1. Tombraiderettista.  
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    [COLOR=royalblue]Larians' Tales[/COLOR]

    Inauguriamo questa nuova sezione con i racconti realizzati dai fans di Lara Croft e Tomb Raider :D





    Per inserire anche il vostro racconto postatelo nel topic predisposto alla raccolta ed i commenti :) : "Larians' Tales: raccolta racconti" :approved:
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  2. Tombraiderettista.  
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    Primo racconto realizzato da:



    raniero :)


    [COLOR=royalblue]Lara Croft Tomb Raider: La Coppa di Olimpia[/color]


    PREMESSA: La storia, i luoghi, i personaggi e le date storiche da me ideate sono di pura fantasia, e non appartengono a nessuna leggenda o storia esistente! chiusa questa premessa vi auguro buona lettura! ....ah un'altra cosa, questa è soltanto la prima parte del racconto, in seguito verrà pubblicata la continuazione.


    INTRODUZIONE: La storia si svolge in diverse località della Terra, il viaggio inizia in Grecia per poi proseguire ad Hong Kong, nella Jungla malese ed in Svezia, per poi finire l'avventura nella sperduta isola di Pasqua.




    Nell'antica Grecia, attorno al II secolo a.C. ad Olimpia ebbero inizio le prime Olimpiadi. Il premio per il vincitore era un oggetto, precisamente una coppa con incastonate delle gemme, che rappresentavano i nove simboli dei nove pianeti.
    Questa coppa custodiva dei poteri magici, perché le otto gemme erano state forgiate da dei meteoriti caduti sulla Terra milioni di anni prima, provenienti da ogni pianeta del Sistema Solare.

    La coppa dava al suo possessore un potere immenso, e per questo tutti lottavano per averla. Per fortuna il vincitore fu un uomo saggio, e per questo la custodì con cura. Diversi anni dopo, con la morte del saggio proprietario, la coppa venne rubata da dei mercenari dal Tempio Sacro, ma nel fuggire, inseguiti dalle guardie, l'artefatto cadde e tutte le gemme si distaccarono. I ladri vennero presi, ed il sovrano ordinò di nascondere le gemme ai confini del mondo allora conosciuto, e di riporre la coppa all' interno di un tempio sommerso...

    Siamo nell' anno 2005 nel Maniero Croft in Inghilterra: Lara molto provata dalla sua ultima avventura tenutasi a Praga, è appena tornata da una settimana in casa sua, ricevuta dal suo vecchio e fedele maggiordomo nonché amico Winston, e dai suoi collaboratori Will e Bryce. Ad un tratto Lara riceve una telefonata da un suo vecchio amico, dicendole di aver trovato nella sua soffitta due gemme con dei strani simboli sopra di esse. Lara si precipita dal suo amico per esaminare le due pietre, e dopo averle viste ed esaminate, fa una scoperta sensazionale, infatti sul retro di una di esse trova una iscrizione in greco antico con scritto:

    "Questa gemma è stata forgiata da un antico meteorite proveniente dal Pianeta Saturno ed assieme ad altre otto gemme e una coppa sacra custodita ad Olimpia formerà un artefatto dagli enormi poteri"

    Portando con sè le due pietre ed ignara dei pericoli che l' attendono, Lara parte immediatamente per la Grecia alla ricerca di altre informazioni....


    FINE PRIMA PARTE
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    Sezione dedicata ai racconti di:



    Riflesso :)


    [COLOR=royalblue]Raccolta racconti su Tomb Raider[/color] (titolo provvisorio :) )


    Genesi
    Prologo


    L’occhio del mondo aprì le palpebre e fu capace di guardare la vita che nasceva. Ed Egli si chiuse, poi si riaprì, nel putiferio della nascita dell’uomo. Egli si chiuse, egli si riaprì. E seppe guardare il tempo, il rogo del tempo, che nel fumo spargeva le anime di coloro che hanno detto, fatto, vissuto. La realtà, nel vento. Un soffio di vita. Così l’uomo si evolse, mutò. E anch’egli seppe vedere.

