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    APPIANO GENTILE - Inseguivano un sogno: giocare a calcio insieme al loro amico e idolo, Obafemi Martins. Per realizzarlo hanno lasciato la Nigeria, le loro case, le loro famiglie, e si sono messi in viaggio, destinazione Italia. Trasferimento avventuroso, favorito da qualcuno che gli ha venduto un'illusione a caro prezzo. Così, improvvisamente, si sono ritrovati a Padova, alla stazione ferroviaria, senza un euro in tasca, senza sapere che cosa fare. Uno di loro nella cittadina veneta è invece arrivato dall'Austria, dove aveva disputato un torneo. Il Comune di Padova, attraverso le associazioni "Amicizia", "Pinocchio" e "Mimosa", ne ha 'adottati' sei, offrendo a questi ragazzi una possibilità d'integrazione. Lo stesso ha fatto, per altri due, il Comune di Treviso. Per tutti, un desiderio confessato ogni giorno agli educatori: conoscere Oba oppure rivederlo, dopo averlo frequentato a Lagos.
    L'Inter, attraverso il Comune di Padova, ha voluto dare un piccolo contributo, invitandoli al centro sportivo "Angelo Moratti" per una giornata speciale. E questa mattina il gruppo, composto da otto ragazzi di età compresa fra i 16 e i 18 anni, accompagnato dal vice-sindaco della città veneta, Claudio Sinigaglia, e da uno dei tutori, Lorenzo Panizzolo, è entrato a "casa-Inter": allenamento osservato da bordo campo, foto ricordo con Roberto Mancini e con alcuni calciatori nerazzurri e poi l'atteso incontro con Martins. Prima sul campo, con "Oba" che regala a ogni connazionale una maglia numero 30 con autografo. Poi, in sala stampa, l'attaccante si ferma a parlare per quasi un'ora, ricorda i momenti trascorsi insieme a Lagos, sorride e scherza, riavvolge il nastro della carriera ("io sono stato fortunato"), chiede informazioni sulla vicenda dopo averla letta sui giornali, fa il fratello maggiore: "Sono contento perché noto con piacere che state tutti bene. So che vi stanno aiutando e tutto cioè è molto bello. Mi raccomando, fate i bravi, studiate, imparate un lavoro, comportatevi bene, ma non smettete di giocare al calcio e state attenti. Non è facile diventare campioni, non tutti possono arrivare in alto, servono umiltà e impegno, però voi siete bravi, come tanti altri ragazzi che vivono ancora in Nigeria e non hanno la possibilità di diventare professionisti in Europa".
    Oba ricorda di aver giocato con due di loro, li presenta, sottolinea che hanno un gran talento. Poi, al momento dei saluti, non nega neppure un aiuto in più, concreto: "Se avete bisogno, fatevi sentire". Un sorriso, una stretta di mano, nove amici che si sono ritrovati per un giorno speciale nella casa dell'Inter e certamente si rivedranno ancora. Almeno una parte del sogno è stato realizzato.

  martins incontra 8 amici nigeriani

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