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    "Stare nel mondo reale è uno shock"

    Non finisce l'odissea di Paul Gascoigne dopo l'addio al calcio. L'ex centrocampista di Tottenham, Lazio e Rangers Glasgow ha infatti dei seri problemi di alcool e droga che spiega così: "Non riesco ad accettare il fatto di non poter giocare più a calcio" ha detto al "News of the world. "Gazza" andrà ancora in una clinica specializzata in Arizona a curarsi: "Sono nel mondo reale ed è uno shock. Non riesco a sorridere".

    Quello di Gascoigne è un vero e proprio grido d'aiuto. "Spero che a Cottonwood - spiega l'ex giocatore della Lazio - mi aiutino ad accettare che i miei giorni da calciatore professionista siano finiti. Ho bisogno di altri due anni per esserne consapevole, perche' ho perso che ho amato davvero. E questo non si dimentica facilmente". Gascoigne non riesce a rassegnarsi. Il football gli ha dato molto e darebbe tutto per ritornare indietro nel tempo. "Mi manca la tensione nello spogliatoio - sottolinea l'ex fantasista della nazionale inglese - Mi manca giocare il sabato, la folla, i tifosi che si esaltano. Ho giocato, ma mi sono anche divertito. E tutto questo mi manca". Molti giocatori, quando smettono, riescono ad andare avanti, ma per "Gazza" e' molto piu' difficile. "Per mia sfortuna, non sono come loro - replica -. Io vivevo per il calcio e il calcio se n'e' andato via da Paul Gascoigne. Tutto cio' e' molto triste e ora Paul Gascoigne non sa che c.... fare".

    E' uomo distrutto il vecchio "Gazza", che il 27 maggio prossimo compira' 38 anni. "Ne ho trascorsi 22 nel calcio che conta - racconta - vivendo nei migliori hotel, con i club che ti davano soldi per qualsiasi cosa". Ora e' tutt'altra vita. "Sono nel mondo reale ed e' uno shock - confessa Gascoigne -. Ho cercato di ritornare sui campi di gioco, mi sono detto: 'Posso essere di nuovo il numero uno'. Volevo provare a tutti che ero ancora il migliore, ma so che non e' piu' cosi'". Il giocatore, che sali' alla ribalta con la maglia della nazionale inglese nei mondiali del 1990 e che vesti' quella maglia 57 volte, realizzando 10 reti, ammette la sua debolezza. "Quando le cose vanno male pensi di essere il peggiore e questo mi spaventa. Vorrei solo un po' di pace". Gascoigne convive ormai da tempo con la depressione. "Non e' per niente bello - riconosce -. Non riesco nemmeno a sorridere e quando ritorno a casa mi sento ancora piu' distrutto". Per "Gazza", campione sempre allegro, e' difficile vivere questa situazione ma lo e' ancora di piu' ammetterlo. "Non volevo che nessuno sapesse come mi sento - dichiara l'inglese - e non lo avevo mai raccontato a nessuno prima d'ora". Il calcio e' per lui un'ossessione. "Quando mi sveglio mi dico: 'non sto andando agli allenamenti". Ed e' orribile". Nonostante abbia vinto la dura battaglia contro alcol e droga, Gascoigne si trova di fronte un avversario ancora piu' forte da affrontare. "Ho bisogno di essere felice anche senza il calcio".

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