    L’occhio si chiuse. Al mezzo della vita, le nude anime si vestirono. Si specchiarono nel lago e si videro. L’uomo. Nel bacio scoprì l’amore. Nell’abbraccio scoprì la vita. L’uomo si evolse, mutò. E anch’egli seppe guardare.

    L’occhio si aprì. Guardò. La vita splendeva, la luce cresceva. Il calore emanava il profumo di un petalo primaverile. Le anime divennero peccatrici, colpite dai fiori, dall’armonia della brezza, dalle frecce di un Eros mai più esistito. L’uomo si evolse, mutò. E anch’egli seppe pensare.

    L’occhio era chiuso. La vita, ora, era. L’occhio non aveva da vedere, né da guardare, né da pensare. Perché l’uomo, ora, aveva capito. Aveva capito, finalmente, che non basta guardare, non basta pensare. Bisogna sognare.

    Ed ora la realtà era nuova, la realtà viaggiava. L’uomo ora chiudeva, riapriva gli occhi. Guardava e non era guardato. L’uomo era solo, era cambiato, era evoluto. O meglio. Sapeva che ora, finalmente… era.


    Ho continuato a scrivere qualcosa, stavolta però ho parlato in primis di Lara Croft. Consideratelo anche questo come l'incipit della storia. L'inizio vero e proprio. L'attimo in cui incontriamo Lara... E capirete il concetto che accomuna la GENESI con questo primo brano della raccolta di racconti.


    Lei

    Cosa fosse la poesia, lei non era mai riuscita a capirlo. Ascoltava pianoforte, amava la musica classica e la reputava la migliore. E pensava sempre che questa fosse la poesia. Tuttavia, quando si fermava, e guardava le stelle, quando correva, e guardava la strada, quando sognava, e qui non c’è nulla da dire, riusciva a percepire nel cielo, nella terra e nel sogno ciò che lei aveva sempre desiderato. Non sapeva cosa fosse. Ma lì, innanzi ad un mondo nuovo, da scoprire, da bramare, il primordiale la affascinava. L’origine. Lei amava il tempo in cui l’uomo era.

    Lei non era mai stata. Era stata bella, era stata dolce, era stata stupida. Era stata intelligente, era stata innamorata. Era stata ciò che voleva essere, o che non voleva. Dipese da lei. Ma ciò che l’attirava di più, forse, era il cercare quell’“esser stata” che nessuno le avrebbe garantito, se non se stessa. Comprese, allora, che l’essere non era cosa semplice. E la ricerca di esso lo era ancor di meno.

    Ma eccola, ora, correre. Inseguiva, finalmente, un sogno. Un sogno opaco, un obiettivo lontano milioni di anni luce. Avrebbe voluto viaggiare nel tempo e raggiungere il cielo, nel più vasto dei momenti: stava correndo. È così che iniziava uno dei suoi sogni. Uno dei suoi tentativi di ritorno alle origini. Anzi, per meglio dire, all’origine. Perché nel viaggiare di luogo in luogo, nel provare a morire pur di vivere, nel guardare cercando di non vedere la storia e la vita stessa dell’Uomo, che tanto ha fatto e tanto ha pensato, Lara Croft vedeva un'unica meta. Un’origine. La sua.

    E fu forse proprio allora che si accorse… che la poesia era la realtà che viveva. E che c'era poesia anche in un luogo abbandonato dalla vita, ma non dallo sguardo; bastava saperla osservare nel suo primordiale. E capire.


    Ecco un altro racconto... Dopo la Genesi, dopo la sua presentazione, ho descritto una delle azioni più stupide che noi facciamo spessissimo, con Lara: il salto. Il titolo di questo paragrafo sarà, probabilmente, il titolo della raccolta. O forse solo di una prima parte..


