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    Analizzati 109 calciatori, i bravi guadagnano di più: scoperta della Bocconi di Milano

    Milano, 8 giugno - Nel mondo del pallone, dove i compensi sono cifre quasi impensabile, c’è però un principio meritocratico: lo dimostrano due ricercatori dell’università Bocconi di Milano, secondo cui il guadagno e la bravura andrebbero di pari passo. “Dai nostri studi - dicono i due ricercatori - risulta che il mercato del lavoro calcistico funziona abbastanza bene, perché le retribuzioni rispecchiano alcune caratteristiche oggettive e misurabili, anche se questo non sembra essere il risultato di una politica deliberata. Questi risultati potrebbero essere la base su cui costruirla”.

    Nella ricerca, condotta su 109 calciatori con almeno 1000 minuti giocati in campionato, si nota come la variabile più importante sia la reputazione del giocatore, espressa dal numero di squadre di prestigio nelle quali ha militato negli ultimi tre anni. Poi conta la performance della squadra, e solo come terza variabile la prestazione individuale.

    L’esperienza non è determinante: l`età influisce negativamente sulla retribuzione, come anche cambiare spesso squadra.
    Per i calciatori conviene invece iniziare la propria carriera in società che lascino sin da subito spazio ai giovani e, in prospettiva, giocare in squadre forti, guadagnando anche un po` meno nell`immediato. La matematica consiglia, i giocatori sono avvisati…

  Ricerca: nel calcio c’è meritocrazia

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