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    Rivincita dopo una stagione difficile

    Lo scudetto che la Juventus sta per cucirsi sul petto porta il segno indelebile di uno dei protagonisti più discussi: Alex Del Piero. Dopo le polemiche e i mugugni per le sostituzioni e le esclusioni, il numero 10 ha contribuito al sorpasso sul Milan con una serie di prove maiuscole negli ultimi tempi, portando a quota 13 reti il suo bottino stagionale. E il Delle Alpi lo ha salutato con una standing ovation.

    Per fortuna doveva essere una stagione disgraziata, che molti preconizzavano addirittura come anticamera dell'addio alla Juventus. Le molte sostituzioni, le partite viste dalla panchina, un rapporto con Fabio Capello che sembrava non dover decollare. E invece basta dare un'occhiata allo score di Alex e metterlo a confronto con altri "uomini squadra" per rendersi conto di quanto il numero 10 bianconero ha influito sul bilancio della squadra. Sul fronte Milan Kakà è sembrato per larghi tratti la pallida copia del giocatore che l'anno scorso aveva trascinato i rossoneri allo scudetto, mentre Shevchenko, pur con l'attenuante del grave infortunio di fine febbraio, è andato a corrente alternata (3 gol nelle ultime sei gare). Francesco Totti ha vissuto una stagione travagliata come quella della Roma, finendo travolto dalla crisi giallorossa. Senza considerare l'ultima squalifica, dopo aver raggiunto il record di gol di Pruzzo, il capitano si è fermato: l'ultimo gol risale al 20 febbraio (al Livorno), per un totale di 12 marcature di cui 3 su rigore. Per non parlare di Adriano: dopo un avvio travolgente il brasiliano si è perso tra infortuni, stanchezza e blocchi psicologici: 14 reti nelle prime 14 gare di campionato, poi il nulla. L'ultimo gol su azione della punta nerazzurra risale al 4 dicembre.

    Pinturicchio invece è uscito alla grande proprio nel momento più importante, quello decisivo del campionato. L'incredibile assist in rovesciata per Trezeguet nel match scudetto di domenica scorsa a San Siro ed il gol che ha reso facile la gara con il Parma sono il suo marchio, in una stagione non sempre serena e positiva. E se le sostituzioni sono state tante, si può anche guardare il rovescio della medaglia: ovvero il fatto che Capello lo ha messo in campo dall'inizio praticamente ogni qualvolta ha potuto.
    Oltre al gol dell'1-0, nella gara contro il Parma è arrivata, infatti, la sostituzione numero 28. Un record forse per un giocatore nel campionato italiano, ma quella di domenica ha tutto un altro sapore: è stato un cambio per far ricevere a Del Piero la standing ovation di tutto il Delle Alpi.

    E' stata la sua grande rivincita, lui che non ha mai fatto polemica nè con Capello nè con i dirigenti bianconeri, dopo aver ricevuto più di una stilettata, durante questa stagione. La rivincita di un giocatore che ha fatto e, molto probabilmente farà, la storia del club torinese.

  Juve, la firma di Del Piero sullo scudetto

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