo; questo fatto viene regolarmente denunciato dai compagni e smentito dai questori.

    Artifizio Unificato Modello 60 Lacrimogeno - (per lancio a mano o con fucile). Artifizio di forma cilindrica con rivestimento in lamierino, contiene nitrocellulosa e CN. Lo si può usare sia a mano che lanciato con il fucile. Quando si stacca il tappo di protezione e si avvita il codolo ricorda la famigerata "ballerina", la bomba a mano tedesca. Il codolo si investe sul tromboncino applicato alla
    volata di un fucile automatico leggero calibro 7,62 Nato. Anche per questo artifizio l’accensione è a
    frizione con miccia di ritardo. Viaggia alla velocità di 50 metri al secondo ed ha una gittata di poco
    superiore al Candelotto Lacrimogeno. Anche questo è spesso sparato ad altezza uomo.

    Aggressivi invalidanti - Gli aggressivi chimici possono essere di due tipi: aggressivi letali ed aggressivi invalidanti. I primi si suddividono in aggressivi asfissianti, vescicanti e aggressivi tossici per il sangue come l’idrogeno solforato. I secondi comprendono la famiglia dei cosiddetti gas lacrimogeni e gas
    nervini.

    Sono genericamente indicati come gas lacrimogeni i seguenti gas: clorosolfonato dio-dianisina,
    cloroacetone, acroleina, bromuro di benzile, bromoacetato di etile, ioduro di benzile,
    dicloroformossina, iodoacetone, bromoacetone, omega-cloroacetofenone, defelilcloroarsina,
    defenilicianoarsina, difenilamminoclorairsina, orto-clorobenzalmalononitrile, bromuro di cianogeno,
    cloruro di cianogeno, acido cianidrico, più alcuni altri che non sono più prodotti o sono stati prodotti in piccole quantità e mai usati per la repressione civile e militare.

    CN, CS - Gli artifici lacrimogeni in dotazione alle forze dell’ordine italiane e usualmente impiegati
    anche nei rimanenti cosiddetti Paesi civili della Nato sono caricati con il CN. Il CS e l’adamsite non
    vengono ancora usati in Italia a causa dei loro effetti sul sistema nervoso (provocano psicosi
    d’angoscia) e per le eventuali lesioni, prolungate anche dopo la gasazione o permanenti, che
    potrebbero produrre sui ragazzi, sulle donne, sulle persone anziane e su tutti coloro che fossero, nel
    momento dell’attacco repressivo, ammalate alle vie respiratorie o agli occhi o avessero eczemi
    cutanei in corso. Riteniamo comunque che se si dovessero verificare nel nord del Paese o nelle città
    a forte immigrazione episodi insurrezionali della portata di Reggio Calabria le forze dell’ordine, in
    concorso con le Forze Armate, non esiterebbero ad usare anche il CS. Vediamo adesso le
    caratteristiche di questi tre gas e di alcuni loro derivati:

    CN, omega-cloro-acetofenone: Polvere bianca, studiata come prodotto di guerra chimica per
    determinate azioni strategiche sui centri urbani o contro assembramenti di persone. Provoca
    soprattutto lacrimazione e irritazione della pelle (vedi tabella).

    CNS: Miscela di cloro-acetofenone e cloropicrina sciolti in un solvente molto volatile.

    CNL: Miscela di cloro-acetofenone e nitrocellulosa. La nitrocellulosa è un composto chimico ottenuto
    per l’azione dell’acido nitrico sulla cellulosa, il composto è esplosivo.

    CS. orto-cloro-benzal-malononitrile: Questo composto aggressivo fu studiato dagli inglesi, che ne
    realizzarono le prime partite sperimentali intorno al 1949, espressamente per la repressione delle
    rivolte proletarie, partendo da alcune ricerche americane condotte intorno al 1929. E’ dotato di
    proprietà irritanti maggiori di quelle del CN e leggermente inferiori a quelle dell’adamsite. Il CS
    colpisce dapprima gli occhi provocando forme congiuntivitiche di estrema gravità accompagnate da
    sensazione di bruciore e di dolore che durano per molto tempo anche dopo che l’esposizione ai gas
    è terminata. Accanto a questi effetti il CS provoca anche difficoltà nella respirazione, tosse,
    oppressione al petto.

