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    Il valore aggiunto di Gilardino
    Dal punto di vista tattico Ancelotti potrà contare su uno spietato esecutore d'area, che farà a bene a Shevchenko e andrà a nozze con gli assit di Kakà

    MILANO, 19 luglio 2005 - Con tutto il bene che Ancelotti può volere a Crespo è difficile che oggi riesca a permettersi il muso lungo che sfoderò il giorno del raduno, perché da oggi comincia ad allenare Alberto Gilardino, cioè il meglio che potesse augurarsi per il suo attacco.
    Perché il meglio? Per un sacco di ragioni: perché ha 23 anni, è il centravanti della Nazionale e lo resterà a lungo; perché porta in dote due stagioni da 23 gol e sgrava Sheva dalla responsabilità di riempiere le reti, diventata praticamente un’esclusiva dopo l’infortunio di Inzaghi; perché il Gila ha già dimostrato cultura, toni e modi da bravo ragazzo, schermato alle alte pressioni e alle temperature torride, qualità non marginale agli alti livelli che il Milan è abituato a frequentare, per nobile costituzione.
    E poi ci sono tutte le ragioni disegnate alla lavagna. Con Gilardino il Milan ritrova uno spietato esecutore d’area; un cobra pronto a mordere ogni palla vagante; quel terminale di lusso che Pippo Inzaghi (maestro di Gilardino a Piacenza) aveva saputo essere. Ma se Superpippo non può prescindere dall’anticipo, dallo scatto breve in area per rapinare un gol, Gilardino, che ha struttura muscolare massiccia, può offrire di più, può reggere l’urto di un difensore; può arrivare al tiro dopo aver vinto un duello aereo o acrobatico. Milan e Inter hanno sperimentato sulla loro pelle come il ragazzo sa trasformare un cross in un gol con un guizzo aereo o un palleggio in una rovesciata letale. A Gilardino è stato tramandato l’antico mestiere dei centravanti d’area, che sotto porta galleggiavano come in un acquario. Gente alla Boninsegna, dalle cosce potenti, dai gomiti furbi e dai riflessi da pistolero. Con il Gila a centro area, tante partite che nella stagione scorsa il Milan dominò senza vincere, per tenerezza al momento del match-point, saranno più facilmente domabili.
    Toccherà ad Ancelotti trovare il modo migliore per coordinare i movimenti di Gilardino e Shevchenko, ma i due, per costituzione tecnica, sono fatti per completarsi. La miscela di potenza e velocità che offrono in tandem consente ad Ancelotti di rispondere a Capello: "La coppia più bella del mondo ce l’ho io". L’unico rischio è che Sheva, abituato a guadagnare l’area di corsa, lo faccia pestando i piedi di Gilardino. La fortuna dell’attacco del Milan si giocherà sull’efficacia degli incroci tra Sheva e il Gila, che assicurano mal di testa a qualsiasi difesa. Esempio: sui cross di Cafu e Jankulovski (Serginho), Sheva potrà schizzare a cercare la deviazione sul primo palo, lasciando a Gilardino il compito di accamparsi in area in caso di parabola lunga.
    Ma non sarà solo Gilardino a guadagnarci dal movimento dell’ucraino. L’ex parmigiano ricambierà quando i piedi saggi di Pirlo catapulteranno un lancio lungo in verticale. Gilardino, cresciuto nel Parma e nell’Under come unica punta, conosce l’arte del pivot: addomesticare il lancio, proteggere palla e servirla per le incursioni di Sheva (appunto) o Kakà. Quando l’assist invece arriverà, corto, da Kakà, il Gila, educato dagli inviti di Morfeo, saprà senz’altro cosa farne. Non esiste attaccante più abile a giocare spalle alla porta e a scivolare in area ritrovandosi in un lampo faccia al portiere. Ricordate quel suo gol al Cagliari? Si avvitò come un ballerino e attraversò le maglie rossoblù come un fantasma. Kakà che scende sulla trequarti (tipo Istanbul per Crespo), Sheva e Gila che incrociano per dettare il passaggio: il Milan mungerà molto da questa situazione. Se poi, a dispetto delle Regole della Real Casa, l’emergenza costringerà Ancelotti all’albero di Natale (4-3-2-1), Gilardino abituato a fare attacco da solo, sarà il puntale ideale. Insomma, Crespo o non Crespo, Ancelotti oggi sarà costretto a sorridere. La concorrenza scudetto un po’ meno.

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    Messa così sembra che ogni palla che arriva nella trequarti avversaria è gol

    :asd: :asd:
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    Originally posted by Giovanni1982
    Il Milan ha finalmente un attaccante di grande livello da affiancare a Sheva, Kaka ne risentirà anche lui in maniera positiva e se Clarenzio torna ai suoi livelli sta squadra potrebb essere tornare ai livelli dell'anno scorso. Vedremo...
    Clarenzio è ai suoi livelli...lo è stato per 7 mesi buoni
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    Milan, a Gilardino la maglia n° 11
    L'attaccante: "Era la maglia di Crespo, per me è un onore"
    MILANO – Dopo aver sostenuto in mattinata le visite mediche di rito, Alberto Gilardino ha da poco varcato i cancelli del centro sportivo di Milanello. Il giocatore conoscerà nel pomeriggio i nuovi compagni di squadra e poi si aggregherà allo staff atletico per i primi lavori. Notte insonne per il bomber di Biella: "E' stato difficile prendere sonno - ha detto il giocatore, è stata un'emozione grandissima, un pٍ inaspettata, ma sicuramente molto piacevole. Non mi aspettavo tanta gente ad applaudirmi, ho sentito tutto il calore dei tifosi del Milan, spero di ricambiare con dei gol. Avrٍ la maglia numero 11 che era di Crespo, è un onore per me, ringrazio Galliani". Per una maglia da titolare lo attende una lotta spietata con Shevchenko, Vieri e Inzaghi: "Trovo grandi giocatori, ci sarà grande concorrenza, ma è normale in un club cosى importante, cercherٍ di lavorare sodo".



    dite che la maglia di crespo la userà così o la restringeranno?dubito che gila possa usare una XXL:asd:

  il valore aggiunto gilardino

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