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    Dal Giornale di Brescia

    Molgora sicuro: «La Reggina non può fare la A»
    Dal sottosegretario alle Finanze nuova linfa alle speranze di ripescaggio del Brescia
    Il sottosegretario alle Finanze Daniele Molgora

    «La Reggina ha chiesto il condono fiscale, lo ha ottenuto, ma non ha pagato l’ultima rata e quando non si versano le rate il condono decade». Così l’onorevole Daniele Molgora, bresciano, sottosegretario del ministero dell’Economia e delle finanze con delega sull’Agenzia delle Entrate, spiega perchè la società calabrese non avrebbe le carte in regola per iscriversi al campionato di serie A. E perché, di conseguenza, nel caso anche il Tar ed il Consiglio di Stato bocciassero i ricorsi del Messina (il cui posto in A verrebbe preso dal Bologna), toccherebbe poi al Brescia essere ripescato nella massima serie. Ma facciamo un passo indietro: la Reggina è la sola società in tale situazione? «No, c’è anche il Genoa. Il problema è che ho chiesto un approfondimento all’Agenzia delle Entrate solo per queste due società, e la situazione che ho trovato è davvero molto difficile. Il problema, però, è più generale, perchè ci sono molte società che continuano a non pagare le imposte». «La nostra indagine - prosegue Molgora - è nata nel 2003, quando è stato deciso un controllo in contemporanea su tutte le società del settore professionistico. E da lì sono emersi tutti i debiti delle società calcistiche che ammontavano a centinaia di milioni». Dopo di che? «Furono immediatamente inviate le cartelle esattoriali e molte società chiesero il condono. C’erano casi di società che fino ad allora non avevano versato nulla, non solo le imposte loro, ma non avevano versato neanche le ritenute sugli stipendi. Insomma, facevano le trattenute sugli stipendi, ma non le versavano allo Stato. C’erano debiti enormi, vedi quello della Lazio oppure quello del Parma o della Roma, che poi ha versato una cifra di circa 80 milioni di euro. Credo che in quell’occasione anche il Brescia abbia fatto il condono». Torniamo al caso-Reggina, che è quello che più ci sta a cuore visto che il Brescia è direttamente interessato. «Chiesto il condono, la Reggina ha versato le prime due rate, ma non la terza. E quando non si versano le rate, il condono decade. Di conseguenza la Reggina ha chiesto la rateizzazione del debito, che diventa il debito originario, per cui adesso dovrebbe versare l’integrazione delle imposte con l’integrazione degli interessi, la terza rata e tutte le sanzioni». È per questo che non avrebbe diritto ad iscriversi al campionato di serie A? «No. Il problema è che loro hanno chiesto la rateazione ai sensi la norma sulla riscossione secondo l’articolo 19 del Dpr 602 del 1973, che prevede la possibilità da parte dell’Ufficio di fare una rateazione fino a cinque anni. A fronte, però, della presentazione di fideiussioni bancari o assicurative. La Reggina ha avuto dall’Ufficio la disponibilità a chiudere una rateazione in data 23 giugno 2005. Peccato che a luglio, quando i dirigenti calabresi sono andati con le fideiussioni all’Ufficio, non hanno presentato una fideiussione né bancaria, né assicurativa. Quindi l’Ufficio ha sospeso la procedura che riguarda il mancato pagamento di cifre consistenti alle quali giovedì 28 luglio è stata aggiunta una nuova cartella». Per un totale, come si legge più dettagliatamente nel riquadro a fianco, di 15.190.706. Più 2.795.200 per ulteriori sanzioni. Come è nata questa indagine del sottosegretario nei confronti della Reggina? «Su queste cose ci sto dietro da un po’, perché sapevo che alcune società non avevano versato l’ultima rata del condono. La cosa mi ha insospettito quando ho visto che la Covisoc ha detto che tra le società in regola ce ne erano alcune che a me risultava non avessero versato il condono. O meglio, avessero iniziato le procedure per il condono ma non l’avevano concluso. Allora mi sono detto: come fanno a essere regolari se non hanno fatto il condono? Così ho incominciato a fare un po’ di indagini e sono saltate fuori queste società in crisi, ma secondo me non è finita. Io sto facendo fare altri controlli su alcune situazioni che mi hanno destato qualche dubbio». Immagino che di tutto ciò sia stata informata la Federcalcio... «Ho incontrato Carraro una decina di giorni fa e gli ho spiegato la situazione: lui in quella sede mi ha detto che tutte le società che non erano state respinte dalla Covisoc erano regolari, ed io gli ho detto che avevo qualche dubbio. L’ho rivisto ancora una settimana fa e gli ho spiegato che secondo me non erano a posto. La sua risposta è stata che mi avrebbe fatto avere la documentazione, ma la sua risposta è stata che la Reggina aveva fatto una rateazione. Così mi sono fatto formalizzare la situazione dell’Agenzia delle entrate». Che ha dato un quadro veramente spaventoso... «Ma è grave soprattutto perché questa società non