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    Ultima conferenza stampa in Campidoglio alla vigilia del concerto
    Veltroni: "Domani si vedrà una globalizzazione delle coscienze"
    Live 8, "Una manifestazione
    che usa il linguaggio della musica"
    Jovanotti: "Nostro ruolo sarà dare una informazione emozionale"
    Baglioni: "Siamo partiti in ritardo ma ci inventeremo qualcosa"
    di GIOVANNI GAGLIARDI




    ROMA - "Il Live 8 più che un concerto è una manifestazione civile e politica". Musica e Africa, un binomio che non può non vedere il sindaco di Roma Walter Veltroni, in prima fila per affrontare il tema del debito dei paesi poveri e la lotta alla povertà: "Domani si vedrà una globalizzazione delle coscienze", dice nella sala Pietro da Cortona, nei Musei Capitolini, seduto tra Antonello Venditti, Fiorella Mannoia, Jovanotti, Claudio Baglioni, Nek, Piero Pelù e Federico Zampaglione, vocalist dei Tiromancino. Alcuni dei 35 artisti che domani pomeriggio si esibiranno al Circo Massimo per rompere il muro dell'indifferenza che circonda un dramma enorme: "Negli ultimi 6 mesi - ricorda Veltroni - i Tg hanno dato oltre 21 mila notizie, solo 128 riguardavano l'Africa".

    E Veltroni si è detto orgoglioso di ospitare un evento chee oltre ad essere di "dimensione globale" è anche "il più grande concerto di musica italiana". E a Venditti, che gli chiede se il problema Africa sarà inserito nel programma elettorale, il sindaco risponde: "Deve esserlo assolutamente mi auguro che lo sia per gli schieramenti".

    Il cantautore romano ha raccontato di aver aderito subito all'iniziativa, "perchè credo che con questa grande manifestazione globale potremo fare pressione ai potenti della terra, che sono molto peggiori di noi. Un'occasione troppo importante per lasciarcela sfuggire. Certo saremo tanti - ironizza - ma per fortuna io ho fatto le prove ieri, tanto gioco in casa".

    Anche Fiorella Mannoia ribadisce che "era giusto esserci. Ho incastrato questa serata tra i vari impegni che avevo, perchè credo che l'Africa stia morendo, e noi abbiamo un debito nei suoi confronti". Un debito etico ed economico ma anche artistico "Io senza l'Africa non esisterei", ammette Jovanotti.

    "Il futuro dell'Africa - dice quasi con timore Piero Pelù - è anche il nostro. Dobbiamo capire che siamo tutti sullo stesso pianeta, e con la semplice pietà non raggiungeremo alcuno obiettivo, bisogna muoversi". E se qualcuno prova a chiedere qualcosa in più delle canzoni e di come verranno eseguite, allora interviene Baglioni ad augurarsi che "l'aspetto spettacolare non prenda il sopravvento sul significato di questa giornata. Io credo che sia importante la nostra adesione come uomini e donne, prima che come artisti".

    "Domani non cambia il mondo - interviene ancora Jovanotti - ma è lo sfondamento di una porta, che conduce in un'altra stanza con una porta, è un primo passo. Domani saremo il popolo, non dobbiamo fare politica, ma smuovere la politica. Il nostro ruolo sarà dare una informazione emozionale". Quanto alle polemiche iniziali sui suoi dubbi a partecipare Lorenzo chiarisce di aver aderito subito al Live 8, "ho semplicemente sollevato una questione pratica, visto che c'era da parte dell'organizzazione un atteggiamento un po' arrogante verso gli artisti: non si facevano riunioni, non venivamo interpellati nè ricevevamo informazioni. L'arrivo di Stefano Senardi come direttore artistico super partes mi ha molto tranquillizzato, e convinto ad accettare".

    Insomma da parte di Jovanotti c'erano forti timori di esibirsi in "un Primo Maggio ritardato di due mesi. Se la consideravamo solo una tappa estiva dei nostri tour, come fosse il Festivalbar, sarebbe stata un'occasione persa, tutto qui. Volevo solo informazioni più precise sull'organizzazione tecnica, l'amplificazione, e sul perchè la gestione dell'evento fosse affidata all'Einstein, che neanche conoscevo. Non mi va di fare le accozzaglie senza capo nè coda. Non volevo - ha concluso - che Roma fosse solo la periferia dell'impero inglese, volevo avesse pari dignità".

