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    Direttamente dallo SMAU ....



    I primi esperimenti partono dnegli anni Novanta e non sempre sono convincenti.
    E ora sta arrivando il momento dei classici
    Luigi Ferro

    26 Ottobre 2005

    Il rapporto fra cinema e videogiochi è iniziato presto. Con timidi tentativi come la trasposizione di Indiana Jones e addirittura con “Super Mario Bros” che nel 1993 ha fatto il grande salto. Poi è stata la volta di Lara Croft che ha lanciato l'attrice Angelina Jolie e ha incassato 131 milioni di dollari, “Resident Evil” (110 milioni il primo, 129 il secondo episodio) e “Final Fantasy” che a fronte dei 137 milioni investiti ne ha fruttati però solo 130. “La materia da trattare è scivolosa - ha spiegato a Repubblica John Wells uno dei produttori di Doom - il pubblico è abituato a dirigere l'azione del gioco non soltanto a essere uno spettatore e questo crea molti problemi” .

    Spiegazione forse un po' debole che non convince. Molto più interessante è l'opinione di Adrian Askarieh, sceneggiatore di “Spy Hunter” secondo il quale “per anni i film di questo tipo sono stati lasciati a piccole produzioni e registi di media levatura. Quando sono arrivati i grandi budget e le grandi firme sono arrivati anche i grandi film”. Ipotesi molto più plausibile anche se il successo non è automatico come è il caso di "Final Fantasy" che non era però il soggetto più facile da trattare in un film.

    Nel frattempo la situazione si è evoluta e alcuni hanno iniziato a fare il percorso inverso. Se la strada videogioco-film fa ormai parte dello sfruttamento del prodotto che non esaurisce più la sua vita sullo scaffale, ora si prova anche la strada contraria, dal film al videogioco. “Godfather”, per esempio, “Il signore degli anelli” recentemente, oggi “King Kong” e domani “The Warriors” un classico della fine degli anni Settanta. Il fatto che le licenze in qualche caso non siano state sfruttate a dovere ha creato un po' di sospetto fra i consumatori, certo è che le major del cinema possono trovare nuovi sbocchi per prodotti ormai da tempo alla fine del ciclo di vita e i videogame nuova linfa per una creatività negli ultimi tempi un po' appassita. Uno scambio win-win (positivo per entrambi) come si dice oggi nello slang aziendale a patto che a vincere e a divertirsi sia anche il consumatore.
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    Inoltre ecco ....come nasce un moderno videogame



    King Kong, Dietro un progetto da venti milioni di dollari
    ci sono mesi di lavoro intenso.
    Per un gioco che somiglia molto a un film
    Luigi Ferro

    26 Ottobre 2005

    In attesa dell'ennesima versione sul grande schermo in uscita in dicembre, il 16 novembre sarà disponibile sugli scaffali “Peter Jackson's King Kong” la trasposizione nel mondo dei videogiochi dello scimmione diventato ormai un cult cinematografico.
    Questa volta però oltre che al cinema sarà possibile giocare con il gorilla su otto piattaforme differenti che vanno dai cellulari fino alla Xbox 360 ormai prossima al debutto. Uno sforzo poderoso da parte di Ubi Soft che sull'irascibile animale che si arrampica sull'Empire state building con in mano la bionda di turno ha investito venti milioni di dollari.

    Cifra imponente per un gioco realizzato in un anno e mezzo a cavallo fra Montpellier, la sede di uno degli studios dove la società francese realizza i suoi giochi, e la Nuova Zelanda residenza del regista della trilogia del “Signore degli anelli” che da contratto si è assicurato una percentuale sulle vendite.

    La storia prende avvio all'inizio del 2004 quando il team di Ubi Soft sbarca dall'altra parte del mondo per incontrarsi con il regista che inizia a tratteggiare la storia nella quale saranno inclusi molti animali mai comparsi nei film come dinosauri e altri mostri preistorici. Jackson, che dà accesso al team di Ubi a tutto il materiale relativo al film, vuole un gioco il più possibile simile alla versione cinematografica che ricrei l'atmosfera che vivranno gli spettatori in sala. Il gamer si trova da una parte e l'altra della catena alimentare. Nel gioco, infatti, al 70% si gioca la parte di Jack, che sull'isola ci va per fare un film e affronta avventure di tutti i tipi, e per il resto del gorilla che si trova nel suo habitat naturale. Per il giocatore questo vuol dire che manovrare Jack lo sottopone a un ritmo intenso e stressante, mentre il gorilla gli permette di rilassarsi. Kong è il re dell'isola e i dinosauri gli fanno un baffo. Con un'avvertenza, il livello di difficoltà si adegua alle capacità del giocatore che dopo avere sbattuto inutilmente la faccia contro il T rex vede improvvisamente il mostro muoversi più lentamente, apparire un po' più debole e quindi alla sua portata.