aveva dato tutti quei soldi allo Stato. Queste sono cifre consistenti. Il problema è duplice: il calcio deve mettersi a posto come le altre imprese. E poi mi pare che la Figc si stia dando delle regole che valgono per qualcuno e non per altri. Il fatto è che al 29 di giugno le società dovevano essere a posto con il fisco per quanto riguarda i debiti, almeno così dice la regola della Federcalcio. Io invece dimostro che queste società non erano a posto, perché ancor oggi non è stato firmato alcun accordo con il fisco. È un termine perentorio, però alla Figc sembra che basti aver iniziato la trattativa per dare l’ok alle iscrizioni. Eppure la regola che si è data la Federcalcio per le iscrizioni, le società la conoscono da gennaio. Se la sono data loro...». Il calcio sembra quasi una terra di nessuno, un porto franco... «I conti vanno sistemati, e per tempo. In quanto alle rateizzazioni dei debiti, è possibile arrivare ad un accordo, ma bisogna essere garantiti per questo periodo, non esistono rateizzazioni gratis. Questo è un problema vero, perché se alcune società utilizzano fideiussioni false oppure presentano fideiussioni irregolari in quanto non sono bancarie o assicurative, si vede che qualche problema ad avere queste garanzie ce l’hanno. Questi presidenti che si permettono di spendere soldi (tanti) per i giocatori, non si capisce perché non debbano dare allo Stato quanto dovuto». Cosa potrà accadere ora? «Adesso Carraro ci deve spiegare il suo comportamento anche di fronte a questa documentazione. Io ho parlato giusto ieri con il ministro dei Beni culturali, perché il Coni è sotto la vigilanza dei Beni culturali. Ed ho formalizzato la mia protesta, perché non è pensabile che un presidente della Federcalcio contesti i dati che dà un sottosegretario con la delega all’Agenzia delle Entrate». È possibile immaginare un intervento del Governo sul campio-nato? «Fino ad ora non è avvenuto e mi auguro che in ogni caso non sia neanche necessario pensare a questo. Dovrebbe essere la stessa Federazione che in qualità di organo super-partes intervenga sullo stato delle cose o sui campionati. Se invece fosse un intervento esterno, come il commissariamento da parte del Coni, Carraro dovrebbe lasciare la presidenza, perché vorrebbe dire che il presidente della Figc non è capace a fare il presidente. Io prima ero stupito dal fatto che Carraro mi desse delle risposte di questo genere. Oggi dico che se si continua con questo atteggiamento, è evidente che ci sono alcune situazioni che si vogliono insabbiare. Allora mi viene da pensare che potrebbero esserci anche altre società che si trovano in situazioni difficili che invece siano state tenute nascoste. Perché io ne ho controllate due ed entrambe non sono risultate a posto? Tra l’altro mi hanno detto che solo l’ultimo giorno il Genoa ha versato le ritenute relative ai giocatori e che avrebbe lasciato dietro tutto il resto...». A quanto ammontano, se è possibile fare un calcolo, i debiti complessivi delle squadre di calcio professionistico? «Il mondo del calcio professionistico deve allo Stato circa 631 milioni di euro, il costo dell’autostrada della Valtrompia... Circa 180/190 sono rientrati con il condono che è finito quest’anno, poi c’è una quota relativa alla questione Lazio, circa 150 milioni che rientreranno un po’ per volta, poi 56-57 del Parma che è coinvolta nella procedura Parmalat e quindi finché non finisce quella vicenda... E poi ce ne sono altre: di un certo rilievo c’è la vicenda del Messina che ha quasi 11 milioni di debito». Di questi 631, quindi, una buona parte è rientrata... «No, no, ne sono entrati circa 190. Il resto sono ancora tutti da prendere. Ci sono un po’ di accordi in sospeso per 220-230 milioni e con questi arrivi a due terzi, mentre un terzo probabilmente non si prenderà più o perché ci sono società fallite». Daniele Molgora vanta un’esperienza calcistica prima come arbitro poi da giocatore dilettante. Da uomo di sport attivo, oltre che da politico interessato agli aspetti economici, che ricetta si sente di dare al mondo del calcio? «Il gioco del calcio è bello perché è un gioco comunque semplice e spesso istintivo, però lo sport non c’entra niente con i furbi e le furbate. Sia che queste siano a nord o a sud. È necessario che ognuno si prenda le proprie responsabilità e che chi vuole fare calcio professionistico usi in queste società la stessa cura che mette nelle altre attività imprenditoriali». Parole chiare, quelle del sottosegretario Molgora. Forse troppo. Parole dalle quali par d’intuire che da un momento all’altro possa essere alzato il coperchio e dal pentolone del calcio professionistico possano uscire situazioni che al momento non sono nemmeno lontanamente ipotizzabili. Ai tifosi del Brescia ora interessa solo sapere che la loro squadra è molto vicina al ripescaggio in serie A, anche se si tratta di una situazione che per diventare reale abbisogna ancora di tempo.

