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    Un ultrà è gravissimo, sei arrestati
    Cento contusi, anche fra le forze dell’ordine. I tifosi del Brescia: «Cariche ingiustificate»
    Derby violento al Bentegodi di Verona

    Il calcio al sabato pomeriggio miete le prime vittime. Arresti, feriti (uno, un bresciano, gravissimo in ospedale) e tafferugli fuori dal «Bentegodi» di Verona e alla stazione Porta Nuova prima e dopo il derby di serie B fra Hellas Verona e Brescia.
    Una settimana di mediazioni mancate e poi, solo 24 ore prima del fischio di inizio della partita, la decisione del Tar del Lazio, che ha detto «sì» al ricorso della Lega Calcio contro la chiusura dello stadio con ordinanza del Comune. Nonostante le preoccupazioni del sindaco di Verona, Paolo Zanotto, il derby si è giocato, e si è giocato in pieno pomeriggio, alle 16, a pochi metri dal tradizionale mercato rionale del sabato.
    Le prime tensioni si erano avvertite già durante la partita: fischi dagli spalti, per uno spettacolo che i tifosi (nemmeno novemila per un match sentito soprattutto dagli ultrà) pare non abbiano gradito molto. Poi, all’uscita, un accenno di scontro tra le opposte tifoserie. Ma soprattutto fra gli ultras e le forze dell’ordine, con ripetute cariche di «alleggerimento» e lancio di lacrimogeni da parte della Polizia. Un passante, un pensionato che stava camminando lungo viale Olimpia, è stato colpito e ferito da un lacrimogeno al ginocchio. «Gli scontri confermano i nostri timori, meglio giocare di sera per ridurre i possibili danni alle persone che abitano, lavorano o passano dal quartiere stadio», ha commentato Zanotto augurandosi che «il Tar torni a deliberare in merito tenendo conto di quanto accaduto».
    Nel giro di poco più di mezz’ora tutti i tifosi del Brescia sono stati riaccompagnati in pullman dallo stadio alla stazione Porta Nuova di Verona. Il trasbordo ha coinvolto un migliaio di persone ed è durato circa un’ora. Da lì in poi, la tensione è cresciuta esponenzialmente.
    In stazione nuovi problemi. Secondo l’ufficio stampa di Trenitalia gli ultrà bresciani avrebbero occupato quattro binari ferroviari di Porta Nuova, bloccando la circolazione a partire dalle 19. Lo scopo: chiedere alle forze dell’ordine la remissione il libertà dei tifosi bloccati dalla polizia durante le prime fasi degli incidenti dopo l’incontro. Gli ultrà ribattono di essere stati «istigati con i manganelli mentre stavano ordinatamente salendo sul treno, caricati con violenza, proprio in una giornata nella quale non avevano voluto creare alcun tipo di disordine». «La rabbia era tantissima - dicono - ma non abbiamo reagito. Eppure i poliziotti continuavano a caricare con i sassi e con i bastoni. Hanno caricato anche i bambini, tanto che abbiamo dovuto chiudere le porte del treno per difenderci». In questa fase un giovane bresciano ha riportato un grave trauma cranico, è stato intubato in stazione dai soccorritori e poi ricoverato in ospedale. Operato in serata, versa in condizioni critiche a Verona.
    «Era per terra con il cranio fracassato: prima lo hanno stordito con lo spray al peperoncino e poi massacrato colpendolo sulla testa con i manganelli», la dura accusa degli ultras bresciani al rientro in città con cerotti, lividi e gli occhi lucidi. Un centinaio, secondo i tifosi, i contusi. Due ragazze, Piera e Monica, scese dal treno mostrano le braccia piene di ematomi. Botte anche per molti ragazzi, che raccontano: «I poliziotti del reparto di Padova ci insultavano e continuavano a ripetere "Modena, Modena": chiaro il riferimento ai fatti di un anno fa al Braglia». Anche allora gli ultras bresciani (e perfino qualche poliziotto al seguito) al rientro in città si presentarono in massa al pronto soccorso per farsi medicare e accusarono le forze dell’ordine di aver «esagerato».
    Da Verona Emergenza sono arrivate tre ambulanze al binario su cui era fermo il treno che avrebbe dovuto riportare i biancoazzurri a casa. Solo intorno alle 20,45 anche l’ultimo tifoso è stato fatto salire sul treno, che è ripartito alla volta di Brescia. Una decina di giovani si sono fatti medicare al pronto soccorso dell’ospedale di Desenzano, una volta arrivati a casa.
    In attesa di conferme definitive, il bilancio del dopopartita, dice di sei arresti e di diversi fermi e denunce operati da polizia e carabinieri. Gli arresti sono scattati durante i tafferugli nelle immediate vicinanze dello stadio e in stazione. La questura di Verona sta verificando in queste ore testimonianze e filmati.
    L’esito di questo «derby del Bentegodi» avrà strascichi non solo calcistici. Le polemiche sul calcio al sabato pomeriggio e sui difficili rapporti fra forze dell’ordine e ultrà non si placano. Anzi, sono destinate a infiammarsi ancora di più.