    Quando l’esposizione è molto prolungata i soggetti sono colpiti da enfisema polmonare con
    emorragia, nausea e conati di vomito. L’azione aggressiva del gas è così repentina e completa che i
    soggetti esposti, in genere, vengono assaliti anche da psicosi d’angoscia che li rende incapaci di
    difendersi e di reagire alla situazione. Alcuni autorevoli membri del W.H.O. (Organizzazione
    Mondiale della Sanità ritengono che il CS abbia capacità cancerogene (vedi tabella).

    CS-1: Si ottiene fissando il CS su uno strato di gel di silice. E’ uno dei modi di spargimento del CS.

    CS-2: Si ottiene fissando il CS con il silicone che lo libera lentamente. Questa composizione riesce a conservare per settimane la concentrazione efficace. (Le nubi di gas grigiastro che si alzano sinistre
    là dove lo scontro fra il proletariato e la repressione è più forte devono la loro colorazione alla
    nitrocellulosa o agli elementi fumogeni aggiunti. Questa colorazione da una parte serve a
    localizzare la presenza dei gas nell’aria e a favorirne la diffusione, dall’altra a reprimere
    psicologicamente le forze di decolonizzazione).

    Legittimità dell’uso dei gas - E’ legittimo, anche dal punto di vista della morale borghese, gasare il
    proletariato, in nome dell’assurdo pregiudizio della difesa dell’ordine pubblico?.

    L’"Internazionale Capitalista" che va sotto il nome di Nazioni Unite per bocca del suo segretario
    generale ha recentemente riaffermato nella relazione introduttiva all’anno 1969 quanto segue:
    <<invitiamo i="i" membri="membri" di="di" questo="questo" consesso="consesso" a="a" proclamare="proclamare" chiaramente="chiaramente" che="che" i="i" divieti="divieti" contenuti="contenuti" nel="nel" protocollo="Protocollo" di="di" ginevra="Ginevra" si="si" riferiscono="riferiscono" all="all">>. Dunque due morali, la morale di guerra che serve quando il
    capitale scaglia i proletari l’uno contro l’altro e la morale di pace (sic) quando il proletariato si scaglia
    contro l’ideologia dominante. In questa seconda situazione, molto più pericolosa per i padroni, le
    belle maniere non contano più. Questo bimoralismo, del resto, era chiaramente affiorato fin dalle
    prime riunioni del famoso Sottocomitato insediato dalla Società delle Nazioni nel lontano 1924. Il
    testo preparatorio francese del protocollo di Ginevra del 1925 considerato dall’opinione pubblica
    come il più categorico e severo diceva testualmente: << Il fatto che per il mantenimento dell’ordine
    interno la polizia possa usare occasionalmente contro i trasgressori della legge varie attrezzature che
    scaricano gas, non può, secondo l’opinione della delegazione francese, essere addotto in sede di
    discussione su questo punto, poiché il Protocollo o Convenzione in questione si riferisce soltanto
    all’uso di gas tossici o simili in tempo di guerra>>. La miseria della contraddizione fra l’impiego in
    tempo di pace di certi gas e il divieto in tempo di guerra fu esplicitata altrettanto bene nel 1932 (8
    novembre) dal delegato amerikano durante i lavori della Commissione Generale della Società delle
    Nazioni insediata nel giugno dello stesso anno. Il Wilson dichiarò essere << fuori questione l’uso del
    gas lacrimogeno in tempo di guerra, tuttavia la delegazione degli Stati Uniti avrebbe trovato qualche
    difficoltà ad accettare l’impegno di rinunciare all’uso ed alla fabbricazione di questo gas per le
    necessità delle operazioni di polizia interna al Paese >> (il corsivo è nostro). Suggerì anche che
    venisse inclusa nella relazione una clausola che autorizzasse l’addestramento delle forze di polizia
    all’uso di questi gas a scopi di pubblica sicurezza. Mai uno sporco disegno di repressione era stato più
    esplicitamente espresso in tale postribolo! Ma l’impudenza del delegato amerikano non si fermò qui.
    Durante la discussione del Comitato Speciale per le armi chimiche, batteriologiche ed incendiarie
    che si riunì nei mesi successivi, questo porco dichiarò che il governo degli Stati Uniti era disposto a
    rinunciare all’uso di sostanze lacrimogene a scopi militari in tempo di guerra, ma in questo caso
    sollecitava i membri del Comitato a dichiarare che l’uso dei gas lacrimogeni da parte della polizia
    per proteggere la proprietà privata, doveva essere considerato lecito. (Il corsivo è nostro).