    Francesco Doria


    Tutte le cifre del contenzioso tra la Reggina e l’Agenzia delle Entrate
    IL DOCUMENTO UFFICIALE

    A seguito dell’attività di controllo del settembre del 2003 disposta dalla Direzione centrale accertamento, la società è stata iscritta a ruolo per la somma di euro 10.944.565,26 derivante da omessi versamenti di ritenute ed Iva per gli anni d’imposta 2002 e 2003. A seguito di decisione della Ctp favorevole alla società, il ruolo è stato sgravato nel corso del mese di aprile del 2005. La società nel corso del 2003 e del 2004 si è avvalsa della sanatoria ex art. 9 bis della legge n. 289 del 2002 in relazione agli omessi versamenti per gli anni d’imposta dal 1997 al 2003, con pagamento rateale, effettuando il primo versamento di complessivi euro 48.000 nonché il pagamento di due rate per complessivi euro 10.233.874, rimanendo impagata la terza ed ultima rata di complessivi, euro 5.150,000; a seguito di ciò, la sanatoria non si è perfezionata. L’Ufficio di Reggio Calabria ha nel corso del 2005 provveduto alle seguenti ulteriori iscrizioni a ruolo: - euro 6.798.454 quale somma residua dovuto a seguito del mancato perfezionamento del condono; - euro 8.392.252 per omessi versamenti relativi agli anni 2003-2004 scaturenti da processo verbale del 2005. I relativi ruoli sono stati già consegnati al concessionario, con cartella da notificare. A fronte dei debiti di cui sopra la società in data 28.04.05 (con integrazione del 23.06.06) ha richiesto la dilazione di pagamento ai sensi dell’art. 19 del Dpr n. 602 del 1973 e l’Ufficio ha rilasciato dichiarazione con la quale, preso atto del carico iscritto a ruolo e della formalizzazione delle polizze fideiussorie, ha confermato la disponibilità alla concessione della rateazione richiesta. In assenza della formalizzazione del provvedimento di rateazione l’Ufficio ha comunicato alla società la sospensione del procedimento istruttorio, atteso che le garanzie prodotte non risultano rilasciate da soggetto avente i requisiti previsti dal citato art. 19. In data 28.07.05, l’Ufficio ha provveduto all’iscrizione in ruolo di euro 2.795.200 a titolo di ulteriori sanzioni dovute a seguito dell’inefficacia del condono.
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    Molgora sicuro: «La Reggina non può fare la A»
    Dal sottosegretario alle Finanze nuova linfa alle speranze di ripescaggio del Brescia
    Il sottosegretario alle Finanze Daniele Molgora

