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    Anche il Consiglio di Stato nega la C2 agli azzurri. Dopo 98 anni il Lario dice addio al calcio professionistico: si riparte dall’Eccellenza

    Mezzogiorno e mezzo. Minuto più, minuto meno. Il cuore del calcio professionistico sul Lario cessa di battere. La parola «fine» è scritta dalla sesta sezione del Consiglio di Stato, il tribunale d'appello della giustizia amministrativa.
    I giudici, chiamati a fare gli straordinari per mettere una pezza ai tanti buchi aperti nel mondo del calcio miliardario, si limitano a confermare le precedenti bocciature di Covisoc, Federcalcio, Camera di Conciliazione del Coni e Tar del Lazio. Il Como, insomma, è fuori dalla C2. Affiliato sì, alla Federcalcio, ma irrimediabilmente lontano dai campionati che contano.
    Il dispositivo della sentenza è molto tecnico. Quasi incomprensibile. «Non ri ravvisano, a un primo sommario esame, sufficienti elementi di fondatezza dell'appello idonei a revocare in dubbio quanto statuito dai primi giudici sul superamento dei termini indicati dalla sentenza appellata».
    In pratica, i magistrati respingono il ricorso in appello del Como contro la sentenza del Tar perché il termine del 30 giugno per la presentazione della ormai famosissima fideiussione sugli stipendi non pagati era perentorio. E andava rispettato. «Sostanzialmente - spiega affranto Alessandro De Blasi, presidente del Como - i legali della Figc e della Lega hanno puntato sul potere che lo Statuto attribuisce al presidente federale. Questi determina condizioni, forma e tempistica per la presentazione dei documenti. Il potere discrezionale può essere esercitato anche concedendo tempi più lunghi che altre squadre hanno sfruttato, grazie all'assenso della Federazione, mentre a noi non è stato concesso».
    «In alcuni casi - continua De Blasi - il termine del 30 giugno non è stato considerato perentorio come per San Marino, Foggia, Pro Sesto, Reggina, Messina. Per il Como invece si è deciso in modo diverso. Ma questo rientra, appunto, nei poteri che lo Statuto attribuisce al presidente della Federazione. Quella perpetrata ai nostri danni è un'ingiustizia senza precedenti».
    «Questa sentenza del Consiglio di Stato va rispettata - commenta Paolo Barzaghi, azionista di maggioranza della 1907 Como - i termini del 30 giugno sono stati indicati come perentori e noi non potevamo fare tutto in due giorni». Barzaghi si riferisce all'acquisto del Como da parte della cordata di cui egli stesso fa parte, avvenuto il 28 giugno dopo un'estenuante trattativa con i legali di Enrico Preziosi.
    «Abbiamo pagato troppo il nostro passato - insiste Barzaghi - nell'ambiente romano non hanno voluto dimenticare. Dal 28 giugno siamo rimasti in sala di rianimazione, sono stati 50 giorni di angoscia. Ne siamo usciti comunque vivi, anche se adesso ci vorranno pazienza e passione. E tempo. Una cosa voglio ribadirla - conclude amareggiato l'azionista degli azzurri - l'ingiustizia subìta è stata enorme. Una tale disparità di trattamento mette addosso un senso di impotenza. La tolleranza zero c'è stata per alcuni, ma non per tutti. Per questo dico che il sistema calcio, in Italia, è da rifondare».


    Che fine farà adesso il Como' La risposta non tarda ad arrivare. La dà Carlo Tavecchio, il presidente della Lega Nazionale Dilettanti. «Ho parlato personalmente con il presidente della Figc Franco Carraro - sono le sue parole - Il Como è affiliato alla Federazione, quindi la società continuerà ad esistere. Verrà inserita più in alto possibile, ovvero nel campionato di Eccellenza. A quanto mi risulta il club azzurro sta preparando la domanda e i documenti necessari. Posso quindi dire che non ci saranno problemi anche perché, come ho detto, Carraro ha già dato parere favorevole».
    Sarà Eccellenza, dunque. E forse anche per questo, ieri, i previsti calendari di serie D sono stati sospesi e rinviati. È possibile infatti che il Varese, squadra del girone A di Eccellenza, venga ripescato tra i Dilettanti per far posto proprio al Como. Che, in tal caso, verrebbe iscritto al posto dei cugini.
    Tutto questo, comunque, verrà ratificato dal Consiglio Federale del 24 agosto mentre il 27 verranno stilati i calendari.
    Il girone del Como vedrà due derby per forza di cose inediti (con la Mozzatese e il Turate), e uno non nuovo, quello con il Saronno.
    Due squadre che furono dell'allora patron Enrico Preziosi e che ora, dopo anni di disgrazie, si ritrovano contro in un campionato dilettantistico regionale.
    Altre squadre inserite nel Girone A, per lo più sconosciute ai comaschi, sono Brembio Vis Nova, Caronnese, Corsico, Fulgorcardano, Gallaratese, Gavirate, Rhodense (un nome un poco più noto degli altri), S. Angelo Calcio, Sancolombano, Sestese, Tradate, Venegono, Verbano e Villanterio.
    Prime indiscrezioni anche sul futuro organico del club. Allenatore della squadra potrebbe essere Giacomo Gattuso, che nei giorni scorsi era tornato sul Lario a sposare la causa azzurra. Gattuso, che ha già allenato con ottimi risultati a Canzo, potrebbe essere l'uomo giusto ben visto anche dalla piazza. Il direttore sportivo invece potrebbe essere Eros Pogliani, mentre c'è ancora da capire, a questo punto, chi deciderà eventualmente di abbandonare la barca che, dopo 98 anni di calcio ai massimi livelli nazionali, dovrà ripartire da un umiliante campionato regionale.


    ci sarà Rhodense-Como:sbam:


    che brutta fine:(
    IO il 25 Agosto 1970 C'ERO :cool:

  Como, Adesso E' Davvero Finita

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