    Nelle successive riunioni questo argomento non fu più sollevato in quanto fu tacitamente accettato
    da una parte il fatto che il gas lacrimogeno fosse incluso nell’elenco dei gas proibiti in guerra e
    dall’altra che ogni Stato era libero di farne l’uso che voleva nelle operazioni di polizia interna.

    Il protocollo numero 3 che modifica e completa il trattato di Bruxelles del 1948 riafferma questi
    principi morali dicotomici: << Si definiscono armi chimiche qualsiasi attrezzatura o apparecchio
    concepito espressamente per l’uso a scopi militari (il corsivo è nostro), di sostanze chimiche asfissianti
    , tossiche, irritanti, paralizzanti, eccetera…>>. Dove irritanti sta anche per gas lacrimogeni. Il disegno repressivo che la fabbricazione, il commercio e l’uso di questi gas sottintende non potrebbe essere
    più chiaro.

    Chi fabbrica i gas lacrimogeni?: Una delle << premiate e rinomate >> fabbriche di altri tempi era la
    "Ditta Mortini Camillo" che produceva il "Candelotto Triplo Lacrimogeno sfollagente" per lancio a
    mano. Il CN e il CS, invece, sono prodotti dalla "ICI" (Imperial Chemical Industries Ltd.) e dalla
    Divisione Chimica Lake Erie della << Smith & Wesson>>. La sede italiana della "ICI" si trova a
    Milano in viale Isonzo 25. I prodotti della Smith & Wesson non sono ancora venduti in Italia. Per
    quanto riguarda l’approvvigionamento militare la "Bpd_Snia Viscosa" è la più importante fornitrice di
    polvere da sparo e munizioni di ogni tipo dell’esercito italiano. Si può stimare che i due terzi del suo
    fatturato militare (circa 20 miliardi di lire) sono rappresentati da questa voce.</invitiamo>
  8.     Mi trovi su: Homepage #3988458
    Inchiesta su un candelotto