    Anche Baglioni ha ricordato le sue perplessità: "Gli anglosassoni sono partiti molto prima: mentre McCartney e Bono preparavano il duetto, noi non sapevamo neanche se si sarebbe fatto il concerto. Siamo partiti con notevole ritardo, come è nostro costume, ma sicuramente ci inventeremo qualcosa".

    E di quel "qualcosa che avverrà sul palco per ora si sa poco: ogni artista farà due o tre canzoni, l'unico che ha rivelato la propria scaletta è Pelù che canterà "Lacio drom" e "Bomba Boomerang". "Non ci sono regole nella scelta dei pezzi - ha spiegato il cantante - improvviseremo molto, faremo duetti, tutto può succedere".

    C'è stato spazio anche per i rappresentanti di alcune Ong italiane che hanno dato il loro sostegno, e per la Coalizione italiana contro la Povertà, rappresentata da Luca De Fraia, che ha moderato l'incontro. L'organizzazione ha circondato con un grande telo bianco, sorretto da decine di volontari, la statua equestre di Marco Aurelio, al cento della piazza. E' il "White band", spiega, simboleggia la lotta alla povertà e alla disuguaglianza, che verrà srotolato in diverse città del mondo attorno ai principali movimenti, e di cui esiste una versione in miniatura, da polso, con scritto 'Stop alla povertà.
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    MUSICA: LIVE 8 - BAGLIONI, ADERISCO DA UOMO PIU' CHE DA ARTISTA
    CONCERTO DI DOMANI ANCHE PER LA NOSTRA VITA, NON SOLO PER AFRICA

    Roma, 1 lug. (Adnkronos) - ''Quello di domani e' un atto di partecipazione, un'adesione di uomini e donne piu' che di artisti''. Claudio Baglioni, oggi in Campidoglio per la conferenza stampa del Live 8 romano, ci tiene a chiarire il significato della presenza di tanti artisti, domani, sul palco del Circo Massimo. ''Non vorrei che la curiosita' sui contenuti prendesse il sopravvento -prosegue- Avremo spazio per 2 o 3 brani a testa, se si sta a vedere chi canta piu' o meno si rischia di cadere nei tranelli dello star system, che dobbiamo evitare. La cosa piu' importante e' esserci e basta, senza calcoli precisi''.
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    Live8, perché esserci?
    Rispondono i protagonisti

    Geldof, McCartney, Jovanotti, Baglioni, Zucchero, Zero, Pelù, Pausini, Negrita, Venditti: "Possiamo cambiare il mondo"


    nostro servizio

    Da cosa nasce il Live 8? Quali sono i motivi alla base di un coinvolgimento così massiccio di artisti? Cosa li ha spinti ad aderire? Cosa aspettarsi dal G8 del 6 luglio? La musica può davvero cambiare il mondo? Alcuni dei protagonisti del Live8 spiegano il loro punto di vista sull'evento musicale dell'anno e probabilmente di questo inizio di terzo Millennio.

    Bob Geldolf
    Non è mai capitato che la musica avesse l'occasione concreta di cambiare il mondo: l'impatto che avrà il Live8 può influenzare in modo determinante le decisioni che saranno prese il 6 luglio in Scozia nel vertice del G8. Ecco, vent'anni dopo il Live Aid chiediamo la cancellazione del debito dei Paesi Poveri, il raddoppiamento della cifra degli aiuti umanitari e l'abbattimento di ogni tipo di barriera commerciale. Se oggi morissero 50mila persone a Milano, domani a Sheffield, dopodomani a Toronto, potete stare certi che al G8 il debito sarebbe cancellato nel tempo necessario ai capi di Governo per arrivare dalla sala della colazione a quella delle riunioni. Oggi si muore più di quando organizzammo Live Aid e si muore per una sola ragione: la povertà.

