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    Da ‘secondo’ di Del Bosque al Real Madrid ad allenatore campione d’Europa con il Liverpool

    Milano, 26 maggio - Tutti parlano del grande talento e della fulminea carriera di Josè Mourinho, che in due stagioni (2002-3 e 2003-4) ha arricchito la bacheca del Porto di due scudetti, una Champions League, una Coppa Uefa e una Coppa del Portogallo e che quest’anno ha fatto riassaporare le brezza dello scudetto alla gente del Chelsea a 50 anni di distanza dalla prima volta. Eppure Rafael “Rafa” Benitez da Madrid, 45 anni compiuti il 16 aprile scorso, ha poco da invidiare al più giovane collega portoghese. Un po’ di merito è anche dell’Italia: oltre alla lingua, che parla perfettamente, Benitez è un buon conoscitore del calcio di casa nostra. Un patrimonio che deriva dai continui viaggi ‘studio’ nel nostro Paese e dall’ammirazione per i metodi di Arrigo Sacchi, definito da lui stesso “il più grande allenatore dell’era moderna”.

    Dopo aver cominciato con le giovanili delle merengues nel 1986 (a Vicente Del Bosque non sfuggì il suo talento e lo volle come suo ‘secondo’ nel 1995) e aver guidato, nell’ordine, Valladolid, Osasuna, Extremadura (con cui conquista la promozione nel 1997) e Tenerife, nel 2001 ecco la svolta e l’ascesa all’Olimpo del calcio che conta. Il ‘nostro’ viene chiamato sulla panchina del Valencia al posto di Hector Cuper, attirato dalle sirene italiane dell’Inter. I tifosi storcono il naso ma ‘Rafa’ non ci mette molto a far cambiare loro idea: prima stagione è ed subito titolo della Liga spagnola, dopo 31 anni. Meno fortunata la seconda stagione, con un quinto posto in campionato, ma un dignitoso traguardo dei quarti di finale di Champions League, dove il Valencia si arrende, pur giocando un ottimo calcio, in entrambi i confronti con il Liverpool. Una stagione ‘sabbatica’ ed ecco la doppietta scudetto-Coppa Uefa, quest’ultima conquistata grazie al successo nella finale di Goteborg contro il Marsiglia. A ‘Rafa’ il merito di aver sfruttato al meglio il talento dei vari Aimar, Mista, Baraja, Ayala, Angulo e Canizares. L’estate scorsa il trasferimento in Inghilterra, al Liverpool: Benitez è il primo allenatore spagnolo nella storia del ‘reds’. Il resto è storia dei nostri giorni: dal ritorno del club inglese in finale di Coppa Campioni vent’anni dopo il tragico 29 maggio 1985 dell’Heysel, alla conquista del trofeo europeo più prestigioso a spese del Milan. Ventun’anni dopo il successo ai rigori all’Olimpico contro, ironia della sorte, un’altra italiana, la Roma. “You’ll never walk alone” riecheggia più forte che mai.

  Champions League: la scalata di ‘Rafa’ Benitez

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