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    CONTINUA LA POLEMICA SUL RITARDO NEI SOCCORSI
    New Orleans, Bush manda 7.000 marines
    E Fidel Castro offre al nemico 1.100 medici specializzati in cure “post-uragano”
    New Orleans - Sulla zona della catastrofe adesso arrivano i marines. Il presidente George W. Bush ha mandato oltre 7.000 militari di rinforzo lungo la costa sul Golfo del Messico devastata dall’uragano Katrina. Il presidente lo ha annunciato in diretta dal Giardino delle Rose della Casa Bianca: è il fulcro di un’offensiva d’iniziative dell’Amministrazione per rispondere alle critiche suscitate da ritardi e lentezze dei primi soccorsi.
    È la seconda volta nella sua presidenza che Bush fa il rituale discorso del sabato in diretta: la prima fu dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001. Pure questo è un segnale della gravità dell’emergenza che l’America sta affrontando.
    Il presidente intende tornare fra le popolazioni sinistrate domani, nel Labour Day, la festa del lavoro americana: Bush ha annullato un impegno previsto quel giorno nel Maryland, per potere passare la giornata di solito di festa con le vittime dell’uragano. E il segretario di Stato Condoleezza Rice, originaria dell’Alabama, sarà oggi nel suo Stato.
    Infine, il presidente ha cancellato l’incontro previsto alla Casa Bianca mercoledì con il presidente cinese Hu Jintao, proprio a causa delle devastazioni di Katrina. Bush ha chiamato ieri mattina Hu, lo ha ringraziato per la solidarietà dei cinesi verso gli americani in questo frangente, ha rinviato l'appuntamento a quando i due leader saranno a New York per il Vertice e l’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
    Bush ha parlato con a fianco il ministro della Sicurezza interna Michael Chertoff e il segretario alla Difesa Donald Rumsfeld, oltre al capo di Stato Maggiore delle forze armate degli Stati Uniti generale Richard Myers. Con loro, aveva appena avuto una riunione nello Studio Ovale.
    I rinforzi, che arriveranno nel giro di 72 ore e che vanno ad aggiungersi ai 4.000 soldati già impiegati, senza contare i circa 30 mila elementi della Guardia Nazionale, saranno costituiti da unità della 82ª Divisione aerotrasportata e della prima Divisione di cavalleria e del primo e secondo corpo di spedizione dei marines: vengono dalla North Carolina, dal Texas e dalla California.
    Di ritorno alla Casa Bianca, dal sopralluogo sull’epicentro dell’uragano, Bush aveva firmato la legge che stanzia 10,5 miliardi di dollari per le vittime di Katrina. La misura, che era stata varata all’unanimità d’urgenza dal Senato e dalla Camera degli Stati Uniti, garantisce che i fondi per gli aiuti siano disponibili nell’immediato, anche se le stime dei danni sono molto maggiori (arrivano a 100 miliardi di dollari).
    Se anche la macchina degli aiuti è finalmente in moto, le polemiche sui ritardi non si sopiscono: il Senato decide un’inchiesta bipartisan per valutare ragioni e responsabilità di quello che viene definito dalla senatrice repubblicana Susan Collins «l’immenso fallimento» della gestione dell’emergenza di Katrina.
    E c’è la proposta di affidare a un ministro ad hoc la risposta alla devastazione dell’uragano. L’idea è del senatore democratico della Louisiana Mary Landrieu ed è avallata da esponenti repubblicani, fra cui l’ex leader della Camera Newt Gingrich. Fra i nomi che circolano, ci sono quelli di Rudoph Giuliani, sindaco di New York all’epoca degli attacchi terroristici alle Twin Towers; Colin Powell, l’ex segretario di Stato; o Tommy Franks, il generale che comandò gli attacchi Usa in Afghanistan e in Iraq.
    Altre ipotesi avanzate nelle ultime ore, o che vengono comunque valutate dalla Casa Bianca, sono la “federalizzazione” degli interventi, sottraendo alcune responsabilità alle autorità statali e locali, e la separazione della Fema, l’Agenzia della protezione civile, dal Dipartimento per la sicurezza interna, sotto la cui egida venne piazzata nel 2003.
    Fra le offerte di aiuto dall’estero, spicca quella della “nemica” Cuba, abituata ad affrontare le emergenze causate dagli uragani. Nel corso di un programma televisivo, il “lider maximo” Fidel Castro ha detto di essere pronto a inviare 1.100 medici e 26 tonnellate di farmaci e materiale sanitario per aiutare la popolazione colpita da Katrina. «Altri hanno mandato denaro, noi offriamo di salvare vite», ha detto Castro, che non ha voluto commentare le polemiche in corso negli Stati Uniti sulla lentezza degli aiuti e l’inadeguatezza della risposta alla catastrofe: «Quando l'avversario è a terra, non lo si colpisce».
    Il nostro ministero degli Esteri ha intanto confermato che degli italiani residenti a New Orleans sono quindici quelli rimasti in città.