    Paul McCartney
    Mi sento come un ex presidente del rock'n'roll. Suonerò con il mio gruppo e chiuderò lo show. Naturalmente sono onorato del fatto che vogliano le mie canzoni per una tale nobile causa, ma questo è il potere dei Beatles. Quando qualcosa che hai fatto è così amato e ricordato, puoi solo constatare che qualcosa di incredibile è successo, oltre qualunque aspettativa. L'idea ci sta superando, in quanto porta avanti l'ideale che faceva parte della musica negli anni Sessanta. Io guardo al G8 e vedo i leader del mondo, ma posso anche vedere il cast del Live8 e vedere i leader del mondo in un senso completamente diverso. I politici parlano di "cuori e anime", ma questo è anche quello di cui tratta la musica. Per me la musica può trasmettere idee semplici e potenti, ma lascia spazio alle emozioni e, a volte, aiuta essere un po' emotivi sulle cose. I politici possono tentare di rimanere distaccati e oggettivi, ma il resto di noi può guardare questo e dire: "Immaginati un bambino nato oggi con un debito di cui non può liberarsì. Immaginatevelo. Cosa vogliamo fare al riguardo". Il Live8 non è una raccolta fondi. Non si tratta di soldi. E' una raccolta di coscienza. Si tratta di parlare per la gente africana nata adesso nel debito eterno. Non c'è modo per loro di uscirne da soli. Tutto quello che stiamo cercando di fare è di cancellare quel debito. E' una cifra ridicola per noi ed è tutto per loro. Quindi i musicisti sono ancora una volta dei portavoce.

    Jovanotti
    (dalla lettera di risposta all'invito del sindaco di Roma, Veltroni) "Al Live8 ci sarò, ho lavorato da subito perché questo evento fosse una data storica, una tappa fondamentale di quel 'Long Walk to Justice' di cui si parla da anni...Io amo stare su un palco a fare musica, fare insomma il mio mestiere. E capisco anche un certo fastidio del pubblico quando un artista si spende per cause come quella di cui stiamo parlando. Non dovrebbero essere i cantanti a convincere i politici, c'è qualcosa di stridente in questo. Ma sono tante le cose stridenti nel mondo. Dunque, eccoci qua a chiedere ai politici ancora una volta una risposta, un passo avanti verso la Giustizia...Non ha senso che oggi nel mondo muoiano così tante persone per malattie curabili, per fame, per estrema povertà. Voi politici non potete fermare i terremoti, ma potete migliorare i mercati, la distribuzione dei medicinali, alleviare le sofferenze dovute a economie disastrate, imporre regole alle case farmaceutiche e alle multinazionali che nei Paesi poveri ottengono la loro ricchezza, sperimentare vie nuove e più giuste al commercio con il sud del pianeta.

    Piero Pelù
    E' utile ogni manifestazione, progetto o canzone che possa accorciare le distanze tra il mondo di chi oggi può tutto e il mondo di chi non può niente. Accetto di dire anch'io "mai piu la violenza del colonialismo occidentale sui Paesi del Terzo Mondo. E lo farò con la musica.

    Renato Zero
    Sarò anch'io su quel palco, affinché anche la mia voce, unita a tutte le altre, possa servire a scoraggiare tanta ostinata sofferenza. Approfitto per ringraziare l'amico Bob Geldof per il suo costante ed efficace impegno verso la vita. E per avermi offerto l'opportunità di sentirmi parte di questo meraviglioso progetto...Al Circo Massimo non ci saranno sconfitti, ma solo vincitori. E quei vincitori, la sera del 2 luglio, non si troveranno nè sul palco nè fra il pubblico, ma in una zona remota della nostra civiltà dove cantare è un sogno impossibile, perché il silenzio, in certe desolate realtà, assume un valore e un significato che dovrebbero indurci a riflettere sul nostro futuro.

    Zucchero
    Avevo aderito fin dall'inizio chiedendo però di essere a Parigi perché sto lavorando lì. Poi venerdì mi ha chiamato Geldof, due o tre volte. Mi ha detto: "Sarebbe meglio se venissi anche a Roma, anche il sindaco mi ha espresso questo desiderio. Abbiamo bisogno di te, del tuo aiuto". Ho risposto che non me la sentivo perché non prendo aerei privati, anche per non pesare sul bilancio della causa. Geldof mi ha rassicurato garantendomi le scorte. Abbiamo lavorato sulla logistica. Penso di farcela. Se tutto va bene, alle 15:20 sarò sul palco a Roma, mi esibirò per primo dopo il collegamento con Londra con McCartney e gli U2. Poi dovrò scappare all'aeroporto, prendere un aereo alle 18 ed essere a Parigi alle 22. Ci saranno due squadre di tecnici, una a Parigi e una a Roma. Non abbiamo possibilità di prove. Sarà un lungo giorno, ma mi sento di farlo. Mi piace che sia anche una sfida, voglio farlo perché me l'hanno chiesto e perché ho sempre aderito a questo tipo di iniziative. Conosco Geldof da tanto tempo, conosco Bono e Sting: so che le cose sono veramente serie.