    «La Reggina ha chiesto il condono fiscale, lo ha ottenuto, ma non ha pagato l’ultima rata e quando non si versano le rate il condono decade». Così l’onorevole Daniele Molgora, bresciano, sottosegretario del ministero dell’Economia e delle finanze con delega sull’Agenzia delle Entrate, spiega perchè la società calabrese non avrebbe le carte in regola per iscriversi al campionato di serie A. E perché, di conseguenza, nel caso anche il Tar ed il Consiglio di Stato bocciassero i ricorsi del Messina (il cui posto in A verrebbe preso dal Bologna), toccherebbe poi al Brescia essere ripescato nella massima serie. Ma facciamo un passo indietro: la Reggina è la sola società in tale situazione? «No, c’è anche il Genoa. Il problema è che ho chiesto un approfondimento all’Agenzia delle Entrate solo per queste due società, e la situazione che ho trovato è davvero molto difficile. Il problema, però, è più generale, perchè ci sono molte società che continuano a non pagare le imposte». «La nostra indagine - prosegue Molgora - è nata nel 2003, quando è stato deciso un controllo in contemporanea su tutte le società del settore professionistico. E da lì sono emersi tutti i debiti delle società calcistiche che ammontavano a centinaia di milioni». Dopo di che? «Furono immediatamente inviate le cartelle esattoriali e molte società chiesero il condono. C’erano casi di società che fino ad allora non avevano versato nulla, non solo le imposte loro, ma non avevano versato neanche le ritenute sugli stipendi. Insomma, facevano le trattenute sugli stipendi, ma non le versavano allo Stato. C’erano debiti enormi, vedi quello della Lazio oppure quello del Parma o della Roma, che poi ha versato una cifra di circa 80 milioni di euro. Credo che in quell’occasione anche il Brescia abbia fatto il condono». Torniamo al caso-Reggina, che è quello che più ci sta a cuore visto che il Brescia è direttamente interessato. «Chiesto il condono, la Reggina ha versato le prime due rate, ma non la terza. E quando non si versano le rate, il condono decade. Di conseguenza la Reggina ha chiesto la rateizzazione del debito, che diventa il debito originario, per cui adesso dovrebbe versare l’integrazione delle imposte con l’integrazione degli interessi, la terza rata e tutte le sanzioni». È per questo che non avrebbe diritto ad iscriversi al campionato di serie A? «No. Il problema è che loro hanno chiesto la rateazione ai sensi la norma sulla riscossione secondo l’articolo 19 del Dpr 602 del 1973, che prevede la possibilità da parte dell’Ufficio di fare una rateazione fino a cinque anni. A fronte, però, della presentazione di fideiussioni bancari o assicurative. La Reggina ha avuto dall’Ufficio la disponibilità a chiudere una rateazione in data 23 giugno 2005. Peccato che a luglio, quando i dirigenti calabresi sono andati con le fideiussioni all’Ufficio, non hanno presentato una fideiussione né bancaria, né assicurativa. Quindi l’Ufficio ha sospeso la procedura che riguarda il mancato pagamento di cifre consistenti alle quali giovedì 28 luglio è stata aggiunta una nuova cartella». Per un totale, come si legge più dettagliatamente nel riquadro a fianco, di 15.190.706. Più 2.795.200 per ulteriori sanzioni. Come è nata questa indagine del sottosegretario nei confronti della Reggina? «Su queste cose ci sto dietro da un po’, perché sapevo che alcune società non avevano versato l’ultima rata del condono. La cosa mi ha insospettito quando ho visto che la Covisoc ha detto che tra le società in regola ce ne erano alcune che a me risultava non avessero versato il condono. O meglio, avessero iniziato le procedure per il condono ma non l’avevano concluso. Allora mi sono detto: come fanno a essere regolari se non hanno fatto il condono? Così ho incominciato a fare un po’ di indagini e sono saltate fuori queste società in crisi, ma secondo me non è finita. Io sto facendo fare altri controlli su alcune situazioni che mi hanno destato qualche dubbio». Immagino che di tutto ciò sia stata informata la Federcalcio... «Ho incontrato Carraro una decina di giorni fa e gli ho spiegato la situazione: lui in quella sede mi ha detto che tutte le società che non erano state respinte dalla Covisoc erano regolari, ed io gli ho detto che avevo qualche dubbio. L’ho rivisto ancora una settimana fa e gli ho spiegato che secondo me non erano a posto. La sua risposta è stata che mi avrebbe fatto avere la documentazione, ma la sua risposta è stata che la Reggina aveva fatto una rateazione. Così mi sono fatto formalizzare la situazione dell’Agenzia delle entrate». Che ha dato un quadro veramente spaventoso... «Ma è grave soprattutto perché questa società non aveva dato tutti quei soldi allo Stato. Queste sono cifre consistenti. Il problema è duplice: il calcio deve mettersi a posto come le