    [Data pubblicazione: 04/09/2005]
    La Padania

    Fidel non poteva lasciarsi scappare questa occasione.
    Gli USA non meritano beneficenza?
    Nessun SMS, nessuna sottoscrizione?
    I soliti tg comunisti, ovviamente antiamericani.:rolleyes:
  2. Deus In Macchina  
        Mi trovi su: Homepage #4098183
    io eviterei ogni tipo di polemica pensando alle migliaia di famiglie nella disperazione:(
    ------------------------------------------------
    YOU GOT MUCH COMPLEX THAN THE FIRST MAY CONCERT!
    c'hai più complessi tu ch'er concerto der primo maggio
  3.     Mi trovi su: Homepage #4098186
    Originally posted by fralex
    io eviterei ogni tipo di polemica pensando alle migliaia di famiglie nella disperazione:(


    pure essendo d'accordo con te nel pensare alle famiglie coinvolte nella disgrazia, non posso evitare, e secondo me non bisogna evitare, di fare delle critiche all'operato dei "nostri" dirigenti. Cercando di non portare la discussione a "posizionamenti di bandiera", bisogna ammettere quando ci sono delle responsabilità e farle pesare.
    Parlano di diecimila morti o addirittura di più, oltre alla calamità naturale qualche responsabilità deve pur esserci, tantopiù che si sapeva cosa doveva arrivare.
    Mettere poi i reduci di guerra, soldati dell'esercito, in quel che è rimasto della città a sparare a vista rappresenta degnamente il lato violento dell'America....
    Un pensiero alle migliaia di vittime r.i.p. :(
  4.     Mi trovi su: Homepage #4098187
    ragazzi sono morte migliaia di persona.. erano giorni che se ne parlava. e non sono stati in grado di evacuare la popolazione? qualche responsabilità c'è e questi devono pagare. hanno lasciato la gente dentro i palazzetti tra corpi in deconposizione e sparatorie.. non è fare polemica anti-bush. ma anche contro la governatrice delle lousiana (repubblicana o democratica non lo so e non mi interessa), di tutta l'amministrazione statale e federale che non hanno saputo prevenire questa catastrofe. stiamo parlando degli Stati Uniti, il paese + ricco, + tecnologico e + sicuro del mondo, non dello Sri Lanka... chi ha sbagliato deve pagare. proprio per rendere onore alle vittime.

    non ho capito quell'uscita sull'ipocrisia anti-americana.. chi sarebbe stato a farla?
  5.     Mi trovi su: Homepage #4098188
    per gli aiuti..
    io manderei tecnici e magari ospedali da campo.. ma mandare aiuti economici alla superpotenza mondiale che stanzia ogni anno miliardi di dollari per le guerre mi fa un po ridere.. taglieranno qualche spesa secondaria... hanno il petrolio che tengono fermo per le emergenze.. di risorse ne hanno...giu medici e volontari, non soldi.
  6. Deus In Macchina  
        Mi trovi su: Homepage #4098189
    Originally posted by Zanetti_Capitano
    pure essendo d'accordo con te nel pensare alle famiglie coinvolte nella disgrazia, non posso evitare, e secondo me non bisogna evitare, di fare delle critiche all'operato dei "nostri" dirigenti. Cercando di non portare la discussione a "posizionamenti di bandiera", bisogna ammettere quando ci sono delle responsabilità e farle pesare.
    Parlano di diecimila morti o addirittura di più, oltre alla calamità naturale qualche responsabilità deve pur esserci, tantopiù che si sapeva cosa doveva arrivare.
    Mettere poi i reduci di guerra, soldati dell'esercito, in quel che è rimasto della città a sparare a vista rappresenta degnamente il lato violento dell'America....
    Un pensiero alle migliaia di vittime r.i.p. :(
    era proprio per questo che intebdevo postare senza commento, chiedevo solo un' attimo di riflessione.:(
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  7.     Mi trovi su: Homepage #4098190
    Originally posted by fralex
    era proprio per questo che intebdevo postare senza commento, chiedevo solo un' attimo di riflessione.:(


    ci sono persone che nel silenzio riflettono e riescono a capire molte cose. altre persone che nel silenzio restano nell'ignoranza....l'informazione e la discussione aiuta a crescere, è giusto che in momenti come questi la gente rifletta, ma soprattutto sappia se c'è qualche responsabilità e se c'è di chi è....
  8. Deus In Macchina  
        Mi trovi su: Homepage #4098191
    Originally posted by Zanetti_Capitano
    ci sono persone che nel silenzio riflettono e riescono a capire molte cose. altre persone che nel silenzio restano nell'ignoranza....l'informazione e la discussione aiuta a crescere, è giusto che in momenti come questi la gente rifletta, ma soprattutto sappia se c'è qualche responsabilità e se c'è di chi è....
    io rifletto in silenzio. inevitabilmente si andrebbe in politica, le responsabilta' da accertare se non gia' accertate sarebbero troppe:(
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    c'hai più complessi tu ch'er concerto der primo maggio
  9.     Mi trovi su: Homepage #4098193
    Dacci oggi la nostra Katrina