    Antonello Venditti
    Pur avendo visto che i fondi raccolti con il Live Aid non sono sempre andati a destinazione, ritengo che bisogna andare oltre guardando alla positività del messaggio di questa iniziativa. Probabilmente l'immane lavoro già svolto sul Live Aid non è bastato e a distanza di 20 anni siamo tutti nuovamente impegnati sullo stesso obiettivo. Non si tratta però più di una raccolta fondi, ma di una grande opportunità di sensibilizzazione per chiedere ai grandi della terra di cancellare dal nostro pianeta la parola povertà.

    Claudio Baglioni
    Smettiamola di guardare il dito e, per una volta, guardiamo la luna. L'annullamento del debito è una priorità assoluta: per questo sarò al Circo Massimo. Senza se e senza ma. Non si tratta di una sterile rievocazione nostalgica del 'Live Aid' di vent'anni fa. La formula può anche essere la stessa, ma l'obiettivo è contingente ed estremamente urgente: una forte pressione sui governi dei paesi che compongono il G8 per annullare il debito dei paesi in via di sviluppo. Di fronte a un tema di questo genere tutte le altre considerazioni, incluse alcune incomprensibili logiche dello show business, devono saltare. Chi ha qualcosa da dire deve salire sul palco e dirla: adesso! E' un'istanza etica, sociale e politica fondamentale, che non può e non deve essere messa in secondo piano da nessun altro tipo di calcolo. Ho parlato a lungo con Geldof che mi è apparso un po' amareggiato del fatto che non si sia colto lo spirito autentico di questa manifestazione. Con tutta la passione e l'energia di cui dispone, mi ha rappresentato l'esigenza di far capire che non c'è solo il problema del debito, ma anche, se non soprattutto, di convincere popolazioni e governi a raddoppiare gli aiuti nei confronti dei Paesi poveri e ad aprire una riflessione, il più possibile libera e non strumentale, sul senso di questo mercato senza regole, che dà a chi ha e toglie a chi non ha e si alimenta degli squilibri tra Paesi ricchi e poveri. Una situazione assolutamente inaccettabile.

    Negrita
    Venti anni fa eravamo ragazzini e il Live Aid segnò le coscienze della nostra generazione. Oggi, per noi, suonare su quel palco, oltre a essere sinonimo di continuità, è un dovere come musicisti e come uomini. E' evidente che le ricchezze del mondo sono distribuite in modo insensato ed egoistico. L'Africa sta chiamando. Ogni giorno più forte. Questo dobbiamo capirlo tutti.

    Laura Pausini
    In Italia non accade spesso di avere occasioni così, come artisti e come uomini...Mi hanno invitato circa un mese fa e non ho avuto dubbi. Ho accettato, spostando dal 2 al 3 luglio il mio concerto a Catanzaro...Ho fatto molti concerti benefici nella mia vita, per cause in cui credevo, comprese le donne vittime di violenza. E non mi sono mai pentita.

    In Rete:

    Live8 (sito ufficiale)

    (1 luglio 2005)














    Notizie

    Londra, 17:42

    Live 8: Connessione con lo spazio durante il concerto

    Gli spettatori del mega-concerto contro la povertà riuniti all'Hyde Park di Londra, potranno assistere a un emozionante contatto in diretta con la Stazione Spaziale Internazionale. Il Daily Mirror ha annunciato infatti che il cosmonauta russo Sergei Krikalev apparirà sugli schermi per dare un messaggio di "unione planetaria contro la povertà". Probabile che alla fine dell'intervento, l'astronauta presenti dallo spazio una popstar, forse Elton John, il suo cantante preferito. L'apparizione di Krikalev è un trionfo personale per Bob Geldof che, nel 1985, non riuscì a contattare lo Space Shuttle durante il Live Aid.
    Il Live 8 si preannuncia come il più grande evento in diretta mondiale di tutti i tempi, l'85% della popolazione del globo, circa 5 miliardi e mezzo di persone, avrà la possibilità di seguire i concerti attraverso radio e tv, ma anche su internet. American Online (Aol) ha annunciato che trasmetterà in diretta gli spettacoli che si svolgeranno a Berlino, Londra, Parigi e Filadelfia.

  Live8

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