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    Luciano Moggi - il manager della Juventus considerato l'uomo forte del sistema calcio italiano - è entrato ufficialmente nell'inchiesta della procura di Como sulla bancarotta fraudolenta della squadra lariana, fascicolo di cui è principale indagato l'ex patron Enrico Preziosi. Moggi è stato sentito come "persona informata dei fatti" giovedì al Palazzo di Giustizia, convocato dai finanzieri della polizia tributaria e dal sostituto procuratore Vittorio Nessi, titolare dell'indagine sul crac.
    A tirare in ballo il potente manager, verbali alla mano, era stato l'ex presidente meteora del calcio Como, Aleardo Dall'Oglio, al timone degli azzurri tra l'ottobre del 2003 e il giugno del 2004, sentito più volte nelle ultime settimane dagli inquirenti comaschi. Dall'Oglio ha raccontato incroci contabili tra Como, Genoa e Juventus che suonano piuttosto imbarazzanti.L'imprenditore milanese ha spiegato alla Gdf che appena prese le redini della società, scoprì che un paio di "piedi buoni"(Piccolo e Pederzoli) erano stati già venduti alla Juve in forza di una scrittura privata: a fine stagione i bianconeri avrebbero versato 1 milione 600 mila euro al Como. Nove mesi dopo i lariani sono messi come peggio non si può : retrocessi per la seconda volta consecutiva, sportivamente sfiduciati e senza un soldo uno in cassa. Dall'Oglio pensa almeno di recuperare il credito Juventus se non fosse che con 16 milioni di debiti, 9 dei quali con il fisco - e con lo spettro del tribunale in retrovia- mettere in cassa quei soldi significa commettere un reato fiscale e fallimentare. Allora, dice Dall'Oglio alla Gdf, ci pensa il Prez, che con Moggi - riportano le scritture depositate agli atti - firma contrattini presunti simulati da depositare in Lega, contratti secondo i quali Piccolo e Pederzoli valgono 80 volte meno del reale; il resto lo avrebbe ricevuto Preziosi dalla Juventus (ma come presidente del Genoa) per girarlo in nero a Dall'Oglio. Il patron del Genoa però , racconta Dall'Oglio alla Gdf, non manterrà neppure questo impegno, facendosi riconsegnare l'assegno che aveva firmato in garanzia in cambio dell'ennesima promessa non mantenuta. A questo punto Dall'Oglio molla la presidenza e resta in attesa dell'inevitabile, cioè la declaratoria di fallimento e l'inchiesta della procura per bancarotta; quando ciò avviene , il 21 dicembre scorso, l'imprenditore milanese si fa vivo con il magistrato per raccontare a più riprese quello che presenta come il "grande imbroglio" in cui è inciampato.
    Tutto vero? Presto per emettere sentenze, di certo la procura di Como crede alle ricostruzioni di Dall'Oglio e alla genuinità dei documenti portati a supporto. Tanto è vero che gioved' mattina Luciano Moggi è stato chiamato a illustrare il suo punto di vista proprio sull'operazione Piccolo-Pederzoli. Se Dall'Oglio racconta cose vere, Moggi rischia di far compagnia a Preziosi nell'indagine sulla bancarotta del Como.

    La Provincia di Como
  2.     Mi trovi su: Homepage #4062603
    Originally posted by Zanetti_Capitano
    Se Moggi è immischiato in affari economici loschi non c'è da stupirsi! :)


    Secondo me tutti i dirigenti di società calcistiche professionistiche sono coinvolti in giri loschissimi che se solo la finanza controllase... purtroppo secondo me c'è tanta corruzione il questo mondo che metà basta.
    NON LASCIARE MAI CHE LA PAURA DI PERDERE TI IMPEDISCA DI PARTECIPARE!!!

  inchiesta Como, interrogato Luciano Moggi

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