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    Analizziamo i duelli della partitissima Milan-Juve di stasera: a centrocampo sarà la vera sfida tra i due brasiliani. Da seguire anche il ritorno di Vieira davanti a Pirlo
    Un duello tra Kakà e Nedved.

    Bozzani MILANO, 29 ottobre 2005 - La decima vittoria consecutiva della Juve o la settima consecutiva del Milan? La risposta potrebbe già contenere un’indicazione importante sul nome della squadra che vincerà lo scudetto.
    È vero che la strada è ancora lunga, come ricorda Mancini, e che un pareggio potrebbe interrompere in un colpo solo il sogno di un nuovo record bianconero e quello di una rimonta rossonera, ma alzi la mano chi sarebbe disposto a credere in un successivo crollo della Juve, se vincesse anche stasera. Battuta un anno fa sul piano del gioco, eppure capace di uscire con uno 0-0 dal confronto diretto a Torino (sempre con Bertini arbitro), stasera la Juve si presenta ancora più forte rispetto all’8 maggio scorso, quando chiuse il campionato uscendo da San Siro con un 1-0 firmato Trezeguet. Eppure il Milan fa bene a crederci, specie se Kakà vincerà il derby a centrocampo con Emerson.
    DIDA-CHIMENTI
    I numeri dicono che Dida ha incassato più del triplo dei gol (7 a 2) rispetto ai due sostituti di Buffon. Ma al di là dei loro meriti, Abbiati e Chimenti hanno goduto fin qui di una protezione maggiore da parte dei rispettivi compagni. A livello individuale, infatti, Dida vale più di Chimenti, che giocherà stasera, e dello stesso Abbiati. Anche se come si è visto nelle prime nove partite, non basta avere il portiere più forte per essere in testa.
    STAM-NEDVED
    Il capitano del Brasile non vuol mollare, perché a 35 anni non si sente ancora da pensione, ma ultimamente ha sollevato parecchi dubbi sulla sua freschezza. Se Ancelotti lo confermerà, non fidandosi di Stam, Cafu rischia però di partire in svantaggio nel confronto a zona con Nedved, più veloce e più potente di lui. Ma anche l’olandese può patire la maggiore mobilità del ceco, in grado di mettere a nudo uno dei punti deboli dei rossoneri.
    NESTA-IBRAHIMOVIC
    Assente dalla gara della Nazionale contro la Slovenia di tre settimane fa, Nesta è pronto a riprendere il proprio posto al centro della difesa e almeno su di lui non ci sono dubbi. Anche Ibrahimovic, assente mercoledì, è recuperato e malgrado lo svedese si muova sempre molto il suo principale avversario sarà proprio Nesta. Un duello tecnicamente interessantissimo, dall’esito incerto, che alla lunga potrebbe influire sul risultato.
    MALDINI-TREZEGUET
    A riposo a Empoli, stavolta capitan Maldini non mancherà il primo grande appuntamento con la Juventus, come l’anno scorso a Torino. Teoricamente il suo avversario di riferimento dovrebbe essere Trezeguet, inferiore a lui sul piano tecnico, ma capace come nessun altro di approfittare dell’unica incertezza altrui. E allora Maldini non dovrà distrarsi un attimo, perché non a caso Trezeguet è il capocannoniere della Juve, con 5 gol.
    SERGINHO-CAMORANESI
    Kaladze all’inizio e poi forse Serginho. La fascia sinistra del Milan è affidata a loro e per motivi diversi in questo settore la Juve parte favorita. Camoranesi, tra l’altro tenuto in fresco nelle ultime due partite, con le sue accelerazioni e i suoi cross sulla destra, ma anche con la sua capacità di giocare in mezzo da centrocampista aggiunto, è un punto di forza di Capello, che oltretutto può ricorrere anche a Mutu.
    GATTUSO-ZAMBROTTA
    I differenti moduli tattici concederanno ampia libertà agli esterni della Juve, per cui i due «valletti» di Pirlo potrebbero trovarsi senza punti di riferimento precisi. Gattuso, teoricamente più adatto per giocare al centro in pressing su Vieira, potrebbe quindi essere costretto a sdoppiarsi, allargandosi sulla destra per tenere lontano Zambrotta. Perché in caso contrario, Stam avrebbe un altro avversario, oltre a Nedved, sulla fascia.
    PIRLO-VIEIRA
    Pirlo non si discute, anche se quest’anno le sue prestazioni sono state accompagnate più da interrogativi che da esclamativi. A maggior motivo non si discute Vieira, pronto a tornare dopo aver saltato le ultime 4 partite (tre di campionato e una di Champions) e proprio perché il francese ha sempre fatto la differenza, specie in trasferta, sarà lui uno degli uomini chiave. Ma Pirlo ha un’arma da non sottovalutare: le punizioni.
    SEEDORF-PESSOTTO
    Per questo ipotetico confronto, vale il discorso fatto per Gattuso e Zambrotta, anche se a Seedorf non si possono chiedere compiti di marcatura. Più facile che sia Pessotto a doversi adattare ai movimenti del suo avversario, specie se l’olandese si allargherà a sinistra. E in questo caso, tutto dipenderà da Seedorf perché il suo cambio di marcia e il suo tiro da fuori possono annullare il superiore senso tattico del «professorino».
    KAKA-EMERSON
    L’avanzato Kakà e l’arretrato Emerson. Per la gioia del c.t. Parreira, ecco un derby Brasil, destinato a orientare in maniera decisiva la sfida. Perché se Emerson è meno regista, ma più incontrista di Pirlo, sicuramente Kakà è molto più veloce e fantasioso di Vieira. E allora molto, se non tutto, dipenderà proprio dalla forma del trequartista, l’unico rossonero in grado di fare la differenza giocando da solo, ma anche per gli altri.
    INZAGHI-CANNAVARO
    Il rilancio di Shevchenko o la seconda gara dall’inizio di Inzaghi? La differenza tatticamente non è da poco, ma siccome Ancelotti deve basarsi sulla condizione fisica, Inzaghi sembra favorito per sfidare Cannavaro e in seconda battuta Thuram. Fermo restando Gilardino in posizione più avanzata, il suo compagno di reparto non avrà però vita facile, perché Cannavaro si esalta nelle grandi sfide, specie a San Siro.
    GILARDINO-THURAM
    Risparmiato nelle ultime due partite, Thuram rientra nell’appuntamento più importante e spetterà soprattutto a lui il compito di impedire a Gilardino di segnare il primo gol a San Siro, dopo i 5 in trasferta. Degno di una maglia da titolare per qualità tecniche e non per turnover, Gilardino ha le caratteristiche per mettere in difficoltà Thuram e lo stesso Cannavaro. E mai come oggi è lui l’unica certezza dell’attacco rossonero.
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    SEEDORF-PESSOTTO
    Per questo ipotetico confronto, vale il discorso fatto per Gattuso e Zambrotta, anche se a Seedorf non si possono chiedere compiti di marcatura. Più facile che sia Pessotto a doversi adattare ai movimenti del suo avversario, specie se l’olandese si allargherà a sinistra. E in questo caso, tutto dipenderà da Seedorf perché il suo cambio di marcia e il suo tiro da fuori possono annullare il superiore senso tattico del «professorino».



    Non si può paragonare l'oro (Pessotto) con il piombo (Seedorf).:cool:

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