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    Como, allarmante silenzio dalla Figc
    Ancora nessuna risposta da Roma in merito alla domanda di affiliazione inoltrata dai nuovi dirigenti del club di via Sinigaglia
    Tifosi alla finestra, ma come lo scorso anno potrebbe essere organizzata una manifestazione



    Un silenzio che contribuisce a far crescere il nervosismo tra chi si sta battendo per far giocare il Como nel prossimo torneo di serie C2.
    Anche ieri da Roma, dalla sede della Federcalcio, non sono giunte notizie ai dirigenti azzurri, che hanno chiesto alla maggiore istituzione calcistica l'affiliazione e il titolo sportivo per poter poi schierare la squadra in campionato.
    Il presidente Alessandro De Blasi per il terzo giorno consecutivo è stato negli uffici della Figc per perorare la causa della società e per arrivare a una soluzione positiva. Ma da parte degli interlocutori finora si registra soltanto un silenzio che, con il passare dei giorni, è abbastanza inquietante, per chi ha a cuore la sorte del Como. E il discorso vale per chi ha investito in questo progetto e anche per i tifosi, che non conoscono il destino della loro squadra.
    Ieri, oltretutto, De Blasi non ha nemmeno potuto incontrare l'interlocutore istituzionale più importante, il presidente della Figc Franco Carraro, che era impegnato a Singapore nella votazione per la scelta della città - Londra - che ospiterà le Olimpiadi del 2012.
    Il nuovo presidente non intende comunque demordere e anche oggi si ferma nella capitale con lo stesso obiettivo, far sì che l'affiliazione riceva il nulla osta. Quello che doveva essere un blitz si è dunque trasformato in un lungo viaggio e a questo punto non è dato conoscere la data del rientro.
    I responsabili della società, del resto, hanno fatto di tutto per ottenere affiliazione e iscrizione. La documentazione è stata presentata di corsa, dopo le richieste della Figc, poi il tutto è stato controllato e ricontrollato in tempi successivi. E chi ha seguito le pratiche garantisce che tutto è a posto, anche sul fronte delle fideiussioni.
    Anzi, nel suo viaggio romano De Blasi è andato oltre e ha anche chiesto ufficialmente che, se ci sarà la possibilità, il Como possa essere ripescato in C1.
    In questa fase di stallo, non soltanto per quanto riguarda il Como, non è nemmeno possibile comprendere l'assetto dei campionati. Il presidente della Lega Calcio di serie C, Mario Macalli, ha per esempio affermato che preferirebbe togliere un girone di C2.
    I tifosi, dal canto loro, stanno alla finestra, in attesa di notizie. Il presidente del Centro Coordinamento Como Club Roberto Bolpato, dal canto suo, non esclude che possa essere organizzata una manifestazione simile a quella dello scorso anno, il 31 luglio, allo stadio Sinigaglia, quando i veri sostenitori del team lariano si riunirono per manifestare il loro orgoglio.
    «Potremmo fare qualcosa, ci penseremo eventualmente più avanti. Per ora non possiamo che rimanere in attesa di notizie dalla Federcalcio a Roma» si limita a dire Bolpato.
    La passione dei sostenitori non sarà la stessa dei tempi della serie A e B, ma il 'vecchio cuore biancoazzurro' continua a battere. Al Centro Coordinamento, infatti, sono già giunte le quote di adesione dei vari sodalizi (quindici fino ad ora) sparsi sul territorio. Lo stesso Bolpato si augura che anche i dirigenti del Como Club Pucci intendano proseguire. Angelo Frigerio, che ne è lo 'storico' dirigente, intende passare la mano, ma l'augurio è che altre persone che fanno parte del consiglio intendano raccogliere il testimone.
    Intanto, vale la pena segnalare la conclusione, alla Spezia, di una vicenda simile a quella del Como, anche se il finale è stato differente. L'Inter ha ceduto la maggioranza della società (il 60%) all'imprenditore Giuseppe Ruggieri. Ma mentre Preziosi è stato costretto a uscire totalmente da via Sinigaglia (ed è proprio su questo elemento che gli uffici Figc hanno insistito nel momento in cui hanno controllato la documentazione fornita dai dirigenti azzurri) l'Inter ha mantenuto il 40% del team ligure. Oggi l'accordo sarà ratificato alle 18 a Milano.

