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    E' il giovane di Lodi arrestato martedi' per violenze

    MILANO, 14 APR - Niente stadio per tre anni. Questo il provvedimento nei confronti del 21enne di Lodi arrestato con altri due tifosi martedi' a Milano. Durante il periodo del divieto, l'ultra' nerazzurro dovra' presentarsi alla firma del registro presso un posto di polizia o dei carabinieri nell'orario delle partite. Disposizione analoga potrebbe essere emessa per gli altri due arrestati.
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    Cinque laziali e 10 giallorossi coinvolti in incidenti

    ROMA, 14 APR - Cinque tifosi della Lazio e dieci della Roma rischiano di finire sotto processo per gli incidenti al derby, poi sospeso, del 21 aprile 2004. Sono accusati di reati che vanno dalla devastazione alla resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, fino all'adunata sediziosa. La gara fu sospesa dopo la diffusione della notizia, rivelatasi poi infondata, della morte di un bambino, investito da un mezzo della polizia. Per quegli incidenti sono gia' stati condannati almeno altri dieci ultras.
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    Originally posted by Pezzotto
    E' il giovane di Lodi arrestato martedi' per violenze

    MILANO, 14 APR - Niente stadio per tre anni. Questo il provvedimento nei confronti del 21enne di Lodi arrestato con altri due tifosi martedi' a Milano. Durante il periodo del divieto, l'ultra' nerazzurro dovra' presentarsi alla firma del registro presso un posto di polizia o dei carabinieri nell'orario delle partite. Disposizione analoga potrebbe essere emessa per gli altri due arrestati.
    Derby: Dida e i club 'parti offese'

    Possono costituirsi parte civile contro ultra' arrestati

    MILANO, 14 APR - Il portiere Dida, l'Inter e il Milan potranno costituirsi come parti civili contro gli ultras arrestati a Milano. E' quanto si evince dalla richiesta di convalida dell'arresto presentata dal pm milanese Fabio Roia al giudice monocratico per l'ultra' nerazzurro arrestato assieme ad altri due dalla Digos. Il brasiliano del Milan e le due societa', infatti, nella richiesta sono indicati 'parti offese'.
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    Segnale importante, dice il pm Roia

    MILANO, 15 APR - L'Inter si costituira' parte civile nel processo per direttissima nei confronti di Michele P., uno degli ultra' arrestati dopo l'euroderby. Lo ha detto il pm Fabio Roia, il quale ha ricevuto la comunicazione dal legale della societa' nerazzurra. "Mi pare un segnale importante -ha detto Roia-, significa che la societa' prende le distanze da questi tifosi". Il pm ha anche spiegato che per la prima volta una societa' viene individuata come parte offesa per episodi di questo tipo.
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    Verrà ascoltato in qualità di testimone

    Sabato Franco Caravita, leader della curva dell`Inter, verrà ascoltato in procura in qualità di testimone.

    La procura vuole compiere delle indagini molto approfondite riguardo a quanto successo in occasione dell`euroderby del 12 aprile scorso, quando la partita venne sospesa dall`arbitro tedesco Markus Merk a causa del continuo lancio in campo di oggetti e fumogeni da parte dei tifosi dell`Inter.
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    Processo per direttissima il prossimo 22 aprile

    MILANO, 15 APR - Arresti domiciliari per Michele P., uno dei tifosi interisti arrestati per gli episodi durante il derby Inter-Milan di martedi' sera. Lo ha deciso il giudice monocratico di Milano, Elena Vernante, convalidando l'arresto dell'uomo. I domiciliari erano stati chiesti dal pm Fabio Roia. Il processo per direttissima, nel quale l'Inter ha preannunciato la costituzione di parte civile, comincera' il 22 aprile perche' il difensore del tifoso ha chiesto dei termini per l'esame degli atti.
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    Ultrà Inter: "Ho sbagliato"

    "Non so cosa mi sia successo. Non sapevo quello che facevo. Adesso ho capito di aver sbagliato". Daniele Tosini, 21enne idraulico, recita il mea culpa dopo che il giudice Laura Sola della Procura di Lodi lo ha rimandato a casa, non prima di avergli vietato l'accesso allo stadio e agli impianti sportivi per i prossimi tre anni. Ora il giovane dovrà essere processato a Milano insieme agli altri tifosi arrestati.

    Dopo aver convalidato l'arresto il giudice di Lodi lo ha rimesso in libertà, visto che il giovane era incensurato. "Ho afferrato un bengala acceso, che era in terra - ha detto al Corriere della Sera - e l'ho lanciato in campo. Seguo le partite dell'Inter da sette anni. Il mio comportamento è sempre stato irreprensibile". Proprio per questo motivo il pm Silvana Gargiulo non ha chiesto nessuna misura cautelare, visto che Tosini non è considerato un ragazzo pericoloso e in grado di inquinare le prove. L'ultrà, però, ha dato scarso apporto alla ricostruzione di quanto accaduto martedì sera. "Il bengala l'ho trovato per terra quando si è scatenato il finimondo. L'ho preso e l'ho lanciato in campo. Uno solo". Le immagini. però, a disposizione degli inquirenti lo smentiscono: sarebbero almeno due i fumogeni lanciati dal giovane.

    Ora il giovane di Tavazzano, un paesino in provincia di Lodi, deve affrontare il processo di Milano. Per la procura milanese l'Inter, che si costituirà parte civile, il Milan e il portiere brasiliano Dida, che non ha presentato alcuna querela, sono da considerarsi parte lesa.

    Rischia grosso, invece, Matteo Saronni, già condannato in passato per il lancio del motorino nella gara contro l'Atalanta del 2001 e un anno dopo per lancio di oggetti a Torino nel match con la Juvenntus. E' quasi certo che per il 26enne bergamasco la Procura chieda gli arresti domiciliari.

  Tre anni bando stadi a ultra' Inter

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