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    Ligue 1: Guy Roux lascia l'Auxerre dopo 43 anni
    06/06/2005 16.14.00
    Allenava il club francese dal 1961!
    Guy Roux è un personaggio genuino, esuberante e ironico, un mix tra i nostri Mazzone, Scopigno e Trapattoni. Caratteristico nel suo cappellino di lana, Roux le sue schiette opinioni non le ha di certo mai mandate a dire: storiche alcune sue colorite invettive rivolte non solo a dirigenti e giocatori avversari o agli arbitri, ma anche ai giardinieri degli altri impianti; lui che nel suo club controllava con meticolosità persino il terreno di gioco, che non a caso è sempre stato impeccabile. Si perchè in Borgogna Guy Roux ha agito per oltre quarant’anni quasi da padre padrone, con l’appoggio incondizionato e costante del non certo facoltoso presidente dell’Auxerre Jean-Claud Hamel, supervisionando tutto lui in prima persona: non solo il suddetto manto in sede di mercato, nonchè trasformandosi lui stesso in un agguerrito detective dei suoi giocatori, girando locali notturni e controllandone il chilometraggio delle auto. Si narra che alcuni calciatori dell’Auxerre fossero a tal punto intimoriti dalle incursioni a sorpresa del loro allenatore da accordarsi coi disc jockey di turno affinchè mettessero la musica convenuta nel caso di irruzione del paffuto Guy.

    I "miracoli" Lecce, Chievo e Udinese di cui siamo abituati a sentir parlare in Italia, Monsieur Roux li perpetua da anni, poichè, senza l’appoggio di grandi capitali, ha sempre presentato squadre competitive al punto di conseguire ben 16 partecipazioni alle competizioni europee. Per far questo è stato fondamentale il floridissimo vivaio, che, delegato al suo fidato braccio destro Daniel Rollan, è stato pur sempre supervisionato accuratamente da Roux, il quale non ha mai rinunciato a seguire personalmente i progressi delle cinque formazioni giovanili.

    Da questo inesuaribile settore giovanile sono stati lanciati giocatori del calibro di Cantona, Bats, Boli, Diomede, Lamouchi, Guivarc’h, Silvestre, Vahirua, West e ultimamente Cissè, Mexes, Boumsong, Kapo e Mwaruwari. La cura Roux ha spesso rivitalizzato talenti decaduti, primi fra tutti Scifo e Blanc. In oltre questo allenatore ha dimostrato di non essere legato a schemi o moduli fissi, adattandoli di volta in volta alle caratteristiche dei suoi giocatori e passando così con scioltezza dal 4-4-2 al 4-3-3, per giocare negli ultimi anni anche con il 4-2-3-1.

    Tornando all’attualità, proprio nella stagione in cui festeggia 100 anni, l’Auxerre ha dovuto salutare quello che sicuramente verrà ricordato come l’uomo simbolo di questa squadra francese. Guy Roux, 66 anni, all’indomani della conquista della Coppa di Francia ha dato l’addio alla panchina dell’Auxerre dopo averla condotta per ben 43 anni, record mondiale ovviamente. Quest’uomo testardo, burbero, sincero ma anche vincente, è con gli anni diventato l’orgoglio di una intera regione, la Borgogna e come i vini di questa terra ha dimostrato di migliorare con gli anni. Lui che in questa regione si era trasferito in tenera età, affidato dai genitori ai nonni paterni per sfuggire al clamore della seconda guerra mondiale, che in Alsazia si sentiva ancor più minaccioso. Si perchè, anche se in pochi lo ricordano, Guy Roux è nato lontano dalla Borgogna, in una cittadina di confine, Colmar, famosa più che altro per aver visto nascere lo scultore della Statua della Libertà di New York, Frederic Auguste Bertholdi. E’ ad Auxerre che comincia giovanissimo a giocare a pallone, ma visti i non eccellenti valori espressi è costretto a vestire le maglie del Poitiers (’57-’58) e del Limoges (’58-’61). In quest’ultima squadra fa le prime esperienze da allenatore, poichè il tecnico Flamion, ex nazionale, gli affida una formazione giovanile.

    Nel 1961 la svolta: L’Auxerre dopo aver alternato 10 allenatori in 17 anni decide, forse per risparmiare, di richiamare l’allora 23enne Roux e affidargli il ruolo di giocatore-allenatore. Il ragazzo di Colmar prende la squadra dall’Interregionale francese e conquista, con pazienza e sagacia, tre storiche promozioni: nel ’69-’70 in Division 3, nel ’73-’74 in Division 2 e nel ’79-’80 nella tanto sognata Division 1. Nel ’94, con un 3-o in finale al Montpellier, vince la prima Coppa di Francia. Nel ’96, con un rigenerato Blanc in difesa, coglie una memorabile accoppiata: altra Coppa nazionale e primo trionfo in campionato.

    Le pagini più tristi di questo straordinario personaggio sono le due eliminazioni "europee", entrambe in semifinale e col Borussia Dortmund (la prima nel’93 in Uefa ai rigori e nel ’97 addirittura in Champions), ma soprattutto la crisi cardiaca che lo colpì nel novembre 2001, costringendolo a fermarsi fino al febbraio 2002. Nel 2003 tornerà ad assaporare il successo con la terza Coppa nazionale.

    Infine, pochi giorni fa, l’ultima pagina di questo toccante romanzo. Allo Stade de France di Parigi il suo Auxerre sfida il Sedan nella finale di Coppa di Francia. Il risultato è bloccato sull’1-1 e i supplementari sembrano omai inevitabili, quando al 93’ Kalou irrompe e segna il gol decisivo. Dopo oltre 2000 panchine tra professionisti e dilettanti con questa quarta Coppa di Francia finisce in trionfo una delle più belle storie del calcio francese.

    :eek: :eek: Complimenti a lui:eek: :eek:
  2. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
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    Semplicemente un grande.In suo onore ho un nick in goldengol(insieme a Lobanovski,Schwoch e altri) .:)
    http://www.megghy.com/immagini/Psx/FICHE%20G/COVERS/Guy_Roux_Manager_2000_Pal.jpg
    http://www.megghy.com/immagini/Psx/FICHE%20G/COVERS/Guy_Roux_Manages_2001_Pal.jpg
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?
  3. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
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    Originally posted by anto81
    nn sapevo nulla di questo personaggio:approved: :approved:

    Come Lui nessuno mai.:cool:
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?

  Ho allenato l'Auxerre per 41 anni consecutivi

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