altre imprese. E poi mi pare che la Figc si stia dando delle regole che valgono per qualcuno e non per altri. Il fatto è che al 29 di giugno le società dovevano essere a posto con il fisco per quanto riguarda i debiti, almeno così dice la regola della Federcalcio. Io invece dimostro che queste società non erano a posto, perché ancor oggi non è stato firmato alcun accordo con il fisco. È un termine perentorio, però alla Figc sembra che basti aver iniziato la trattativa per dare l’ok alle iscrizioni. Eppure la regola che si è data la Federcalcio per le iscrizioni, le società la conoscono da gennaio. Se la sono data loro...». Il calcio sembra quasi una terra di nessuno, un porto franco... «I conti vanno sistemati, e per tempo. In quanto alle rateizzazioni dei debiti, è possibile arrivare ad un accordo, ma bisogna essere garantiti per questo periodo, non esistono rateizzazioni gratis. Questo è un problema vero, perché se alcune società utilizzano fideiussioni false oppure presentano fideiussioni irregolari in quanto non sono bancarie o assicurative, si vede che qualche problema ad avere queste garanzie ce l’hanno. Questi presidenti che si permettono di spendere soldi (tanti) per i giocatori, non si capisce perché non debbano dare allo Stato quanto dovuto». Cosa potrà accadere ora? «Adesso Carraro ci deve spiegare il suo comportamento anche di fronte a questa documentazione. Io ho parlato giusto ieri con il ministro dei Beni culturali, perché il Coni è sotto la vigilanza dei Beni culturali. Ed ho formalizzato la mia protesta, perché non è pensabile che un presidente della Federcalcio contesti i dati che dà un sottosegretario con la delega all’Agenzia delle Entrate». È possibile immaginare un intervento del Governo sul campio-nato? «Fino ad ora non è avvenuto e mi auguro che in ogni caso non sia neanche necessario pensare a questo. Dovrebbe essere la stessa Federazione che in qualità di organo super-partes intervenga sullo stato delle cose o sui campionati. Se invece fosse un intervento esterno, come il commissariamento da parte del Coni, Carraro dovrebbe lasciare la presidenza, perché vorrebbe dire che il presidente della Figc non è capace a fare il presidente. Io prima ero stupito dal fatto che Carraro mi desse delle risposte di questo genere. Oggi dico che se si continua con questo atteggiamento, è evidente che ci sono alcune situazioni che si vogliono insabbiare. Allora mi viene da pensare che potrebbero esserci anche altre società che si trovano in situazioni difficili che invece siano state tenute nascoste. Perché io ne ho controllate due ed entrambe non sono risultate a posto? Tra l’altro mi hanno detto che solo l’ultimo giorno il Genoa ha versato le ritenute relative ai giocatori e che avrebbe lasciato dietro tutto il resto...». A quanto ammontano, se è possibile fare un calcolo, i debiti complessivi delle squadre di calcio professionistico? «Il mondo del calcio professionistico deve allo Stato circa 631 milioni di euro, il costo dell’autostrada della Valtrompia... Circa 180/190 sono rientrati con il condono che è finito quest’anno, poi c’è una quota relativa alla questione Lazio, circa 150 milioni che rientreranno un po’ per volta, poi 56-57 del Parma che è coinvolta nella procedura Parmalat e quindi finché non finisce quella vicenda... E poi ce ne sono altre: di un certo rilievo c’è la vicenda del Messina che ha quasi 11 milioni di debito». Di questi 631, quindi, una buona parte è rientrata... «No, no, ne sono entrati circa 190. Il resto sono ancora tutti da prendere. Ci sono un po’ di accordi in sospeso per 220-230 milioni e con questi arrivi a due terzi, mentre un terzo probabilmente non si prenderà più o perché ci sono società fallite». Daniele Molgora vanta un’esperienza calcistica prima come arbitro poi da giocatore dilettante. Da uomo di sport attivo, oltre che da politico interessato agli aspetti economici, che ricetta si sente di dare al mondo del calcio? «Il gioco del calcio è bello perché è un gioco comunque semplice e spesso istintivo, però lo sport non c’entra niente con i furbi e le furbate. Sia che queste siano a nord o a sud. È necessario che ognuno si prenda le proprie responsabilità e che chi vuole fare calcio professionistico usi in queste società la stessa cura che mette nelle altre attività imprenditoriali». Parole chiare, quelle del sottosegretario Molgora. Forse troppo. Parole dalle quali par d’intuire che da un momento all’altro possa essere alzato il coperchio e dal pentolone del calcio professionistico possano uscire situazioni che al momento non sono nemmeno lontanamente ipotizzabili. Ai tifosi del Brescia ora interessa solo sapere che la loro squadra è molto vicina al ripescaggio in serie A, anche se si tratta di una situazione che per diventare reale abbisogna ancora di tempo.