    Fletto i muscoli e sono nel vuoto

    “Ho trovato la mia strada, tra le nuvole del cielo, perché io so che non posso restare qui, in Paradiso”. Poi il silenzio. Maledizioni su maledizioni, perdita di originalità, iscrizioni ed iscrizioni, morte in agguato, realtà.

    Un gatto si raggomitola nella sua cesta. Dorme. Fa le fusa, nel respiro. E il suo calore diventa sempre più freddo. La cesta cade. Il sangue, nell’aria, sospeso. Poi il silenzio. E un tonfo. Maledizioni realizzate, cadute dalle stelle.

    “Io sono ancora lì. Ora, nel cielo, viaggio, col vento. Ovunque io sia, io sono il vento che ti sussurra nell’orecchio di aspettarmi, forse ora, forse per sempre.” Per sempre. A questo pensava Lei, Lara. Eccola, lì, in bilico. Avrebbe potuto consegnar lacrime alla morte. Ma non lo fece. Non lo avrebbe mai fatto. Il sangue nell’aria non avrebbe sparso. Il tonfo non avrebbe fatto sentire. Perché il silenzio che segue la tempesta lo si attende. Forse ora, forse per sempre. E per sempre lei sarebbe stata ad attenderlo, se avesse potuto. Ma non poteva. E la affrontò.

    La tempesta era passata. Il silenzio le parlava, ora. E nulla c’è di più eloquente… del silenzio. Ma non saranno giuste le sue parole e lei non le ascolterà. Perché lei sa che il silenzio parla e che il silenzio... è terribile.

    “Io sono nel vento. Il vento.” E sussurra. “Per sempre. Io ti sussurro di aspettarmi. Forse ora, forse per sempre.” Lei non ascoltò. Flesse i muscoli. E fu nel vuoto. E fu nel silenzio.


    Ecco un altro raccontino. Parlo, qui, in maniera molto metaforica. Ogni cosa ha un simbolo ;)...


    La stella

    Capita spesso, talvolta, che la vita ci riservi sorprese. Capita. Ad aprire le danze è una quiete che sembra silenziosa. Ma eccola gridare, invitare a ballare, in un momento. Come un valzer, rose viaggiano nell’aria, si rincorrono, sulle note di un dispettoso ritmo di amori profumati. È così che nasce un’emozione.

    Esistono però tanti tipi di amore. Lara lo sapeva, ormai. Non vi era momento che sprecava, non vi era tempo che perdeva. Era il tempo a perdere lei, tanto dolce era il suo pensare, tanto forte era il suo fare. Quanto reale fosse il suo essere. E sapeva che ne valeva la pena di amare.

    E si dà il caso che non era esser inquietati dal vento, non era il poter ascoltare il silenzio, non era il baciare la morte ad ogni occasione, che la spingeva ad andare avanti, amando.

    “E’ la vita che mi ama. Ed io amo lei. Io sì, amo, l’ho voluta, l’ho abbracciata. Sempre. Eccomi, salgo, e Lei è sempre lì… la riesco a vedere anche di giorno, sempre. Perché lei c’è. E lei non morirà, ora. Lei è la vita. Finché c’è, io continuo a sognarla. Vale la pena vivere per amarla. Perché la morte è buio, la vita è luce. Perché la morte è fredda, la vita è calore. Perché la morte è dipendenza, la vita è autonoma”.

    E così pensava nell’attingere amore da quella luce che mai l’abbandonava. Era una stella. I raggi, bianchi, sembravano illuminarla più del sole. E finché c’era quella stella, lei sapeva cosa fare. Sapeva dove andare. E finché c’era quella stella, la sua vocazione non moriva. Finché c'era la vita, lei andava avanti. La sua realtà non smetteva di essere. Perché la vita è amore, la vita è un dono, la vita è gioia.

    E non si soffre, se si ama la vita... ma non si può amare – la vita – se non si soffre.


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  Larians' Tales: i racconti dei fans di TR :)

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