    di Francesco Martone

    Un senatore verde, Francesco Martone, viene investito, come centinaia di migliaia di altri, da una
    nuvola di gas lacrimogeno, a genova, nei giorni del g8.sta male, molto male, come tutti.però
    raccoglie uno di quei bossoli, sul quale è scritto che conteneva un certo gas, denominato cs.nei mesi
    successivi, martone si documenta, indaga, chiede.escopre quel che qui racconta.che quel gas è
    messo al bando dalla convenzione mondiale sulle armi chimiche, ma solo per il suo uso in tempo di
    guerra.che è estremamente dannoso, può provocare danni permanenti, può avere effetti sui
    cromosomi delle persone, che tra le famose armi chimiche di saddam hussein c'è appunto il cs. e, di
    conseguenza, constata che l'eccessivo uso che la polizia italiana ne ha fatto a genova è stato fatto
    senza precauzioni, senza avvertire nessuno [nemmeno gli stessi poliziotti]delle possibili
    conseguenze.
    E' uno scandalo italiano: quello di un potere che dimostra il più totale disprezzo per la salute [e i
    diritti]dei cittadiniUsato in Vietnam, messo sotto accusa perché in possesso dell'Iraq, oggetto di una
    richiesta di messa al bando da parte dell'associazione dei medici sudcoreani, studiato con
    preoccupazione negli Usa: è il gas CS, che la polizia italiana ha sparato al G8 di Genova addosso
    alla gente CHI ERA A GENOVA LO RICORDA.
    Ricorda il fiato mozzato, il cuore in gola, l'impossibilità di respirare, la pelle bruciata e gli occhi pieni
    di lacrime. Ricorda la sensazione di vomito e nausea, immediata, ed il bruciore allo stomaco, i dolori al fegato.
    Ce n'erano a migliaia, di bossoli di alluminio per le strade di Genova, "cartuccia 40 mm a
    caricamento lacrimogeno al CS, STA - 1- 98", c'è scritto su uno che ho raccolto nei pressi della Fiera
    e che ancora tengo a futura memoria. I fumi delle migliaia di lacrimogeni, poi, si sono diradati, ma
    non con essi l'impegno di chiedere giustizia per i fatti di Genova, per le percosse brutali, la morte di
    Carlo Giuliani, la sospensione dello stato di diritto. Questo lavoro attraversa mille strade, si sperde per
    mille tracce. Una di queste, è quella del gas, il CS appunto, usato in abbondanza a Genova. Questo
    gas sembra essere il comun denominatore della repressione poliziesca: usato a Seattle, a Québec, a
    Genova, come a Londonderry, Waco, a Seul, in Palestina, in Malesia, in Perù. Dietro il CS si snoda
    una storia inquietante, fatta di studi medici, di testimonianze dirette, di morte. Una storia che si apre
    leggendo l'ultimo libro di Gore Vidal, "La Fine della Libertà - verso un nuovo totalitarismo?", nel
    quale si parla della strage di Waco, quando il 19 aprile del 1993 gli agenti dell'Fbi posero fine al
    lungo assedio alla sede della setta dei Davidiani, usando gas CS e carri armati. Secondo alcune
    analisi, fu proprio il CS a innescare l'incendio nel quale morirono 82 Davidiani.
    Brutta storia, questa del CS, e più si scava più peggiora. Per iniziare, il CS, sigla per
    chlorobenzylidene malonitrile, in italiano "ortoclorobenzalmalonitrile" è stato sviluppato negli anni
    '50 dal Chemical Defence Experimental Establishment [Porton, Inghilterra]. Una rapida navigazione
    su Internet ci rivela che in Italia i candelotti al CS li produce una tal ditta Simad s.p.a. di Carsoli, in
    provincia dell'Aquila [sono suoi i lacrimogeni in copertina, ndr]. Il sito, corredato di foto di candelotti
    in bella vista ci dice che la cartuccia lacrimogena M38/STA-CS è composta da un bossolo in
    alluminio, una carica propulsiva e da un proiettile in alluminio contenente la carica lacrimogena
    compressa e che "è utilizzato dalle Forze dell'Ordine in tutti quei casi in cui si ha bisogno di
    disperdere riottosi ad una distanza di sicurezza".
    Il CS è quindi una sostanza cristallina usualmente mescolata con un composto pirotecnico in una
    granata o candelotto. Si diffonde sotto forma di nebbia o fumo di particelle sospese. La sua efficacia
    deriva dalla proprietà irritante, molto forte, per la pelle e le mucose, e di agente lacrimante anche in
    dosi minime. Gli effetti caratteristici sono una congiuntivite istantanea con blefarospasmo, irritazione
    e dolore. Questi sintomi sono accentuati in presenza di condizioni di tempo caldo o umido. A
    Genova infatti era caldo, ma che caldo...
  9.     Mi trovi su: Homepage #3988459
    Danni cromosomici