    Massimo Moscardi
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    COMUNICATO UFFICIALE N. 3/A Il Presidente Federale preso atto - della dichiarazione di fallimento della società Calcio Como S.p.A. pronunciata dal Tribunale di Como in data 22.12.2004;

    - della intervenuta autorizzazione in favore della suddetta società all’esercizio provvisorio per il proseguimento dell’attività sino al termine della stagione sportiva 2004/2005 (30.6.2005);

    constatato

    - che soltanto il giorno antecedente alla conclusione della suddetta stagione sportiva la società Calcio Como S.r.l ha chiesto l’attribuzione, ai sensi dell’art. 52 N.O.I.F., del titolo sportivo della Calcio Como S.p.A.;
    - che la suddetta istanza è stata subito riscontrata dal Segretario della F.I.G.C., il quale ha puntualmente indicato alla società interessata quali adempimenti avrebbe dovuto compiere, quali documenti produrre, in quale termine e con quale forma;

    rilevato

    - che, all’esito della verifica effettuata su quanto depositato dalla Calcio Como S.r.l., è emerso che la società istante:
    · ha omesso di produrre tutta la documentazione in originale o copia autentica, così come espressamente prescritto;
    · non ha depositato copia autentica dell’atto costitutivo della società, né copia autentica del decreto di trasferimento dell’azienda fallita;
    · non ha presentato documentazione autentica attestante la composizione della società Calcio Como S.r.l. e delle sue partecipate, impedendo, conseguentemente, di accertare se al capitale sociale partecipino soggetti versanti in posizione di incompatibilità ex art. 6 dello Statuto Federale;

    visto

    - il parere non favorevole e vincolante espresso dalla CO.VI.SO.C., ex art. 52 delle N.O.I.F., sulla base di quanto prodotto dalla istante al fine di comprovare l’avvenuto soddisfacimento di tutti i debiti sportivi della società fallita, l’impegno del legale rappresentante della Calcio Como S.r.l. a soddisfare eventuali ulteriori debiti della
    società Calcio Como S.p.A. che dovessero sopravvenire e il possesso di un adeguato patrimonio e risorse sufficienti a garantire il regolare svolgimento del campionato di competenza;

    ritenuto
    - che ciascuna delle sopraindicate inadempienze costituisce autonoma ragione ostativa all’accoglimento della domanda di attribuzione del titolo sportivo in capo alla Calcio Como S.r.l., rendendo, quindi, doveroso il rigetto di detta istanza;

    considerata

    - altresì, l’urgenza di provvedere in considerazione dell’avvenuto inizio della stagione sportiva 2005/2006;
    visti
    - gli articoli 16, 52 e 110 delle N.O.I.F.;
    - sentiti i Vice Presidenti

    d e l i b e r a

    è revocata l’affiliazione della Calcio Como S.p.A., con ogni conseguente effetto;
    è respinta l’istanza di attribuzione del titolo sportivo della Calcio Como S.p.A. formulata dalla Calcio Como S.r.l..

    PUBBLICATO IN ROMA IL 5 LUGLIO 2005

    IL SEGRETARIO
    Francesco Ghirelli

    IL PRESIDENTE
    Franco Carraro
  3.     Mi trovi su: Homepage #4046656
    Originally posted by Zanetti_Capitano
    chiedi a Silvio??


    La Lazio ha circa 150 mln di euro di debiti con l'erario. La Lazio quanti tifosi ha? Cmq supponiamo di avere un milione di tifosi (intesi come nucelo familiare), con 50 euro a testa, se ci tenevano alla squadra, pagavano già un terzo dei debiti.

  Como, Niente C2?

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