    Francesco Doria


    Tutte le cifre del contenzioso tra la Reggina e l’Agenzia delle Entrate
    IL DOCUMENTO UFFICIALE

    A seguito dell’attività di controllo del settembre del 2003 disposta dalla Direzione centrale accertamento, la società è stata iscritta a ruolo per la somma di euro 10.944.565,26 derivante da omessi versamenti di ritenute ed Iva per gli anni d’imposta 2002 e 2003. A seguito di decisione della Ctp favorevole alla società, il ruolo è stato sgravato nel corso del mese di aprile del 2005. La società nel corso del 2003 e del 2004 si è avvalsa della sanatoria ex art. 9 bis della legge n. 289 del 2002 in relazione agli omessi versamenti per gli anni d’imposta dal 1997 al 2003, con pagamento rateale, effettuando il primo versamento di complessivi euro 48.000 nonché il pagamento di due rate per complessivi euro 10.233.874, rimanendo impagata la terza ed ultima rata di complessivi, euro 5.150,000; a seguito di ciò, la sanatoria non si è perfezionata. L’Ufficio di Reggio Calabria ha nel corso del 2005 provveduto alle seguenti ulteriori iscrizioni a ruolo: - euro 6.798.454 quale somma residua dovuto a seguito del mancato perfezionamento del condono; - euro 8.392.252 per omessi versamenti relativi agli anni 2003-2004 scaturenti da processo verbale del 2005. I relativi ruoli sono stati già consegnati al concessionario, con cartella da notificare. A fronte dei debiti di cui sopra la società in data 28.04.05 (con integrazione del 23.06.06) ha richiesto la dilazione di pagamento ai sensi dell’art. 19 del Dpr n. 602 del 1973 e l’Ufficio ha rilasciato dichiarazione con la quale, preso atto del carico iscritto a ruolo e della formalizzazione delle polizze fideiussorie, ha confermato la disponibilità alla concessione della rateazione richiesta. In assenza della formalizzazione del provvedimento di rateazione l’Ufficio ha comunicato alla società la sospensione del procedimento istruttorio, atteso che le garanzie prodotte non risultano rilasciate da soggetto avente i requisiti previsti dal citato art. 19. In data 28.07.05, l’Ufficio ha provveduto all’iscrizione in ruolo di euro 2.795.200 a titolo di ulteriori sanzioni dovute a seguito dell’inefficacia del condono.