    BresciaOggi


    Il decreto Pisanu tiene fuori gli striscioni

    Il decreto Pisanu continua a fare danni. File impossibili fuori dagli stadi, sempre più vuoti anche per la «cervellotica» decisione di giocare le partite al sabato pomeriggio. Il Bentegodi ieri sera era «povero». Non solo a causa della brutta partita giocata da Verona e Brescia. Gli immancabili striscioni che abbelliscono lo stadio non ci sono più. Chi li portava all’interno, ora non può più farlo. Evidentemente a chi decide piace uno stadio spoglio.

    Arena

    Foto
    http://www2.bresciafoto.it/servizio.asp?id_Service=110545&category1=&idcategory1=0
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    Originally posted by RECO

    Gli ultrà ribattono di essere stati «istigati con i manganelli mentre stavano ordinatamente salendo sul treno, caricati con violenza, proprio in una giornata nella quale non avevano voluto creare alcun tipo di disordine». «La rabbia era tantissima - dicono - ma non abbiamo reagito. Eppure i poliziotti continuavano a caricare con i sassi e con i bastoni. Hanno caricato anche i bambini, tanto che abbiamo dovuto chiudere le porte del treno per difenderci». In questa fase un giovane bresciano ha riportato un grave trauma cranico, è stato intubato in stazione dai soccorritori e poi ricoverato in ospedale. Operato in serata, versa in condizioni critiche a Verona.
    «Era per terra con il cranio fracassato: prima lo hanno stordito con lo spray al peperoncino e poi massacrato colpendolo sulla testa con i manganelli», la dura accusa degli ultras bresciani al rientro in città con cerotti, lividi e gli occhi lucidi. Un centinaio, secondo i tifosi, i contusi. Due ragazze, Piera e Monica, scese dal treno mostrano le braccia piene di ematomi. Botte anche per molti ragazzi, che raccontano: «I poliziotti del reparto di Padova ci insultavano e continuavano a ripetere "Modena, Modena"



    e poi la gente si chiede perché gli ultras ce l'hanno a morte con la polizia...:rolleyes: ci trattano da skyfo



    Cordinamento I.N.S.I (Io Non Sono Interista)

    -Simo_Juve-Tony Manero-Giovanni1982-Knaz-Kaiserniky-Massituo-SCA-TTANTE-Joey (gemell.
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    Originally posted by don capoccione
    cmq auguro al ragazzo bresciano di riprendersi al piu' presto.....NON MOLLARE

    questo è quello che conta...
    per il resto...che cattivoni questi poliziotti...:rolleyes:
    1 Superlega (Clausura 2007/08)
    1 Champions Superleague (apertura 2011/12)
  4.     Mi trovi su: Homepage Homepage #4137899
    Come accadde al mio amico macellaio alessandro a bologna...sicuramente tutti saprete la sua storia...la sud per un anno ha esposto lo striscione ALESSANDRO NON MOLLARE dopo che alessandro era andato in coma per via di un comportamento scorretto delle forze dell'ordine...ora cmq sta bene ed è tornato in curva :) stiamo vicini a questo ragazzo... e che tutti gli stadi domenica esponessero almeno uno striscione a favore di quell' ultras bresciano.
    PS: Di sicuro non si dovrebbe arrivare a tanto...poi la polizia ha ancora una volta esagerato...cmq in trasferta almeno un minimo di tafferugli ci sono sempre...
    LO SAI... PERCHè... TUTTA LA MIA VITA è... GIA-LLO-ROSSAAAA, C'è UNA RAGIONE! ... HO LA ROMA NEL MIO CUORE! ... AS ROMA, IO NON VIVO SENZA TEEEEEEEEEEE!
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    le condizioni del ragazzo


    DERBY VIOLENTO. Delicato intervento per il tifoso del Brescia, che resta in prognosi riservata all’ospedale Borgo Trento
    L’ultrà operato, ma resta grave
    La fidanzata Alice: «Va meglio, ma possiamo soltanto aspettare e sperare»

