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    "Sono stufo di spendere e non vincere"

    E' un Massimo Moratti rassegnato quello che traccia il bilancio della stagione: "Il periodo delle spese folli non si ripeterà più - ha detto a "La Repubblica" - Sono stufo di spendere, spendere e non vincere mai. Ma a chi la vendo l'Inter? Preferisco pensare che questa stagione sia stata una buona partenza in vista della prossima...". Poi fa mea culpa: "Per la mancanza di risultati mi sento il primo responsabile".

    Una stagione, l'ennesima, ricca di alti e bassi per l'Inter. Prima l'ennesima serie di pareggi, poi il disastro dell'euroderby e infine, ma solo nella parte finale del campionato, finalmente un netto miglioramento dal punto di vista del gioco. "L'Inter è un grande amore e una grande sofferenza - dice Moratti - Io l'ho comprata nonostante in famiglia solo i miei figli fossero d'accordo".
    Spesso Moratti è stato accusato di essere troppo buono con i suoi giocatori: "Sono uno che vuole bene troppo facilmente. In questi anni molti giocatori mi hanno deluso. Ci sono abituato, il calcio non è una scienza esatta. Ma non dimentico mai che i giocatori sono ancora dei ragazzi, ai quali il forte potere economico di cui dispongono crea spesso anche forti squilibri di percezione e comportamento".
    Su questa stagione il giudizio del patron nerazzurro è moderatamente positivo. "Mi sono divertito - spiega - è il caso, spesso a giudicarti. Se all'inizio del campionato invece di 5 pareggi avessimo ottenuto 5 vittorie, chissà... Sono comunque soddisfatto del gioco, per quanto riguarda invece la mancanza di risultati mi sento il primo responsabile. Lo dico per questione di onestà".
    Poi il pensiero torna alla triste notte dell'euroderby di ritorno: "Quella notte non dissi nulla. Ero sotto shock, qualsiasi parola avessi pronunciato sarebbe stata sbagliata. Ci sono silenzi necessari". Moratti ricorda infine l'insegnamento del padre Angelo ("grazie a lui ho imparato l'etica del lavoro e il rispetto degli altri, del loro modo di essere, dei loro desideri, piccoli o grandi che siano") e svela di avere giocato a calcio in passato: "Giocavo, fino a qualche anno fa. Mi piaceva moltissimo, grandi partite con i miei figli e i loro amici. Ho smesso per il timore che qualche fotografia del presidente dell'Inter in braghe corte finisse prima o poi sui giornali e venissi preso in giro. L'ho fatto per rispetto nei confronti della società".

  Moratti: "Stufo di perdere... ma a chi vendo?"

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