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    “Quando ci caricammo per un derby leggendo i giornali che parlavano male di noi”

    Milano, 14 maggio - Mentre Roma e Lazio scaldano in motori in vista del derby di domenica, Carlo Mazzone, tecnico del Bologna e cuore giallorosso, si racconta in un’intervista pubblicata da Calcio2000, da domani presente con il nuovo numero in tutte le edicole. Un racconto vero, nel quale traspare tutta l’umanità dell’allenatore trasteverino, un fiume in piena di parole, emozioni e sentimenti. Una carriera, quella di Mazzone, cominiciata quasi per caso, a causa di un grave incidente di gioco (l’attuale tecnico del Bologna giocava allora nell’Ascoli) e nella quale giocò un ruolo fondamentale lo storico presidente dei marchigiani Costantino Rozzi. “Un uomo meraviglioso” dice di lui Mazzone, “gli sarò grato sempre, anche adesso che non c’è più”.
    Un rapporto, quello con Rozzi, basato sull’atteggiamento sanguigno dei due personaggi: ‘Coccia pelata, me raccomando, voglio vincere’ era l’ammonimento di Rozzi al suo tecnico. Un Mazzone comunque che ha saputo cambiare e moderarsi nel tempo: “Prima ero più arrembante, più diretto, poi con il passare del tempo mi sono modellato e migliorato”.
    Non ci sono rimpianti nella carriera di allenatore dell`allenatore romano: “Tornerei dovunque io abbia allenato, perché da ogni posto mi sono portato via qualche cosa e ho dato qualcos’altro”.

    Con Carlo Mazzone non si può non parlare di Roma, la squadra e la città che è da sempre nel suo cuore. E, alla precisa domanda se tornerebbe ad allenare i giallorossi risponde: “Mai dire mai. Ho un grande rapporto con la famiglia Sensi e con la città. Non so ancora quello che farò ‘da grande’…”.
    E così Mazzone è disposto anche a dare un ‘buffetto’ sulla guancia a Francesco Totti, romanista che ultimamente di ‘marachelle’ ne ha commesse diverse: “Lui è un romano romanista verace, e quando perde accusa la sconfitta accusa la sconfitta cinque volte di più dei suoi compagni. Forse è troppo responsabilizzato. Secondo me quando perde si vergogna perfino a girare per Roma”.
    A chiudere, visto che siamo alla vigilia del derby capitolino, una domanda su una stracittadina speciale, quella che Mazzone vinse nella stagione 1994/95 per 3-0. “Un giornale per tutta la settimana fece un referendum. In ogni ruolo la Lazio ci batteva a parte la sfida tra Aldair e Chamot. Di Zeman dicevano: ‘Uno scienziato del calcio’, di Mazzone invece: ‘Un provinciale ruspante’. Sabato Giannini mi portò il foglio di carta del giornale, lo appiccicò sul muro e mi disse in romanesco: ‘Mister, stamo carichi, lei ce dica che dobbiamo fa’. E così vincemmo e alla fine andammo a festeggiare sotto la curva dei nostri tifosi, una cosa che raramente ho fatto. E’ stata una liberazione e una rivincita, eravamo pazzi di gioia”.

  Mazzone: “Tornare a Roma? Mai dire mai”

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