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    Gheddafi: "Per noi è un problema"

    E' a rischio il contratto che lega la Juventus alla Tamoil per i prossimi sei anni. E' stato Saadi Al Gheddafi a paventare l'ipotesi attraverso un'intervista rilasciata al Financial Times. "Questo contratto è un grosso problema per Tamoil - ha detto - il primo ministro del mio Paese ha più volte ribadito che dobbiamo fermare il contratto". La Juventus tramite Giraudo ha fatto sapere di "essere serena".

    Se tutto andasse in fumo sarebbe davvero un brutto colpo per le casse societarie bianconere: il contratto infatti prevede 110 milioni fino al 2010 con la possibilità di rinnovare per altri cinque anni con un introito di ulteriori 130 milioni. Senza scordare che questo andrebbe ad aggiungersi ai circa 35 milioni di euro di mancate entrate derivante dall'eliminazione dalla Champions League ai quarti. In casa bianconera sono letteralmente caduti dalle nuvole evitando di commentare le parole di Gheddafi e gettando acqua sul fuoco professando ottimismo. "Siamo soddisfatti e sereni dell'accordo stipulato qualche settimana fa - si legge nel comunicato a firma Giraudo - con la società olandese Olinvest controllante Tamoil. La Juventus ha un rapporto forte e stabile da anni con la Olinvest ed il contratto dello scorso anno è pienamente vincolante".

    Quello che non si può sottovalutare però è che Gheddafi l'intervista l'ha rilasciata ad un organo del settore autorevole come il Financial Times, e che il figlio del Colonnello libico è al contempo un azionista della Juventus, non direttamente in quanto incompatibile con il suo ruolo di giocatore del Perugia, ma attraverso la Lafico, che detiene il 7,5% delle quote azionarie bianconere.

  Juve, giallo sul contratto Tamoil

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