    Caro direttore, in questo oceano (o inondazione?) di articoli, immagini e filmati (ormai nell'era di Internet è possibile guardare le tragedie in diecimila diversi modi) relativi a New Orleans l'unico pensiero che mi è venuto è quello che in tutti gli avvenimenti tragici a rimetterci sono sempre i poveracci.
    Che si chiami guerra in Irak o uragano Katrina alla fine soffre sempre chi ha meno possibilità e chi è meno fortunato. Scusi per il pensiero banale, ma penso che in certi casi bisogna porre la pietà nei confronti di tante persone davanti ai discorsi politici.
    Con grande stima, Andrea Leopardi

    Caro Andrea, nella inondazione di lettere che ho ricevuto sulla castastrofe di New Orleans, della Lousiana e della costa del Mississipi, ho scelto una sola mail, la sua, per mancanza di tempo e per la elementare verità che essa esprime. Ci sarà tempo e, spero voglia, negli Stati Uniti d'America per cercare quali responsabilità politiche e amministrative, locali e nazionali, abbiano esasperato, prima, durante e dopo, gli effetti dell'uragano, anche se questa Amministrazione Bush ha purtroppo pessimi precedenti in materia di assunzione di responsabilità.

    Ma la sola verità incontestabile venuta da New Orleans è stata la rivelazione di quanta, lunghissima strada debba ancora fare questa grande, ammirevole e presuntuosa nazione prima di poter affermare di avere tradotto la retorica della democrazia e dell'eguaglianza nella esistenza quotidiana reale di tutti i suoi cittadini e soprattutto, come dice quel Cristo nominato invano dai falsi profeti che brulicano in questa terra, nella vita "del più piccolo del miei fratelli".

    Li abbiamo visti, i più piccoli dei nostri fratelli. Non erano immigrati clandestini, "zingari stupratori" come si dice nell'Italia della nuova ferocia, sospetti terroristi incarcerati ad Abu Grahib o a Guantanamo. Erano, e sono, cittadini americani a pieno titolo esattamente come Bush, come Bill Gates, come George Clooney, come me, che l'alluvione ha fatto emergere dalla indifferenza e dal cinismo con il quale sono guardati e trattati. E hanno, naturalmente, pagato il conto.

    Provi ora a immaginare che sarebbe successo se dentro quella povera città terzomondizzata, in quel lager di cemento dello stadio coperto, ci fossero stati 20 mila studenti di Harvard o di Yale figli delle migliori famiglie, un migliaio di stelle del rock, di attori di Hollywood, dello sport professionale, o i parenti dei 435 deputati o dei 100 senatori magari con le due figlie di Bush. Sarebbero arrivati i paracadutisti, i Rangers e la Delta Force la sera stessa, non qualche corriera sei giorni dopo, come è avvenuto.

    L'uragano, e i colossali danni collaterali che esso ha provocato anche per la imprevidenza, la corruzione, l'indifferenza degli uomini che hanno moltiplicato gli effetti della furia naturale, ha sollevato il coperchio da una pentola umana e civile che sarà presto ricoperta, perché è più facile predicare agli altri che fare in casa propria, dimenticare che ricordare, esportare all'estero i nobili principi che non si vogliono applicare. Katrina, a New Orleans, abitava a anche prima e tornerà ad abitare anche quando la solidarietà emotiva e l'indignazione sentimentale saranno evaporate. Infuria un uragano ogni giorno, nelle paludi della povertà urbana e del razzismo.
    Vittorio Zucconi
  10. aaa  
        Mi trovi su: Homepage #4098194
    Originally posted by Canemacchina
    per gli aiuti..
    io manderei tecnici e magari ospedali da campo.. ma mandare aiuti economici alla superpotenza mondiale che stanzia ogni anno miliardi di dollari per le guerre mi fa un po ridere.. taglieranno qualche spesa secondaria... hanno il petrolio che tengono fermo per le emergenze.. di risorse ne hanno...giu medici e volontari, non soldi.
    quoto, ma non dico altro:sbam:
    IO il 25 Agosto 1970 C'ERO :cool:

  New Orleans

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