    Il CS micronizzato e mescolato con un antiagglomerante o trattato con idrorepellenti a base di
    silicone [formule note come CS1 e CS2] può rimanere attivo per giorni e settimane, se polverizzato
    sul suolo. Ciononostante, è considerato dai produttori e dalle forze di polizia come un'arma non
    letale. A Québec, dove di CS si fece un uso smodato per reprimere le manifestazioni contro il
    Trattato dell'Area di libero commercio delle Americhe [aprile 2001], l'ufficio di pubblica igiene
    avvisò i residenti di indossare guanti di gomma e lenti protettive nel trattare i residui, ed anche di
    gettar via cibo contaminato, rimpiazzare i filtri dell'aria condizionata, e lavare l'esterno delle
    abitazioni. I genovesi ricordano di aver ricevuto tali istruzioni?
    Alcuni dei manifestanti di Québec, ancora dopo quattro settimane avevano riferito di difficoltà
    respiratorie, e sintomi simili all'influenza. Almeno cento donne denunciarono casi di mestruazione
    prematura.
    Secondo uno studio pubblicato nel 1989 dal Journal of the American Medical Association, il CS
    assorbito verrebbe metabolizzato nei tessuti periferici sotto forma di cianuro, nota sostanza
    cancerogena. Uno degli autori di questo studio, Bailus Walker, professore di tossicologia ambientale
    all'Università Howard, ha studiato le complicazioni polmonari nel corso di una visita negli ospedali
    della Corea del Sud, nel 1987, dopo che la polizia locale aveva usato il CS contro i dimostranti. Il
    dottor Walker riscontrò danni al sistema respiratorio di bambini, e casi di danno cromosomico, al
    punto da affermare che Il CS può essere "molto, molto tossico", se usato nelle dosi sbagliate.
  10.     Mi trovi su: Homepage #3988460
    La miscela con altri gas

    Nel caso di Seattle, le denunce di danni gravi alla salute dei cittadini furono numerose, e raccolte
    dall'organizzazione di Los Angeles Physicians for Social Responsibility. Secondo uno dei suoi
    esponenti, il dottor Murphy, i sintomi documentati,amnesie, nausea e tremori sarebbero tuttavia più
    da ricollegare all'esposizione ad agenti nervini, combinata con il CS. Insomma si sa troppo poco
    sugli effetti del CS, sia da solo che con altre sostanze, per permetterne l'uso.
    A Seattle, come a Québec, i cittadini non hanno saputo cosa contenessero le cartucce di
    lacrimogeno CS. A Seattle, inoltre, il candelotto lacrimogeno conteneva un solvente notoriamente
    cancerogeno, il cloruro di metilene, usato come propellente per le cartucce, e che causò molti più
    danni del CS. Alcuni dei sintomi associati a questa sostanza sono la letargia, confusione mentale,
    mal di testa, formicolio agli arti.
    Il mio candelotto al CS non dice nulla al riguardo. Lo annuso ed ancora puzza di qualche strana
    sostanza chimica. Ma sul sito internet della Simad non c'è nessun dettaglio al riguardo. L'azienda
    che fornì il CS al cloruro di metilene, la Defense Technology Corporation del Wyoming, si unì poi
    alla Federal Laboratories. Questa ditta, nel 1992, insieme alla TransTechnology Corp, fu oggetto di
    una causa civile da parte delle famiglie di nove palestinesi uccisi da esposizione a CS, che continua
    ad essere usato estensivamente dalle forze israeliane per reprimere l'Intifada.
    Torniamo ora in Corea. Secondo fonti di stampa il governo della Repubblica di Corea aveva
    ammesso l'uso di 351 mila candelotti lacrimogeni contro civili nel solo mese di giugno del 1987,
    molti di più di tutto il gas lacrimogeno usato nell'intero 1986. In Corea, i medici hanno constatato
    che varie centinaia di migliaia, se non milioni di civili erano stati esposti agli effetti del CS, senza
    essere stati poi debitamente assistiti.
    Gli esperti infatti consigliano di trattare l'esposizione ad alte concentrazioni di gas lacrimogeno, per
    inalazione o ingestione, come quelle che possono occorrere in uno spazio chiuso o in prossimità
    dell'esplosione di un candelotto, con molta cautela, anzi consigliano un periodo di osservazione di
    qualche giorno, poiché un edema polmonare potrebbe sopraggiungere solo un secondo tempo.
    "Il corteo delle tute bianche arriva fino all'angolo con il sottopassaggio della ferrovia, e si scatena lì il
    primo inferno. La polizia lancia decine e decine di candelotti CS, un nuovo tipo di gas lacrimogeno,
    urticante, che toglie il respiro e provoca fortissimi bruciori sulla pelle". Lo racconta una testimonianza reperibile su internet: "Tutto il corteo, che si trova lungo una strada, chiusa da un lato dalla ferrovia, viene spinto all'indietro in una calca indescrivibile, mentre i lacrimogeni piovono a decine nel bel
    mezzo della ressa. L'aria è irrespirabile anche con le maschere, tutti quelli senza occhiali protettivi
    ben presto non vedono più nulla, e in mezzo alla folla che spinge disperatamente all'indietro
    vengono guidati da coloro che riescono ad intravvedere qualcosa". E ancora: "Gli effetti di questa
    riunione non si fanno attendere: una violenta battaglia inizia nella zona, con spari continui di
    lacrimogeni ad altezza uomo e continue cariche da parte di carabinieri e polizia".
    Se non bastasse, "i lacrimogeni sparati con la carabina, di quelli a lunga gittata, vengono diretti ad
    altezza uomo da distanze di poche decine di metri. Un manifestante viene colpito in pieno petto, il
    rumore del violentissimo impatto del candelotto sul corpo è agghiacciante: cade a terra immobile, e
    viene portato via di peso da quattro persone per essere caricato su un'ambulanza... Le camionette
    sfrecciano velocissime lungo le traverse, e dai tettucci la polizia lancia lacrimogeni sulla folla con la
    stessa disinvoltura di un giocatore di Playstation".
    Già, in prossimità dell'esplosione i rischi di edema polmonare o di altre gravi complicazioni sono
    altissimi, ci dicono i medici americani. A Genova i candelotti sono stati lanciati direttamente sulle
    teste della gente, o addirittura in pieno petto. Chi ricorda di essere stato curato o posto sotto
    osservazione per gli effetti dei gas lacrimogeni e non solo per le manganellate ed i calci? Ed i
    medici erano stati informati di tale eventualità?
  11.     Mi trovi su: Homepage #3988461
    "Una pratica disumana"