    Il team di sviluppo ha poi fatto sparire la classica interfaccia del gioco e, sotto le direttive del regista, ha creato una foresta piena di vita dove l'erba si muove al passaggio delle persone, il dinosauro se sei nascosto non ti vede e può anche essere sviato da un piccolo animale buttato lì come esca. I personaggi interagiscono con l'ambiente (la lancia infuocata può essere utilizzata per provocare un incendio) e quando lo scimmione arriva a New York mostra tutti i limiti di chi dalla foresta si trova a combattere in un ambiente sconosciuto come quello di una metropoli.
    La traccia iniziale viene più volte riscritta, gli scambi di mail sono continui con rigide regole di riservatezza. Ogni bozza può essere letta ma non copiata per evitare l'uscita dagli studio. Mentre Ubi Soft arriva a mobilitare circa trecento persone sul gioco, la colonna sonora porta via una decina di mesi di lavoro e, sempre per rendere il tutto il più realistico possibile, si decide di optare per suoni naturali. L'urlo di Kong arriva infatti da 12 suoni differenti dei quali un paio umani.
    Il lavoro è frenetico, ma come raccontano in Ubi Soft “ogni viaggio in Nuova Zelanda ci fa tornare a Montpellier carichi di energia creativa”. Traduzione: si lavora anche di notte. Ci sono scadenze da rispettare e la certificazione da parte dei produttori di console da ottenere. Se sul pc i bug possono anche essere eliminati con una patch da scaricare dal sito, per le console il prodotto deve essere perfetto. Un bug e la relativa bocciatura da parte di Sony o Microsoft può ritardare il lavoro di mesi. Un incubo.

    I responsabili del progetto si incontrano con una collaboratrice di Jackson per definire la sceneggiatura e registrare la voce narrante. Nel giro di due giorni vengono passati al settaccio tutti i dialoghi. Poi a Los Angeles si registrano le voci degli attori. Siamo alla fine, il gioco è ok e c'è pure la classica scena nella quale il gorilla dopo avere distrutto mezza città si ferma e all'apparire della versione virtuale di Naomi Watts stende la mano e la fa salire per portarla sul grattacielo.King Kong non perde la tenerezza.


    Via alla discussione ;)
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  3. Alle stelle  
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    Ehm volevo farvi presente come nasce oggi un moderno videogame...

    King Kong èuno di quei videogame che si avvicinano molto
    a come oggi..si creano i film con tantissimi effetti speciali .

    Quindi Noi lariani speriamo o no che Lara Croft e Tomb raider
    giungano a questi livelli di perfezionamento ? ;)
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  4.     Mi trovi su: Homepage #4179437
    Beh al giorno d'oggi può essere necessario ricercare spunti su spunti...
    E le idee che escon fuori son sempre "originali" o "nuove".
    "Il limite dell'amore è sempre quello di aver bisogno di un complice. Questo suo amico sapeva però che la raffinatezza del libertinaggio è quella di essere allo stesso tempo carnefice e vittima". (Il Duca Blangis in "Salò o le 120 giornate di Sodoma", di Pier Paolo Pasolini)
  5. Bandito  
        Mi trovi su: Homepage #4179440
    Originally posted by Riflesso
    E le idee che escon fuori son sempre "originali" o "nuove".


    Bah, però secondo me questo 'originali e nuove va preso con le pinze, poichè mi sembra che la tendenza sia ben diversa!
    [COLOR=LIMEGREEN]You can own the Earth and still all you'll own is earth until you can paint with all the colors of the wind.[/COLOR]

  6. Normale  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #4179441
    Originally posted by Roberto-web
    Ehm volevo farvi presente come nasce oggi un moderno videogame...

    Quindi Noi lariani speriamo o no che Lara Croft e Tomb raider
    giungano a questi livelli di perfezionamento ? ;)

    Sicuramente si! :approved: :D
    [SIZE=1]Vedere il mondo in un granello di sabbia
    e il cielo in un fiore di campo,
    tenere l'infinito nel palmo della mano
  7.     Mi trovi su: Homepage #4179443
    I film ispirati ai videogiochi possono anche risparmiarseli visto che la maggior parte delle volte ne escono fuori solo delle ciofeche. Spesso si tralasciano fattori importanti come la sceneggiatura, si devia completamente il concetto del gioco e le scene non convincono sempre del tutto. Agendo così rovinano solo la reputazione del gioco che già per TR non era delle più rosee...

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