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    Dedicato al c.t. Lippi

    Quella adottata è una politica del bunker. Il caso Gilardino è oltre la soglia della comprensibilità e pare un episodio della sconfinata serie "ricordatevi che qui comando io"
    Marcello Lippi, 57 anni, ct dal luglio 2004. AfpMILANO, 5 settembre 2005 - Gilardino era contento di andare in tribuna, i critici sono liberi di criticare, l’Italia è in netta crescita. Se lo dice Lippi, dobbiamo crederci. Ma è dura. Perché Gilardino in pubblico ha solo riferito come e quando aveva saputo del suo dirottamento in tribuna, perché il ct azzurro ha investito di male parole un operatore tv che tentava di riprendere una sua animata discussione col capo delle relazioni esterne della federcalcio, Valentini, e infine perché il giudizio sulla Nazionale anti-Scozia della maggioranza dei milioni di telespettatori scivola sui binari della stretta sufficienza, se non della modestia. Di irresistibile questa squadra ha avuto solo i giochi di parole col suo bomber salvatore, il terzino Grosso.
    Punti di vista. Gli allenatori delle nazionali, da Bearzot a Vicini, da Sacchi a Zoff, da Maldini a Trapattoni, insomma tutti, indossano metaforici occhiali con i quali vedono, essi soli, una realtà che sfugge alle capacità sensoriali dei tifosi e degli osservatori professionali. Sono uomini soli al comando, ma mentre il prototipo della categoria, Fausto Coppi, era accompagnato dal sostegno di tutti, loro, al contrario, sono il bersaglio nazionale. Abbiamo smesso di stupircene da decenni, anche se ogni volta è curioso notare la via scelta per questo contradditorio molto particolare: c’è lo stile professorale (Sacchi), quello paternalistico (Bearzot), quello rassegnato (Zoff), quello ruspante (Trapattoni). Lippi? Un sorriso e una sfuriata. Prima o poi tocca a tutti. Toscano nell’approccio dialettico e polemico, nel desiderio di avere l’ultima parola. Un look psicologico che fuori dal fortilizio Juve diventa molto poco redditizio, diciamo pure controproducente.
    Difficile reggere l’urto di un Paese che esercita la propria unità nazionale nella critica al ct in carica: concediamolo pure al tecnico azzurro. Ma se si parte così tesi nel corso di una qualificazione al mondiale quasi risolta, tremiamo al pensiero di quello che potrebbe capitare nei 40 giorni della campagna tedesca. Calma, Lippi. Non ci sono nemici all’orizzonte. Niente di nuovo. Certo, prendere l’attaccante numero uno, Gilardino, retrocederlo all’improvviso al numero 5, e poi vedere gli errori elementari sotto porta o l’evanescenza dei sostituti (Vieri e Iaquinta), beh qualche traccia la lascia. Bisognerà pur concedere che il balletto degli attaccanti inneschi qualche dubbio nella cosiddetta opinione pubblica: chi ha mai visto qualcosa del genere?
    L’Italia all’Hampden Park ha scoperto che anche gli educati e sportivi scozzesi possono regredire di quattro gradini e fischiare un inno nazionale, il nostro, e che Totti può essere picchiato e mantenere un atteggiamento calmo. Pessimi i primi, bravo il secondo. Ma se parliamo di gioco, soprattutto nel primo tempo, c’è poco da salvare. Corsia di destra, (Gattuso-Zaccardo) del tutto evanescente, centrocampo in inferiorità numerica, difesa bucata nell’unica azione degli avversari, attaccanti di discutibile assemblaggio. Le tre punte sono il nuovo orgoglio nazionale? Falso. E’ l’atteggiamento della squadra che conta, non il numero degli attaccanti. E’ il suo equilibrio. Il caso Gilardino è oltre la soglia della comprensibilità e pare un episodio della sconfinata serie "ricordatevi che qui comando io".
    Urge tirar fuori dal campionato un’ipotesi di terzino destro più affidabile degli attuali. Meglio fermare subito la tendenza a schierare giocatori in ruoli diversi da quello abituale (Zambrotta nel secondo tempo). Ma c’è soprattutto un brutto clima attorno a questa squadra che parte dai mutismi di molti dei suoi bizzosi protagonisti al nervosismo del suo tecnico. Il quale, ricordiamolo, all’inizio della sua avventura si è costruito uno staff a sua immagine e somiglianza, espellendo dai dintorni tutti gli altri addetti ai lavori. Questa è la politica del bunker. Qualcosa di peggio anche del catenaccio.
    Franco Arturi

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    non vi sembra un pò troppo esagerato? Oppure è proprio vero che i casini è l'ambiente che li crea?
  2.     Mi trovi su: Homepage #4101617
    Boh..l'ho letto anch'io. Sinceramente la rubrica in gazza di Arturi è una delle poche letture che faccio e ke mi piace fare.....