    di Wilma Petenzi

    Aspettare e sperare. Solo questo possono fare i genitori, la ragazza, gli amici di Paolo, il ragazzo di 29 anni di Castenedolo, ricoverato dall’altra sera all’ospedale di Borgo Trento di Verona con la testa sfondata. Paolo è stato soccorso alla stazione ferroviaria veronese, trasformata in un campo di battaglia, per gli scontri tra gli agenti di Polizia e i tifosi del Brescia. Era a Verona per fare il tifo, voleva applaudire Martinez e Mareco, è finito in ospedale e la sua vita è ancora appesa a un filo.
    Il tifoso, legato al 1911 Curva nord, è stato operato nella notte. I neurochirurghi dell’ospedale veronese sono intervenuti in piena notte.
    L’emergenza è scattata nella prima serata. Il ferito è stato portato all’ospedale in ambulanza. La gravità delle condizioni del ragazzo erano già emerse in stazione. I sanitari inviati dal 118 veronese hanno intubato il giovane sul posto, sotto gli sguardi increduli degli amici. È messo male, pare che abbia commentato uno dei medici mentre cercava di intubare il paziente che era privo di conoscenza e faceva fatica a respirare. Paolo, come hanno raccontato i suoi compagni di fede calcistica, era a terra, in una pozza di sangue, vomitava, si vedeva che stava malissimo. Il respiro era flebile e ogni domanda inutile: non era in grado di rispondere.
    I medici sono rimasti alla stazione tutto il tempo necessario per prestare le prime cure e cercare di stabilizzare le condizioni del giovane. Una volta intubato, Paolo è stato caricato in ambulanza e il mezzo è volato all’ospedale Borgo Trento. Il pronto soccorso era già stato allertato, così come gli specialisti della Neurochirurgia. Dopo gli esami e gli accertamenti clinici, Paolo è stato portato in sala operatoria. Tac e accertamenti hanno evidenziato un grosso ematoma. Era necessario eliminarlo al più presto, per eliminare la sofferenza cerebrale e dare al giovane una speranza di sopravvivenza. Senza l’intervento chirurgico immediato le possibilità di ripresa per il giovane si sarebbero ridotte drasticamente.
    L’intervento è andato bene, l’ematoma è stato rimosso. Non è stata un’operazione facile e breve. E la prognosi di Paolo resta riservata. È ancora troppo presto per capire se il giovane di Castenedolo si riprenderà, le sue condizioni sono ancora critiche. Bisogna capire se la lesione alla testa ha causato danni gravi, difficilmente recuperabili. Le sue condizioni non sono più gravissime come sabato sera, subito dopo il ricovero, ma è ancora presto per essere ottimisti. I medici hanno invitato a essere cauti, non pessimisti, ma cautamente ottimisti. A seguire con trepidazione l’evolversi della situazione a Verona ci sono i genitori di Paolo e la sua ragazza, Alice, pure lei tifosa del Brescia, ma sabato costretta dal lavoro lontana dallo stadio. Non era in stazione quando Paolo è rimasto ferito. Non vuole pensare, adesso, a quello che è successo a pochi passi dal treno che avrebbe riportato a Brescia il suo ragazzo, ma è concentrata solo su una cosa: vuole che il suo ragazzo si rimetta al più presto, che torni a casa per riprendere la vita di sempre, il lavoro, gli amici, la passione per il Brescia.
    «I medici - racconta la ragazza - hanno spiegato che l’intervento è andato bene e che questo è un buon inizio, ma la situazione non è risolta: Paolo resta ancora grave». Alice, frastornata per quello che è successo non si è allontanata nemmeno un istante dall’ospedale veronese.
    «I medici hanno preso del tempo - spiega -, è necessario far trascorrere ancora alcune ore per capire se la situazione è migliorata. Non possiamo fare altro che aspettare e sperare». Stessa attesa anche per i familiari di Paolo, pure loro sconvolti per quanto successo al loro ragazzo.
    Solo fra 36 ore i medici potranno essere più precisi e capire quali sono le condizioni del tifoso. Non resta che aspettare e sperare.

    BresciaOggi

    i tgi si sono dimenticati di dare la notizia...
    :rolleyes:
  6.     Mi trovi su: Homepage #4137902
    Originally posted by RECO
    Alcuni suono buoni, buoni come i tg che si sono involontariamente dimenticati di dare la notizia:rolleyes:


    Reco devi anche capire che la violenza negli stadi nn fa più notizia.
    Il problema è da risolvere a monte, secondo me. Partendo dal presupposto che non voglio criminalizzare nessuno nè i veri tifosi nè le forze dell'ordine, entrambe le fazioni nn sono costituite da santi (basta vedere la veemenza con la quale si scontrano), ti sembra normale che per andare allo stadio e per assistere ad uno spettacolo vi sia la necessaria presenza delle forze dell'ordine?
    Trovata la risposta a questa domanda forse si fa anche un passo in avanti nella risoluzione del problema.
  7.     Mi trovi su: Homepage #4137903
    Originally posted by Giovanni1982
    Reco devi anche capire che la violenza negli stadi nn fa più notizia.
    Il problema è da risolvere a monte, secondo me. Partendo dal presupposto che non voglio criminalizzare nessuno nè i veri tifosi nè le forze dell'ordine, entrambe le fazioni nn sono costituite da santi (basta vedere la veemenza con la quale si scontrano), ti sembra normale che per andare allo stadio e per assistere ad uno spettacolo vi sia la necessaria presenza delle forze dell'ordine?
    Trovata la risposta a questa domanda forse si fa anche un passo in avanti nella risoluzione del problema.


    non si arrabbi signor giovanni, ma i telegiornali devono riportare le notizie, non farle :cool:
    detto questo sono d'accordo con lei su tutto il fronte :cool:

  Verona - Brescia, tifoso in gravi condizioni

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