    ahahahahahahahahah
    i bresciani come i napoletani, s'attaccherebbero a tutto pur di tornare d'ufficio in serie A anche se sono arrivati 19° e sono retrocessi mestamente e con infamia....
    :asd: :asd:
  3.     Mi trovi su: Homepage #4065597
    EHheheheh mi aspettavo una tua risposta :asd: :asd: :asd: :asd: :asd: :asd:
    Ma per favore, cosa come i napoletani, nessuno sta facendo quelle sceneggiate.
    Corioni ha detto che se il Brescia deve essere ripescato va bene, altrimenti niente.
    Molgora sta chiedendo solo il rispetto delle leggi.
  4.     Mi trovi su: Homepage #4065598
    Originally posted by RECO
    EHheheheh mi aspettavo una tua risposta :asd: :asd: :asd: :asd: :asd: :asd:
    Ma per favore, cosa come i napoletani, nessuno sta facendo quelle sceneggiate.
    Corioni ha detto che se il Brescia deve essere ripescato va bene, altrimenti niente.
    Molgora sta chiedendo solo il rispetto delle leggi.
    :asd: e certo se lo fanno loro sono piagnoni mariuoli mentre voi avete classe ....ma per favore reco ......:rolleyes:
    solo due cose sono infinite l'universo e la stupidita' delle persone
    A. Einstein


    [SIZE=1][I]Il mago fece un gesto e scomparve la fame, fece un altro gesto e scomparve l'ingiustizia, poi un altro ancora e te
  5.     Mi trovi su: Homepage #4065599
    Originally posted by lallo
    :asd: e certo se lo fanno loro sono piagnoni mariuoli mentre voi avete classe ....ma per favore reco ......:rolleyes:


    Gnè.gnè.gnè.:asd:



    Seriamente, hai letto l'articolo?
    Il Brescia Calcio non chiede nessun ripescaggio, e non fa ricorsi a destra e a manca(oooh), l'esatto contrario del Napoli Soccer.
    O no?:P
  6.     Mi trovi su: Homepage #4065600
    Maroni: "Polso fermo"

    Roberto Maroni è chiaro: "Il Governo sarà intransigente nei confronti dei club che sono inadempienti verso il fisco".

    Il Ministro del Welfare, in un'intervista al quotidiano La Padania, conferma la linea dura adottata dall'Esecutivo: "Devo tutelare gli interessi degli enti previdenziali e quindi contrastare il sommerso, quindi le società indebitate devono pagare".

    Nella querelle si inserisce un comunicato stampa della Reggina, con cui la società amaranto ribadisce la trasparenza dei bilanci del club : "La trasparenza dei bilanci della Reggina Calcio S.p.A. è certificata da Società di revisione. I nostri comportamenti ed i modi, sia sul campo di gioco che al suo esterno, sono apprezzati in tutto il sistema calcistico. Alla luce delle leggi da noi sempre rispettate riteniamo non giustificate le aggressioni verbali indirizzate nei confronti della Reggina Calcio e dei suoi tifosi che insieme ritengono di rappresentare in maniera corretta e dignitosa la realtà del Sud e di contribuire con l’entusiasmo all’esaltazione dei valori di questo sport".