    Secondo la commissione medica coreana "l'uso di gas lacrimogeni contro civili in Corea del Sud è
    una pratica disumana e non accettabile dal punto di vista medico". Ed ancora: "Consideriamo l'uso
    di gas CS e di altri gas lacrimogeni con effetti clinici comparabili, equivalente ad una operazione di
    guerra chimica contro popolazioni civili, e pertanto chiediamo la totale messa al bando dell'uso di
    queste sostanze".
    I medici raccomandarono poi al governo coreano di rendere immediatamente disponibili al pubblico
    ed ai professionisti del settore medico e della salute pubblica dati relativi alla composizione chimica
    di tutti i gas lacrimogeni usati, informazioni sulle concentrazioni e varie formule di questi agenti,
    precedenti studi tossicologici svolti o disponibili, ed ogni altra informazione tecnica rilevante per
    comprenderne le conseguenze mediche e sanitarie. "Il governo, inoltre, dovrà incoraggiare
    immediatamente scienziati e ricercatori a svolgere tutti gli studi epidemiologici e clinici necessari per
    chiarire gli effetti degli agenti di gas lacrimogeni usati. Una tale ricerca dovrà essere svolta in
    maniera indipendente e comprendere gli effetti acuti e subacuti, cronici e di lungo periodo di tali
    agenti, in particolare su soggetti a rischio, bambini, neonati, anziani, soggetti con malattie croniche
    preesistenti e pazienti in degenza". È accaduto qualcosa del genere in Italia dopo il G8?
    Non ricordo di aver letto nulla al riguardo neanche nei documenti delle indagini conoscitive. E il
    principio precauzionale? Nel campo dell'industria chimica, spetta a chi vuole iniziare un'attività
    provare che non ci siano danni sull'ambiente e sulla salute dei cittadini. Non mi risulta che le forze
    dell'ordine o le autorità competenti italiane abbiano mai provato che il CS non sia dannoso.
  12.     Mi trovi su: Homepage #3988462
    115.107 articoli sul CS