    Sinceramente in quell'editoriale mi ha un pò deluso, non tanto x i contenuti...sacrosanti, ma x il tono polemico. Nn ne vedo la ragione. Ma probabilmente il tono polemico fa parte della nuova politica Gazzetta di innescare scoop e polemiche ogni 2 ore! Dopo Cannavò ha preso una piega sempre più mediocre quel giornale secondo me, tant'è che nn leggo più gli articoli di calcio ma solo quelli degli altri sport che seguo...(tutti in pratica :))
    NON LASCIARE MAI CHE LA PAURA DI PERDERE TI IMPEDISCA DI PARTECIPARE!!!
  3.     Mi trovi su: Homepage #4101619
    Aveva un suo stile, stile di un giornale serio, le notizie(in particolare di mercato) erano le più affidabili, adesso è come tutti gli altri.
    Anche Sport Week è cambiato tantissimo, la nuova versione è orrenda.
    La Gazza la prendo ogni tanto solo perchè è il quotidiano che dedica più spazio agli altri sport.
  4.     Mi trovi su: Homepage #4101620
    Originally posted by massituo
    la gazzetta sta diventando uno skifo...scusate il tono duro ma è vero..e mi aggrego a maestro zen...da quando è andato via cannavo vale poco piu di tuttosport


    Resta cmq l'unico giornale sportivo a parlare anche degli altri sport cmq, anche se con spazi sempre minori purtroppo. Gli altri quotidiani sportivi da questo punto di vista sono deficitari al max tanto che non mi spiego xè facciano a definirsi quotidiani "sportivi" se poi parlano solo di calcio o di juve e torino come in certi casi!
    NON LASCIARE MAI CHE LA PAURA DI PERDERE TI IMPEDISCA DI PARTECIPARE!!!
  5.     Mi trovi su: Homepage #4101621
    secondo me i giornalisti sportivi sono una gran camionata di incompetenti che lavorano ricorrendo al populismo, descrivendo non la realtà, ma quello che i tifosi vogliono vedere scritto.

    PArtendo da questo presupposto, non credo però si possa negare che abbiamo, una squadra ed uno staff che definire odiosi è poco
    questi giocano male (per colpe di vari) e, appena un giornalista lo fà notare, diventa il nemico e cominciano gli isterismi (mi ricordo ancora il Vieri più uomo di tutti)

    Ma prima erano odiosi solo i giocatori, mentre il Trap invece faceva l'intrattenitore (almeno in quello era bravo), ora c'è anche Lippi che ha un carattere di m .. elma e quindi, non appena le cose cominceranno ad andare veramente male, assisteremo al solito teatrino.
  6.     Mi trovi su: Homepage #4101622
    Originally posted by common
    secondo me i giornalisti sportivi sono una gran camionata di incompetenti che ricorrono al populismo, descrivendo non la realtà, ma quello che i tifosi vogliono vedere scritto.

    PArtendo da questo presupposto, non credo però si possa negare che abbiamo, una squadra ed uno staff che definire odiosi è poco
    questi giocano male (per colpe di vari) e, appena un giornalista lo fà notare, diventa il nemico e cominciano gli isterismi (mi ricordo ancora il Vieri più uomo di tutti)

    Ma prima erano odiosi solo i giocatori, mentre il Trap invece faceva l'intrattenitore (almeno in quello era bravo), ora c'è anche Lippi che ha un carattere di m .. elma e quindi, non appena le cose cominceranno ad andare veramente male, assisteremo al solito teatrino.


    scusa ma non ho capito se sei d'accordo con Arturi oppure la tua era una critica al suo articolo. Sono serio :)
  7.     Mi trovi su: Homepage #4101624
    Originally posted by Zanetti_Capitano
    scusa ma non ho capito se sei d'accordo con Arturi oppure la tua era una critica al suo articolo. Sono serio :)


    ripeto che non mi piacciono assolutamente i giornalisti sportivi, ma stavolta sono totalmente d'accordo con Arturi

    il caro Lippi vorrebbe sentirsi dire solo che hanno giocato da Dio

    e non oso pensare cosa succederebbe se il Ct fosse CApello, come arrogante vale 2 volte Lippi
  8.     Mi trovi su: Homepage #4101626
    Originally posted by Zanetti_Capitano
    cioè, visto che siamo troppo tranquilli è meglio tenere la tensione alta e creare casini....



    siamo troppo tranquilli SOLO quando le cose vanno bene, è quando le cose non vanno così bene che i nodi vengono al pettine ...

    se l'Italia avesse giocato bene ci sarebbero state tante critiche, secondo te? Ed è appunto quando circolano le critiche che Ct e giocatorilli cominciano a fare le zitelle acide ...

    secondo me sono pagati anche per sopportare critiche, specialmente quelle giuste.
  9.     Mi trovi su: Homepage #4101627
    Originally posted by common
    siamo troppo tranquilli SOLO quando le cose vanno bene, è quando le cose non vanno così bene che i nodi vengono al pettine ...

    se l'Italia avesse giocato bene ci sarebbero state tante critiche, secondo te? Ed è appunto quando circolano le critiche che Ct e giocatorilli cominciano a fare le zitelle acide ...

    secondo me sono pagati anche per sopportare critiche, specialmente quelle giuste.


    però sinceramente, e te lo dico da interista, mi sono girate spesso le bxxe quando i giornalisti non perdevano un istante per sputarci merxa addosso. Un bravo allenatore e un bravo giocatore non lo è perchè è amico della stampa.

  A Franco Arturi Lippi proprio non piace

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