    Sono proprio bravi questi della Lega Nord.:approved:
  7.     Mi trovi su: Homepage #4065601
    Originally posted by RECO
    Maroni: "Polso fermo"

    Sono proprio bravi questi della Lega Nord.:approved:

    1 sei un ruffiano :P
    2 il tuo polso si muove parecchio.......:asd:
    solo due cose sono infinite l'universo e la stupidita' delle persone
    A. Einstein


    [SIZE=1][I]Il mago fece un gesto e scomparve la fame, fece un altro gesto e scomparve l'ingiustizia, poi un altro ancora e te
  8.     Mi trovi su: Homepage #4065603
    Originally posted by RECO
    1-Era una provocazazione, bravo lallo:asd:
    2-E' vero, sto battendo........i tasti:asd:

    Puoi rispondere al messaggio precedente?:P
    Se lo fai ti mando a casa 2.000 capi d'abbigliamento di colore verde, e 200 kg di farina per fare la polenta:D
    ....per polenta taragna ovviamente.......:asd:

    a quale mex devo rispondere ??
    solo due cose sono infinite l'universo e la stupidita' delle persone
    A. Einstein


    [SIZE=1][I]Il mago fece un gesto e scomparve la fame, fece un altro gesto e scomparve l'ingiustizia, poi un altro ancora e te
  9.     Mi trovi su: Homepage #4065605
    Originally posted by RECO
    Gnè.gnè.gnè.:asd:



    Seriamente, hai letto l'articolo?
    Il Brescia Calcio non chiede nessun ripescaggio, e non fa ricorsi a destra e a manca(oooh), l'esatto contrario del Napoli Soccer.
    O no?:P
    sinceramente ho letto solo qualche articolo quindi non conosco bene la forma pero' il contenuto è lo stesso sia il napoli che il brescia chiedono che se ci sono situazioni irregolari si applicano le regole.....o no ??
    solo due cose sono infinite l'universo e la stupidita' delle persone
    A. Einstein


    [SIZE=1][I]Il mago fece un gesto e scomparve la fame, fece un altro gesto e scomparve l'ingiustizia, poi un altro ancora e te
  10.     Mi trovi su: Homepage #4065607
    ma come funziona la retrocessione del genoa ?
    direttamente in c1 o all'ultimo posto della serie b ?
    perchè in quel caso il napoli s'atttaccherebbe e verrebbe ripescato il genoa che scamperebbe alla retrocessione diretta in caso di fallimenti di altre squadre di B.... cchi ne sa qualcosa ?
  11. In questo momento stai...  
        Mi trovi su: Homepage #4065608
    Originally posted by LaBiRiNtO
    ma come funziona la retrocessione del genoa ?
    direttamente in c1 o all'ultimo posto della serie b ?
    perchè in quel caso il napoli s'atttaccherebbe e verrebbe ripescato il genoa che scamperebbe alla retrocessione diretta in caso di fallimenti di altre squadre di B.... cchi ne sa qualcosa ?


    Quest anno si parla piu di ricorsi di tribunali che di calcio (come da un paio di estati a sta parte....:rolleyes: ) a proposito ma sta c:mad:o di sentenza x la roma? sono 2 settimane che la rimandano! Doveva essere oggi vero?:confused:
    quando ho pensato di iniziare a capire le donne ho capito che non avevo capito un caxxo
    :azz:
  12.     Mi trovi su: Homepage #4065609
    Originally posted by RECO
    Il Napoli vuole il ripescaggio a tutti i costi rompendo i palloni a mezza serie B senza motivo :muhehe:
    Il Brescia Calcio non vuole e non chiede nulla, se viene ripescato in A si adegua, altrimenti niente
    ripeto la base è il rispetto delle regole
    poi se vuoi ti dico che trovo assurdo che siano le società a promuoverlo a suon di ricorsi ma cambia poco....
    solo due cose sono infinite l'universo e la stupidita' delle persone
    A. Einstein


    [SIZE=1][I]Il mago fece un gesto e scomparve la fame, fece un altro gesto e scomparve l'ingiustizia, poi un altro ancora e te

  Molgora sicuro: «La Reggina non può fare la A»

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