    Lo stesso Parlamento europeo [European Parliament Directorate General for Research Directorate A
    The Stoa - Scientific and Technological Options Assessment - Programme] commissionò uno studio
    specifico sull'uso di gas lacrimogeni ["Crowd Control Technolgies [An appraisal of technologies for
    political control"] del giugno 2000, che ci dice che esiste una pubblicistica sterminata sul CS, almeno
    115.107 articoli! Secondo i dati raccolti dallo STOA, ad alti livelli di esposizione, il CS può causare
    polmonite ed edema polmonare fatale, disfunzioni respiratorie, oppure gravi gastroenteriti ed ulcere
    perforanti.
    Il CS è anche irritante , ed alcuni soggetti possono sviluppare dermatite da contatto con conseguente
    formazione di vesciche. L'esposizione anche a dosi basse di CS aumenta la pressione del sangue e
    sussiste un rischio particolare per tutti coloro di età superiore ai trent'anni sotto stress fisico o con un
    aneurisma non riscontrato. Magari lo stress fisico di chi a Genova correva via per sfuggire alle cariche
    indiscriminate.
    A livelli più alti il CS è stato associato con disfunzioni cardiache, danni al fegato e morte.
    Sperimentazioni in vitro hanno dimostrato che il CS è clastogenico , causa cioè la separazione dei
    cromosomi, e mutageno, cioè può causare mutamenti genetici ereditabili, mentre in altri casi il CS
    aveva dimostrato di poter causare un aumento nel numero di cromosomi abnormi.
    Dal punto di vista tossicologico, molte associazioni mediche hanno raccomandato lo svolgimento di
    maggiori analisi di laboratorio ed epidemiologiche, per avere un quadro completo delle
    conseguenze mediche derivanti dall'esposizione di componenti quali il CS. E il Journal of the
    American Medical Association conclude che la "possibilità di conseguenze mediche di lungo termine
    quali formazione di tumori, effetti sull'apparato riproduttivo e malattie polmonari è particolarmente
    preoccupante, considerando l'esposizione alla quale vengono soggetti dimostranti e non dimostranti
    in caso di operazioni di ordine pubblico".
    Va anche ricordato, inoltre, che l'Italia ha ratificato nel 1925 il protocollo di Ginevra contro l'uso di
    sostanze soffocanti o gas e che nel 1969 almeno ottanta paesi hanno votato per la messa al bando di
    gas lacrimogeni in operazioni di guerra. Per quanto riguarda l'Italia: come si giustifica la discrepanza
    sul regime di uso di CS, proibito in guerra ma permesso in tempo di pace, considerando che l'Italia è
    firmataria ed ha ratificato il protocollo di Ginevra? Secondo alcuni esperti, esisterebbe al riguardo
    una grave scappatoia legale nella Convenzione sulle armi chimiche, poiché la Convenzione non
    proibisce l'uso di gas tossici in operazioni "pacifiche" come ad esempio quelle di "law enforcement",
    il ripristino della legge. Tuttavia, esiste il problema della possibile trasformazione di un gas utilizzato
    per scopi di ordine pubblico, in arma da guerra. In tal caso se tale gas venisse originariamente usato
    per repressione di tumulti di piazza, allora lo stato dovrà dichiarare la sua composizione chimica al
    segretariato della Convenzione.
    Resta la domanda: la salute di un soldato in guerra, vale maggior protezione di quella di un civile
    che esercita il suo diritto inalienabile all'espressione delle proprie opinioni?
  13.     Mi trovi su: Homepage #3988463
    E il carabiniere disse al giornalista:

    attento, useremo gas molto speciali

    Carta
    "Eravamo, il mio operatore ed io, sul piazzale davanti alla stazione di Brignole, pronti a
    riprendere quello che avrebbe potuto essere uno scontro. La polizia occupava la piazza e dalla
    strada laterale arrivava il corteo [quello dei disobbedienti lungo via Tolemaide, ndr]. Ad un certo
    punto un funzionario, non se un carabiniere o un poliziotto, ci ha consigliato di allontanarci perché
    in quella zona avrebbero sparato dei gas lacrimogeni 'particolarmente efficaci'. Non so se si
    preoccupava della nostra sicurezza o se semplicemente non voleva che riprendessimo, da dietro, le
    manovre degli agenti. Comunque ci siamo allontanati di qualche metro e in effetti hanno sparato i
    lacrimogeni, che erano particolarmente efficaci. Li abbiamo respirati e per qualche giorno abbiamo
    avuto entrambi dei problemi gastrointestinali". È la testimonianza di Roberto Scardova, cronista del
    Tg3, che lo racconta oggi, mesi dopo le terribili giornate di Genova.
  14.     Mi trovi su: Homepage #3988464
    Oltre al CS, usato anche il CN

    Dopo la pubblicazione dell'inchiesta del senatore Francesco Martone sui gas lacrimogeni al CS,
    qualcosa si sta faticosamente muovendo, nonostante il compatto silenzio dei principali mezzi di
    comunicazione. Qualche altro giornalista ha raccontato dei malesseri post-G8 e anche tra gli agenti
    c'è chi comincia a farsi coraggio. Rivelando, ad esempio, che alcuni poliziotti di Genova avevano
    espresso le proprie perplessità circa l'uso di questi lacrimogeni. O che un giovane agente sarebbe
    stato ricoverato in ospedale e operato alla pelle per le ustioni riportate a causa dell'esposizione ai
    gas.
    Quali gas? Domanda non retorica, visto che, oltre al famigerato CS, c'era anche un altro tipo di
    lacrimogeno che ha lasciato traccia di sé sotto forma di candelotti-souvenir conservati in giro per
    l'Italia e che presto saranno a dispozione di chi sta indagando su questa fosca faccenda. Il CN
    [Cloroacetofenone], sviluppato in Germania nel 1870 e usato per la prima volta dai francesi negli
    anni '20 per reprimere le proteste nelle colonie, è meno popolare del CS tra le forze di polizia del
    mondo. Forse perché può essere un po' più tossico del CS, visto che la dose letale minima media è
    minore. O forse perché, come spiega il sito web della Zarc, una ditta produttrice di equipaggiamenti
    antisommossa, il CN è considerato un "co-cancerogeno", ovvero una sostanza che non produce
    direttamente il cancro, ma ne facilita l'insorgere.
    I rischi connessi all'uso del CN [abbandonato da molte polizie, compresa quella italiana, almeno
    ufficialmente] sono noti fin dal 1969, anno di un articolo su questo argomento pubblicato sul New
    England Journal of Medicine. Dopo le proteste di Seattle, nel 1999, la Toxic coalition,
    un'organizzazione statunitense che si occupa dell'uso di prodotti chimici nell'industria, ha presentato
    al dipartimento di polizia una richiesta di informazioni sulla composizione chimica del CN. Il risultato
    è stato che nella composizione del candelotto di CN c'è circa il 50 per cento di metilene cloride,
    presente in molti prodotti di uso domestico [solventi per vernici, ad esempio] considerati tossici dallo
    stesso governo statunitense.
    Tra gli effetti collaterali attribuiti a questo gas, dice ancora la Zarc, oltre ai "soliti" problemi
    respiratori, agli occhi e alla gola, ci sono dermatiti con vesciche e anche ustioni di secondo grado. Da
    trattare in ospedale, anche chirurgicamente.
    Ce n'è abbastanza, per chiedere un capitolo specifico di indagine nella commissione parlamentare
    d'inchiesta, che la maggioranza si ostina a rifiutare. E le dimissioni di Gianni De Gennaro, il capo
    della polizia nominato dal centrosinistra, un po' meno saldamente al comando rispetto a qualche
    mese fa.

  Attenti Ai Lacrimogeni

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